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elgatoloco
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mercoledì 12 agosto 2020
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classica commedia totò-de filippo. steno
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"Letto a tre piazze"(Steno, che ha anche scritto il film con Bruno Baratti, Vittorio Vighi, Sandro Continenza, Lucio Fulci, 1960)è un film irresisbiile sulla gelosia napoletana(e non solo), ma anche sulla tematica del primo marito creduto morto, che poi "rispunta"dopo il faticoso ritorno dalla compagna di Russia, qunado questi venivano considerati(nell'"immaginario collettivo"o in larga parte di esso)"ectoplasmi", ma anche minacciosi... La commedia, adeguatamente in bianco e nero8certo più adatto al genere, in quanto meno dispersivo)mette in scena una moglie divisa tra la fedeltà al primo marito creduto morto(e come tale ufficialmente"registrato"), il secondo, un distinto prof.
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"Letto a tre piazze"(Steno, che ha anche scritto il film con Bruno Baratti, Vittorio Vighi, Sandro Continenza, Lucio Fulci, 1960)è un film irresisbiile sulla gelosia napoletana(e non solo), ma anche sulla tematica del primo marito creduto morto, che poi "rispunta"dopo il faticoso ritorno dalla compagna di Russia, qunado questi venivano considerati(nell'"immaginario collettivo"o in larga parte di esso)"ectoplasmi", ma anche minacciosi... La commedia, adeguatamente in bianco e nero8certo più adatto al genere, in quanto meno dispersivo)mette in scena una moglie divisa tra la fedeltà al primo marito creduto morto(e come tale ufficialmente"registrato"), il secondo, un distinto prof.di liceo e un pertendente avvocato di famiglia(un Aroldo Tieri, una volta tanto più che caratterista, co.protagonista, in realtà)e in generale stressata dalla spiacevole e imbarazzante situazione(ottime le scene relative ai due, dove il reduce viene presentato come"assistnete"del prof, in una classe solo femminile, con tanto di"sfilata"delle belle ma meno studiose e della"bruttina",a bravisisma,ordinata da Totò-ça va de soi, viene da dire... alla lavagna). La conclusione con infortunio e quel che segue è un po'"appiccicata", come del resto ogni finale, ma in complesso il film funzione e molto bene, con una perfetta gestione dei tempi comici, con un'alternanza di battute e situazioni degna del miglior cinema comico internazionale, dove, certo, la gelosia altrove(salvo in Spagna e in qualche altro paese mediterraneo, Provenza, Mata, Grecia etc.)"funziona"meno o almeno non in misura così marcata, ma tutto il resto"torna"pienamente. Totò già dall'inizio è strepitoso e Peppino De Filippo, di fronte all'irruenza dirompente del collega, riesce comunque a ritagliarsi un ruolo pineamente protagonistico, non da sola"spalla", circostanza che altrimenti non si realizza sempre, bisogna dire. Tieri , come leguleio insinuante e"maniaco", alla fine tra l'altro"vittorioso"va bene, meglio che in altre occasioni(ha fatto molto cinema, ma il suo"hortus conclusus era il teatro). le interpreti femkinili, dal canto loro, apaiono meno "rilevate"(anche Nadia Grey, nel ruolo della moglie, non spicca particolarmente): colpa forse del sessismo(bisogna pur dirlo)ovviamente maschilista del cinema e in genere delle cultura italiana dell'epoca, dove la donna era vista come oggetto e poi, alternativamente, come moglie, quale"donna di casa", quasi obbedendo al detto veneto"che la piasa, che la tasa, che la staga a casa"... El Gato
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giulio andreetta
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giovedì 16 luglio 2020
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un classico della comicità italiana
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Classico della comicità italiana, con tre magnifici protagonisti: Totò, Peppino e Aroldo Tieri. Questi ultimi offrono prove recitative che definire superlative sarebbe riduttivo. Si tratta di una commedia con trovate comiche semplici ma assolutamente efficaci nel delineare i 'tre tipi umani' del reduce di guerra (Totò), dello stimato professore (Peppino), e del giovane e innamorato avvocato (Tieri). Il ritorno dalla Russia dell'ex combattente, che si credeva morto o disperso, innesca una serie di attriti, gelosie e litigi con il professore, e con sua moglie, la quale si era in precedenza sposata proprio con il reduce.
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Classico della comicità italiana, con tre magnifici protagonisti: Totò, Peppino e Aroldo Tieri. Questi ultimi offrono prove recitative che definire superlative sarebbe riduttivo. Si tratta di una commedia con trovate comiche semplici ma assolutamente efficaci nel delineare i 'tre tipi umani' del reduce di guerra (Totò), dello stimato professore (Peppino), e del giovane e innamorato avvocato (Tieri). Il ritorno dalla Russia dell'ex combattente, che si credeva morto o disperso, innesca una serie di attriti, gelosie e litigi con il professore, e con sua moglie, la quale si era in precedenza sposata proprio con il reduce. Alcune trovate comiche conservano la loro freschezza anche se il film risale esattamente a 60 anni fa. Il taglio del film è quello usuale dei film di Totò, camera fissa, pochi effetti di montaggio, quasi tutti interni, in modo da lasciare spazio alla libertà espressiva e all'improvvisazione degli attori. Anche la sceneggiatura, pur essendo costruita su elementi semplici e 'collaudati' dal punto di vista comico, è scritta con intelligenza e acume. Risate assicurate per un vasto pubblico.
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luca scialò
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sabato 17 luglio 2010
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storia solo apparentemente di fantasia
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Amalia, perso suo marito Antonio in guerra, decide di risposarsi con Peppino. Ma dopo 10 anni, proprio quando quest'ultimo sembra ormai riuscito definitivamente a sbarazzarsi di quel "fantasma" del passato, Antonio torna in carne ed ossa. Di qui nasce una disputa legale, con l'avvocato di famiglia, Vacchi, che cerca di porsi come "terzo incomodo".
Commedia divertente, tratta però da storie vere che si consumavano nell'Italia del dopoguerra, con tanti uomini creduti morti che tornavano dopo anni.
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toty bottalla
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venerdì 1 maggio 2009
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la comicità ai massimi livelli
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Commedia comica memorabile affidata più che altro alle invenzioni di due straordinari maestri dell'improvvisazione, appoggiati in questo caso dal grande AROLDO TIERI tutti intenti a contendersi una bellissima e brava NADIA GRAY. Del film tuttavia non mi piacciono le scene esterne girate in studio, ma le bagarre esilaranti fra TOTO' e PEPPINO valgono da sole quattro stelle e immensa gratitudine.
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mau
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lunedì 25 agosto 2008
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capolavoro della comicità
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Capolavoro della comicità... Totò e Peppino mostri "intrattabili", grandissimo Tieri e bellissime donne... non mi stancherò mai di vederlo!
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m.ida
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lunedì 5 novembre 2007
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sei grande
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stupendo simpatico e divertente. Cosa dire totò è veramente un grande. Tiamo totò
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