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eugen
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mercoledì 1 gennaio 2025
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extraordinario sordi director de pelicula
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"Polvere di stelle"(Polvo de esrrellas, Alberto Sordi, 1973)es una pleicula extraordinaria: por al menos tres causas: A)Es una pelicula historica, donde SOrdi, director, protagonista, autor de la historia con la collaboracion de MaccariY Zapponi)monstra la vida en Roma, in despues en la region Abruzzo y en Bari en el ano 1943, cuando la illusion de la guerra acabada resulto'un tragico bluff, entre la invasion naxista no vencida y la liberacion proxima pero todavia no realisada, con la posicion no coerente del nuevo gobireno de Badoglio y la posicion del rey, que no era capaz de negar la vijeja collaboracion con el fascismo: 2)es una pelicula que sale del teatro y lo monstra, o sea una verdadera hsitoria del cine que sale del teatro comico de le epoca(que Sordi conocia como actor de la epoca), casi un cine metateatral, donde el teatro es el teatro popular, muy imopirtante en cada senbtdo, 3)una extraodridaria orueba de cine con Sordi actor y drectorAutor, con la partener extradridnaria Monica Viti y otros actores como CarlO Dapporto, Alvaro Vitali y la grande "vedette"de orrtro tiempo Wanda Osiris.
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"Polvere di stelle"(Polvo de esrrellas, Alberto Sordi, 1973)es una pleicula extraordinaria: por al menos tres causas: A)Es una pelicula historica, donde SOrdi, director, protagonista, autor de la historia con la collaboracion de MaccariY Zapponi)monstra la vida en Roma, in despues en la region Abruzzo y en Bari en el ano 1943, cuando la illusion de la guerra acabada resulto'un tragico bluff, entre la invasion naxista no vencida y la liberacion proxima pero todavia no realisada, con la posicion no coerente del nuevo gobireno de Badoglio y la posicion del rey, que no era capaz de negar la vijeja collaboracion con el fascismo: 2)es una pelicula que sale del teatro y lo monstra, o sea una verdadera hsitoria del cine que sale del teatro comico de le epoca(que Sordi conocia como actor de la epoca), casi un cine metateatral, donde el teatro es el teatro popular, muy imopirtante en cada senbtdo, 3)una extraodridaria orueba de cine con Sordi actor y drectorAutor, con la partener extradridnaria Monica Viti y otros actores como CarlO Dapporto, Alvaro Vitali y la grande "vedette"de orrtro tiempo Wanda Osiris. Una pelicula de grnade sinificado en cada sentido. Eugen
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elgatoloco
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venerdì 11 agosto 2017
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il migliore sordi autore-regista?
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Difficile dire quale sia il miglior Sordi regista-autore. Non avendo visto bene "Fumo di Londra", visto in TV vari anni fa, è meglio che mi astenga da classifiche, anche se credo che qui ci siamo, con questo"polvere di stelle"(1973)che ricostruisce in chiave"felliniana"(chiara la traccia di"lo sceicco bianco", direi)la storia del varietà, che Sordi aveva frequentato, attraverso la storia di una scalcagnata compagnia italiana nell'epoca bellica(secondo conflitto mondiale)e dell'8 settembre, con tutto quanto la compagnia"di poveracci/e"deve passare. Tutto in chiave comico-grottesca(Fellini, ma anche Sordi, attenzione, per quella bonomia che in Albertone c'è sempre e comunque, in Felljni si trova e ritrova più a fatica, invero.
