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eugen
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domenica 14 settembre 2025
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una desfida al poder y al publico
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"Indagen que habla de un ciudanano no suspechable"(Elio Petri, 1970)es una pelicula que desfida lo que se puede decir y pensar del poder pliciero, porque habla de un superdirigente de policia que se vuevle asesino de su amante y en un primer tiempo lllama a la poliicia como si casaulmente saberia algo de la matanza y despues de mucho tiempo aceta de enculparse como asesino. Se puedd exclder la tesit de Georges Bataille, que junta violencia, sexo y muerte como fune de satisfacion(y por eso el pensador fue inculpado de simatzia para el nazifascismo....I), dejando solo la tesis del poder absoluto del poder estatal y polciero. La interpretacion"Increibile"de Gianmaria Volonte' que habla con una intonacion siciliana, tambien si despues sabe hablar tambien de maniera diferente u su mimica extradoridnaria(no conosco muy bien sus interpretaciones, pero creoq ue sea la mejor de su carrrera)y la fascinacion subtil de Florinda Bolkan"hacen"la pelcula, pero no se deberia olvidar la interpretacion de Salvo Randonen un papel de toda manera bastangte importante en la misma economia filmica.
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"Indagen que habla de un ciudanano no suspechable"(Elio Petri, 1970)es una pelicula que desfida lo que se puede decir y pensar del poder pliciero, porque habla de un superdirigente de policia que se vuevle asesino de su amante y en un primer tiempo lllama a la poliicia como si casaulmente saberia algo de la matanza y despues de mucho tiempo aceta de enculparse como asesino. Se puedd exclder la tesit de Georges Bataille, que junta violencia, sexo y muerte como fune de satisfacion(y por eso el pensador fue inculpado de simatzia para el nazifascismo....I), dejando solo la tesis del poder absoluto del poder estatal y polciero. La interpretacion"Increibile"de Gianmaria Volonte' que habla con una intonacion siciliana, tambien si despues sabe hablar tambien de maniera diferente u su mimica extradoridnaria(no conosco muy bien sus interpretaciones, pero creoq ue sea la mejor de su carrrera)y la fascinacion subtil de Florinda Bolkan"hacen"la pelcula, pero no se deberia olvidar la interpretacion de Salvo Randonen un papel de toda manera bastangte importante en la misma economia filmica. Eugen
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luca g
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sabato 28 settembre 2024
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bravo petri ... una vera canagliata
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Forse il più spregevole lungometraggio mai realizzato nel cinema,
film_omicida, Calabresi ci rimise la vita per lui,
quando uscì avevo 12 anni e non potei vederlo perché a Monterosso, nel cinema all'aperto che c'era, avevo pagato il biglietto ed ero giò entrato quando mia madre riuscì a fermarmi ...
lo vidi molti anni fa alla tv e mi fece schifo,
Volonté truccato tal quale Calabresi, con un accento meridionale ridicolo, V. aveva una voce bellissima,
Petri non imparò mai a dirigere un film, quando la 'contestazione' passò di moda passò di moda pure lui,
l'altra sua bella bravata fu 'Todo Modo' nel 76, con V.
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Forse il più spregevole lungometraggio mai realizzato nel cinema,
film_omicida, Calabresi ci rimise la vita per lui,
quando uscì avevo 12 anni e non potei vederlo perché a Monterosso, nel cinema all'aperto che c'era, avevo pagato il biglietto ed ero giò entrato quando mia madre riuscì a fermarmi ...
lo vidi molti anni fa alla tv e mi fece schifo,
Volonté truccato tal quale Calabresi, con un accento meridionale ridicolo, V. aveva una voce bellissima,
Petri non imparò mai a dirigere un film, quando la 'contestazione' passò di moda passò di moda pure lui,
l'altra sua bella bravata fu 'Todo Modo' nel 76, con V. truccato come Moro, viene ucciso a sangue freddo come M., mmm bellissima aderenza alla realtà,
in totale due begli assassiniiiì, bravo P. così si fa l'action direct !!!
