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edo88
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sabato 18 ottobre 2008
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vero capolavoro. d'animazione.
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Magnifico.
Siamo sulla Terra (o quello che ne rimane). Wall-E è un robot che da ormai 700 anni sta facendo sempre lo stesso lavoro: compattare la spazzatura accumulatasi sul pianeta.
Se non fosse per un piccolo insetto che lo segue ovunque sarebbe completamente solo.
Si è creato il suo nascondiglio (all'interno di un container), una specie di tana in cui il robottino porta tutto ciò che la curiosità gli ha fatto accumulare (oggetti di ogni tipo, addirittura una TV e lampadine funzionanti), e che gli permette anche di ripararsi durante le tempeste di sabbia.
E’ follemente innamorato di “Hello, Dolly!”, cassetta che si riguarda continuamente.
Tutto cambia quando sulla Terra arriva un'astronave mandata dagli umani (che vivono su una stazione spaziale non troppo lontana dal loro pianeta madre) che lascia un altro robot, EVE, il cui compito è quello di cercare eventuali forme di vita organica rimaste nel pianeta.
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Magnifico.
Siamo sulla Terra (o quello che ne rimane). Wall-E è un robot che da ormai 700 anni sta facendo sempre lo stesso lavoro: compattare la spazzatura accumulatasi sul pianeta.
Se non fosse per un piccolo insetto che lo segue ovunque sarebbe completamente solo.
Si è creato il suo nascondiglio (all'interno di un container), una specie di tana in cui il robottino porta tutto ciò che la curiosità gli ha fatto accumulare (oggetti di ogni tipo, addirittura una TV e lampadine funzionanti), e che gli permette anche di ripararsi durante le tempeste di sabbia.
E’ follemente innamorato di “Hello, Dolly!”, cassetta che si riguarda continuamente.
Tutto cambia quando sulla Terra arriva un'astronave mandata dagli umani (che vivono su una stazione spaziale non troppo lontana dal loro pianeta madre) che lascia un altro robot, EVE, il cui compito è quello di cercare eventuali forme di vita organica rimaste nel pianeta.
I due si incontrano (e il film raggiunge uno dei suoi apici), e da lì inizia l' "avventura".
La prima mezz'ora del film è praticamente senza dialoghi e può essere paragonata ad un film muto, soprattutto grazie alla figura di Wall-E, estremamente divertente, che per i gesti che fa mentre lavora (ma anche per la sua struttura) ricorda Charlie Chaplin.
La prima parte è anche quella visivamente più incredibile. La tecnica si perfeziona e la città abbandonata con montagne di rifiuti, polvere dappertutto ed edifici malmessi è talmente realistica che ti dimentichi che stai guardando un cartone.
Ma ciò che per me rende questo film un capolavoro è la capacità del regista di fondere perfettamente una storia d'amore (così intensa che, nonostante sia tra due robot, è una delle più coinvolgenti che abbia visto negli ultimi anni) con una storia di fantascienza raccontata con intelligenza, che ha anche come sfondo un messaggio sociale.
C'è magia, audacia, fascino nella realizzazione di "Wall-E".
E oltre a Chaplin ci sono evidenti riferimenti a Kubrick (e son sicuro di averne persi altri).
Spettacolare anche la colonna sonora e il sonoro.
Non è propriamente un film per bambini (a partire dalla parziale assenza di dialoghi), ma proprio per questo “Wall-E” non mancherà di trascinarvi con sé, di divertirvi, di emozionarvi fino a commuovervi e di rendervi partecipi di quello che fin'ora è il più audace esperimento della Pixar.
Il nastro sembrerebbe rotto ma non lo è: la Pixar si è battuta ancora, e con Andrew Stanton alla regia è venuto fuori un capolavoro (d'animazione), il loro miglior film e uno dei migliori film d'animazione che abbia mai visto, destinato a diventare un classico.
Guardatelo appena potete, amanti o no dei cartoni non potrete rimanere indifferenti di fronte a cotanta bellezza.
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lornacardia
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giovedì 16 ottobre 2008
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un robot dall'animo umano ( forse anche troppo )
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Con Wall-e è stato amore a prima vista: dal primo trailer apparso in tv ho subito capito che non era un robot come gli altri. Non è forte, non è bello, non ha super poteri e, diciamolo, non ha una sua funzione vera e propria. Però questa piccola accozzaglia di cavi e metallo sa come far sciogliere il cuore di tutti noi ( o almeno delle persone che un cuore ce l'hanno!).
Lui, tutto solo in un mondo ormai disabitato porta avanti la sua vita con tranquillità. e quanta devozione mette nel suo lavoro ( i risultati poi sono una cosa a parte...)!E' proprio quello che NOI, e sottolineo NOI, dovremmo essere!Mi ha stupito vedere come questo capolavoro della Pixar abbia saputo toccare il tasto dolente della società odierna: ma siamo o no esseri umani?Forse per noi "essere umano" è soltanto una classificazione biologica e niente più.
