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m. giambrone
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martedì 3 settembre 2024
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amore, perdizione e salvezza.
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Un incontro fortuito, in un bar di New York. François e Kay sono soli, disillusi se non disperati. Sono diversi tra di loro ma presto si accorgono di non potere fare a meno l’uno dell’altra. Lui è più titubante, perplesso, geloso e diffidente. Forse non di lei, ma piuttosto di ciò che la vita può ancora riservargli. La prima camera è quella del modesto albergo Sherman in cui si amano la prima notte, la seconda è quella in cui vive François, attore molto noto in Francia ma in crisi e smarrito nella nuova realtà dopo essere stato lasciato dalla moglie, la terza è quella in cui abitava Kay, un tempo sposata con un diplomatico italiano, ora sola e abbandonata anche dall’amica con cui divideva un piccolo appartamento insieme al compagno di lei.
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Un incontro fortuito, in un bar di New York. François e Kay sono soli, disillusi se non disperati. Sono diversi tra di loro ma presto si accorgono di non potere fare a meno l’uno dell’altra. Lui è più titubante, perplesso, geloso e diffidente. Forse non di lei, ma piuttosto di ciò che la vita può ancora riservargli. La prima camera è quella del modesto albergo Sherman in cui si amano la prima notte, la seconda è quella in cui vive François, attore molto noto in Francia ma in crisi e smarrito nella nuova realtà dopo essere stato lasciato dalla moglie, la terza è quella in cui abitava Kay, un tempo sposata con un diplomatico italiano, ora sola e abbandonata anche dall’amica con cui divideva un piccolo appartamento insieme al compagno di lei. Pian piano François si rende conto dell’importanza di quella donna, dell’assurdità della gelosia e del sospetto. Dal discorso con il suo agente Hourvitch, il quale vuole metterlo in guardia dalle lusinghe dell’amore e dal passato della donna: << Annegava e la salvate; ma la gente che annega vi porta a fondo >>; e lui: << A fondo lo ero già, piuttosto sto risalendo >>. Alla fine, con la promessa di una nuova vita, Kay dirà: << Non c’è bisogno di bar, né di whisky. Da ora né tu né io saremo più soli >>. Il film è noto anche per la prima apparizione di Robert de Niro, che non compare neanche nei titoli di coda. È l’avventore di un ristorante, seduto dietro ai protagonisti. Il film è bello, ma se potete vi consiglio di leggere anche il romanzo di Georges Simenon da cui, molto fedelmente, è stato tratto.
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celluloide
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lunedì 18 giugno 2018
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sensualissima girardot
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SOLO PER AMANTI DEL CINEMA FRANCESE.
FILM TENUTO IN PIEDI DALLA GIRARDOT.
TUTTO IL RESTO E' UN CONTORNO.
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julien sorel
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mercoledì 10 febbraio 2010
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una storia d'amore francese
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Film francese del '65, tratto da un'opera di Simeon Georges, Tre camere a Manhattan segna l'esordio di un allora sconosciuto Robert De Niro, relegato a ruolo di comparsa o poco più. Un celebre attore francese trasferitosi negli Stati Uniti dopo essere stato lasciato dalla moglie, conosce in un bar una donna, Kay, separata anch'essa da suo marito. I due, senza accorgersene finiscono per innamorarsi. In seguito a degli avvenimenti, i due si dividono, per poi riunirsi e capire di non poter fare a meno l'uno dell'altra. Film romantico e sottile, si lascia guardare senza troppe pretese, affascinando talvolta anche grazie ad un bianco e nero curato ed elegante. Storia comune a molte altre, risulta tuttavia piacevole e non troppo tediosa, buon esordio di De Niro.
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