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Difficile dire quale sia il miglior Sordi regista-autore. Non avendo visto bene "Fumo di Londra", visto in TV vari anni fa, è meglio che mi astenga da classifiche, anche se credo che qui ci siamo, con questo"polvere di stelle"(1973)che ricostruisce in chiave"felliniana"(chiara la traccia di"lo sceicco bianco", direi)la storia del varietà, che Sordi aveva frequentato, attraverso la storia di una scalcagnata compagnia italiana nell'epoca bellica(secondo conflitto mondiale)e dell'8 settembre, con tutto quanto la compagnia"di poveracci/e"deve passare. Tutto in chiave comico-grottesca(Fellini, ma anche Sordi, attenzione, per quella bonomia che in Albertone c'è sempre e comunque, in Felljni si trova e ritrova più a fatica, invero...), con soluzioni diremmo quasi sempre molto convincenti, emblematiche di un cinema italiano al tempo stesso popolare e di qualità, caratteristiche che dagli anni Ottanta in poi perde progressivamente, diventando o cinema di nicchia o cinema"casareccio"nell'accezione peggiore del lemma. Da vedere e rivedere, studiando, ove possibile, anche le singole sequenze, dove tutto si rapporta a qualcosa di preciso, a referenti. Qualcuno troverà indulgenti le rappresentazione del nazismo e del fascismo, ma la chiave di Sordi è quella della compagnia"allo sbando"che cerca di raccattare qualche soldo in un'epcoa terribilmente difficcile, non quella dello storico professionista. che peraltro non avrebbe potuto arrogarsi né pretendere, comunque, di assumere. Da riconsiderare anche proprio in chiave storica, id est di storia del cinema. Straordinari Sordi come interprete, la Vitti, quale sua moglie nel film, Carlo Dapporto e tanti altri/tante altre interpreti. El Gato
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elgatoloco
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giovedì 22 dicembre 2016
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miglior film di sordi regista
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Il miglior film del Sordi, regista, senz'altro il più completo, nel suo totale"playing the play"(spettacolo di varietà,a nzi di "rivista", vista l'epoca nella"cornice"che è anche"commento",che è il film)che mette in scena le scenette anche ad usum publicorum, ossia dei diversi pubblici cui vengono propinate i balli, le musiche. Tutto un"repertorio"gozzanianamente definibile"piccole cose di cattivo gusto", molto attraente-respingente allo stesso tempo, con il "doppio senso"non solo dietro l'angolo ma esibito in modo indelebile e su ciò i grandi Sordi e Vitti giocano con grande maestria, con lo "scarto"della vita privata, segnata da intimità in epoca bellica(siamo durante la Seconda Guerra Mondiale fino all'8 settembre e anche alla Liberazione), tra treni terribili, bombe e sparatorie quasi in teatro(quei teatrini anche un po'squallidi-.
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Il miglior film del Sordi, regista, senz'altro il più completo, nel suo totale"playing the play"(spettacolo di varietà,a nzi di "rivista", vista l'epoca nella"cornice"che è anche"commento",che è il film)che mette in scena le scenette anche ad usum publicorum, ossia dei diversi pubblici cui vengono propinate i balli, le musiche. Tutto un"repertorio"gozzanianamente definibile"piccole cose di cattivo gusto", molto attraente-respingente allo stesso tempo, con il "doppio senso"non solo dietro l'angolo ma esibito in modo indelebile e su ciò i grandi Sordi e Vitti giocano con grande maestria, con lo "scarto"della vita privata, segnata da intimità in epoca bellica(siamo durante la Seconda Guerra Mondiale fino all'8 settembre e anche alla Liberazione), tra treni terribili, bombe e sparatorie quasi in teatro(quei teatrini anche un po'squallidi-.affascinanti della provincia italiana), sequenze quasi da "brivido"(Il nazista morto che minaccia la stanza che fa da"buen retiro"/rifugio e quant'altro(alcova?)ai due artisti. Le presenze fortissime di Wanda Osiris e di Carlo(Charles)Dapporto sono tutt'altro ectoplasmi-fantasmi, sono invece presenze evocate, in quanto amatissime da Sordi e dalla Vitti(più giovane di Sordi, ma comunque partecipe, ancora, di un certo mondo)e protagoniste di un mondo, quello dello spettacolo, che ha comunque avuto un peso essenziale anche nella vita civile, italiana e non solo, ovviamente. E'anche un film storico, assolutamente antidocumentaristico, per vocazione, che mostra quanto è da dimenticare(fuga di re e regina, ma qui Sordi, a parere di chi scrive, volendo essere"oggettivo"è fin troppo tenero, non abbastanza incisivo, pur se le sequenze relative all'epoca(1973)devono avere disturbato non poco chi era ancora monarchico-"covelliano"(PDIUM)...Assurdo, direi, comparare questo film con le opere di Fellini: Sordi ha partecipato da interprete a vari(due, se non vado errato, "lo sceicco bianco"e"Vitelloni")di Fellini ma poi ha fatto"vita propria", intendendo per vita soprattutto la creazione artistica e poi rappresenta comunque altro rispetto a Fellini, che il"playing the play"lo leggeva in chiave tragico-grottesca ne"la dolce vita"e con tonalità leggera in"Roma". Altra cosa, semplicemente. El Gato
