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gianleo67
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domenica 7 dicembre 2014
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lo stato dell'arte della scuola italiana
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In un liceo della capitale si incrociano le esperienze professionali e umane dell'anziano e disilluso insegnante d'arte Fiorito e del giovane ed idealista supplente di lettere Prezioso, alle prese con i doveri di una difficile pratica magistrale e gli slanci generosi del cuore, sullo sfondo di una generazione di studenti sempre più svogliata e superficiale e le lacune di una istituzione scolastica bistrattata e negletta che la scrupolosa preside Giuliana cerca di amministrare con ordine e disciplina. Nella quoditiana frequentazione di un mondo giovanile che si divide tra spensieratezze e problemi familiari, innamoramenti e bravate, abbandoni e scoperte, il passaggio di testimone dal professore anziano a quello più giovane segnerà l'inizio e la fine di un anno scolastico che si aggiungerà alla memoria di rituali destinati a ripetersi e ad innumerevoli stagioni sempre uguali a se stesse.
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In un liceo della capitale si incrociano le esperienze professionali e umane dell'anziano e disilluso insegnante d'arte Fiorito e del giovane ed idealista supplente di lettere Prezioso, alle prese con i doveri di una difficile pratica magistrale e gli slanci generosi del cuore, sullo sfondo di una generazione di studenti sempre più svogliata e superficiale e le lacune di una istituzione scolastica bistrattata e negletta che la scrupolosa preside Giuliana cerca di amministrare con ordine e disciplina. Nella quoditiana frequentazione di un mondo giovanile che si divide tra spensieratezze e problemi familiari, innamoramenti e bravate, abbandoni e scoperte, il passaggio di testimone dal professore anziano a quello più giovane segnerà l'inizio e la fine di un anno scolastico che si aggiungerà alla memoria di rituali destinati a ripetersi e ad innumerevoli stagioni sempre uguali a se stesse.
Parlare con sufficienza o condiscendenza di questa prova non certo esente da difetti ed ingenuità del bravo Piccioni ('Luce dei miei occhi' - 2001 e 'La vita che vorrei' 2004) è certo un compito difficile per chi ne ammira la non comune sensibilità umana e le straordinarie capacità autoriali, le stesse che hanno consentito al suo cinema di ridare lustro ed onore ad una produzione nazionale fatta di prodotti omologati alla mediocrità concettuale e formale delle dozzinali fiction simil televisive. Le stesse critiche potrebbero essere facilmente rivolte a questo concentrato di buoni propositi e luoghi comuni sullo stato dell'arte di un mondo scolastico nostrano che sfugge tanto alla feroce ironia della ormai lontana satira lucchettiana ('La Scuola' - 1995) quanto alla più recente quanto stringente dialettica dell'integrazione socio-politica nelle banlieue parigine di Laurent Cantet ('La classe - Entre les murs' 2008), per attestarsi sul versante di una rassicurante e modesta versione, riveduta e corretta, del 'Libro Cuore' dove la retorica delle dinamiche educative si confronta con i pretestuosi riferimenti ad un'attualità politica e sociale edulcorata e posticcia (la Buy che posiziona la carta igienica ad inizio giornata, il vetusto professore che sogna irridenti ex alunni ormai trasformatisi in professionisti della mazzetta facile, il giovane e precario supplente trattato come un pezzente dal padre coatto e arricchito di un suo mediocre alunno). A questo si aggiungono i non tanto velati riferimenti ad una difficile integrazione scolastica fatta di abbandoni facili (l'allieva esuberante e svogliata) e difficili conferme (il rumeno studioso e diligente), piuttosto che alle carenze di un sistema assistenziale che sembra emarginare i soggetti più fragili e indifesi (il giovane appassionato di Manga abbandonato dalla madre) cui solo la buona volontà dei singoli può sopperire (una preside anaffettiva nel difficile ruolo di madre putativa: particolarmente congeniale alla Buy di 'Fuori dal mondo' e 'Lo spazio bianco'). Insomma per Piccioni una sorta di compitino sull'attualità da segnare immancabilmente in rosso, tranne per quelle parti in cui la recitazione di interpreti di valore (La solita bravissa Buy e lo straordinario Herlitzka nel ruolo di un Renato Caccioppoli della storia dell'arte senza il genio per il suicidio a buon fine) e la delicatezza di alcuni momenti di passaggio (Herlitzka che recita Carducci, che descrive la propria solitudine, che rimpiange l'oblio del tempo e della memoria) o la prefigurazione di una insensibile transizione generazionale destinata a lasciare spogli e nudi i banchi di una scuola abbandonata a se stessa nella bonaccia della canicola estiva. Premio Vittorio Gassman per il miglior attore protagonista a Roberto Herlitzka al Bari International Film Festival.
