Suburbicon

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Un film di George Clooney. Con Matt Damon, Julianne Moore, Noah Jupe, Glenn Fleshler, Alex Hassell.
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Titolo originale Suburbicon. Commedia, Ratings: Kids+13, durata 105 min. - USA 2017. - 01 Distribution uscita mercoledì 6 dicembre 2017. MYMONETRO Suburbicon * * 1/2 - - valutazione media: 2,90 su 40 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
writer58 martedì 26 dicembre 2017
un posto tranquillo... Valutazione 4 stelle su cinque
73%
No
27%

Spoiler alert: nella recensione vi sono anticipazioni sulla trama del film.
Intermedia tra l'ambientazione del Truman show e  di "Desperate housewives", Suburbicon è una cittadina autosufficiente composta da centinaia di villette a schiera unifamigliari con giardino abitate dalla middle class bianca americana alla fine degli anni '50. E' un luogo ordinato, dotato dei servizi essenziali (supermercati, ospedale, chiesa, vigili del fuoco, stazione di polizia), apparentemente  felice, un'autentica "summa" dell'immaginario suburbano americano. In questo ambiente, ritratto insieme come una rappresentazione e una caricatura dell'american dream, avvengono due eventi che scompaginano la quotidianità dei residenti. [+]

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felicity mercoledì 20 marzo 2019
la provincia e le sue insidie Valutazione 3 stelle su cinque
60%
No
40%

Le atmosfere sono surreali, quasi oniriche, e improvvisamente gli anni Cinquanta non sono più così lontani.
Cambia il modo di vestire, ma non quello di pensare.
Clooney racconta di una provincia mai nostalgica, che vuole salvarsi dall’esterno senza rendersi conto che l’assassino dorme tra di noi. 
Scenografie, costumi, scelte cromatiche e décor sono stupefacenti e lasciano il sospetto che ciò che piaccia di più a Clooney sia proprio la costruzione formale.
Premere l'acceleratore sulla questione razziale (relegando il tema a un subplot che non si incastra mai completamente con la trama del film) sembra tutt’altro che necessario. [+]

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samanta domenica 13 settembre 2020
una vendetta crudele Valutazione 2 stelle su cinque
0%
No
0%

Il film del 2017 è un thriller drammatico con venature comico-grottesche, la regia è di George Clooney al suo sesto film come regista (per il momento ultimo, il primo fu Confessione di una mente pericoloso), la pellicola ebbe un flop commerciale notevole a fronte di un budget di 25 milioni di $ incassò 12 milioni e mezzo; la sceneggiatura è dello stesso Clooney e dei fratelli Coen.
E' il classico film che dipinge la realtà come la vuole il politically correct, la trama immagina un quartiere nel 1959 suburbano lontano dal centro in una qualche località del nord-est o nord ovest degli USA, con villette tutte uguali con la bandiera presente dappertutto, abitata da una popolazione bianca della medio bassa borghesia ovviamente razzista, frustrata e violenta. [+]

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elgatoloco venerdì 4 gennaio 2019
geniale Valutazione 0 stelle su cinque
50%
No
50%

Non credo il titolo di questo film di George Clooney, ossia"Suburbicon"(2017), scrtitto da Ethan e Joel Coen, in collaborazione con il regista, vada riferito tanto alla realtà urbanistica iperperiferica(quartiere lontanissimo da ogni possibile "centro"), pur se c'è anche questo, quasi Suburbicon, città-modello "oltre ogni città e fuori della stessa", ma anche e soprattutto al senso di chi, in quegli anni(fine anni Cinquanta, dai"segnali"emergenti dal film), da un lato era vittima di razzismo, come"quasi complice"degli Afroamericani, ma dall'altro si era creato(e qui il tratto grottesco, non comico-anzi qui una digressione pare necessaria: in qualche "sunto"gionralistico il film viene presentato quale"commedia", un'assurdità, consideranddo benee il contesto. [+]

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wave domenica 7 gennaio 2018
sotto il tappeto dell'american first Valutazione 4 stelle su cinque
20%
No
80%

Ne esce uno spaccato di quella che è stata (è? secondo il regista) la provincia americana, visione surreale al punto giusto, ma nel contempo attenta registrazione delle contraddizioni che permeano quella società. Quì siamo distanti dalla creatività culturale, dal fermento emotivo della East e West coast, qui si va per le antiche radici americane che affondano nel colonialismo di quei territori affermatosi a discapito dei nativi e dei diversi. Tutto è omologazione e la rappresentazione del regista è spietata, tanto da far emergere dietro alle casettine ordinate, le strade tranquille, le aiuole curate, i cittadini perbene, i disvalori su cui si regge quella comunità : ipocrisia, violenza, razzismo, criminalità, prevaricazione. [+]

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maumauroma domenica 31 dicembre 2017
suburbicon Valutazione 3 stelle su cinque
30%
No
70%

