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parsifal
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giovedì 18 maggio 2017
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difetti , vizi e virtù del belpaese
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Stefano Vanzina , in arte Steno, che a breve distanza di tempo realizzò uno dei suoi film più riusciti ossia " Febbre da Cavallo", mette su pellicola il fermento che era in corcolazione in quegli anni , nel nostro Paese, la voglia di riscatto da origini umili, il desiderio di guadagno sempre più elevato , che si rivelerà accessibile a pochi, al di là della facile propaganda dell'epoca che spingeva oltremodo ad aumentare i consumi e di conseguenza ad incentivare la produzione di beni , quasi sempre superflui. Ambientato inizialmente a Torino , narra le vicende di due giovani siciliani, di Castrovivi, rispettivamente Peppe ( Teocoli) e Antonio ( Mario Scarpetta) alle prese con la crisi economica che attanaglia il Nord Italia e più genericamente tutta la nazione.
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Stefano Vanzina , in arte Steno, che a breve distanza di tempo realizzò uno dei suoi film più riusciti ossia " Febbre da Cavallo", mette su pellicola il fermento che era in corcolazione in quegli anni , nel nostro Paese, la voglia di riscatto da origini umili, il desiderio di guadagno sempre più elevato , che si rivelerà accessibile a pochi, al di là della facile propaganda dell'epoca che spingeva oltremodo ad aumentare i consumi e di conseguenza ad incentivare la produzione di beni , quasi sempre superflui. Ambientato inizialmente a Torino , narra le vicende di due giovani siciliani, di Castrovivi, rispettivamente Peppe ( Teocoli) e Antonio ( Mario Scarpetta) alle prese con la crisi economica che attanaglia il Nord Italia e più genericamente tutta la nazione. Vivono di espedienti ed un giorno, vengono abbordati da due esponenti della malavita, per un " Lavoretto" che si rivelerà più pericoloso del previsto. Si tratta infatti di un carico di droga , che viene nascosto nel paraurti dell' auto di Peppe; i due tentano il colpo risolutore, ma invano , essendo ingenui e sprovveduti.Si ritroveranno braccati e squattrinati più del solito. Decidono quindi di abbandonare la città e tornare la paese d'origine, in compagnia di Domenica ( D.di LAzzaro), ragazza dl nord-est , approdata fidanzata con Antonio ed approdata a TOrino alla ricerca di un lavoro e finita sul marciapiede, in balia dei ricatti di uno sfruttatore locale. Durante il viaggio , ne accadranno delle belle; aneddoti di ogni tipo, che raffigurano con pungente ironia l'Italia dell'epoca ed il clima che la caratterizzava, Spiccano su tutti l'episodi che vede Montesano nelle vesti di un rapinatore goffo ed inesperto, oltrechè balbuziente e Dulio del Prete nei panni di un questore dai modi draconiani, implacabile censore di ogni manifestazione artistica di carattere erotico:Indimenticabile il suo monologo, con lo sguardo fisso in camera , in cui dichiara la necessità di interventi repressivi , poichè egli considera lo spettatpre " un immaturo ed uno zozzone " privo di senso critico e discernimento. Giunti al loro paese, capiranno subito che non era il Paradiso da loro a lungo sognato. Vengono obbligati dalle rispettive famiglie a battersi , per proseguire una faida decennale , della quale nessuno ricorda nè l'inizio nè i motivi scatenanti. Memorabile l'intervento del loro maestro elementare , Orazio Orlando, che esorta i suoi giovani allievi ad abbandonare simili preconcetti arcaici e dare vita ad un nuovo corso delle cose. I due giovani abbandoneranno il paese , senza rimpianti e senza una meta , ma con la certezza di voler essere liberi, ad ogni costo. Commedia di critica sociale, sofisticata e pungente al tempo stesso.
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great steven
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mercoledì 22 ottobre 2014
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delusione per copione statico e spunti sprecati.
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L'ITALIA S'è ROTTA… (IT, 1976) diretto da STENO. Interpretato da MARIO SCARPETTA – TEO TEOCOLI – DALILA DI LAZZARO – MARIO CAROTENUTO – CLELIA MATANIA – FRANCA VALERI – ARLBERTO LIONELLO – MARISA LAURITO – ENRICO MONTESANO – DUILIO DEL PRETE § Antonio Mancuso è un vagabondo nullatenente siciliano trapiantato a Torino, dove è vittima di razzismo, rifiuti incondizionati e protettori di prostitute incarogniti. Giuseppe Truzzoliti è un operaio metalmeccanico licenziato dalla fabbrica che viene subito dopo anche sfrattato dalla sua affittuaria. Domenica Chiaregato è una giovane meretrice veneta che batte sui marciapiedi torinesi nelle fredde giornate invernali.
