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elgatoloco
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mercoledì 21 marzo 2018
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argento atipico. tra commedia grottesca ed erotismo
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"Le cinque giornate": Risorgimento italiano dalla parte non dei Cavour, dei Mazzini, dei Garibaldi, neppure dei Cattaneo e altri, ma da quella dei"poveri del mondo", sempre esclusi da tutto,alle prese con una "Rivoluzione"che in realtà è pilotata, dai Savoia, dal clero, dalla"reazione", con elementi molto grotteschi e altri, dove c'è la parte nella quale Celentano e Cerusico devono assistere una partoriente, quella che è dedicata ai calori sexy di una vedova, quella del"traditore", in cui è coinvolto solo Cerusico, senza Celentano(tra i due gioca anche l'equivoco tra milanese o meglio italiano"virato"dal milanese e romanesco), il"supercolpo"tra la corruzione aristocratica o meglio in un luogo(salone-biblioteca)che è abitato da aristocratici, con"sorprese"di ogni genere, una Marilò Tolo molto sexy-invasata, ma tutto si riassume nel finale, efficacissimo, "C'hanno fregato"detto-gridato, dopo varie titubanze, da Celentano, anch'egli destinato a una"brutta fine".
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"Le cinque giornate": Risorgimento italiano dalla parte non dei Cavour, dei Mazzini, dei Garibaldi, neppure dei Cattaneo e altri, ma da quella dei"poveri del mondo", sempre esclusi da tutto,alle prese con una "Rivoluzione"che in realtà è pilotata, dai Savoia, dal clero, dalla"reazione", con elementi molto grotteschi e altri, dove c'è la parte nella quale Celentano e Cerusico devono assistere una partoriente, quella che è dedicata ai calori sexy di una vedova, quella del"traditore", in cui è coinvolto solo Cerusico, senza Celentano(tra i due gioca anche l'equivoco tra milanese o meglio italiano"virato"dal milanese e romanesco), il"supercolpo"tra la corruzione aristocratica o meglio in un luogo(salone-biblioteca)che è abitato da aristocratici, con"sorprese"di ogni genere, una Marilò Tolo molto sexy-invasata, ma tutto si riassume nel finale, efficacissimo, "C'hanno fregato"detto-gridato, dopo varie titubanze, da Celentano, anch'egli destinato a una"brutta fine".... El Gato
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francis metal
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venerdì 20 gennaio 2017
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ci hanno fregatoh!
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Non è un film perfetto, ha delle pecche... però l'idea di fondo è davvero bella, e all'inizio non si capiva che sarebbe finita così. Praticamente rispecchia più o meno le mie idee sull'Unità d'Italia... è un'opera di revisionismo storico. Chi ha unito l'Italia non è un eroe, ma un pezzo di m.... non che gli Austriaci e i Borboni fossero santi (si è visto anche nel film), anzi in questo film non ci sono affatto eroi, sono tutti o illusi, o despoti, o corrotti, o ladri o opportunisti.
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diskol88
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domenica 13 dicembre 2015
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l'ignorante non è anche stupido...
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per il film in questione, è un film che narra la storia di milano
volevano assediare milano... è hanno cominciato una storia,
perdendo poi parte del loro arsenale andato alla storia...,
dei veri cittadini di milano, non come il cantante o..., quelli che
cantano le cose scritte da altre persone e che poi si sono
ritirati con l'ansia da prestazione, e perchè
non avevano niente da dire, è una storia che avrà sempre
un posto nelle memorie di tante persone, il paese nonostante le canzoni di
battisti e mogol... non è riuscito nonstante le
influenze i remake a sotterrare l'importanza della storia, la storia è
reale e sono fatti veri, le 5 giornate di milano è non tanto
per gli attoruncoli o il filmaker che vanno ricordati, soltanto perchè
un combattimento epico, cui non hanno
pensato quei veri paladini di chiamare il combattimento del
testimone l'acqua a venezia ecc, altresì è una vitoria intitolata così, non è
hitler che s'sispira a mussolini ecc ecc, è un classico
tipo la canzone mondilae stand by me, importa del resto
poco se cercano di imitare una cosa a livello planetario
con le cover cose strane e autoproclami di aver cantato il primo rap,
come il titolo da principe di totò, e altre imitazioni,
sono fatti veri accaduti, ed è storia d'italia, del mondo, è un sogno
loro.