Certo doveva essere proprio bello vivere in una di quelle cittadine sorte dal nulla negli anni 50 negli Stati Uniti,soprattutto per sfuggire al caos e allo stress delle grandi metropoli. Villette tutte uguali, strade pulite e ordinate, tutti che si conoscono e fratellizzano, aria tersa e limpida da respirare. Peccato solo che ogni tanto poteva capitare che in quelle cittadine ci venisse ad abitare una famiglia di neri a rovinare quella paradisiaca armonia, a inquinare, come dire, la perfetta intesa tra gli abitanti di razza bianca. Ma e' solo la segregazione razziale a rovinare quel bel vivere? Non proprio. Perche' quello che avviene a Suburbicon, una di queste citta' e in particolare la vicenda che si snocciola all' interno della villetta della famiglia Lodge e' tutta da raccontare. [+]

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lbavassano venerdì 8 dicembre 2017
coen-clooney: ottimo sodalizio Valutazione 4 stelle su cinque
39%
No
61%

Si sente molto la mano dei Coen nel film di George Clooney, a conferma ulteriore di un ottimo sodalizio. Nella storia, ovviamente, quali autori della sceneggiatura, nel saper miscelare il noir più nero con quei dettagli surreali che dei Coen sono un marchio di fabbrica, con effetti ironicamente stranianti pur nella tragedia più cupa, pur nell'eccesso di sangue. Nella cura e nello stile delle immagini quindi, tanto corrette quale ambientazione quanto iperrealistiche, volutamente eccessive, ma anche nei personaggi spinti al grottesco. Nell'impronta recitativa mai scontata. Si sente molto la cultura cinematografica, fra Hitchcock ed il Kubrick di "The Shining" nelle scene di suspense, mentre l'inizio ricorda "The Truman show". [+]

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alex2044 martedì 12 dicembre 2017
il mondo salvato dai ragazzini Valutazione 4 stelle su cinque
44%
No
56%

C'è del genio in questa storia ideata e sceneggiata in modo magistrale dai Fratelli Coen . Nello stesso film convivono la critica sociale , il giallo , il Thriller e perfino l'horror e lo sono in modo molto convincente , senza sbalzi e momenti morti . George Clooney , attore ed ancor di più persona , molto curiosa ed intelligente , ha deciso che questa storia poteva rivelarsi la sua grande occasione, come regista ,  per fare un film di forte impatto estetico ma prima di tutto emotivo e coinvolgente . Ambientato alla fine degli anni cinquanta in una new town , dodici anni dalla fondazione , della profonda provincia americana , il film scorre come un fiume in piena e malgrado i colori vivacissimi , scelti come contrasto, sprofonda lo spettatore in un ambiente nero e  opprimente ricolmo di razzismo , sangue , tradimenti ed odio  come di più non si può . [+]

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vanessa zarastro domenica 10 dicembre 2017
non è un paese per neri... Valutazione 3 stelle su cinque
39%
No
61%

Per il suo sesto film da regista, George Cluney riprende un vecchio soggetto di Joel ed Ethan Coen del 1986, e si riconosce chiaramente la loro mano in questo thriller-grottesco. L’ubicazione è in una generica suburbia statunitense – girato un po’ a Carson e un po’ a Fullerton in California - alla fine degli anni ’50. Il modello abitativo, che è il protagonista principale del film, assomiglia molto a quello immaginato da Frank Lloyd Wright all’inizio degli anni ’30 con lo slogan «let the auto take the city to the country» (lasciate che le auto portino la città nella campagna). Wright per la sua utopia urbana di Broadacre City aveva ipotizzato un acro (uno iugero romano) di terra per ogni insediamento abitativo unifamiliare contribuendo alla formazione dell'imagerie americana. [+]

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carloalberto giovedì 7 dicembre 2017
piccolo capolavoro dei coen. Valutazione 4 stelle su cinque
31%
No
69%

Non so quanto conti la regia di Clooney in un film la cui sceneggiatura porta la firma dei fratelli Coen, e si vede. Le atmosfere ed i colori pastello ricordano un film del 2002, “Lontano dal paradiso”, ambientato sempre nell’America degli anni 50, asfittica, perbenista, conformista e razzista, con protagonista Julianne Moore. In questo film ancora la Moore, questa volta interprete di due gemelle, è protagonista doppia, affiancata da Matt Damon, nel ritrarre metaforicamente la doppiezza di una società tristemente appiattita e omologata nel sogno americano della schiera di villette col giardino sul retro, tutte uguali come le stie di un grande allevamento di galline. In una catarsi di sangue e violenza gratuita originata dal dio danaro, che muove le marionette farsesche della filmografia dei fratelli Coen da “Il grande Lebowski” a “Non è un paese per vecchi”, i bambini salvano il mondo e danno un senso alla vita o perlomeno alla storia che si vuol narrare, col baseball vanno oltre le staccionate del giardino sul retro rompendo lo schema delle linee geometricamente perfette di Suburbicon, ignorando che altre staccionate come muri cresceranno a livello globale incanalando frustrazioni e rabbia verso il vicino “diverso” di turno affinchè la “produzione” continui indisturbata.

[+] l’america di suburbicon non è un paese per bambini (di antoniomontefalcone)
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