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citizen kane
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giovedì 15 aprile 2021
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bebèl nel belmondo degli anni 70
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Con Bebèl un film è sempre scanzonato e anche la violenza criminale o della polizia non raggiunge mai toni crudi o raccapriccianti,d'altronde in Francia non finisce tutto in "melò"? Friedkin ha già girato The french connection
ed è tutto un'altra cosa.La simpatia di Belmondo e la sua acrobatica fisicità catturano comunque lo spettatore ,anche se alcune scene rimandano al già citato di Friedkin (scena del metrò) e al Bacio dell'assasssino di Kubrick (la scena tra i manichini del Lafayette).Un po' tra la malavita convenzionale e un serial killer un poco fumettistico il protagonista si muove in scene con un pizzico di suspence e in una azione metropolitana poco frenetica ,con panoramiche quasi turistiche di Parigi.
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Con Bebèl un film è sempre scanzonato e anche la violenza criminale o della polizia non raggiunge mai toni crudi o raccapriccianti,d'altronde in Francia non finisce tutto in "melò"? Friedkin ha già girato The french connection
ed è tutto un'altra cosa.La simpatia di Belmondo e la sua acrobatica fisicità catturano comunque lo spettatore ,anche se alcune scene rimandano al già citato di Friedkin (scena del metrò) e al Bacio dell'assasssino di Kubrick (la scena tra i manichini del Lafayette).Un po' tra la malavita convenzionale e un serial killer un poco fumettistico il protagonista si muove in scene con un pizzico di suspence e in una azione metropolitana poco frenetica ,con panoramiche quasi turistiche di Parigi. Al nostro Adalberto Maria Merli tocca ancora una parte da villain, poco approfondito dalla sceneggiatura, ma dalla voce splendida e dall'inquietante espressività,con lo Strangolatore di Boston di Fleischer si era già andati molto oltre .Bella la colonna sonora di Morricone bravi i caratteristi degli altri personaggi.
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parsifal
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mercoledì 18 luglio 2018
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peripezie e colpi di scena
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Belmondo, il grande e versatile Bebel, nel 1975 diretto da H. Verneil, che scrisse anche il soggetto, intetrpeta il ruolo del Commissario Jean Latellier, uomo d'azione e dai modi sbrigativi, un vero poliziotto da strada , che odia i criminali e ama le belle donne. Muonvendosi sulle tracce del suo atavico ed acerrimo nemico Marcucci, viene a conoscenza di alcuni delitti perpetrati nei confronti di donne sole e di bell'aspetto, particolare che si rivelerà importantissimo , nel corso della vicenda. Una delle donne prese di mira e potenziale vittima è Norah Elmer , una splendia ,mistriosa e sensuale Lea MAssari. Vive da sola è vedova e ha delle avventure. Tanto basta per essere nel mirino di MInosse alias Pierre Vladec, infermiere dalla doppia vita e con una grave menomazione all'occhio destro, magnificamente interpretato da A.
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Belmondo, il grande e versatile Bebel, nel 1975 diretto da H. Verneil, che scrisse anche il soggetto, intetrpeta il ruolo del Commissario Jean Latellier, uomo d'azione e dai modi sbrigativi, un vero poliziotto da strada , che odia i criminali e ama le belle donne. Muonvendosi sulle tracce del suo atavico ed acerrimo nemico Marcucci, viene a conoscenza di alcuni delitti perpetrati nei confronti di donne sole e di bell'aspetto, particolare che si rivelerà importantissimo , nel corso della vicenda. Una delle donne prese di mira e potenziale vittima è Norah Elmer , una splendia ,mistriosa e sensuale Lea MAssari. Vive da sola è vedova e ha delle avventure. Tanto basta per essere nel mirino di MInosse alias Pierre Vladec, infermiere dalla doppia vita e con una grave menomazione all'occhio destro, magnificamente interpretato da A.M.Merli attore di grande statura e talento, il maniaco telefonico che la sottopone ad ogni sorta di vessazione psicologica. MInosse prende di mira le donne single e libere in virtù di un'ottica deviata e bacchetona, poichè vuole punirle in quanto colpevoli di vivere con gioia al propria sessualità. Si rivelerà poi, nel corso della narrazione, che odia le odia in quanto impossibilitato ad avere rapporti con loro. Latellelier non vuole rinunciare a Marcucci , ma al tempo stesso insegue MInosse e vuole catturare anche lui. E questo da origine ad un gran numero di colpi si scena, inseguimenti rocamboleschi nei quali Belmondo non ha mai fatto ricorso all' uso di controfigure, rischiando in prima persona. Memoralbile la scena girata sui tetti dei magazzini LAfayette o ancor di più la scena finale , degna di un vero action movie. Poliziesco contraddistinto dall'inconfondibile impronta di Belmondo, sarcastico ed energico oltremisura, che si confronta con un antagonista di grande livello come A.M.Merli , ottimo contraltare ed eroe negativo in maniera assai convincente.