ricordo che sui muri di Bologna c'erano le scritte 'Calabresi a morte', quindi P. deve aver pensato che si poteva fare un film;
la storia fa ridere, con la Bolkan ecc. ecc. ... mi ricordo che quell'anno a Venezia vidi un'incredibile scena di gelosia tra lei e la contessa Cicogna, volarono dei ceffoni, fu chiamata la polizia ... che comica ... la C. aveva fatto un film contro la polizia e ora interveniva la polizia,
la sequenza dell'interrogatorio del giovane è un monumento di cialtroneria ideologica, P. sta sempre sul registro del grottesco per coprire la falsità del film e la sua incapacità a realizzare un'opera con un minimo di serietà,
inutile continuare, fu un periodo infame;
ma ha vinto l'oscar, no?
niente manda in estasi gli americani come veder rappresentati gli italiani come cialtroni, sguaiati, disonesti, corrotti,
Canby sul NYT scrisse che V. aveva la stoffa del giovane Cagney ... bel complimento ma vide il film in lingua italiana,
e non poteva conoscere l'Italia di quegli anni,
che invece ricordo bene: faceva schifo come questo film, che non ha una dico una sola qualità.
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maurizio biondo
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giovedì 22 luglio 2021
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panunziooooo!!
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Panunziooo!! Dov'è il dottor Panunzio?!?!
Film memorabile,attori tutti perfettamente in parte.
Capolavoro senza la più minima sbavatura.
Regge perfettamente il passare dei decenni.
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dandy
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giovedì 24 settembre 2020
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la repressione è il nostro vaccino!
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Classico esempio di cinema impegnato politico del passato,uscito in un periodo di forti contrasti e ritenuto scomodo da parecchia gente(si parlò anche di sequestro,ma sarebbe diventato il capostipite di questo tipo di cinema dopo il grande successo che ebbe).Un'analisi impietosa del potere italiano nell'Italia di inizio anni'70 squassata da tumulti di ogni sorta e cambiamenti drastici.Il tono grottesco oggi risulta invecchiato(i duetti intimi tra il protagonista e l'amante, la sequenza del sogno,l'interrogatorio di Pace)ma non certo l'interpretazione di Volontè,tanto luciferino nell'esercizio quanto tragicamente patetico nel privato.Emblema di un potere figlio della frutrazione,lmitato ma all'apparenza inattacabile.
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Classico esempio di cinema impegnato politico del passato,uscito in un periodo di forti contrasti e ritenuto scomodo da parecchia gente(si parlò anche di sequestro,ma sarebbe diventato il capostipite di questo tipo di cinema dopo il grande successo che ebbe).Un'analisi impietosa del potere italiano nell'Italia di inizio anni'70 squassata da tumulti di ogni sorta e cambiamenti drastici.Il tono grottesco oggi risulta invecchiato(i duetti intimi tra il protagonista e l'amante, la sequenza del sogno,l'interrogatorio di Pace)ma non certo l'interpretazione di Volontè,tanto luciferino nell'esercizio quanto tragicamente patetico nel privato.Emblema di un potere figlio della frutrazione,lmitato ma all'apparenza inattacabile.Celebre la sequenza del discorso d'insediamento all'ufficio politico(il regista vi appare nel ruolo di un poliziotto addormentato).Ottimo il inale sospeso.Musiche di Ennio Morricone,che pare attirarono l'attenzione di Kubrick...Il futuro giornalista televisivo Fabio grimaldi interpreta Patanè.La Bolkan è al top della bellezza.Premio speciale a Cannes e Oscar come miglior film straniero.
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angelo umana
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martedì 28 luglio 2020
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cittadini sopra la legge
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Che colpo, che evento, “es una ocasiòn singular” quella di rivedere Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto a distanza di 50 anni esatti dall'uscita: è stato in onore di Morricone per la sua colonna sonora “patrimonio dell'umanità”, e con Gian Maria Volonté (e la Bolkan e Salvo Randone) e di Elio Petri, tutta questa bontà al prezzo di ... €4,50 al cinema Edera di Treviso! E' notabile poi che il regista, coraggioso nel denunciare i vizi di tante “istituzioni” (v/ La classe operaia, Todo modo) quando ancora non era diffuso il coraggio di farlo, abbia lasciato queste fotografie e “documenti” storici, pur avendo vissuto appena 53 anni, circa l'età di Napoleone, vite brevi ma memorabili o ben impiegate.
