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carloalberto
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lunedì 4 ottobre 2021
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l'orso che annoia
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In questa serie tratta da un romanzo di Dan Simmons, La scomparsa dell’Erebus, di terrore o di terrificante non c’è nemmeno l’ombra, almeno nei primi cinque episodi, se non il nome di una delle due navi bloccate tra i ghiacci del mar glaciale artico. Con un ottimo cast e un produttore come Ridley Scott ci si sarebbe aspettati qualcosa in più. Valida l’ambientazione e la ricostruzione della vita di bordo a metà ottocento. Per il resto è pura noia e le sequenze sono di una lentezza esasperante e le rare apparizioni della creatura mitologica inuit, il Tuunbaq, gettano nello sconforto, perché il mostro, alla fine, si rivela essere soltanto un orso polare dalle dimensioni abnormi e nulla di più e cosa c’è di più spaventoso al polo nord che incontrare un orso bianco affamato, nulla, ed, infatti, un grande, enorme orso bianco non fa molta più paura di un normale orso bianco.
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In questa serie tratta da un romanzo di Dan Simmons, La scomparsa dell’Erebus, di terrore o di terrificante non c’è nemmeno l’ombra, almeno nei primi cinque episodi, se non il nome di una delle due navi bloccate tra i ghiacci del mar glaciale artico. Con un ottimo cast e un produttore come Ridley Scott ci si sarebbe aspettati qualcosa in più. Valida l’ambientazione e la ricostruzione della vita di bordo a metà ottocento. Per il resto è pura noia e le sequenze sono di una lentezza esasperante e le rare apparizioni della creatura mitologica inuit, il Tuunbaq, gettano nello sconforto, perché il mostro, alla fine, si rivela essere soltanto un orso polare dalle dimensioni abnormi e nulla di più e cosa c’è di più spaventoso al polo nord che incontrare un orso bianco affamato, nulla, ed, infatti, un grande, enorme orso bianco non fa molta più paura di un normale orso bianco. Quindi tanto valeva rimanere nel dramma ispirato ad un fatto realmente accaduto e lasciar perdere il filone del mostro misterioso che rinvia mentalmente per l’ambientazione tra i ghiacci ad uno dei classici della fantascienza horror ovvero La cosa da un altro mondo del 1952 e al remake di Carpenter.
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wolvie
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domenica 28 giugno 2020
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terrore sui ghiacci
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Stagione I, episodi 10, tratta dal libro "The Terror " o " La Scomparsa dell' Erebus " di Dan Simmons.
Due navi inglesi, la Erebus e la Terror, nell' 800, navigano in cerca del mitico passaggio a Nord Ovest, nel Mar Glaciale Artico, in territori quasi completamente sconosciuti.
L' inettitudine del comandante in capo produce il risultato di intrappolare le navi nei ghiacciai, con gli uomini dell' equipaggio decimati dalla: fame, scorbuto, provviste avariate, condizioni climatiche, da un ammutinamento e dalla presenza di un gigantesco demone/animale, venerato e temuto anche dagli Inuit.
I personaggi del libro ci sono praticamente tutti e quando inizia l ecatombe, forse la difficoltà é proprio quella di faticare a distinguerli per tempo.
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Stagione I, episodi 10, tratta dal libro "The Terror " o " La Scomparsa dell' Erebus " di Dan Simmons.
Due navi inglesi, la Erebus e la Terror, nell' 800, navigano in cerca del mitico passaggio a Nord Ovest, nel Mar Glaciale Artico, in territori quasi completamente sconosciuti.
L' inettitudine del comandante in capo produce il risultato di intrappolare le navi nei ghiacciai, con gli uomini dell' equipaggio decimati dalla: fame, scorbuto, provviste avariate, condizioni climatiche, da un ammutinamento e dalla presenza di un gigantesco demone/animale, venerato e temuto anche dagli Inuit.
I personaggi del libro ci sono praticamente tutti e quando inizia l ecatombe, forse la difficoltà é proprio quella di faticare a distinguerli per tempo.
Pur discostandosi in parte da alcuni snodi narrativi presenti nelle pagine scritte, l opera risulta sontuosa e ben realizzata, annoverando tra i produttori esecutivi Ridley Scott, e se risultano sacrificate nella rappresentazione la voglia di vivere del Capitano Francis Crozier ben narrata altrove (fornendogli anche visioni premonitrici), qui spesso l attenzione pare spostarsi sul cattivissimo Cornelius Hickey.
Comunque l ambientazione, specie a bordo delle navi prende il sopravvento sulla successione degli eventi narrati, quindi si apprezza la mis en scene di altri tempi, annotando che alcuni protagonisti hanno subito un miscasting eccessivo, vedi Crozier.
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