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elgatoloco
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mercoledì 21 dicembre 2016
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forse il miglior film di sordi come regista
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Questo"Stardust-Polvere di stelle"è forse il miglior film di Sordi regista: film storico(attraverso la vicenda dei due sfortunati e non eccelsi guitti, Sordi ci "dà"la guerra, l'8 settembre, con quel che segue, fino alla Liberazione, con un "cameo"sui due regnanti, che non tratta troppo male, anzi fin troppo bene, in omaggio alla sua"apoliticità"relativa, almeno nei film), ma soprattutto un bellissimo"playing the play", una scena nella scena dell'avanspettacolo-rivista d'antan, con presenze illustri e non "fantasmatiche"come Charles(CarlO) Dapporto e Wanda Osiris, qui straomaggiata da Albertone, per il quale era un vero mito, un"inacessibile ètoile", dato che, appunto, qui si tratta proprio di stelle.
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Questo"Stardust-Polvere di stelle"è forse il miglior film di Sordi regista: film storico(attraverso la vicenda dei due sfortunati e non eccelsi guitti, Sordi ci "dà"la guerra, l'8 settembre, con quel che segue, fino alla Liberazione, con un "cameo"sui due regnanti, che non tratta troppo male, anzi fin troppo bene, in omaggio alla sua"apoliticità"relativa, almeno nei film), ma soprattutto un bellissimo"playing the play", una scena nella scena dell'avanspettacolo-rivista d'antan, con presenze illustri e non "fantasmatiche"come Charles(CarlO) Dapporto e Wanda Osiris, qui straomaggiata da Albertone, per il quale era un vero mito, un"inacessibile ètoile", dato che, appunto, qui si tratta proprio di stelle...Ritratto neppure impietoso anzi venato di malinconia e di rimpianto per un tempo"pionieristico"anche nella carriera di Alberto Sordi e(meno)di Monica Vitti, più giovane, che sono anche interpreti straordinari-senza che si scomodi Stanislawskj, il metodo Strasberg(sempre identificazione non totale, ma diversa rispetto all'originale russo)o il"reciproco"dello straniamento brechtiano.Con qualche bel momento grottesco, come quando la coppia si trova a dormire, tra incubi e sonno andato a male in una stanza dove troneggia un soldato nazista morto...e alcuni episodi in treno, ossia nei treni continuamente bombardati e bloccati dalla guerra. Senza voler erigere una sorta di"Come eravamo"(anche perché nessuno dei/delle scriventi in questo spazio online realmente"c'era", attingiamo invece ai ricordi di generazioni passate)rimane la capacità che questo specifico cinema ha di far ricordare quanto magari appunto s'era appreso da racconti dei propri cari o dai libri di storia, magari di storia del teatro e del cinema-qui, come già evidenziato(spero)sopra cinema e teatro convergono in una produzione di senso totale, quasi oltre l'"onologia del cinema anche di derivazione teatrale", in una sintesi totale. Da ricoindierare, direi, senza voler comparare qui Sordi con Fellini o altri: Sordi regista e autore(qui con Zapponi, soprattutto, ma ciò non lo rende di per sè"felliniano")è altra cosa, è creatore autonomo rispetto ad altri. Musiche e sketches sempre adeugati. El Gato
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luca scial�
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giovedì 28 gennaio 2016
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parabola di una compagnia di artisti
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Attraverso le avventure, ma soprattutto, disavventure artistiche di una compagnia di avan spettacolo, Alberto Sordi racconta in chiave ironica l'Italia fascista e post-fascista. Protagonisti sono Mimmo Adami e Dea Adani, coppia di cabarettisti, ma anche nella vita, interpretati da due grandi del cinema italiano in gran forma: Sordi stesso e Monica Vitti. I quali, oltre a dare l'ennesima prova della loro bravura di attori, mostrano anche la loro grandezza da cabarettisti.