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per il film in questione, è un film che narra la storia di milano
volevano assediare milano... è hanno cominciato una storia,
perdendo poi parte del loro arsenale andato alla storia...,
dei veri cittadini di milano, non come il cantante o..., quelli che
cantano le cose scritte da altre persone e che poi si sono
ritirati con l'ansia da prestazione, e perchè
non avevano niente da dire, è una storia che avrà sempre
un posto nelle memorie di tante persone, il paese nonostante le canzoni di
battisti e mogol... non è riuscito nonstante le
influenze i remake a sotterrare l'importanza della storia, la storia è
reale e sono fatti veri, le 5 giornate di milano è non tanto
per gli attoruncoli o il filmaker che vanno ricordati, soltanto perchè
un combattimento epico, cui non hanno
pensato quei veri paladini di chiamare il combattimento del
testimone l'acqua a venezia ecc, altresì è una vitoria intitolata così, non è
hitler che s'sispira a mussolini ecc ecc, è un classico
tipo la canzone mondilae stand by me, importa del resto
poco se cercano di imitare una cosa a livello planetario
con le cover cose strane e autoproclami di aver cantato il primo rap,
come il titolo da principe di totò, e altre imitazioni,
sono fatti veri accaduti, ed è storia d'italia, del mondo, è un sogno
loro... di quei soldati anche se vi è preferible un film fantastico...
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brando fioravanti
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mercoledì 6 giugno 2012
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esperimento
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Durante le cinque giornate di Milano un ladruncolo fa amicizia con un panettiere e si ritrovano coinvolti loro malgrado nei moti rivoluzionari. Cè una grande curiosità di vedere un film diverso di Dario Argento. Dopo che lo si è visto si capisce che non è il suo genere.Un grande talento onirico non funziona con un importante fatto storico. E la comicità è scadente. Erotismo e volgarità hanno peggiorato le cose. Ma qualche buona trovata visiva cè non si può negare che Argento sia un buon regista anche se stavolta a mancato l'obbiettivo. Durante le scene di guerra la violenza ossessiva e cruda del regista trova più giustificazione che nei soliti gialli.
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evildead
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mercoledì 2 maggio 2012
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il" flop" di natale.
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LA COSA PIU' SBAGLIATA DI QUESTO,PERALTRO ,OTTIMO FILM DI DARIO ARGENTO ,FU L'IDEA DI FARLO USCIRE IN OCCASIIONE DEL NATALE 1973,PERDIPIU' CON LA FRASE DI LANCIO ,SUL MANIFESTO "5 GIORNATE,1000 RISATE"; NIENTE DI PIU' SBAGLIATO ,A MIO PARERE,IN QUANTO IL FILM NON E' ,O NON VUOLE ESSERE ,SOLO UNA COMMEDIA ,MA ANCHE CRITICO VERSO L'OLEOGRAFIA RISORGIMENTALE ,E ,AL TEMPO STESSO ,EPICO ED ENFATICO,COMICO E DRAMMATICO,TRADIZIONALE E SPERIMENTALE,D'IMPEGNO E D' EVASIONE,INSOMMA TANTA,FORSE TROPPA ,CARNE AL FUOCO E ,SI SA' ,QUANDO SI VUOLE ACCONTENTARE CRITICA E TROPPI PUBBLICI ,POI SI FINISCE PER SCONTENTARE TUTTI.IL FILM NASCE PER ESSERE SOLO PRODOTTO DA ARGENTO , DIRETTO DA NANNI LOY ED INTERPRETATO DA UGO TOGNAZZI,MA ,CAUSA LA DEFEZIONE DEI 2,ARGENTO SI TROVO' QUASI COSTRETTO A DIRIGERLO.