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gabrisaltgr
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lunedì 18 agosto 2014
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il desiderio d'amore espresso con la scuola
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Film veramente vivo, eccezionale, reale. Attraverso la bravura degli attori, il regista è riuscito a spiegare e a far apprezzare i risvolti più insidiosi e bui della scuola italiana. Una scuola che nonostante i mille problemi e difficoltà VIVE. La classe più giovane degli insegnanti vorrebbe cambiare, ma alla fine si ritrova a dover accettare la dura realtà. Gli studenti, però, fanno sì che questo mestiere sia il più bello del mondo. Attraverso i loro dubbi, problemi, preoccupazioni, desideri, frustrazioni, gli educatori crescono e fanno crescere la scuola. Bellissima la scena finale della classe vuota, come a dire che comunque gli studenti sono solo ombre passeggere, attimi di vita che torneranno, con altri volti, ad incantare ed affascinare altre generazioni.
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Film veramente vivo, eccezionale, reale. Attraverso la bravura degli attori, il regista è riuscito a spiegare e a far apprezzare i risvolti più insidiosi e bui della scuola italiana. Una scuola che nonostante i mille problemi e difficoltà VIVE. La classe più giovane degli insegnanti vorrebbe cambiare, ma alla fine si ritrova a dover accettare la dura realtà. Gli studenti, però, fanno sì che questo mestiere sia il più bello del mondo. Attraverso i loro dubbi, problemi, preoccupazioni, desideri, frustrazioni, gli educatori crescono e fanno crescere la scuola. Bellissima la scena finale della classe vuota, come a dire che comunque gli studenti sono solo ombre passeggere, attimi di vita che torneranno, con altri volti, ad incantare ed affascinare altre generazioni. Un professore passa, così come passano gli alunni, ma di lui riesci comunque a portarti un ricordo se è stato capace, anche solo per un momento, di insegnarti quello che sapeva e quello che si portava nel cuore. Il desiderio ricorrente nel film di essere amati, riflette i problemi della scuola. Quel posto magico che ci forma, ci crea, ci modella, ci fa diventare uomini e nel contempo ci fa restare bambini. Cerchiamo di amare un po' di più questa scuola e soprattutto avere consapevolezza di noi.
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gambardella
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sabato 12 luglio 2014
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non un capolavoro ma film notevole
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il regista usa una storia ,banale ambientata in un luogo che tutti abbiamo conosciuto ,che abbiamo detestato , ma se potessimo ricominceremmo tutti da capo in quel luogo!
come ogni vero regista il tema , la trama gli eventi descritti sono solo un mezzo per portare lo spettatore al vero nocciolo del suo discorso. i suoi personaggi siamo tutti noi ,veri reali tangibili , con i nostri dubbi le nostre pulsioni, la nostra malinconia i nostri talenti e le nostre mancanze il bene e il male del vivere che sono senza età. esssendo un regista coi fiocchi riesce molto bene nel suo intento ,con la sua visione si destano commozione , nostalgia e quel sottile turbamento che ci fa senntire vivi.
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il regista usa una storia ,banale ambientata in un luogo che tutti abbiamo conosciuto ,che abbiamo detestato , ma se potessimo ricominceremmo tutti da capo in quel luogo!
come ogni vero regista il tema , la trama gli eventi descritti sono solo un mezzo per portare lo spettatore al vero nocciolo del suo discorso. i suoi personaggi siamo tutti noi ,veri reali tangibili , con i nostri dubbi le nostre pulsioni, la nostra malinconia i nostri talenti e le nostre mancanze il bene e il male del vivere che sono senza età. esssendo un regista coi fiocchi riesce molto bene nel suo intento ,con la sua visione si destano commozione , nostalgia e quel sottile turbamento che ci fa senntire vivi. quasi da applausi!
