Reality

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ultimoboyscout giovedì 20 dicembre 2012
il nostro paese sotto le luce della televisione. Valutazione 1 stelle su cinque
75%
No
25%

Dopo "Gomorra" Matteo Garrone torna al cinema con un altro film ambientato in Campania e affronta con estrema amarezza (falsi) miti, riti e illusioni della società contemporanea. E' la storia di un pescivendolo napoletano, convinto dai figli e quasi a forza a partecipare alle selezioni per entrare nella casa più famosa d'Italia. Ma quello che era un gioco si tramuta in passione prima e ossessione poi e l'uomo comincerà a comportarsi come fosse spiato dalla televisione, ad annientare la propria vita e quella della sua famiglia. C'è lotta e competizione ma soprattutto il confronto fra la vita e la sua trasfigurazione televisiva, è una fiaba che diventa incubo che oltre ad un'indubbia bellezza stilistica non offre molto di più. [+]

[+] una domanda... (di sirio)
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gabriella venerdì 14 dicembre 2012
tragedia del ridicolo Valutazione 1 stelle su cinque
84%
No
16%

Sicuramente si poteva fare di meglio e di più e onestamente devo ammettere che il film mi ha delusa , non tanto per l’idea che era buona e poteva essere trattata con una forma più fluida, quanto per l’eccessiva lunghezza e una noiosa quanto prolissa messa in scena e se in “Gomorra” i sottotitoli erano d’obbligo, qui francamente li avrei evitati, situazioni al limite dell’assurdo come in questo caso si possono riscontrare ovunque, non solo nel napoletano. Siamo consapevoli che la febbre dei reality può far andare fuori di testa tanto da confondere le idee e non distinguere più la finzione con la realtà, ma qui la storia è dilatata allo spasimo, si finisce in overdose di sovraesposizione a una napoletanità che diventa irritante e urticante, nonché indigesta, si pensi alla scena in chiesa tra Luciano e l’anziana signora che finge di non aver ricevuto il robottino, tra un intercalare di litanie e discussioni. [+]

[+] . (di nipporampante)
[+] mmmm (di beppe baiocchi)
[+] non e'' un superfilm. (di no_data)
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jobbo9942 martedì 20 novembre 2012
reality: aspettative deluse Valutazione 2 stelle su cinque
92%
No
8%

Sono andato a vedere il film ieri sera (fortunatamente gratuitamente) e quando sono tornato ero talmente confuso per quello che avevo visto che a momenti non riuscivo a guidare. Ora, Reality  nasce come un film di per se con buoni intenti: moralizzare la gente sul culto del Grande Fratello, raccontando la storia di una pazzia legata a questo. Una buona premessa che se, sviluppata decentemente, poteva portare ad un capolavoro. Così evidentemente non è stato.Adesso (in modo molto yotobi) vi dirò i 5 punti per cui secondo me Reality merita le 2 stelle
1) Partiamo dalla parte iniziale del film: una spataffiata di un ora quasi che ci mostra la vita del protagonista, Luciano, prima del provino per entrare nella casa. [+]

[+] non ci siamo (di johncipollina)
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nikipi martedì 13 novembre 2012
tv: maneggiare con prudenza Valutazione 4 stelle su cinque
55%
No
45%

 

Tra gli invitati al ricevimento di nozze nel napoletano, c’è Luciano, giovane che ama riamato moglie e figli. Proprietario di una pescheria, che gestisce insieme all'amico Michele, col quale ha anche avviato una rete di piccole illegalità, possiede una inclinazione naturale al travestimento e alla buffoneria: nelle feste, si veste e trucca in modo grottesco per far divertire col suo repertorio di battute e personaggi.

Camuffato da drag queen, sta festeggiando gli sposi quando irrompe Enzo che viene invitato, acclamato, fotografato (anche ben ricompensato) soltanto perché partecipò al programma tv Grande Fratello. [+]

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donni romani lunedì 12 novembre 2012
parabola triste di un sogno vuoto Valutazione 3 stelle su cinque
100%
No
0%

Se non fosse una amara realtà  che purtroppo contagia con la sua folle malia milioni di giovani la parabola triste che Garrone racconta con la sua maestria e poesia metropolitana potrebbe essere una favola surreale, la cronaca fantascientifica di un mondo parallelo in cui i valori si ribaltano, le regole sfuggono, il caos trionfa. Ma non è così. Perchè sia pur estremizzandola Garrone, attraverso la storia di Luciano Ciotola, pescivendolo napoletano ipnotizzato dal desiderio di partecipare al Grande Fratello, racconta una realtà personale e sociale che inquieta e fa riflettere. [+]