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LA COSA PIU' SBAGLIATA DI QUESTO,PERALTRO ,OTTIMO FILM DI DARIO ARGENTO ,FU L'IDEA DI FARLO USCIRE IN OCCASIIONE DEL NATALE 1973,PERDIPIU' CON LA FRASE DI LANCIO ,SUL MANIFESTO "5 GIORNATE,1000 RISATE"; NIENTE DI PIU' SBAGLIATO ,A MIO PARERE,IN QUANTO IL FILM NON E' ,O NON VUOLE ESSERE ,SOLO UNA COMMEDIA ,MA ANCHE CRITICO VERSO L'OLEOGRAFIA RISORGIMENTALE ,E ,AL TEMPO STESSO ,EPICO ED ENFATICO,COMICO E DRAMMATICO,TRADIZIONALE E SPERIMENTALE,D'IMPEGNO E D' EVASIONE,INSOMMA TANTA,FORSE TROPPA ,CARNE AL FUOCO E ,SI SA' ,QUANDO SI VUOLE ACCONTENTARE CRITICA E TROPPI PUBBLICI ,POI SI FINISCE PER SCONTENTARE TUTTI.IL FILM NASCE PER ESSERE SOLO PRODOTTO DA ARGENTO , DIRETTO DA NANNI LOY ED INTERPRETATO DA UGO TOGNAZZI,MA ,CAUSA LA DEFEZIONE DEI 2,ARGENTO SI TROVO' QUASI COSTRETTO A DIRIGERLO. CELENTANO ,REDUCE DEI SUCCESSI DI ALTRI FIL "IN COSTUME"("ER PIU ' " E" RUGANTINO"),SI DIMOSTRA IN PARTE,ENZO CERUSICO ERA CELEBRE PER LA SERIE TV "TONY E IL PROFESSORE",MARILU' TOLO ERA COMPAGNA ,ALL'EPOCA,DEL REGISTA( AVEVA INTERPRETATO ANCHE L'EPISODIO DE "LA PORTA SUL BUIO","TESTIMONE OCULARE"),GLAUCO ONORATO VENIVA DA"LA FRECCIA NERA",GRANDE SUCCESSO TV. PER LA PARTE TECNICA,ARGENTO SI AVVALSE DEI SUOI ABITUALI,OTTIMI COLLABORATORI: KUVEILLER ALLA FOTOGRAFIA.BASSAN ALLA SCENOGRAFIA,FRATICELLI AL MONTAGGIO,GASLINI,CHE AVEVA FIRMATO "LA PORTA SUL BUIO" E FIRMERA' LA PARTITURA INIZIALE DI "PROFONDO ROSSO",ALLE SPLENDIDE MUSCICHE.ARGENTO DA' FONDO A TUTTA LA SUA PERIZIA TEC NICA ,INNEGABILE,E CI OFFRE DI TUTTO: RALLENTY ,FERMO IMMAGINE ,SCENE VELOCIZZATE,MONTAGGI ALTERNATI,DETTAGLI ,PANORAMICHE... IN DIVERSI PUNTI SI SENTE ARIA DEL MAESTRO DI ARGENTO ,SERGIO LEONE ,ED IL FILM ,TUTTO SOMMATO ,E' UNA RILETTURA ,IN CHIAVE PIU' COMICA E MENO RAFFINATA, DI "GIU' LA TESTA"(1971); ANCHE IN QUEL FILM DUE INDIVIDUI ,ESTRANEI ALLA RIVOLUZIONE( LA' , QUELLA MESSICANA,QUI' , LE 5 GIORNATE DI MILANO),CI SI TROVANO COINVOLTI ED UNO DEI DUE ,ALLA FINE,PAGHERA' CON LA VITA. MA NON E' DA DIMENTICARE ,IN TEMA DI "BUDDY-BUDDY RIVOLUZIONARIO"CHE C'ENTRIAMO NOI CON LA RIVOLUZIONE (1972),DI SERGIO CORBUCCI. NONOSTANTE TUTTE QUESTE PREMESSE,IL FILM NON PIACQUE AL PUBBLICO, SI RIVELO' UN "FLOP",ANCHE A FRONTE DEI COSTI SOSTENUTI, E SI PIAZZO' SOLO 32ESIMO NEGLI INCASSI TRA I FILM ITALIANI USCITI NEL 1973,CON CIRCA 1.279.000.000 DI LIRE (MALIZIA ,AL PRIMO POSTO ,.INCASSO' CIRCA 5.537.000.000). PERTANTO ,ARGENTO ,LUNGI DAL RIPETERE SIMILI ESPERIENZE,DOPO DUE ANNI DI ASSENZA DAGLI SCHERMI E PRECEDUTO DALLA FRASE DI LANCIO "DARIO ARGENTO TORNA AL THRILLING!",SI RIPROPOSE COL SUO INARRIVABILE ,STRAORDINARIO CAPOLAVORO "PROFONDO ROSSO".
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nicolas bilchi
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martedì 13 settembre 2011
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le cinque giornate.
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Le cinque giornate cui si riferisce il titolo sono, ovviamente, quelle degli scontri a Milano per la liberazione della città dal dominio austriaco, raccontate da Dario Argento in una storia grottesca ed assurda che ha per protagonista Cainazzo (Celentano), un ladruncolo da quattro soldi che, scappato di galera a seguito di un bombardamento, va alla ricerca del suo compagno d'avventura, divenuto un rivoluzionario. Accompagnato da un fornaio romano venuto a Milano per aiutare lo zio nel lavoro, Cainazzo vivrà una sorta di viaggio di inaziazione nei bassifondi della città che lo condurrà ad acquisire una consapevolezza etica (e addirittura politica) del vero significato della lotta per la libertà, dell'arrivismo delle classi dirigenti, dello sfruttamento del popolo, ingenuo e credulone, attraverso una sottile e vuota retorica di patriottismo e democrazia.