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Che colpo, che evento, “es una ocasiòn singular” quella di rivedere Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto a distanza di 50 anni esatti dall'uscita: è stato in onore di Morricone per la sua colonna sonora “patrimonio dell'umanità”, e con Gian Maria Volonté (e la Bolkan e Salvo Randone) e di Elio Petri, tutta questa bontà al prezzo di ... €4,50 al cinema Edera di Treviso! E' notabile poi che il regista, coraggioso nel denunciare i vizi di tante “istituzioni” (v/ La classe operaia, Todo modo) quando ancora non era diffuso il coraggio di farlo, abbia lasciato queste fotografie e “documenti” storici, pur avendo vissuto appena 53 anni, circa l'età di Napoleone, vite brevi ma memorabili o ben impiegate.
Questo film fu premiato con l'Oscar al miglior film straniero nel '71, segno che nel mondo si prendeva coscienza delle brutture maleodoranti del “potere costituito” e autoreferenziale. E quale miglior attore di Volonté per interpretare un alto carico di polizia criminale e poi di p. politica, dalla parlata meridionale, che declama il suo verbo davanti a sottoposti ossequianti. Un criminale a dirigere la repressione, deciso ad affermare sé stesso e la convinzione che il popolo fosse da educare oltreché da sottomettere: il popolo è minorenne, bambini di fronte all'autorità costituita, la repressione (di anarchici, manifestanti e contestatori, sovversivi, gente socialmente e politicamente pericolosa, tutti da schedare e controllare) è vaccino e civiltà, che cos'è questa democrazia? Siamo la polizia di un paese democratico ... ma le bombe che minchia c'entrano con la democrazia?
Furono memorabili il suo portamento, l'atteggiamento al comando nel suo ambiente, le riverenze che gli attribuivano e la libertà di prendersi gioco dei poliziotti di grado inferiore. Le qualità morali che si attribuiva pubblicamente, il potere che si gloriava di rappresentare con tanta tensione (Lo Stato mi offre tutti i mezzi per sapere tutto di un individuo), questa sorta di apparenza da mostrare, li compensava con il conforto e le tenerezze che ricercava nella sua amante. Nell'appartamento e tra le lenzuola di seta scura di quel letto si rifugiava, si rivelava infantile e indifeso: solo lì veniva da lei giudicato come uno scolaretto. Era un rapporto d'amore violento che lei gradiva, le piaceva essere interrogata e punita ma lo giudicava: bel coraggio hai se sei tu a fare le indagini ... ma sei sessualmente incompetente. Essa si intratteneva anche con un giovane inquilino dello stesso stabile, quel sovversivo di Antonio Pace, competitore in amore del commissario il quale lo volle interrogare in relazione all'omicidio della donna ma principalmente perché i "sovversivi" erano obiettivi facili nel suo mirino. Studiò dapprima la posizione della sedia da cui interrogarlo, nel locale del palazzo di polizia che è una grande tomba, dove posizionarla e quale atteggiamento assumere … per essere poi sopraffatto dalla dialettica del giovane e ridiventare bambino implorante, quasi piangente.
Delle tracce volute lasciare sulla scena del delitto dal potente poliziotto autore dell'omicidio, per sfidare l'acume del corpo cui apparteneva, nulla gli valse una condanna: la lametta con cui tagliò la gola all'amante, le impronte di sangue sul pavimento, la doccia successiva, il filo di seta della sua cravatta celeste, la refurtiva, gli indizi. Era al di sopra di ogni sospetto e “lo spirito di corpo” dei colleghi non lo volle incolpare, sarebbe stata un'autoaccusa per i loro stessi metodi e torture. Dunque un film ancora attuale, ricordando le violenze recenti di vari “corpi di protezione” dell'ordine pubblico, il carattere a volte violento di alcuni componenti, un grado di cultura e di proprietà di linguaggio purtroppo ancora abbastanza basso e diffuso (fargli scrivere una denuncia per credere). Servi della legge che sfuggono al giudizio umano, scrisse Kafka, ma alcuni prescindono dalla legge o se ne sentono al di sopra.
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onufrio
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venerdì 27 marzo 2020
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qui dentro l'unico colpevole... sono io!
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Il capo della sezione omicidi riceve la promozione. L'uomo decide di "festeggiare" uccidendo l'amante dopo un rapporto sessuale e lasciando le proprie tracce dappertutto. Le indagini prenderanno vita, coadiuvate dallo stesso "Dottore" in un racconto fatto di flashback nel quale si analizza il morboso e perverso rapporto di coppia. Dal finale interpretativo, l'opera di Elio Petri si eleva al di sopra di ogni sospetto per innovazione e temi affrontati da un punto di vista totalmente differente. Analisi spiazzante del potere che trova in Volontè il perfetto personaggio, un attore straordinario.