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gambardella
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sabato 12 luglio 2014
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e brava marzia
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è la seconda volta che leggo una tua recensione, anche quella perfettamente azzeccata, quella su saturno contro. complimenti sei molto brava ad individuare i punti di forza e le debolezze di un film . e questo al contrario dell'altro è cinema vero ,reale e profondo. ciao
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trammina93
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mercoledì 9 luglio 2014
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diciamo tre stelle e mezzo
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Sono stata indecisa fino all'ultimo se dargli tre o quattro stelle. Non mi sento di dire nè che è un film da quattro stelle, che si danno a film di alta qualirtà, nè da tre perchè i film da tre stelle sono più mediocri. Così diciamo tre stelle e mezzo, la verità sta sempre nel mezzo. Premetto che già il film è partito vantaggiato a fare breccia nel mio cuore da quando ho saputo che era ambientato a scuola. Ho amato tantissimo I liceali, quindi l'ambientazione scolastica mi ha riportato un pò a quelle situazioni della mia amata serie che tanto mi manca. Il film mescola storie di studenti a storie degli insegnanti e tratta del modo di rapportarsi degli uni con gli altri.
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Sono stata indecisa fino all'ultimo se dargli tre o quattro stelle. Non mi sento di dire nè che è un film da quattro stelle, che si danno a film di alta qualirtà, nè da tre perchè i film da tre stelle sono più mediocri. Così diciamo tre stelle e mezzo, la verità sta sempre nel mezzo. Premetto che già il film è partito vantaggiato a fare breccia nel mio cuore da quando ho saputo che era ambientato a scuola. Ho amato tantissimo I liceali, quindi l'ambientazione scolastica mi ha riportato un pò a quelle situazioni della mia amata serie che tanto mi manca. Il film mescola storie di studenti a storie degli insegnanti e tratta del modo di rapportarsi degli uni con gli altri. Roberto Herlitzka che interpreta il professore di storia dell'arte mi è piaciuto più di tutti col suo modo di fare strano, il suo essere stravagante, col suo trattare male tutti per la poca fiducia nelle nuove generazioni. Del tutto opposto è il professor Prezioso interpretato da Scamarcio, che non è anziano come lui ma giovane quindi è pieno di vitalità, di entusiasmo, fiducia e speranza per le future generazioni. Eppure paradossalmente sul finire si scambieranno i ruoli: il professore di storia dell'arte riuscirà a credere di più nei giovani e trovare entusiasmo nelle sue spiegazioni grazie ad una vecchia alunna con cui riallaccia i rapporti mentre il professor Prezioso, per tutto il film alle prese con Angela Mordini, finirà per bocciarla perchè non crede alla sua storia disastrata che in realtà è vera e ciò lo farà rimanere amareggiato. E' come se le storie di questi due insegnanti fossero due binari separati per come sono differenti, per poi intrecciarsi scoprendosi più simili di quanto non sembrino, tant'è che nascerà tra i due un rapporto di stima, di confidenza, cosa del tutto inusuale visto il caratteraccio del professore d'arte. Non solo i professori sono al centro del film ma anche la preside della scuola interpretata dalla sempre perfetta Margherita Buy che ha sempre quell'aria persa, svampita che ti fa sorridere, qui oltretutto vuole fare la fredda, distaccata, professionale ma poi sotto sotto ha un gran cuore e finisce per affezionarsi al ragazzino scoperto a dormire in palestra a scuola e di cui si prenderà cura. Oltre ai disagi della pupilla del professor Prezioso, Angela Mordini e del ragazzo di cui si prende cura la preside, si parla molto del disagio di uno studente extracomunitario che si innamora di una ragazza rumena che finirà per portargli solo guai e la sua storia finirà in una tragedia. Il film quindi alterna scene divertenti a momenti di tristezza, malinconia, tragedia facendone un buon cocktail. Molto simpatica anche la scena dopo i titoli di coda con Prezioso che ritrova la penna. Probabilmente ciò che non fa decollare il film ad alti livelli è la mancanza di qualche storia in più, altrimenti non ci sarebbe stato niente da dire, anche perchè le varie storie sono state trattate con serietà e non con banalità da film per quattordicenni.
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iankenobi
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lunedì 4 novembre 2013
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italiano
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si dai film che ho guardato con interesse anche se sono contrario all'uso eccessivo, che fa' il cinema italiano,delle solite facce, buy e scamarcio.
Un film senza troppi sentimentalismi abbastanza aderente alla realta,' pero' avendone visti parecchi sulla scuola ultimamente,soprattutto stranieri, monsieur lazhar detachment o half nelson,alla fine sembrano si assomiglino un po' tutti anche se monsieur lazhar era un po' piu complesso.