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Le cinque giornate cui si riferisce il titolo sono, ovviamente, quelle degli scontri a Milano per la liberazione della città dal dominio austriaco, raccontate da Dario Argento in una storia grottesca ed assurda che ha per protagonista Cainazzo (Celentano), un ladruncolo da quattro soldi che, scappato di galera a seguito di un bombardamento, va alla ricerca del suo compagno d'avventura, divenuto un rivoluzionario. Accompagnato da un fornaio romano venuto a Milano per aiutare lo zio nel lavoro, Cainazzo vivrà una sorta di viaggio di inaziazione nei bassifondi della città che lo condurrà ad acquisire una consapevolezza etica (e addirittura politica) del vero significato della lotta per la libertà, dell'arrivismo delle classi dirigenti, dello sfruttamento del popolo, ingenuo e credulone, attraverso una sottile e vuota retorica di patriottismo e democrazia. Caianazzo abbandona così la sua originaria condizione di ignavo interessato solo ai propri "affari", elevando la propria coscienza al grado di uomo del popolo: da parassita autosufficiente ed isolato dalla società, egli si trasforma in un popolano, cioè inizia a considerarsi parte di una realtà socio-politica più ampia e di conseguenza sviluppa per la prima volta idee politiche e riesce ad esprimere un giudizio razionale ed ordinato sulla rivoluzione. La scena più bella del film è senza dubbio il confronto tra Caianazzo, divenuto ormai "maturo" e il suo compagno Libertà, che si scopre in realtà essersi venduto agli austriaci non per reale vicinanza ideologica con loro, ma solamente per proprio tornaconto personale. In questo modo Libertà fa da emblema di tutti coloro che, anzichè schierarsi, rigettano ogni valore, ogni punto di vista a vantaggio del proprio io, pronti ad abbracciare qualsiasi credo purchè esso possa portare dei giovamenti. Al di là di tutta questa buona sovrastruttura ideologica che caratterizza il film, Le cinque giornate è soprattutto un esperimento molto interessante per poter osservare Dario Argento fuori dal suo "habitat naturale": quest'opera fa infatti da spartiacque, e brilla di luce propria, tra la Trilogia degli animali e tutta la produzione successiva del regista, che abbandonerà lentamente il thriller per approdare verso il genere horror in senso stretto con la saga delle famose Tre Madri. Le attese però vengono deluse. Argento con questo film parte da un'idea di fondo anche buona, ma nella resa effettiva non fa altro, purtroppo, che darci un lampante esempio del peggior cinema italiano; un evento storico importante, drammatico ma soprattutto estremamente complesso a livello storico, e che quindi avrebbe meritato una indagine approfondita e la presentazione di svariati punti di vista su cui riflettere, viene ridotto a cornice di un film che di "storico" non ha proprio nulla. E' una commedia su misura per Celentano, infarcita di parolacce, crudezza che non deve essere scambiata per realismo narrativo, ma che si configura solo e semplicemente come comicità a buon marcato (e tra l'altro