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paolp78
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lunedì 3 novembre 2025
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film d?azione, ideologico
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Film d’azione ambientato negli scenari di guerra iracheni con al centro della trama un fatto storico estremamente delicato e controverso, la ricerca delle armi chimiche e micidiali che aveva costituito la giustificazione principale per la guerra americana del 2003.
Nella pellicola la ricerca della prova dell’esistenza di tali armi costituisce quasi un MacGuffin di hitchcockiana memoria che permette alla narrazione di svilupparsi tra una scena d’azione ed un’altra, scene che in effetti costituiscono il vero elemento caratterizzante il film.
La regia è del britannico Paul Greengrass che già si era cimentato con la ricostruzione cinematografica di fatti storici (“Bloody Sunday” e “United 93”).
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Film d’azione ambientato negli scenari di guerra iracheni con al centro della trama un fatto storico estremamente delicato e controverso, la ricerca delle armi chimiche e micidiali che aveva costituito la giustificazione principale per la guerra americana del 2003.
Nella pellicola la ricerca della prova dell’esistenza di tali armi costituisce quasi un MacGuffin di hitchcockiana memoria che permette alla narrazione di svilupparsi tra una scena d’azione ed un’altra, scene che in effetti costituiscono il vero elemento caratterizzante il film.
La regia è del britannico Paul Greengrass che già si era cimentato con la ricostruzione cinematografica di fatti storici (“Bloody Sunday” e “United 93”). Greengrass se la cava sufficientemente bene dietro la macchina da presa soprattutto nelle spettacolari scene d’azione, con le quali aveva già dimostrato di sapere il fatto suo con i film del ciclo dell’agente segreto cinematografico Jason Bourne, di cui ritrova il protagonista Matt Damon.
Il cast, oltre al già citato Damon, conta due ottimi interpreti come Greg Kinnear e Brendan Gleeson, nessun dei due chiamato a una performance particolarmente impegnativa. L’unico ruolo femminile va alla statunitense Amy Ryan, mentre nelle altre parti di rilievo ci sono meno noti attori mediorientali come il britannico di origini egiziane Khalid Abdalla e l’israeliano Yigal Naor.
La pellicola, pur risultando un film d’azione con intrecci con lo spionaggio, non rinuncia a portare avanti ricostruzioni storiche ideologicamente orientate, che assecondano sentimenti comuni molto diffusi nell’opinione pubblica, primo tra tutto l’attribuire ogni colpa all’amministrazione americana di George W, Bush, il presidente americano più bistrattato da Hollywood che personalmente ricordi.
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samanta
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mercoledì 18 settembre 2024
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menzogna e complotto ...
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Nuovamente trasmesso recentemente in TV questo film è uscito nel 2010, thriller d'azione ambientato nell'Irak occupato dagli americani, la trama è inventata, ma è basata su fatti realmente successi. La regia è di Paul Greengrass regista inglese noto per la serie di Bourne e per altri film d'azione e d'avventura: Bloudy Sunday, Captain Philipps).
Nel 2003 gli USAattaccarono l'Irak accusando Saddam Hussein di possedere armi di distruzione di massa (biologiche, chimiche, nucleari) con prove completamente false e inesistenti. Per quanto concerne il nucleare il Niger avrebbe venduto a Saddam centinaia di tonnellate di uranio, l'ex ambasciatore USA inviato nel paese dalla CIA e marito di un'agente dell'agenzia relazionò che dal paese non era uscito neanche un grammo.
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Nuovamente trasmesso recentemente in TV questo film è uscito nel 2010, thriller d'azione ambientato nell'Irak occupato dagli americani, la trama è inventata, ma è basata su fatti realmente successi. La regia è di Paul Greengrass regista inglese noto per la serie di Bourne e per altri film d'azione e d'avventura: Bloudy Sunday, Captain Philipps).
Nel 2003 gli USAattaccarono l'Irak accusando Saddam Hussein di possedere armi di distruzione di massa (biologiche, chimiche, nucleari) con prove completamente false e inesistenti. Per quanto concerne il nucleare il Niger avrebbe venduto a Saddam centinaia di tonnellate di uranio, l'ex ambasciatore USA inviato nel paese dalla CIA e marito di un'agente dell'agenzia relazionò che dal paese non era uscito neanche un grammo. Per vendicarsi il Vice Presidente Cheney (che adesso sostiene Kamala Harris) fece trapelare le generalità dell'agente che lavorava sotto copertura in Medio Oriente facendo arrestare i suoi collaboratori arabi, sulla vicenda è stato girato un bel film (Fair game) con Naomi Watts e Sean Penn.
