Candyman

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Un film di Nia DaCosta. Con Yahya Abdul-Mateen II, Teyonah Parris, Nathan Stewart-Jarrett, Colman Domingo.
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Titolo originale Candyman. Horror, Ratings: Kids+13, durata 91 min. - USA 2021. - Eagle Pictures uscita giovedý 26 agosto 2021. - VM 14 - MYMONETRO Candyman * * 1/2 - - valutazione media: 2,85 su -1 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   

Combattere razzismo applicando razzismo Valutazione 2 stelle su cinque

di Roberto


Feedback: 1769 | altri commenti e recensioni di Roberto
mercoledý 20 luglio 2022

Regia: Nia DaCosta
Cast: Yahya Abdul-Mateen II, Teyonah Parris, Nathan Stewart-Jarrett, Colman Domingo
Genere: Horror
Durata: 91 min.

Solitamente comincio le mie recensioni, ovvero il mio parere su film che ho appena visionato, in modo da poter trasmettere al lettore un infarinatura generale dell'opera, senza commettere anticipazioni di alcun tipo sulla trama in generale. Ma qui il discorso si complica ampiamente, avendo assolutamente detestato il modo in cui un tema delicato come quello del razzismo viene trattato. Ragazzi, che ci crediate o no viene evidenziato e combattutto utilizzando un "arma" di egual portata negativa, cioè il razzismo stesso incredibilmente. Quando lessi Jordan Peele sui titoli di testa, come produttore, ammetto di essermi fatto un esame di coscienza, dicendomi di non farmi influenzare dai pregiudizi in alcun modo. Come sapete, questo personaggio, si fa portatore di uguaglianza e paladino della giustizia, con una gestione di caratteristi con la carnagione caucasica alquanto bizzarra. Non mi voglio dilungare su questo cineasta, cui pensieri non politici ma addirittura ideologici, sono distanti kilometri dai miei. Per cui cominciamo.

Ci troviamo a Chicago, più precisamente nel quartiere Cabrini-Green. Anthony è un artista e pittore che sta vivendo un periodo di crisi esplicativa e le sue opere vengono definite ormai passate. Una sera la compagna, invita il fratello ed il suo partner, sì omosessuali, nel proprio appartamento quando il primo comincia a raccontare una storia dell'orrore, senza un apparente motivo, facendo diventare tesa una serata divertente. Anthony, attratto dal racconto, decide di investigare per cercare l'ispirazione tanto desiderata, fino a quando le sue opere, inizieranno a creare un atmosfera di pazzia ed inquietudine.
Bene, le premesse ci sono tutte e la trama è assolutamente accattivante, il lungometraggio rispetta le aspettative con punti interessanti, ma delude ampiamente sotto alcuni aspetti.

La regia a mio avviso è buona, così come il montaggio, la fotografia ed il sonoro. I movimenti di camera sono fluidi e l'effetto specchio viene usato intelligentemente, sottolineando l'importanza di questo elemento all'interno della narrativa. Una menzione d'onore alla colonna sonora, a cura di Robert Aiki Aubrey Lowe, che spicca sul resto. Stessa cosa non si può dire sulla sceneggiatura, riguardo i dialoghi sono poco lineari e nonostante le buone interpretazioni, nell'ultimo terzo viene velocizzato il tutto, inserendo sequenze troppo sbrigative. 

Dopo aver scritto del lato tecnico, che tutto sommato è positivo, vorrei dedicare queste righe al contesto morale dell'opera, Assolutamente ingiustificabile. Quando si vuole trasmettere una denuncia al razzismo, ovvero discriminare il prossimo in base all'etnia, si entra in un campo molto delicato ed ovviamente condivido la scelta di combattere questa vergogna derivata dall'ignoranza. Una cosa però sfugge a menti "brillanti" come quella di Peele ed in questo caso del suo amico regista NON SI DEVE COMBATTERE QUESTA BATTAGLIA DISCRIMINANDO LE PERSONE CAUCASICHE, sennò si ritorna al punto di partenza. Tutti i personaggi uccisi sono caucasici e quest'ultimi son caratterizzati come stupidi o stronzi, perdonate il linguaggio. E assurdo che pellicole a portata mondiale, debbano sottostare a questo schifo, non parlo ovviamente del film ma del pensiero politico inserito dai brillantoni scritti in precedenza. Successivamente, nel corso del lungometraggio viene mostrata una scena in cui delle bulle TUTTE CAUCASICHE, vengono brutalmente massacrate nel bagno di una scuola. Indovinate qual era l'etnia della povera ragazza bullizzata nel bagno e che ovviamente sopravvive, esatto. Il finale poi, lasciamo perdere assolutamente senza alcun senso con ciò che ci viene raccontato in tutto il film. Il tasso di discriminazione razziale che c'è nel loro paese, è molto elevato, ma sappiano che dalle altre parti, Italia compresa, non è così, se ne facciano una ragione, che risolvano questo problema con iniziative cittadine e non con film horror, che dell'orrore purtroppo ha poco o niente, portando dietro se la morale di un brutale assassino come paladino del bene. Assolutamente fuori posto.

Voto: 2,5/5

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