abbastanza scadente), episodi surreali, come l'incontro con l'uomo grasso e la nipote nella casa che Caianazzo era andato a svaligiare, scena molto "argentiana", o grotteschi, e una buona dose di belle donne ed erotismo per non far calare l'interesse. Un film comico della peggior specie, che, pur ispirandosi in modo evidente ai film di Totò e, in parte, addirittura a Charlie Chaplin, non fa ridere quasi mai; ma il vero problema è alla base. Argento ha completamente mancato bersaglio pensando che una commedia spregiudicata e "sporca" come questa potesse applicarsi bene al contesto di un cos importante evento della storia dell'Italia, e di conseguenza a film ultimato si rimane con un sapore di amaro in bocca e l'impressione che tutto, o quasi tutto, sia stato sbagliato. Il contrasto tra il registro basso dell'opera e l'epicità della situazione che funge da sfondo finisce per danneggiare in modo irreparabile sia la parte comica, che arriva allo spettatore inaspettata e indesiderata, sia il fatto storico narrato (o si presume che venga raccontato...), dato che esso si perde, completamente coperto dalla valanga di macchiette e di episoducci che vengono proposti con frenesia ipilettica e senza il minimo legame logico-temporale che dia continuità alla storia. Dunque un esperimento fallito ed infatti mai ripetuto in seguito dal regista, e non sorprende, considerando la qualità complessiva del film, che il produttore di Dario fosse suo fratello.
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nick castle
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venerdì 17 dicembre 2010
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penosissimo...
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Ho visto solo qualche stralcio, ma è bastato per sapere. Scene di una dissonanza unica, per non parlare de "La gazza ladra" di Rossini rifatta al sintetizzatore, rubata a "Arancia meccanica".
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harvey
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venerdì 19 settembre 2008
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film originalissimo e riuscito
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Opera di una tale originalità espressiva che mi ha lasciato a bocca aperta per l'emozione in più di un passaggio. Non capisco perchè la critica parli di fascismo, aveva ragione invece Dario Argento a dire che questo sta film sta più a sinistra della sinistra. Da vedere assolutamente.
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silvio
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giovedì 4 settembre 2008
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dario e le 5 giornate
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dario argento non nei soliti panni noir bensì in un film popolare con sfondo storico diretto bene ed interpretato in modo simpatico da celentano cerusico e marilù tolo.un modo come un altro per parlare un pò di noi e della nostra storia spesso dimenticata e bistrattata,il cinema è anche questo.
[+] silvio de meo ,critica ok
(di fausta)
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ixaxar
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martedì 17 giugno 2008
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andj ha detto tutto
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concordo pienamente con andj. inutile aggiungere altro.
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