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zelig62
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domenica 9 agosto 2026
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provoca il mal di testa, nonostante sia ben raccon
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Film ben raccontato, sullo sfondo del colpo di stato in Cile del 1973. Purtroppo la tecnica di ripresa è una tortura per lo spettatore. Il primo piano è quasi sempre una nuca o un volto e tutto il resto è sempre sfocato. Il 90% del film è un' immagine sfocata. Non ho capito perché, forse una scelta stilistica o l' imperizia del regista, fatto sta che guardare il film affatica e innervosisce. Peccato.
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alex2044
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lunedì 3 agosto 2026
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per non dimenticare
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Un gran bel film , fatto bene , interpretato bene , da vedere !
Il film ci porta in Cile durante il golpe di Pinochet e ci mostra quanto fu crudele il generale insieme alla sua cricca nello stanare e poi torturare gli oppositori financo quelli presunti .Ma il nocciolo duro è rappresentato dai tormenti di un capitano, già eroe paracadutista , dell'areonautica che sventò anche un complotto verso il presidente Allende e si ntrova a dover decidere se obbedire ai suoi attuali superiori golpisti o restare leale ai governanti legittimi . La scelta sarà quella più onorevole accettandone anche le conseguenze fino iin fondo .Il tutto raccontato con ritmo con un bianco nero che io considero a colori perchè lampante e struggente il giusto per questa storia di miseria e nobiltà d'animo .
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Un gran bel film , fatto bene , interpretato bene , da vedere !
Il film ci porta in Cile durante il golpe di Pinochet e ci mostra quanto fu crudele il generale insieme alla sua cricca nello stanare e poi torturare gli oppositori financo quelli presunti .Ma il nocciolo duro è rappresentato dai tormenti di un capitano, già eroe paracadutista , dell'areonautica che sventò anche un complotto verso il presidente Allende e si ntrova a dover decidere se obbedire ai suoi attuali superiori golpisti o restare leale ai governanti legittimi . La scelta sarà quella più onorevole accettandone anche le conseguenze fino iin fondo .Il tutto raccontato con ritmo con un bianco nero che io considero a colori perchè lampante e struggente il giusto per questa storia di miseria e nobiltà d'animo ..Juan Pablo Sallato si dimostra di essere un regista maturo che sa usare la cinepresa e i tempi giusti cinematografici e Nicolas Zarate che interpreta il protagonista è perfetto nel mostrarci col suo volto scavato e appuntito i tormenti di un uomo che prima di un militare è un essere umano e mette la sua dignità davanti a tutto ..
Vedere questo film fa bene al cuore . La sua triste storia è un inno alla libertà . Chi ama la libertà e il cinema vada a vederlo .
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mauro.t
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giovedì 16 luglio 2026
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lancinanti dilemmi morali
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Tratto da una storia vera. Il capitano Jorge Silva, ex campione di paracadutismo e membro dell’intelligence dell’aeronautica cilena, nel 1973 è un ufficiale istruttore al comando di una tranquilla base di addestramento di cadetti. Quando scoppia il golpe militare di Pinochet, la sua base viene sostanzialmente sequestrata dai golpisti e un hangar viene trasformato in luogo di detenzione e tortura di oppositori, dove avvengono cose terribili. Ma il capitano è anche un ufficiale lealista nei confronti del governo e delle istituzioni, e solo pochi anni prima ha denunciato il piano di un attentato contro il presidente Salvador Allende. Silva si trova così esautorato del comando della base e in una posizione di grandissima conflittualità, sul filo del rasoio, costretto dal ruolo e dal grado ad obbedire ai superiori, ma contemporaneamente a fare i conti con la propria coscienza.
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Tratto da una storia vera. Il capitano Jorge Silva, ex campione di paracadutismo e membro dell’intelligence dell’aeronautica cilena, nel 1973 è un ufficiale istruttore al comando di una tranquilla base di addestramento di cadetti. Quando scoppia il golpe militare di Pinochet, la sua base viene sostanzialmente sequestrata dai golpisti e un hangar viene trasformato in luogo di detenzione e tortura di oppositori, dove avvengono cose terribili. Ma il capitano è anche un ufficiale lealista nei confronti del governo e delle istituzioni, e solo pochi anni prima ha denunciato il piano di un attentato contro il presidente Salvador Allende. Silva si trova così esautorato del comando della base e in una posizione di grandissima conflittualità, sul filo del rasoio, costretto dal ruolo e dal grado ad obbedire ai superiori, ma contemporaneamente a fare i conti con la propria coscienza.
“Ѐ dei nostri, capitano?” gli chiede il colonnello Jahn, feroce anticomunista che prende il comando dell’unità, uno degli ufficiali coinvolti nel precedente sventato attentato ad Allende. “Cosa ne pensa?”. Il capitano Silva, consapevole di essere un sorvegliato speciale, risponde: “Non c’è niente da pensare, colonnello, sono un membro della Forza Aerea e sono a disposizione dei miei superiori”. Ma la tensione tra le richieste dei superiori e le sue convinzioni aumenta, insieme alle sue preoccupazioni per la moglie docente di storia, anche lei nota per le sue posizioni politiche, che ha subito il brutale sgombero dell’università dove lavora. Il film è un thriller psicologico dove la tensione, centrata sui conflitti interni del protagonista, cresce inarrestabilmente scena dopo scena, fino al climax in cui avviene il punto di rottura. La riduzione del campo visivo della macchina da presa produce l’effetto claustrofobico dell’asfissia dello spazio. Il bianco e nero aumenta l’intensità del gioco di luci e ombre che riflette il dilemma morale del personaggio. Il volto spigoloso di Nicolas Zarate riflette perfettamente la scabrosità della situazione.
Un flashback, sempre lo stesso, interrompe periodicamente la narrazione lineare: l’immagine attraverso le nuvole della vista dall’alto di uno stadio dove un paracadutista si sta dirigendo, un’impresa sportiva del passato di Jorge Silva. Ѐ un’immagine che nel nuovo contesto assume un potente valore simbolico. Il sergente Hernandez, che ammira moltissimo il capitano, gli chiede più volte cosa si prova a lanciarsi col paracadute da lassù. Silva risponde solo alla fine al suo sottoposto con una frase altrettanto simbolica: “Libero. Ti senti libero”.
Scabro, asciutto, essenziale, in soli 82 minuti il film esplora un tema poco indagato: quello dei militari cileni che si opposero al golpe di Pinochet. Ma è indubbiamente un’opera di valore universale sul tema della coscienza e della responsabilità individuale.
Magistrale.
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gilda arena
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domenica 12 luglio 2026
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assolutamente da vedere
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Assolutamente da vedere! Un film sulla coscienza... Il senso del dovere, ma anche il coraggio di affrontare le conseguenze di essere libero. Una storia vera che non conoscevo e che si scopre essere una storia vera, solo alla fine! Studiato bene, a livello di trama, sceneggiatura, regia, musiche, attore perfetto, significativo film, soprattutto necessario!!
Immaginavo una conclusione diversa, invece mi ha sorpreso con un bellissimo finale!
Vedetelo xchè il Cile possiamo essere tutti! Viva El Presidente Allende! Viva il Chile libero!!
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