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great steven
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lunedì 16 settembre 2019
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un ruolo perfetto per un magnifico volonté.
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INDAGINE SU UN CITTADINO AL DI SOPRA DI OGNI SOSPETTO (IT, 1970) diretto da ELIO PETRI. Interpretato da GIAN MARIA VOLONTé, FLORINDA BOLKAN, GIANNI SANTUCCIO, SALVO RANDONE, ORAZIO ORLANDO, ARTURO DOMINICI, ALDO RENDINE, SERGIO TRAMONTI, VITTORIO DUSE, FULVIO GRIMALDI, MASSIMO FOSCHI
L’ispettore capo della Squadra Omicidi di Roma ha da tempo una relazione amorosa clandestina con Augusta Terzi, donna benestante separata dal marito da tre anni che abita in un lussuoso appartamento di un palazzo a più piani. Continuamente deriso da lei e accusato di infantilismo e incompetenza professionale, l’uomo, nel giorno della sua promozione all’ufficio politico, le propone il loro abituale gioco erotico e poi la uccide tagliandole la gola, dopodiché si prodiga a disseminare fin da subito e ovunque le tracce della propria colpevolezza.
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INDAGINE SU UN CITTADINO AL DI SOPRA DI OGNI SOSPETTO (IT, 1970) diretto da ELIO PETRI. Interpretato da GIAN MARIA VOLONTé, FLORINDA BOLKAN, GIANNI SANTUCCIO, SALVO RANDONE, ORAZIO ORLANDO, ARTURO DOMINICI, ALDO RENDINE, SERGIO TRAMONTI, VITTORIO DUSE, FULVIO GRIMALDI, MASSIMO FOSCHI
L’ispettore capo della Squadra Omicidi di Roma ha da tempo una relazione amorosa clandestina con Augusta Terzi, donna benestante separata dal marito da tre anni che abita in un lussuoso appartamento di un palazzo a più piani. Continuamente deriso da lei e accusato di infantilismo e incompetenza professionale, l’uomo, nel giorno della sua promozione all’ufficio politico, le propone il loro abituale gioco erotico e poi la uccide tagliandole la gola, dopodiché si prodiga a disseminare fin da subito e ovunque le tracce della propria colpevolezza. Vuole infatti dimostrare a sé stesso e al mondo di essere, in quanto rappresentante del Potere, al di sopra di qualunque sospetto o possibile incriminazione. I colleghi e i poliziotti della sua sezione brancolano nel buio, totalmente ignari che sia proprio l’assassino della vittima a guidarli nelle indagini, e non fanno altro che racimolare un insuccesso dopo l’altro. Pur di spingerli verso la soluzione, l’ispettore consegna alla Questura un pacco contenente i gioielli di Augusta e in seguito costringe un idraulico estraneo alla vicenda a comprare in sua vece un numero esagerato di cravatte azzurre per poi ricostruire l’intera storia del loro incontro davanti ai questori, in quanto nelle unghie della donna il poliziotto aveva nascosto tracce del telo della sua cravatta come aiuto per indirizzare le indagini sulla giusta pista. Ma non serve a niente. Uscito indenne dall’inchiesta, si autoaccusa dopo che un ex studente anarchico vicino di casa di Augusta, che non ha il coraggio di denunciarlo, lo riconosce quale responsabile della morte della stessa. Come reagiranno i suoi sottoposti e i commendatori? Primo film italiano sulla polizia visto dalla parte di chi la rappresenta con un acre accento di protesta sociale contro le ipocrisie del potere, realizzato per altro nel clima focoso e indisponente del Movimento Studentesco, col terrorismo brigatista quasi alle porte. Realizzato con una costruzione all’americana molto plausibile, sceneggiato dal regista con Ugo Pirro e musicato da Ennio Morricone (che già cinquant’anni fa non sbagliava un colpo), il racconto di Petri ci mette di fronte a una realtà spietata che fa distinzioni altrettanto spietate, avente come protagonisti uomini piccoli, mediocri e quasi insignificanti che si lasciano corrompere dall’eccessivo esercizio del Potere nell’ambito di un ordine costituito sulla repressione e sulla ricerca di una civiltà democratica come vaccino alle intemperanze minoritarie. Il commissario interpretato da Volonté (Nastro d’Argento 1971 al miglior attore) è un idealista spudoratamente violento, la cui psicologia si concentra più su categorie di persone che egli ritiene punibili che non su chi veramente commette reati e delitti passabili di penalizzazione giudiziaria. Lo esemplifica il lungo discorso infervorato che tiene non appena viene promosso, quando aggredisce le istituzioni al di fuori della polizia per riaffermare un primato che vedrebbe i tutori della legge