Questo film si basa sulla ricerca delle armi biologiche e chimiche da parte di una squadra di soldati USA, tutti hanno ricordo del generale Powell che all'ONU (mentendo spudoratamente più tardi chiederà scusa ..) mostra una fialetta di antrace affermando che Saddam ne possedeva 25 tonnellate (!) , quantità che è impossibile gestire, in realtà Saddam non ne aveva neanche un grammo, l'antrace lo utilizzò un collaboratore del FBI inviandolo in una busta al Senato USA che venne chiuso, questo fu la giustificazione per l'emanazione delle leggi emergenziali. Ray Miller (Matt Damon) comanda la squadra incaricata di trovare le armi di distruzione di massa è agli ordini di un funzionario del Pentagono Poundstone (Greg Miller) ma nei diversi siti indicati e che sarebbe stati rivelati da un misterioso informatore irakeno, i soldati non trovano nulla, tant'é che Miller sospetta che siano solo bugie. Di mezzo c'è anche una giornalista Dayne (Amy Ryan) che ha lanciato lo scoop su sollecitazione di Poundstone ma che però non è in grado poi di fornirle delle prove. Nella vicenda si inserisce su iniziativa di Miller la ricerca del generale Alawi fedelissimo di Saddam che vuole ricostituire il partito Baath e che sa tutto sulle armi di distruzione di massa, in questa ricerca Miller è aiutato da un dissidente irakeno che poi ucciderà Alawi il quale aveva rivelato a Miller che ormai le armi di distruzione di massa non esiatevano da più di 10 anni e che lui aveva informato Poundstone, ma questi pur di provocare la guerra voluta dal segretario Rumsfeld ed al vice presidente Cheney, aveva redatto un rapporto falso.
Green zone è un discreto film d'azione che rivela fatti veri e il comportamente demenziale e e criminale degli USA che sciolsero l'unica forza che poteva dare stabilità al paese e cioè l'esecito e prima per fare la guerra s'inventarono prove false però appoggiati dai mass media specie quelli "engaged" che vivono degli scoop passati dal governo, dai servizi segreti (da noi dai magistrati ...) che creano i mostri, la perpetua emergenza, diffondere tra il popolo la paura di essere annientati per potere governare, in questo è esemplare la giornalista che però alla fine si ravvede, vittima il popolo irakena che avrà 1 milione di morti. La vicenda si svolge agilmente con colpi di scena in genere azzeccati, inseguimenti mozzafiato in auto nei stretti veicoli di Bagdad (ovviamente girati altrove) coinvolgenti lo spettatore, qualche stereotipo tipico dei film americani ad esempio il dissidente irakeno; l'ambientazione è più che discreta e mette in risalto il contrasto tra la povertà e il disastro della guerra che ha provocato una popolazione affamata e assetata e invece la green zone blindata con circoli e piscine dove passeggiano disinvolte ragazze in bikini e membri dei vari staff che bevono un martini ai bordi delle piscine. Il film è anche supportato da un Matt Damon in gran forma è uno dei migliori attori americani, che partendo da film di azione "muscolari" ha saputo diversificare le interpretazioni (splendido in Hereafter, La ragazza di Stillwater). Bravi i comprimari Greg Kimmer (Qualcosa è cambiato, Fratelli per la pelle) nella parte del cinico e bugiardo Poundstone asservito alla cricca al potere e Brendan Gleeson (bravissimo caratterista Braveheart, Ritorno a Cold Mountain, Michael Collins) nella parte del dirigente della CIA Brown che cerca di opporsi alle malefatte di Poundstone.
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simonedonati
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domenica 15 aprile 2018
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confusionario
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Troppa azione per una tematica che poteva indurre a riflessioni più profonde
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giuliog02
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sabato 14 febbraio 2015
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un film che non sarà piaciuto ai boccaloni
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Un eccellente, e intellettualmente onesto, film d'azione sulla guerra in Iraq e la ricerca delle prove sull'esistenza delle armi di distruzione di massa. Ottima recitazione di Matt Damon nelle parti
dell'ufficiale Miller incaricato della ricerca e del suo sbalordimento nel rendersi conto che i superiori e, soprattutto il governo, gli hanno mentito. Le armi di distruzione di massa non esistono e glielo
conferma verso la fine il generale iracheno Al Rawi, che lo aveva già detto all'uomo della CIA che lo incontrò in Giordania prima che gli USA scatenassero il conflitto. Un film adrenalinico, dal ritmo
incalzante che lascia senza respiro, con una buona scenografia e un'ottima colonna sonora.
