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stefanocapasso
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lunedì 10 settembre 2018
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sulla creazione e conservazione della vita
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Si tratta di un documento realizzato con le immagini provenienti da autori, professionisti e non, da tutto il mondo. L’idea è quella di raccontare una giornata nell’arco delle 24 ore e il progetto ideato da Ridley Scott con la collaborazione di youtube riesce pienamente nell’intento. Il lavoro realizzato con la regia di Mac Donald seleziona tra centinaia di ore di girato materiali significativi fino a ridurne la durata a 95 minuti. Narratore ideale che ci accompagna dall’inizio alla fine è un viaggiatore coreano, che da anni pedala per il mondo. Il lavoro si focalizza sullo sforzo che in ogni parte del mondo gli esseri umani compiono per produrre vita, per conservarla e cercare di migliorarla.
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Si tratta di un documento realizzato con le immagini provenienti da autori, professionisti e non, da tutto il mondo. L’idea è quella di raccontare una giornata nell’arco delle 24 ore e il progetto ideato da Ridley Scott con la collaborazione di youtube riesce pienamente nell’intento. Il lavoro realizzato con la regia di Mac Donald seleziona tra centinaia di ore di girato materiali significativi fino a ridurne la durata a 95 minuti. Narratore ideale che ci accompagna dall’inizio alla fine è un viaggiatore coreano, che da anni pedala per il mondo. Il lavoro si focalizza sullo sforzo che in ogni parte del mondo gli esseri umani compiono per produrre vita, per conservarla e cercare di migliorarla. Spiccano la qualità molto buono delle immagini arrivate e il montaggio che a tratti diventa un flusso veloce di eventi che si confonde con la musica fino a diventare un’esperienza sensoriale.
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classe
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lunedì 12 novembre 2012
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un documentario normalizzato
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Questo film voleva dare un'immagine del mondo? Beh, non ci riesce, per colpevoli omissioni.
Che mondo è quello in cui l'unica presenza negativa è la morte? Dove non esistono soprusi e dove gli elementi drammatici sono sdrammatizzati.
Si pensi al bimbo sudamericano, il cui lavorare a 6 anni viene normalizzato (ha un laptop con wikipedia la buon'anima!) per la calma emotiva del vero target di questo documentario: la middle class occidentale.
Immagino che Kevin Macdonald non abbia ricevuto alcun video dalla Palestina, o da zone di guerra in Africa, l'Afghanistan non sta subendo alcuna occupazione militare -però ci sono i burka-, nemmeno un videoclip da una delle 400 famiglie americane che ogni giorno vengono letteralmente scaraventate fuori di casa dalle banche, o dalle migliaia di persone che ogni giorno perdono il lavoro in Europa.
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Questo film voleva dare un'immagine del mondo? Beh, non ci riesce, per colpevoli omissioni.
Che mondo è quello in cui l'unica presenza negativa è la morte? Dove non esistono soprusi e dove gli elementi drammatici sono sdrammatizzati.
Si pensi al bimbo sudamericano, il cui lavorare a 6 anni viene normalizzato (ha un laptop con wikipedia la buon'anima!) per la calma emotiva del vero target di questo documentario: la middle class occidentale.
Immagino che Kevin Macdonald non abbia ricevuto alcun video dalla Palestina, o da zone di guerra in Africa, l'Afghanistan non sta subendo alcuna occupazione militare -però ci sono i burka-, nemmeno un videoclip da una delle 400 famiglie americane che ogni giorno vengono letteralmente scaraventate fuori di casa dalle banche, o dalle migliaia di persone che ogni giorno perdono il lavoro in Europa.
L'unico problema è la morte ma quella è Natura, è inevitabile, e se c'è l'amore della famiglia intorno è anche bella e ordinata.
Tranquilli, venticinquenni bianchi, questo documentario non susciterà in voi che estremo desiderio di imbracciare la videocamera, e fare un bel viaggetto, di una settimana eh.
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hobbit-in-the-hole
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venerdì 25 novembre 2011
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una piacevole sorpresa...
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Questo film mi ha colpito, non lo nego. Certo, ogni tanto avevo la sensazione che forse in una giornata ci fosse anche qualcos'altro da raccontare, e i momenti tristi e felici avolte non erano molto bilanciati, credo che in fase di montaggio abbiano favorito di più i secondi per dare un senso di speranza allo spettatore, ma tutto sommato ho trovato il risultato buono. Credo sia un progetto più unico che raro, rifarlo non credo ridarebbe le stesse sensazioni!
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