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Con Wall-e è stato amore a prima vista: dal primo trailer apparso in tv ho subito capito che non era un robot come gli altri. Non è forte, non è bello, non ha super poteri e, diciamolo, non ha una sua funzione vera e propria. Però questa piccola accozzaglia di cavi e metallo sa come far sciogliere il cuore di tutti noi ( o almeno delle persone che un cuore ce l'hanno!).
Lui, tutto solo in un mondo ormai disabitato porta avanti la sua vita con tranquillità. e quanta devozione mette nel suo lavoro ( i risultati poi sono una cosa a parte...)!E' proprio quello che NOI, e sottolineo NOI, dovremmo essere!Mi ha stupito vedere come questo capolavoro della Pixar abbia saputo toccare il tasto dolente della società odierna: ma siamo o no esseri umani?Forse per noi "essere umano" è soltanto una classificazione biologica e niente più. Ma Wall-e ci fa capire tacitamente, e anche involontariamente, che essere "umani" significa ben altro. Non è solo saper respirare e vivere: è saper ascoltare i suoni della natura e non arrendersi mai; è salvare il mondo in cui viviamo dalla distruzione da noi stessi provocata; è saper amare il prossimo in modo imparziale e incondizionato. Wall-e è una storia che parla di tutto questo, tra le righe, e che ci fa venire le lacrime agli occhi per il modo tagliente in cui ci "parla". Quello che vediamo noi è una storia triste, un robottino mezzo guasto che nopn riesce a didtinguere bene quello che ha di fronte, ma continua con ostinazione il suo lavoro, giorno dopo giorno.
A pensarci bene viene da pansare "ma come hanno fatto ad abbandonare un robot così piccolo e carino?Che tristezza". Si, questo l'ho pensato anche io. Ma poi mi sono detta "Meno male per lui!".
Perchè?
Meglio che Wall-e non abbia visto fino in fondo ( o forse l'ha già vista e allora in questo caso l'ha scampata bella ) la crudeltà di cui il genere "umano" è capace. Come si dice "meglio soli che male accompagnati".
Possiamo davvero cambiare?Wall-e passerà alla storia come il film del robot impacciato che cambiò le redini del cuore umano?Mah...lo scetticismo è il mio forte, ma la speranza è l'ultima a morire.
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nicola_e_eleonora
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sabato 18 ottobre 2008
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wall-e un romantico supereroe senza superpoteri
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Bellissimo capolavoro della Pixar.
Non solo un bel film d'animazione ma un grandissimo film, una pietra miliare della storia del cinema.
C'è tutto: romanticismo, amore, avventura, azione, divertimento, comicità in un mix gustosissimo.
Agli animatori pixar andrebbe un oscar per Wall-E come miglior attore protagonista.
Ha un'espressività unica paragonabile alle migliori interpretazioni delle grandi star di Hollywood.
Nei primi 30 minuti di film non ci sono dialoghi ma Wall-E semplicemente ti conquista.
Non è un semplice robot ma una bella persona, come poche ce ne sono nella vita reale, uno che vorresti avere come amico.
Ha la semplicità di un bambino che si meraviglia di fronte a tutto, che si fa domande e si interroga sul senso delle cose.
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Bellissimo capolavoro della Pixar.
Non solo un bel film d'animazione ma un grandissimo film, una pietra miliare della storia del cinema.
C'è tutto: romanticismo, amore, avventura, azione, divertimento, comicità in un mix gustosissimo.
Agli animatori pixar andrebbe un oscar per Wall-E come miglior attore protagonista.
Ha un'espressività unica paragonabile alle migliori interpretazioni delle grandi star di Hollywood.
Nei primi 30 minuti di film non ci sono dialoghi ma Wall-E semplicemente ti conquista.
Non è un semplice robot ma una bella persona, come poche ce ne sono nella vita reale, uno che vorresti avere come amico.
Ha la semplicità di un bambino che si meraviglia di fronte a tutto, che si fa domande e si interroga sul senso delle cose.
Si sente solo ma sa di essere fatto per qualche cosa di più che ubbidire alla sua semplice "direttiva".
Vuole vivere e quello che lo rende vivo è l'amore per Eve.
In un futuro inquietante ma verosimile l'umanità ha perso quello che di umano aveva.
Gli uomini che vivono sulla Axiom sono più robot di Wall-E.
Vivono nell'agiatezza ma in realtà non vivono.
Hanno perso la capacità di usare il loro corpo e di comunicare tra loro.
Perennemente collegati a visori tridimensionali parlano tra loro ma non comunicano con il vicino.
Si spostano su lettini a levitazione ma in realtà non vanno da nessuna parte.
Questa è una critica alla nostra società attuale, ad un mondo che insegue bisogni non reali a qualunque costo.
Anche a costo da distruggere il pianeta.
La speranza per l'umanità è in una piccola piantina che Wall-E e Eve hanno trovato sulla terra.