al primo posto nel portare la giustizia nelle case, nelle strade e nei quartieri adoperando però metodi repressivi che dimenticano di rispettare i diritti elementari dei cittadini. Non a caso il suo odio va a infierire soprattutto sugli anarchici, sui sovversivi e sui comunisti. La drammaticità dell’intreccio, le spaventose rievocazioni di un contesto passato di cui è andata dimenticata la pericolosità e il finale lasciato all’immaginazione dello spettatore sono ingredienti preziosi che si fondono in un cocktail di realismo, pathos, sarcasmo pungente, notevoli aspettative narrative ben giustificate e messaggi spiazzanti di tale potenza da non permettere che il pubblico non alzi il sopracciglio quando è coinvolto anche sul piano emotivo da queste iniquità che semmai, oggigiorno, avvengono sotto gli occhi di tutti senza più lo sdegno d’una volta e anche con minor desiderio di cambiare un habitat troppo ostile. Impeccabile la cura ambientale, unita a un sapiente montaggio e a dialoghi d’ufficiale severità che ritraggono alla perfezione un periodo della Storia italiana recente che fu protagonista di fenomeni davanti ai quali la modernità odierna si ritira con la coda fra le gambe senza il minimo tentativo di combatterne la subdola lingua bifida. Dopotutto, il commissario è l’unico prodotto avvelenato che regge una parte delle redini di una società soverchiata da infiniti e smaniosi abusi, mentre gli altri personaggi, più che altro, pagano le conseguenze dell’operato suo e dei suoi simili. Nella cura modellata e nella logistica razionale dei personaggi secondari, colpiscono l’idraulico di S. Randone, il brigadiere di O. Orlando, l’anarchico turbolento di S. Tramonti e il giornalista curioso di F. Grimaldi.
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parsifal
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lunedì 27 maggio 2019
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arroganza e fragilità
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Elio Petri, con la collaborazione di U.Pirro alla sceneggiatura, dirige nel 1970 questo lavoro destinato a diventare una delle pietre miliari del cinema italiano d'autore. Il protagonista è il " Dottore" ( durante la vicenda non verrà mai specificato il nome) , il capo della squadra omicidi di Roma, magistralmente interpretato da un titanico ed inscalfibile G.M. Volontè: Arrogante, brusco , pieno di sè e consapevole del proprio potere, ha in mente un piano diabolico; sconfiggere gli apparati per cui lavora, oltrepassare tutte le barriere imposte dalla Legge, per il puro gusto di dimostrare a sè stesso di esserne al di sopra. Porta a termine quello che per lui è un delitto perfetto; uccide la sua amante , Augusta Terzi ( una splendida e bravissima F.
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Elio Petri, con la collaborazione di U.Pirro alla sceneggiatura, dirige nel 1970 questo lavoro destinato a diventare una delle pietre miliari del cinema italiano d'autore. Il protagonista è il " Dottore" ( durante la vicenda non verrà mai specificato il nome) , il capo della squadra omicidi di Roma, magistralmente interpretato da un titanico ed inscalfibile G.M. Volontè: Arrogante, brusco , pieno di sè e consapevole del proprio potere, ha in mente un piano diabolico; sconfiggere gli apparati per cui lavora, oltrepassare tutte le barriere imposte dalla Legge, per il puro gusto di dimostrare a sè stesso di esserne al di sopra. Porta a termine quello che per lui è un delitto perfetto; uccide la sua amante , Augusta Terzi ( una splendida e bravissima F. Bolkan) conosciuta mesi prima in maniera a dir poco originale, durante un momento di intimità sessuale. Poi, a cose fatte, avvisa i colleghi dell'avvenuto omicidio, perpetrato a suo dire da ignoti. Nel frattempo viene promosso e messo a capo della squadra politica e quindi saranno i suoi colleghi di ieri ad occuparsi del caso. Entra ora in ballo un metodo narrativo fonda to su numerosi flash-back, scene di intimità vissute tra il Dottore e la sua amante, che svelano la sua arroganza mista alla sua pochezza interiore. E' un uomo potente che vive in virtù di schemi fissi e pensa di conoscerli talmente tanto da poterli aggirare tutto. Ma qualcuno arriverà a sfatare l'incanto e a far cadere il suo castello di carte ideologico e strategico, uno studente , residente nello stesso palazzo della vittima, giunge a conclusioni che metteranno in difficoltà il Dottore. Durante un interrogatorio, Antonio