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paolp78
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sabato 2 maggio 2026
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cinema e teatro shakespeariano
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Se le opere di William Shakespeare sono naturalmente state rappresentate nei teatri di tutto il mondo, moltissime sono state anche le trasposizioni cinematografiche; tra gli artisti che si sono dedicati alle opere del Bardo, sia in teatro che al cinema, è doveroso ricordare Sir Laurence Olivier, a giusta ragione considerato uno dei più grandi, forze il più grande, attore e regista shakespeariano di sempre.
Questa pellicola del 1944 è la prima opera shakespeariana che Olivier diresse e interpretò al cinema (oltre che la sua prima regia cinematografica in assoluto), seguita poi da altre due, “Amleto” e “Riccardo III” (Olivier curò di un quarto film, “Il principe e la ballerina”).
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Se le opere di William Shakespeare sono naturalmente state rappresentate nei teatri di tutto il mondo, moltissime sono state anche le trasposizioni cinematografiche; tra gli artisti che si sono dedicati alle opere del Bardo, sia in teatro che al cinema, è doveroso ricordare Sir Laurence Olivier, a giusta ragione considerato uno dei più grandi, forze il più grande, attore e regista shakespeariano di sempre.
Questa pellicola del 1944 è la prima opera shakespeariana che Olivier diresse e interpretò al cinema (oltre che la sua prima regia cinematografica in assoluto), seguita poi da altre due, “Amleto” e “Riccardo III” (Olivier curò di un quarto film, “Il principe e la ballerina”). L’impronta teatrale è fortissima, tanto che la scena si svolge su un palco con ai piedi la platea. Le stesse scenografie adoperate sono chiaramente teatrali, sicché le scene non sono girate all’aperto in classici set cinematografici, bensì hanno come sfondo paesaggi dipinti e castelli di cartone; l’unica eccezione è costituita dalle belle sequenze della battaglia di Azincourt, per la cui realizzazione Olivier si serve di ampi spazi e una nutrita schiera di comparse, ottenendo un risultato finale di grande effetto visivo.
I dialoghi e i monologhi dell’opera del Bardo sono riproposti senza alcuna variazione, anzi si punta decisamente su questi per la buona riuscita dell’intera opera, che in effetti vi trae il proprio punto di forza; il pezzo migliore è ovviamente il celebre discorso di San Crispino, con cui Enrico V sprona le rimaneggiate truppe inglesi prima della battaglia, pezzo che ispirò molti anni dopo Mel Gibson per una delle scene più iconiche del suo pluripremiato “Braveheart - Cuore impavido”, pellicola furba e di enorme successo, che in realtà scopiazzò copiosamente dall’Enrico V di Shakespeare, rubacchiandone qua e là numerosi altri elementi, oltre al già citato discorso motivazionale.
Il cast non è particolarmente ricco; oltre allo stesso Olivier nella parte del protagonista, gli unici attori di richiamo che si ricordano sono Robert Newton nella parte di Pistola, Leo Genn che interpreta il connestabile di Francia e Felix Aylmer nella parte dell’Arcivescovo di Canterbury.
Belli e sfarzosi i costumi.
L’opera ebbe una seconda trasposizione cinematografica, circa quarantacinque anni dopo, a cura di Kenneth Branagh, altro autore molto influenzato da Shakespeare, che come Olivier scelse l’Enrico V per cimentarsi nella sua prima regia cinematografica.
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g. romagna
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mercoledì 23 dicembre 2009
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enrico v
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Laurence Olivier, celeberrimo attore teatrale più e più volte prestato al cinema (con ottimi esiti) affronta per la prima volta il ruolo di regista mettendo in scena l'Enrico V di Shakespeare. Il risultato è una fusione sopraffina di cinema e teatro, messa in atto ambientando l'inizio e il finale all'interno del Globe Theatre e tutto lo svolgimento in luoghi fisici esterni ma che non perdono mai il contatto con la dimensione teatrale: volutamente infatti le scenografie agli sconfinati spazi aperti ed alle sale di corte affiancano strutture vistosamente in cartapesta e sfondi disegnati. Il risultato è tanto ardito ed originale quanto ben riuscito. La regia è assolutamente d'autore, le interpretazioni di grande caratura ed il film, girato in technicolor, rende perfettamente onore ad ogni elemento scenografico presente, rendendoci partecipi di un'esperienza classificabile senza dubbio come grande, grandissimo cinema.
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vania
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sabato 26 febbraio 2005
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dentro e fuori dal teatro nel cinema
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Il film è realizzato durante la seconda guerra mondiale, mentre l’Inghilterra di Curchill resiste stoicamente agli attacchi della Germania nazista, la vicenda viene metaforicamente accostata al 1415, quando il regno di Enrico V sferra un attacco alla Francia per rivendicarne il trono. L’Inghilterra fa la parte del leone, l’eroismo dimostrato dal suo re e dal suo esercito è un chiaro parallelo alla dimostrata capacità di resistenza alla minaccia nazista.
La vicenda ha inizio in modo indiretto, con un dramma teatrale che ha luogo all’interno del classico Global Theatre nel 1600, fino ad arrivare direttamente dentro lo svolgersi dei fatti, per chiudere infine in modo circolare di nuovo nel teatro.
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Il film è realizzato durante la seconda guerra mondiale, mentre l’Inghilterra di Curchill resiste stoicamente agli attacchi della Germania nazista, la vicenda viene metaforicamente accostata al 1415, quando il regno di Enrico V sferra un attacco alla Francia per rivendicarne il trono. L’Inghilterra fa la parte del leone, l’eroismo dimostrato dal suo re e dal suo esercito è un chiaro parallelo alla dimostrata capacità di resistenza alla minaccia nazista.
La vicenda ha inizio in modo indiretto, con un dramma teatrale che ha luogo all’interno del classico Global Theatre nel 1600, fino ad arrivare direttamente dentro lo svolgersi dei fatti, per chiudere infine in modo circolare di nuovo nel teatro.
Potente il meccanismo di narrazione che porta lo spettatore dall’interno del teatro shakespeariano, fin dentro la scena aperta dei campi di battaglia, magistrali le scenografie che evocano gli affreschi di battaglie di Paolo Uccello, ricchi e sontuosi i costumi.
E’ un film dichiaratamente autoreferenziale, ma che sa mettere generosamente e sapientemente in mostra tutte le potenzialità dell’industria cinematografica inglese.
Siamo di fronte ad un lavoro estremamente ambizioso in ogni suo aspetto: sceneggiatura, struttura narrativa, scenografie, costumi, ma ben riuscito sebbene talvolta, risulti piuttosto macchinoso nella fase di montaggio.
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