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L'ITALIA S'è ROTTA… (IT, 1976) diretto da STENO. Interpretato da MARIO SCARPETTA – TEO TEOCOLI – DALILA DI LAZZARO – MARIO CAROTENUTO – CLELIA MATANIA – FRANCA VALERI – ARLBERTO LIONELLO – MARISA LAURITO – ENRICO MONTESANO – DUILIO DEL PRETE § Antonio Mancuso è un vagabondo nullatenente siciliano trapiantato a Torino, dove è vittima di razzismo, rifiuti incondizionati e protettori di prostitute incarogniti. Giuseppe Truzzoliti è un operaio metalmeccanico licenziato dalla fabbrica che viene subito dopo anche sfrattato dalla sua affittuaria. Domenica Chiaregato è una giovane meretrice veneta che batte sui marciapiedi torinesi nelle fredde giornate invernali. I tre si incontrano dopo varie peripezie nella metropoli piemontese, che decidono velocemente di abbandonare per raggiungere la Sicilia, terra nativa dei due uomini. Fanno tappa a Genova e a Roma, passando per trattorie, case di tolleranza, negozi di statue, ville circondate da sontuosi giardini, autostrade, carreggiate campestri, empori di elettrodomestici; e fanno incontri di ogni tipo: scioperanti incalliti, criminali da strapazzo, plutocrati scrocconi, moralisti inflessibili e altri strambi personaggi. Dopo aver fatto uno scalo in una spiaggia dell’Italia meridionale, Domenica viene trattenuta presso la sede cinematografica di un critico apparentemente perbenista, mentre Antonio e Giuseppe ritornano alle loro famiglie che scoprono però essere rivali una dell’altra, e perciò sono costretti, secondo il rigido codice d’onore siculo, a combattere a suon di bombe e spari l’uno contro l’altro, per risolvere definitivamente la faida che logora le rispettive casate. Delusi dal rientro a casa, i due siciliani, recuperata la compagna di viaggio, decidono ancora una volta di chiudere baracca e burattini e ripartono, senza sapere per dove. Steno è una specie di monumento della commedia di costume. Senza punte di genio, riesce a dare un’acuta testimonianza del contesto sociale dell’epoca. C’è da dire che scioperi, corruzione, illazioni politiche, disagi sociologici, dissesti finanziari e disperazione plateale sono a livello di sketch, ma non mancano di pungere alacremente. Il trio dei protagonisti è una nota positiva di questa pellicola minore del formidabile Stefano Vanzina (1917-1988): i tre attori sono ben affiatati e mettono in piedi una recitazione corale che sfodera il meglio del loro nutrito e fornito repertorio. Scarpetta istrionico, Teocoli vivace, Di Lazzaro entusiasta. In ruoli minori, contribuiscono anche i caratteristi e i grandi volti del cinema italiano ad alzare la media del tiro: Carotenuto è un medico scioperante infervorato e integralista, la Valeri (in una parte che effettivamente mal le si addice, e sicuramente avrebbe necessitato di più spazio) è una magnate ghiottona e sagace che finisce per divorare tutte le provviste dei poveri diseredati e a farli rincorrere dai suoi cani, Montesano è infine un infimo delinquente squattrinato perfino più malandato e disgraziato dei tre protagonisti, che finisce in manette per aver tentato di rapinare un magazzino di articoli domestici, rimediandoci soltanto una Fiat usata. Non male nemmeno le prove di Lionello (venditore di calchi in gesso e sculture e zio della Di Lazzaro) e della Laurito (parente di Scarpetta impiegata in una lavanderia). Il regista dimostra di saper dirigere con tocco lieve e soffice, senza però disdegnare qualche trovata comica piazzata al punto giusto e una direzione talvolta concitata e serrata che non dà carta bianca agli attori e li confina un po’, suo malgrado, in un cantuccio espressivo di bassa lega. Qualche deficienza nella sceneggiatura, alcune cadute di ritmo poco edificanti e un motteggiamento di troppo della società italiana degli anni 1970, immersa negli scandali politici e nel periodo storico di piombo che gonfiò a dismisura la disillusione popolare e il castigo immeritato per i meno fortunati, collaborano purtroppo a diminuire il grado di piacere nella proiezione del film e lo attraccano ad una becera ancora di salvataggio che grida vendetta. A parte le sane risate per l’empatica immedesimazione nei personaggi principali e il divertimento dovuto al sarcasmo satirico che permea le scene più cinematograficamente cruente e solidamente costruite, non si va al di là di una piccola pellicola commerciale che si propone di criticare il malcostume di un intero decennio e lo fa senza raggiungere vette eccelse ed arenandosi ad un giudizio superficiale, etereo e sfortunatamente cangiante. Si poteva fare di meglio, con a disposizione una materia narrativa così pulsante e ricca di ottimi spunti che certamente andavano sviluppati con maggiore efficacia, intelligenza e furbizia.
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zorros
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martedì 3 luglio 2007
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stupenda commedia anni 70 !
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lo consiglio a tutti gli amanti del cinema italiano anni 70..molto divertente (fa sbudellare!) spontaneo, pieno di gags e trovate stupende e originali!
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franx
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giovedì 21 giugno 2007
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fa sbudellare dal ridere....consigliatissimo!!!
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Un Montesano nella sua forma milgiore, Teocoli grandissimo talento, il tutto inserito nel contesto di produzione commedia all'italiana anni '70, che secondo me ci ha dato i piu bei film di tutta la storia del cinema Italiano!
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