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elgatoloco
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venerdì 21 dicembre 2018
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sam wood bravo ma...
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"For Whom the Bell Tolls"(1943, di Sam Wood, dal romanzo di Ernest Hemingway), è un'opera a suo modo epica, che certo non rende se non in parte lo straodinario romanzo di Hemingay, vero corrispondente di guerra durante la Guerra di Spagna, che solo oggi la storiografia legge correttamente come la preparazione, la"prova generale"della Seconda Guerra Mondiale, dove lo slittamento semantico della narrazione, conservando pochi elementi autobiografici, ne fa un intellettuale combattente per la causa repubblicana, pur se capace di vedere le atrocità della guerra in genere e delle due parti(repubblicani versus falangisti)in conflitto. Nel film tutto questo risulta"attutito", con qualche accentuazione della vicenda sentimentale, dei conflitti etnici e non solo nel gruppo repubblicano, complessivamente con una limitazione , invece, degli aspetti più strettamente bellici e anche di carattere politico, comunque ridotti al minimo nel doppiaggio made in Italy, realizzato in epoca fascista.
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"For Whom the Bell Tolls"(1943, di Sam Wood, dal romanzo di Ernest Hemingway), è un'opera a suo modo epica, che certo non rende se non in parte lo straodinario romanzo di Hemingay, vero corrispondente di guerra durante la Guerra di Spagna, che solo oggi la storiografia legge correttamente come la preparazione, la"prova generale"della Seconda Guerra Mondiale, dove lo slittamento semantico della narrazione, conservando pochi elementi autobiografici, ne fa un intellettuale combattente per la causa repubblicana, pur se capace di vedere le atrocità della guerra in genere e delle due parti(repubblicani versus falangisti)in conflitto. Nel film tutto questo risulta"attutito", con qualche accentuazione della vicenda sentimentale, dei conflitti etnici e non solo nel gruppo repubblicano, complessivamente con una limitazione , invece, degli aspetti più strettamente bellici e anche di carattere politico, comunque ridotti al minimo nel doppiaggio made in Italy, realizzato in epoca fascista... Del doppiaggio bisognerà dire, inoltre, che, più che essere retorico, ridondante, eccessivo, risponde alla concezione dell'epoca, dove gli attori dovevano essere a tutti i costri decisamente "espressionisti"fino all'eccesso. I protagonisti Gary Cooper e Ingrid Bergman sono "credibili"nella fiction, senza pretendere legami con la"realtà", anche se la Bergman, come popolana spagnola, sarebbe decisamente"fuori posto", Akim Tamiroff e Katina Paxinou sono comprimari di indubbio livello, da ricordare come tali, ma anche proprio(se considerati a sé)come interpreti dalle qualità molto notevoli. El Gato
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luca scial�
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lunedì 15 luglio 2013
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ottima trasposizione di un grande romanzo
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Spagna, 1937. Siamo in piena guerra civile tra repubblicani e nazionalisti di Franco, da un anno insediatosi con la dittatura. Ad aiutare i primi giunge un americano, Robert Jordan, il quale ha l'incarico di far saltare un ponte nevralgico per le truppe del regime. Vive qualche giorno con alcuni militanti clandestini e finisce per innamorarsi di una di loro: la bella Maria, orfana di guerra. Ma il loro romantico amore deve confrontarsi con una dura e triste realtà.
Sam Wood traspone un romanzo di Ernest Hemingway, strapagato come autore dell'opera, ponendo maggiore attenzione al lato sentimentale del libro, in piena strategia un pò ruffiana hollywoodiana. Per fare ciò si avvale della sceneggiatura di Dudley Nichols e della premiata coppia Ingrid Bergman-Gary Cooper.