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stefano bruzzone
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giovedì 10 ottobre 2013
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fiacco ma buono
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un buon film sul tema della scuola ben interpretato da tutti ma con una nota di merito per l'ottimo Roberto Herlitzka. tre storie si intrecciano nello stesso istituto. una preside, la Buy, un supplente, Scamarcio, e un prof di storia dell'arte un po "arrivato" e dai metodi inusuali, appunto l'ottimo Roberto Herlitzka. a fare da sfondo gli studenti con le loro gioie e i loro dolori, pregi e virtù. il film non aggredisce mai la sceneggiatura sfiorando appena le storie dei tre insegnanti il che ne fa una pellicola ben fatta sicuramente ma lenta e noiosa. bisogna riconoscere che gli autori non si sono fatti prendere la mano dalle solite storie americane di "malascuola" con studenti bulli che affossano i poveri insegnanti a colpi di parolacce, minacce e spinelli e questo è un punto a favore che fa si non si tratti del solito filmetto ma di un'opera che tenta di raccontarci qualcosa di serio.
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un buon film sul tema della scuola ben interpretato da tutti ma con una nota di merito per l'ottimo Roberto Herlitzka. tre storie si intrecciano nello stesso istituto. una preside, la Buy, un supplente, Scamarcio, e un prof di storia dell'arte un po "arrivato" e dai metodi inusuali, appunto l'ottimo Roberto Herlitzka. a fare da sfondo gli studenti con le loro gioie e i loro dolori, pregi e virtù. il film non aggredisce mai la sceneggiatura sfiorando appena le storie dei tre insegnanti il che ne fa una pellicola ben fatta sicuramente ma lenta e noiosa. bisogna riconoscere che gli autori non si sono fatti prendere la mano dalle solite storie americane di "malascuola" con studenti bulli che affossano i poveri insegnanti a colpi di parolacce, minacce e spinelli e questo è un punto a favore che fa si non si tratti del solito filmetto ma di un'opera che tenta di raccontarci qualcosa di serio.
Voto: 6,5
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fede81
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sabato 29 giugno 2013
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il rosso e il blu
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Da fan di Giuseppe Piccioni, devo dire che Il Rosso e il Blu per me è stato una piccola delusione. Non posso dare meno di 3 stellette, perché la qualità tecnica c'è tutta (a cominciare dalle ottime intepretazioni). Ma si poteva davvero fare di più, girare il film "definitivo", il capolavoro italiano sul mondo della scuola (come ha tentato di fare, con risultati soprendenti, Tony Kaye in Detachment). Invece si sente molto di più nell'aria il Riccardo Milani di Auguri Professore, che non è un brutto film, per l'amor del cielo, ma rimane vincolato a quel localismo di casa nostra più attento alla nota di costume che alla concettualizzazione.
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Da fan di Giuseppe Piccioni, devo dire che Il Rosso e il Blu per me è stato una piccola delusione. Non posso dare meno di 3 stellette, perché la qualità tecnica c'è tutta (a cominciare dalle ottime intepretazioni). Ma si poteva davvero fare di più, girare il film "definitivo", il capolavoro italiano sul mondo della scuola (come ha tentato di fare, con risultati soprendenti, Tony Kaye in Detachment). Invece si sente molto di più nell'aria il Riccardo Milani di Auguri Professore, che non è un brutto film, per l'amor del cielo, ma rimane vincolato a quel localismo di casa nostra più attento alla nota di costume che alla concettualizzazione. Proprio di un maggiore inquadramento teorico avrebbe bisogno questo film, che provoca di certo immedesimazione nel personaggio di Scamarcio (per inciso, molto bravo) e tocca bei punti di commozione (vedi l'evoluzione psicologica di Margherita Buy), ma non lascia veramente il segno. Penso che il personaggio meno riuscito sia il prof. Fiorito intepretato da Herlitzka, prevedibile, già visto milioni di volte e tagliato con l'accetta: rappresenta più che altro il modo in cui alla pensona comune (al famigerato italiano medio, per intenderci) "piace" pensare all'intellettuale odierno, frustrato e rancoroso, perché carente dell'amore (o ammmore, con un numero random di "m"). Concetto che abbiamo già ascoltato mille volte in mille canali televisivi di serie B e che non c'era bisogno di ribadire in un film.
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omax98
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lunedì 1 aprile 2013
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niente male
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Onestamente,il film neanche lo conoscevo,e non mi interessava molto.Devo ringraziare la scuola se l'ho visto.Infatti,esattamente il 27 marzo sono andato a vederlo con essa al cinema.Ebbene,sono rimasto sorpreso in positivo.Il cast è stato davvero ottimo,su tutti herlitzka,un esilarante professore che rappresenta il classico veterano della scuola.Scamarcio non mi è mai piaciuto come attore,ma anche lui qui mi sorprende fornendoci una valida interpretazione.La trama è molto carina:tutto il film si basa su quello che è il ragazzo adolescente oggi.Tutte le sotto-storie sono state fatte bene,sia dal punto di vista psicologico che d'intrattenimento.Premio,tra tutte,quella del ragazzo con problemi di salute ai polmoni,grazie soprattutto al coivolgente rapporto che instaura con la preside,la quale la considera quasi una seconda-madre.