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Un eccellente, e intellettualmente onesto, film d'azione sulla guerra in Iraq e la ricerca delle prove sull'esistenza delle armi di distruzione di massa. Ottima recitazione di Matt Damon nelle parti
dell'ufficiale Miller incaricato della ricerca e del suo sbalordimento nel rendersi conto che i superiori e, soprattutto il governo, gli hanno mentito. Le armi di distruzione di massa non esistono e glielo
conferma verso la fine il generale iracheno Al Rawi, che lo aveva già detto all'uomo della CIA che lo incontrò in Giordania prima che gli USA scatenassero il conflitto. Un film adrenalinico, dal ritmo
incalzante che lascia senza respiro, con una buona scenografia e un'ottima colonna sonora. Un film che va assolutamente visto.
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contrammiraglio
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martedì 20 gennaio 2015
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la cia tra i buoni, a sto giro!
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Filmetto così così; sicuramente ben girato ed avvincente, ma totalmente "incredibile".
Possibile che anche quando sono nel torto pieno, si sforzino sempre di aver ragione? Questa volta tramite le gesta eroiche del'oscuro cercatore d'armi che, nella realtà, sarebbe durato (vivo) meno di un gattino sull'Aurelia!
Però c'è la CIA dalla parrte dei buoni, e questa è una novità di perridere.
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Filmetto così così; sicuramente ben girato ed avvincente, ma totalmente "incredibile".
Possibile che anche quando sono nel torto pieno, si sforzino sempre di aver ragione? Questa volta tramite le gesta eroiche del'oscuro cercatore d'armi che, nella realtà, sarebbe durato (vivo) meno di un gattino sull'Aurelia!
Però c'è la CIA dalla parrte dei buoni, e questa è una novità di perridere........
Tre stelle solo perchè è girato bene, ma non è che se lo perdete avrete perso chissà chè!
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filippo catani
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lunedì 25 luglio 2011
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ma dove sono le armi?
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Un apposito plotone dell'esercito americano in Iraq è destinato alla ricerca dei siti di stoccaggio delle armi di distruzione di massa. Il problema sorge quando, dopo una serie di ripetute visite, questi siti si presentano sempre vuoti o adibiti ad altro. Il capo della squadra vorrà vederci chiaro e, gioco forza, finirà con lo scontrarsi con i poteri forti statunitensi.
Tratto da un romanzo, la pellicola convince sia per il contenuto che per le scene d'azione. Ci viene restituita in pieno l'idea di un paese, l'Iraq, assolutamente in balia degli eventi e dove gli invasori statunitensi cercano di imporre le proprie visioni politiche a una comunità con le proprie consuetudini.
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Un apposito plotone dell'esercito americano in Iraq è destinato alla ricerca dei siti di stoccaggio delle armi di distruzione di massa. Il problema sorge quando, dopo una serie di ripetute visite, questi siti si presentano sempre vuoti o adibiti ad altro. Il capo della squadra vorrà vederci chiaro e, gioco forza, finirà con lo scontrarsi con i poteri forti statunitensi.
Tratto da un romanzo, la pellicola convince sia per il contenuto che per le scene d'azione. Ci viene restituita in pieno l'idea di un paese, l'Iraq, assolutamente in balia degli eventi e dove gli invasori statunitensi cercano di imporre le proprie visioni politiche a una comunità con le proprie consuetudini. Militari mandati alla ricerca di armi inesistenti, fonti anonime, cia e Casa Bianca che lottano una contro l'altra e sul campo si fronteggiano giovani militari e cittadini più o meno esasperati. Stupenda la sequenza dei tre militari che arrivano in un hotel nella green zone e passano dal deserto e le bombe alla piscina e ai cocktail dei diplomatici. Molto bene anche Matt Demon.
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mr cinefilo
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giovedì 19 maggio 2011
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riuscito
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Ecco un film che pur non avendo una trama complessa ed imprevedibile riesce grazie alla maestria del cast a presentarsi come un film non sbagliato. Dopo averlo visto potrete quasi spacciarvi per profondi conoscitori della crisi irachena.
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bella earl!
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mercoledì 20 aprile 2011
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matt damon: da spia a soldato rimane un grande.
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La coppia composta dal regista Paul Greengrass e l'attore Matt Damon fa centro con questo "Green Zone" che si afferma come un grandissimo film d'azione del 2010.
Matt Damon interpreta un soldato animato da un grandissimo spirito patriottico e dalla vera e propria voglia di servire il suo paese che è alle prese con la ricerca di armi di distruzioni di massa. L'intelligence, però, manda solo informazioni che, una volta verificate, si rivelano errate. Il soldato Damon, però, non si arrende e vuole vederci chiaro in questa storia e in una girandola di eventi ad alto tasso di adrenalina (incredibilmente magistrale la scena dell'inseguimento a tre e il suo epilogo).