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Spagna, 1937. Siamo in piena guerra civile tra repubblicani e nazionalisti di Franco, da un anno insediatosi con la dittatura. Ad aiutare i primi giunge un americano, Robert Jordan, il quale ha l'incarico di far saltare un ponte nevralgico per le truppe del regime. Vive qualche giorno con alcuni militanti clandestini e finisce per innamorarsi di una di loro: la bella Maria, orfana di guerra. Ma il loro romantico amore deve confrontarsi con una dura e triste realtà.
Sam Wood traspone un romanzo di Ernest Hemingway, strapagato come autore dell'opera, ponendo maggiore attenzione al lato sentimentale del libro, in piena strategia un pò ruffiana hollywoodiana. Per fare ciò si avvale della sceneggiatura di Dudley Nichols e della premiata coppia Ingrid Bergman-Gary Cooper. Il risultato finale non può che essere soddisfacente, anche se non mancano sequenze eccessivamente verbose e dilatate. Tante nomination, ben 11, ma un solo Oscar. Peraltro per l'attrice non protagonista K. Paxinou
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frank23
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mercoledì 28 gennaio 2009
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rivediamoli più spesso
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Trovo senza nessuna ombra di dubbio che tutti gli attori siano molto bravi, la storia è appassionante, che dire ......e da vedere e rivedere sempre.
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ataualpa
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domenica 22 ottobre 2006
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5 stelle???????
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ma come si fa a dare 5 stelle ad un film del genere? e dire che per quanto è bello il libro il regista si deve essere veramente impegnato per sfornare una boiata simile. gli attori sono dei grandi attori sicuramente, questo non si può mettere in dubbio... ma non in questo film. si salva giusto la paxinou e tamiroff.
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rita
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lunedì 4 settembre 2006
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@bruno
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...basterebbe leggere il libro per sapere che se "la bergman coi capelli corti è rovinata (e continua a toccarseli e a metterli in primo piano)" è perché nel libro il personaggio di Maria ha subito violenza alla quale per sfregio è stato aggiunto il taglio di tutti i capelli. Lei sa che è brutta così, si sente in imbarazzo e controlla continuamente i capelli per vedere se sono cresciuti.
Alle volte sarebbe sufficiente documentarsi un po'.
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anonimo
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martedì 22 marzo 2005
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uno dei più belli di sempre
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considerato che è stato girato negli anni
quaranta, per la sceneggiatura, per gli interpreti, per la regia, forse anche il
fascino che ha sempre suscitato in me
la lettura di Heminghuey, credo di poerlo
inserire fra i dieci film più belli di sempre.
Mario
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bruno
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domenica 11 gennaio 2004
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ma come si fa a dare 5 stelle!?!?
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terribile!!!mi sono addormentato 3 volte durante il film. e avevo dormito 8 ore la notte prima! è tutto finto, la bergman coi capelli corti è rovinata (e continua a toccarseli e a metterli in primo piano)... gary cooper sembra affetto da mutismo cronico e non gli dà assolutamente l'aria da duro... la storia d'amore è assurda... la donna spagnola irritante e sconclusionata... l'unico che si salva è l'ex capo dei montanari, ma poca cosa. il romanzo non l'ho letto, ma immagino che non sia colpa di hemingway..!
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leon
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mercoledì 9 maggio 2001
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da un capolavoro della letteratura...un capolavoro del cinema
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Un capolavoro,troppo a lungo sottovalutato."Per chi suona la campana"di Wood non ha niente da invidiare al libro di Heminguay.Il film,infatti,ha una potenza visiva straordinaria ed è costruito con più originalità delle altre produzioni hollywoodiane dell'epoca:se nel complesso la regia è western,vi sono momenti in cui si fa contemplativa e astratta.In questo modo il regista realizza un film che non è più soltanto spettacolo ma diventa una dolorosa riflessione sulla presenza del dolore e della morte nel mondo.Lo stupendo technicholor e la musica struggente rendono ancor più indimenticabile questo capolavoro,ma sono soprattutto i protagonisti a farne un mito.Sul volto doloroso di Cooper,la sconfitta,su quello splendido e fatale della Bergman,la bellezza dei sogni.
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