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Onestamente,il film neanche lo conoscevo,e non mi interessava molto.Devo ringraziare la scuola se l'ho visto.Infatti,esattamente il 27 marzo sono andato a vederlo con essa al cinema.Ebbene,sono rimasto sorpreso in positivo.Il cast è stato davvero ottimo,su tutti herlitzka,un esilarante professore che rappresenta il classico veterano della scuola.Scamarcio non mi è mai piaciuto come attore,ma anche lui qui mi sorprende fornendoci una valida interpretazione.La trama è molto carina:tutto il film si basa su quello che è il ragazzo adolescente oggi.Tutte le sotto-storie sono state fatte bene,sia dal punto di vista psicologico che d'intrattenimento.Premio,tra tutte,quella del ragazzo con problemi di salute ai polmoni,grazie soprattutto al coivolgente rapporto che instaura con la preside,la quale la considera quasi una seconda-madre.Le altre storie sono comunque da non buttare via,assolutamente.Molto bella quella del prof veterano e del quasi rapporto sentimentale che instaura con la sua ex-alunna.Valida quella tra la ragazza che ha perso la madre e il prof interpretato da Scamarcio(chiedo scusa se non ricordo i nomi^^!),da non buttare quella del ragazzo rumeno(molto bello il rapporto padre-figlio e molto,ma molto coinvolgente la scena dello sparo dal figlio al padre,con bella riflessione post-scena),ed in generale un film che è fatto molto bene e che fa riflettere.Positivo,inoltre,il fatto che questo film in molti casi,scena finale comprase,mi è apparso come specchio della realtà scolastica di oggi.Peccato solo che,certe situazioni in alcuni casi,sono un pò surreali....fa strano ma non è così negativo.Tirando le somme,Il rosso e il blu è un film fatto molto bene,sicuramente,ma che non rivedrei così tante volte.Bello visto la prima volta,anche la seconda e la terza,ma dopo un pò risulta un pò pesantino...al film,oggettivamente però,non puoi dirgli che è venuto male,anche se ripeto non è uno di quei film che rivedrei più di 5 volte.
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[+] evviva i buoni film!
(di maria f.)
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pensierocivile
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mercoledì 20 marzo 2013
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illudere
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IL ROSSO E IL BLU non conduce a niente, ma lo fa bene: in fondo è una illusione, un film di illusioni, dentro e fuori lo schermo, la conferma che il rapporto cinema italiano scuola ha superato i Lino Banfi e gli Alvaro Vitali, ma non riesce ad aspirare all'eccellenza. Piccioni costruisce il film sulle basi solide di pilastri "risaputi", il giovane supplente pieno di illusioni (1), l'insegnante anziano che ormai ha perso ogni illusione (2), la preside che si illude (3) di poter finalmente dare un senso alla propria vocazione e alla propria vita, la ragazza che si illude (4) di poter cancellare il dolore con un rapporto diverso con l' insegnante. Tutti buoni propositi, anche costruiti con leggerezza e delicatezza, con l'aiuto di interpretazioni eccellenti (Herlitzka su tutti), che restano però soltanto buoni propositi.
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IL ROSSO E IL BLU non conduce a niente, ma lo fa bene: in fondo è una illusione, un film di illusioni, dentro e fuori lo schermo, la conferma che il rapporto cinema italiano scuola ha superato i Lino Banfi e gli Alvaro Vitali, ma non riesce ad aspirare all'eccellenza. Piccioni costruisce il film sulle basi solide di pilastri "risaputi", il giovane supplente pieno di illusioni (1), l'insegnante anziano che ormai ha perso ogni illusione (2), la preside che si illude (3) di poter finalmente dare un senso alla propria vocazione e alla propria vita, la ragazza che si illude (4) di poter cancellare il dolore con un rapporto diverso con l' insegnante. Tutti buoni propositi, anche costruiti con leggerezza e delicatezza, con l'aiuto di interpretazioni eccellenti (Herlitzka su tutti), che restano però soltanto buoni propositi. Lo spaccato è accurato, ma il senso non c'è, le storie scorrono via, diventando quasi preamboli di un avvenire che ci è negato, lasciando corrompere alla sensazione di non aver visto nulla anche quel poco di buono promesso.
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