Sullo sfondo l'Italia e i suoi tanti voltafaccia. Che alla fine incidono anche sulla compagnia dei due, che vivono prima una fase sottotono in teatri di periferia. Poi la gloria portata dall'avvento degli americani.
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Attraverso le avventure, ma soprattutto, disavventure artistiche di una compagnia di avan spettacolo, Alberto Sordi racconta in chiave ironica l'Italia fascista e post-fascista. Protagonisti sono Mimmo Adami e Dea Adani, coppia di cabarettisti, ma anche nella vita, interpretati da due grandi del cinema italiano in gran forma: Sordi stesso e Monica Vitti. I quali, oltre a dare l'ennesima prova della loro bravura di attori, mostrano anche la loro grandezza da cabarettisti.
Sullo sfondo l'Italia e i suoi tanti voltafaccia. Che alla fine incidono anche sulla compagnia dei due, che vivono prima una fase sottotono in teatri di periferia. Poi la gloria portata dall'avvento degli americani. Infine l'oblio con la fine della guerra.
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great steven
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domenica 14 dicembre 2014
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un'occasione sprecata con eccessiva buonafede.
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POLVERE DI STELLE (IT, 1973) diretto da ALBERTO SORDI. Interpretato da ALBERTO SORDI, MONICA VITTI, JOHN PHILLIP LAW, EDOARDO FAIETA, WANDA OSIRIS, CARLO DAPPORTO, ALVARO VITALI
Mimmo Adami e Dea Dani fanno i capocomici di una sgangherata compagnia ambulante di varietà che visita i territori italiani occupati dalle truppe naziste in piena Seconda Guerra Mondiale, e sono anche coniugi e compagni d’arte privi di un vero e proprio talento. Dopo una serie di tragicomiche peripezie nella stagione 1943-44, approdano a Bari a seguito d’un dirottamento navale e sul palco del teatro Petruzzelli ottengono un inaspettato ed effimero successo di spettacolo.
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POLVERE DI STELLE (IT, 1973) diretto da ALBERTO SORDI. Interpretato da ALBERTO SORDI, MONICA VITTI, JOHN PHILLIP LAW, EDOARDO FAIETA, WANDA OSIRIS, CARLO DAPPORTO, ALVARO VITALI
Mimmo Adami e Dea Dani fanno i capocomici di una sgangherata compagnia ambulante di varietà che visita i territori italiani occupati dalle truppe naziste in piena Seconda Guerra Mondiale, e sono anche coniugi e compagni d’arte privi di un vero e proprio talento. Dopo una serie di tragicomiche peripezie nella stagione 1943-44, approdano a Bari a seguito d’un dirottamento navale e sul palco del teatro Petruzzelli ottengono un inaspettato ed effimero successo di spettacolo. Ma poi le autentiche star (i liberatori anglo-americani) fanno il loro ingresso straordinario sulla scena e ai poveri guitti tocca viver solamente di fatui ricordi. Scritto dal regista con Ruggero Maccari e Bernardino Zapponi, è un film nostalgico sino all’autocommiserazione, languido fino alla svenevolezza, prolisso fino alla noia e girato con troppa tetraggine e ambiguità; presenta solo poche occasioni di vera comicità, riconducibili particolarmente alle esibizioni di Sordi & Vitti sul palcoscenico, specialmente quando cantano Ma ‘ndo vai se la banana non ce l’hai? e raccontano le barzellette sceneggiate. Quinto film tra i sedici diretti da Albertone, e non fra i migliori, nonostante le ambizioni di una commedia che dissacri la serietà distruttiva e demolitrice del conflitto internazionale che ha raso al suolo l’Italia, permettendone l’assedio, e l’alternativa occupazione artistica e teatrale della coppia protagonista non dà i frutti sperati, e si risolve piuttosto in una baggianata prolungata e annacquata con buonismo, buonafede supposta e un velo di fondo di tristezza incolmabile. Sordi è comunque sempre molto brillante nel coniugare la sua mimica esasperata col suo inconfondibile romanesco verace, che regala sempre soddisfazioni agli spettatori che l’hanno ammirato quand’era vivo e continuano ancora a seguirne le stupende evoluzioni cinematografiche anche undici anni dopo la sua serena scomparsa. Un’occasione, comunque, malgrado i difetti e le pecche, di scoprire una M. Vitti