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La coppia composta dal regista Paul Greengrass e l'attore Matt Damon fa centro con questo "Green Zone" che si afferma come un grandissimo film d'azione del 2010.
Matt Damon interpreta un soldato animato da un grandissimo spirito patriottico e dalla vera e propria voglia di servire il suo paese che è alle prese con la ricerca di armi di distruzioni di massa. L'intelligence, però, manda solo informazioni che, una volta verificate, si rivelano errate. Il soldato Damon, però, non si arrende e vuole vederci chiaro in questa storia e in una girandola di eventi ad alto tasso di adrenalina (incredibilmente magistrale la scena dell'inseguimento a tre e il suo epilogo). Greengrass gira queste scene come se nella vita non avesse aspettato altro con una vitalità e una bravura frequenti nei grandi registi del cinema. Ma si badi bene. Questo non è il solito "polpettone" che rifila Stallone rinnovando di anno in anno i suoi Rocky e Rambo (che dopo un gran lavoro con i rispettivi primi film, si sono seduti adattando il personaggio a una trama diversa fino ad arrivare ai deludenti Rocky Balboa e Rambo IV) bensì un film che alterna ottimamente il genere Action e il genere Thriller.
Per gli amanti della guerra un film imperdibile.
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giandomenico
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giovedì 10 marzo 2011
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la mancanza di rispetto per gli spettatori
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Forse sarà un capolavoro, forse una insulsaggine. Purtroppo non lo saprò mai. Dopo dieci minuti di sopportarmi primi piani esagerati, una cinepresa che si muoveva e vibrava come forsennata, dovevo decidere se farmi venire le vertigini o il mal di testa o cambiare canale. Chiaramente ho optato per la seconda soluzione. Caro Greegrass, secondo te è arte muovere la cinepresa come se l'operatore fosse il peggiore dei principianti? Non è nemmeno una cosa originale, tanti registi ormai abusano della nostra pazienza. Questo è una vera mancanza di rispetto per lo spettatore. Complimenti!
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time_traveler
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lunedì 7 marzo 2011
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gli interessi prima di tutto
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Che la guerra in Iraq fosse notoriamente alimentata da scopi che tanto si discostano da quelli ufficiali lo si sapeva già. Si sapeva che queste fantomatiche armi di distruzione di massa che il vecchio Saddam avrebbe dovuto possedere e con la quale annientare tutto l'Occidente in realtà neanche esistevano. E si sapeva pure quante menzogne e quanti depistaggi fossero stati messi su ad hoc per giustificare un ingiustificata guerra. Green zone è proprio questo. Racconta del maggiore Roy Miller (che è stato, sotto altro nome, un vero soldato statunitense incaricato di scoprie i siti dove si nascondessero le armi irachene) impegnato in una guerra personalissima contro i mulini a vento e contro un omertà sconcertante.
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Che la guerra in Iraq fosse notoriamente alimentata da scopi che tanto si discostano da quelli ufficiali lo si sapeva già. Si sapeva che queste fantomatiche armi di distruzione di massa che il vecchio Saddam avrebbe dovuto possedere e con la quale annientare tutto l'Occidente in realtà neanche esistevano. E si sapeva pure quante menzogne e quanti depistaggi fossero stati messi su ad hoc per giustificare un ingiustificata guerra. Green zone è proprio questo. Racconta del maggiore Roy Miller (che è stato, sotto altro nome, un vero soldato statunitense incaricato di scoprie i siti dove si nascondessero le armi irachene) impegnato in una guerra personalissima contro i mulini a vento e contro un omertà sconcertante. Il film infatti non si sofferma sullo scenario vero e prorpio, ma si intreccia in una spy-war story dove un America col fiato sul collo per le pressioni delL'ONU cerca disperatamente qualcosa che non c'è. Questa la morale del film, un film dove un grande Matt Damon riesce a dare vita ad un eroe moderno, un eroe che diventa tale quando sprezzante dei pericoli e delle pressioni si addentra in qualcosa più grende di lui, ma che lui sente di dover fare, forse per dare un suo senso alla guerra in cui sta combattendo e per cui sta rischiando la vita. Green zone non va confuso con un film di guerra, ma va centrato più su una ricostruzione a mò di documentario.Non è infatti volere del regista raccontare i drammi della guerra, ma mettere in evidente cattiva luce la gestione e i motivi del rovesciamento del regime iracheno. Un ottimo Matt Damon rende il film piacevole, scorrevole e con una buona dose d'azione senza impressionare con scene di sangue. Un film che per filosofia prorpia non mostra sangue ma fatti, non mostra marines ma mostra le bugie di una guerra surreale. Bello, sicuramente merita la piena sufficienza.
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