Pace ( S.Tramonti) vomita addosso al Dottore l'accusa di omicidio nei confronti di Augusta , di cui egli stesso era stato l'amante poco tempo prima. Ora i ruoli si ribaltano, il funzionario perde la sua sicurezza e teme ritorsioni da parte dello studente che dal canto suo, decide di non denunciarlo per avere l'immunità sulle future azioni clandestine che porterà a termine. Ora lo scenario diventa più convulso; il protagonista annaspa, cerca aiuto,vuole confessare ma prevale il principio " Salus pubblica Suprema Lex" , i suoi colleghi, usando gli stessi metodi convincenti che usano sui detenuti, lo convincono a tornare sulla strada maestra, dimenticando l'accaduto. Film epocale , che svela molti meccanismi che sino ad allora non potevano essere presi in considerazione dagli autori, mette in luce , ancora una volta , il coraggio e la lucidità che Petri ha avuto nel corso della sua carriera, affiancato da un attore di immenso talento come Volontè, sempre in prima linea , senza mai tirarsi indietro. Da vedere e rivedere,
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elgatoloco
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domenica 12 marzo 2017
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arroganza e paradossi del potere
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"Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto"è, oltre che uno dei film migliori di Elio Petri, un capolavoro dell'epoca ma non solo, con lo smascheramento del potere, di cui però, dato che non se ne può fare a meno(illusioni anarchiche o anarcoidi a parte), piuttosto che rifiutarlo in blocco, conviene, come fa Petri rilevare le faglie/le contraddizioni. Ecco allora il commissario di polizia, assassino della propria amante, che per di più ha scoperto trescare con uno studente extraparlamentare, che dapprima disperde le tracce, sviandole, poi invece... Ciò che colpisce maggiormente, oltre all'alternanza sic et simpliciter(ossia senza stacchi, senza dissolvenze etc.
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"Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto"è, oltre che uno dei film migliori di Elio Petri, un capolavoro dell'epoca ma non solo, con lo smascheramento del potere, di cui però, dato che non se ne può fare a meno(illusioni anarchiche o anarcoidi a parte), piuttosto che rifiutarlo in blocco, conviene, come fa Petri rilevare le faglie/le contraddizioni. Ecco allora il commissario di polizia, assassino della propria amante, che per di più ha scoperto trescare con uno studente extraparlamentare, che dapprima disperde le tracce, sviandole, poi invece... Ciò che colpisce maggiormente, oltre all'alternanza sic et simpliciter(ossia senza stacchi, senza dissolvenze etc.)tra passato e presente, tra i flash-back e"l'oggi", oltre alla colonna sonora, veramente geniale, oltre alla bravura straordinaria di Gianmaria Volonté, di Gianni Santuccio, di Salvo Randone(avere un Randone come caratterista...oggi nulla di comparabile), oltre alla bellezza intrigante e alla bravura di Florinda Bolkan, è certamente la dimensione non cronachistica(il difetto di altri film dell'epoca, ritengo)ma a tratti "semplicemente"(?)analogico-metaforica dell'opera, di un'intelligenza estrema nel cogliere dettagli, riferimenti, allusioni, senza eccedere in un"realismo"che sarebbe stato decisamente dannoso alla causa. Non credo(sempre ritenendo di non essere all'altezza di un giudizio sulla figura del commissario Calabresi)che ci siano margini per una comparazione del personaggio del film con il suddetto commissario Calabresi dove, al di là di una valutazione specifica(ho l'impressione che anche vari libri storici e reportages sul tema prendano numerosi abbagli o quantomeno non centrino l'obiettivo), dato che qui il personaggio impersonato da Volonté, caricato anche in senso dialettale(accento siciliano, penso, o calabrese, non so), sia parossisticamente espresso, non"realistico". Da rilevare anche la forte interpretazione psicoanalitica(freudiana)che percorre il fim. El Gato
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davidino.k.b.
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venerdì 23 ottobre 2015
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potere malato
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film cult, encomiabile, capolavoro di Petri con un Volontè insuperabile............Meritato successo
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