allegra come non mai, sensuale, birichina e gioiosa, che balla con maestria indiscutibile e recita con altrettanta bravura, dimostrando, al pari del collega maschio, di valere più del film, che tradisce un’amarezza sostanziale di base e rivela tutte le sue imperdonabili mancanze già in fase di progettazione, e ancora di più nel passaggio recitativo: tant’è vero che anche gli attori di secondo piano appaiono sprecati e sottoutilizzati, e perfino la breve comparsa della Osiris, grande star del teatro italiano negli anni 1940, risulta mal piazzata e insopportabile. Peccato anche per C. Dapporto e A. Vitali, le cui parti non troppo risicate sembrano troppo stucchevoli e mancanti di nerbo ed energia, ma non per via di una loro negligenza, quanto piuttosto per deficienze di sceneggiatura che non valorizzano le perfomance dell’80% del cast e portano conseguentemente ad una regia stracca e fievole. Si poteva certamente fare di meglio, con una materia così ampia e nutrita, ma l’esecuzione ha bruciato tutto in partenza. Sia come regista che come attore, e naturalmente nella duplice veste, l’Albertone nazionale ha saputo destreggiarsi con maggior forza e consegnare al pubblico un prodotto meglio pensato, più ragionato e riflettuto.
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stefano bruzzone
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venerdì 2 agosto 2013
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un capolavoro mancato
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polvere di stelle è il 5° film da regista di Sordi e ci racconta un momento cruciale della storia italiana ovvero la fine della guerra attraverso le peripezie di una scalcinata compagnia teatrale. la coppia sordi-vitti è sempre esplosiva e a mio avviso incriticabile a prescindere. parliamo di 2 monumenti della storia del cinema italiano, ma se vogliamo dirla tutta il film, che poteva essere un capolavoro, ne esce solo come un buon film e a tratti addirittura annoia anche; il troppo "spettacolo" e le poche situazioni comiche, il ritornello ma 'ndo avai se la banana non ce l'hai, alla fine diventa un tormentone quasi insopportabile. riservato agli adoratori, come me, di alberto sordi.
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polvere di stelle è il 5° film da regista di Sordi e ci racconta un momento cruciale della storia italiana ovvero la fine della guerra attraverso le peripezie di una scalcinata compagnia teatrale. la coppia sordi-vitti è sempre esplosiva e a mio avviso incriticabile a prescindere. parliamo di 2 monumenti della storia del cinema italiano, ma se vogliamo dirla tutta il film, che poteva essere un capolavoro, ne esce solo come un buon film e a tratti addirittura annoia anche; il troppo "spettacolo" e le poche situazioni comiche, il ritornello ma 'ndo avai se la banana non ce l'hai, alla fine diventa un tormentone quasi insopportabile. riservato agli adoratori, come me, di alberto sordi.
Voto: 6,5
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mancio83
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martedì 9 giugno 2009
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la fame durante la guerra
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Una compagnia d'attori cerca di guadagnare qualche spicciolo per sopravvivere ma i loro spettacoli sono sempre accompagnati di fischi e sberleffi.
La vera occasione arriva in un teatro di Bari, che dà inizio al vero e sperato successo.
Film ambizioso diretto da Sordi che forse voleva ricordare con nostalgia gli anni passati a teatro
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manfredi 4ever
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martedì 2 giugno 2009
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da rivalutare
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Un film assolutamente da rianalizzare e rivalutare che non merita di rimanere nel dimenticatoio solo perchè non fa ridere.
Rileggete innanzitutto di cosa parla il film e poi vediamo se con una storia così è il caso di ridere o meno, non è che dove c'è Sordi deve esserci sempre risata !!
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