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barone di firenze lunedì 29 ottobre 2012
vero Valutazione 3 stelle su cinque
100%
No
0%

Garrone ha colpito ancora, prima la camorra piaga del napoletano, poi il sottoproletariato preda di sogni di ricchezza che sconvolgono la mente. Il finale a mio parere oltre che inverosimile non fa capire cosa garrone voleva dire. La scuola Napoletana di questi attori sconosciuti porta da una riflessione, noi siamo propensi ad osannare certi personaggi del cinema che francamente la recitazione l'hanno vista da lontano (vedi Gerini) dando molto valore alla bellezza esteriore sia negli uomini che nelle donne, mentre guesti guitti questi istrioni bravissimi una volta che il fim è uscito dalle sale vengono pressochè dimenticati. Il film è da vedere, ma bisogna avere un idem sentire con queste problematiche altrimenti diventa lento e noioso.

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paskmark domenica 28 ottobre 2012
pretesti, citazioni e scatole cinesi Valutazione 4 stelle su cinque
58%
No
42%

Pretesti, citazioni e scatole cinesi ben incastrate fra loro per raccontare la frustrazione dei nostri tempi con una partecipazione e un disincanto così tanto italiani da essere universali...una Napoli inconsistente e un pò Concetta Mobili e Figli (per chi la ricorda), il teatro eduardiano (il cortile della casa...già visto?), la tragedia greca (il coro familiare), il grillo parlante e l'ossessione kafkiana raccontano l'attesa paranoica di un riscatto da una realtà che di per se non è già reale ma illusione consumistica di centri commerciali e ristoranti rococò...ma il riscatto è solo una risata un pò folle che nella totale indifferenza di chi produce il sogno oscilla fra il dubbio di un'amara presa di coscienza e di una ariostesca perdita del senno elimina ogni sospetto di moralismo e didascalia. [+]

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mchicapp giovedì 25 ottobre 2012
il kitsch nell'epoca dei reality Valutazione 3 stelle su cinque
100%
No
0%

fin dalle prime sequenze il film rivela il suo intento: raccontare la genesi, la catarsi e anche la nemesi del kitsch dei nostri tempi. cosa è il kitsch, da dove nasce, cosa produce e da chi è prodotto, questo in sostanza il nocciolo del film. il kitsch delle prime immagini è quasi surreale: una vistosissima carrozza, trainata da cavalli vistosamente bardati, percorre una normalissima strada provinciale, con le macchine, i cartelli, le segnalazioni che si possono trovare in ogni strada provinciale. quel che sembra una decontestualizzazione, neanche troppo ben riuscita, si rivela ben presto per quello che è: una descrizione fedele di una realtà di sottoploretariato urbano. la carrozza è, infatti, una carrozza adibita ad accompagnare novelli sposini nella sede del loro rinfresco nuziale e quel che sembrava strano, bizzarro, curioso trova una sua spiegazione e una sua collocazione. [+]

[+] bravo (di sirio)
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sirio sabato 20 ottobre 2012
fisiognomica dell'idolo Valutazione 4 stelle su cinque
84%
No
16%

Cosa è l'idolo? E'un qualcosa che ti entra nel cervello e che progressivamente si sostituisce alla tua persona, che ti seduce con il miraggio del successo, della sicurezza economica o della fama imperitura per mostrarti, una volta che ne sei diventato succube, la tua impotenza e la tua incapacità.
Questo è quello che capita a Luciano, di imbattersi suo malgrado in un idolo che per nostra fortuna da poco è svanito, il Grande Fratello, un programma televisivo che, da scuola di aspiranti volti-per-lo-schermo (vedi Pietro Taricone o Flavio Montrucchio) è progressivamente scivolato nel più terribile trash, in una rassegna totalmente autoreferenziale di corpi statuari nullafacenti, di personaggi sempre più anonimi alla spasmodica ricerca di un attimo di notorietà, di un nulla che si alimenta del suo essere nulla e che non può che generare il nulla. [+]

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francesco2 sabato 20 ottobre 2012
ancora sul mio disaccordo Valutazione 4 stelle su cinque
50%
No
50%

Volevo aggiungere come anche certi momenti della seconda parte, che possono apparire più deboli (Ed a volte lo sono) non vadano sottovalutati. Quando la moglie del protagonista gli rinfaccia le sue ossessioni, tali sequenze potrebbero avere una doppia valenza: comica ma anche tragica, datop che ormai la nostra realtà è un piccolo teatro -Appunto- dell'assurdo, a tal punto che i ruoli sono interscambiabili. Ad esempio: chi dei due, tra il protagonista e la moglie, finisce per avere le reazioni più assurde?

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