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sabato 6 marzo 2010
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un commissario, le sue acrobazie, la tour eiffel
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Un bel film per Verneuil, uno dei più riusciti polizieschi francesi anni '70. Brioso, con battute divertenti e i classici inseguimenti cittadini con Peugeot, Renault e Citroen, che appassionano sempre. Il commissario Letellier (un Jean-Paul Belmondo in gran forma, elegante e disinvolto nel suo impermeabile) deve dare la caccia ad un serial-killer (Adalberto Maria Merli) aiutato dal suo fido "vice" (Charles Denner). All'inizio la polizia stessa non prende troppo sul serio il caso, poi il killer, che si fa chiamare "Minosse", mostra chiaramente le sue intenzioni, instaurando così con il commissario un "tour de force" non indifferente. In più Letellier deve ancora saldare un vecchio conto con un delinquente a piede libero (tutt'altro che acqua passata) che torna finalmente a Parigi.
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Un bel film per Verneuil, uno dei più riusciti polizieschi francesi anni '70. Brioso, con battute divertenti e i classici inseguimenti cittadini con Peugeot, Renault e Citroen, che appassionano sempre. Il commissario Letellier (un Jean-Paul Belmondo in gran forma, elegante e disinvolto nel suo impermeabile) deve dare la caccia ad un serial-killer (Adalberto Maria Merli) aiutato dal suo fido "vice" (Charles Denner). All'inizio la polizia stessa non prende troppo sul serio il caso, poi il killer, che si fa chiamare "Minosse", mostra chiaramente le sue intenzioni, instaurando così con il commissario un "tour de force" non indifferente. In più Letellier deve ancora saldare un vecchio conto con un delinquente a piede libero (tutt'altro che acqua passata) che torna finalmente a Parigi. In una bella sequenza all'interno di un bar una sorpresa... Tra i due poliziotti ed il gestore del locale si vede, fra le altre, una vecchia foto di Jean Gabin (lui di "noir" se ne intendeva, e parecchio...) quasi a voler aiutare Letellier nelle sue indagini. Belmondo non si risparmia e tra balconi, cornicioni ed elicotteri diverte ed entusiasma, portando lo spettatore tutto dalla sua parte. Denner è una spalla di tutto rispetto, anche se qua il suo personaggio è molto, troppo distante dal Bertrand Morane di "L'uomo che amava le donne", dove era protagonista assoluto. Interessante la figura del "malvagio" di turno, impersonato bene da Adalberto Maria Merli, anche lui in un ruolo alquanto diverso dal ricco e viziato rampollo con Lamborghini Miura di "La prima notte di quiete". Qua però si può effettivamente riconoscere nei due personaggi la stessa dose di cinismo. E poi, Lea Massari... Nella sua piccola parte è straordinaria, bella e convincente come sempre, impaurita dalle minacce telefoniche nella sua stanza con vista sulla Tour Eiffel... Veramente bella la sigla iniziale, con una Parigi notturna ma vitale che si addormenta lentamente sulle note di Ennio Morricone. Un buon inizio per questo ottimo poliziesco, girato con ritmi serrati ed arricchito da battute ironiche e mai scontate. - di "Joss" -
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