Ed il film si trasforma in un grande action-movie.
Come la piantina rappresenta il futuro del pianeta Wall-E è il futuro per la natura umana.
Risveglia gli uomini dal loro torpore restituendo loro un'umanità ormai dimenticata.
E' un messaggio positivo per gli adulti ma ancora di più per i ragazzi.
In una società come la nostra in cui l'apparenza è tutto, in cui identità significa omologazione in cui il diverso è considerato estraneo e rifiutato, Wall-E rappresenta un antieroe rivoluzionario.
Il messaggio che passa è che il contenuto conta più del contenitore.
Wall-E non solo è diverso ma è brutto, sporco, contaminato, sgraziato, goffo, arruginito, difettoso.
Non ha superpoteri, non vola, non spara, è tecnologia vecchia e superata.
Ma è un vero Eroe.
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tom87
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giovedì 14 marzo 2013
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la potenza del cinema nella semplicità di un robot
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L’ottavo emozionante cartoon della Pixar è originale proprio come il suo protagonista, un piccolo e simpatico robot di nome Wall•E. Rudimentale spazzino di pattume accumulato da un’umanità emigrata nello spazio che ha inquinato l’ecosistema terrestre rendendolo invivibile, Wall•E si ritrova solo e abbandonato. Suscita tenera ammirazione vederlo inconsapevole della sua condizione. E’ silenzioso e operativo all’infinito, ricco di stupore per ciò che raccoglie e seleziona; spinto solo dal compito di compattare i rifiuti in cubi identici, e dalla curiosità per l’umano ingegno e di ciò che gli appare meraviglioso e utile.
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L’ottavo emozionante cartoon della Pixar è originale proprio come il suo protagonista, un piccolo e simpatico robot di nome Wall•E. Rudimentale spazzino di pattume accumulato da un’umanità emigrata nello spazio che ha inquinato l’ecosistema terrestre rendendolo invivibile, Wall•E si ritrova solo e abbandonato. Suscita tenera ammirazione vederlo inconsapevole della sua condizione. E’ silenzioso e operativo all’infinito, ricco di stupore per ciò che raccoglie e seleziona; spinto solo dal compito di compattare i rifiuti in cubi identici, e dalla curiosità per l’umano ingegno e di ciò che gli appare meraviglioso e utile. La sua sensibilità gli fa conservare una scatoletta piuttosto che un anello al suo interno. Nell’ilarità di questa scena emerge subito l’allegorico gioco di contrasti che plasma tutto il film. La purezza e innocenza del robottino contrastano con la spazzatura e lo sporco di un mondo che è simile ad una discarica. Quando trova una forma di vita (un germoglio) in mezzo a tanta aridità, il suo infimo e irrilevante lavoro si rivela prezioso. Il mare di rifiuti si scopre fonte di meraviglie celate: i cimeli della nostra Storia. Wall•E, privo di modernità ed eleganza tecnologica, ma non di dolcezza e rispetto, si mostra attento e interessato alla vita perché colleziona la nostra memoria storica/culturale, ma al tempo stesso dà anche speranza al futuro dell’umanità terrestre, se questa volesse (come accade verso il finale) riapprezzare ciò che di buono era e potrà tornare ad essere. Con la sua semplicità batterà la diffidenza e la fredda razionalità di Eve, un robot di ultima generazione dalla natura femminile (che Wall•E, innamorato di lei, seguirà fin dentro un’astronave) e saprà rianimare la repressa vitalità degli ultimi uomini nello spazio, una generazione obesa e servita dalle macchine, che ha perso il contatto con le proprie origini. Sarà la piantina di Wall•E a mutare l’inconsapevolezza di costoro su come si viveva sulla Terra, in volontà a tornarvi per colonizzarla e impararci a vivere. Il racconto diventa così chiara metafora del degrado sociale dell’umanità (arida a livello intellettivo e affettivo) e figura come l’uomo sia arrivato ad uno stato di disconnessione da se stesso e dalla preziosità del creato. Una condizione da ribaltare! L’opera è più complessa di quel che appare. Dietro l’atmosfera malinconica, l’inventiva del racconto, l’immaginifico apparato audio-visivo, la messa in scena suggestiva e divertente, si nasconde tutta la potenza metaforica di una nuova evoluzione tecnico-sociale (più rispettosa stavolta del creato e delle capacità umane). Ma non è solo per il tema filosofico se si rivela ambiziosa. La sua audacia è anche nello stile, caratterizzato dall’espressività degli effetti sonori e della scarsità di dialogo, nonché dalla forza eloquente delle immagini. Impossibile non commuoversi poi nel finale e con le scene dei titoli di coda che mostrano la storia dell’arte primitiva coi mezzi tecnologici. Vi è qui di nuovo quella riproposizione di contrasti, che finalmente, trovano ora una loro sintesi e unione: il passato convive in armonia col futuro, il primitivo col moderno, la Terra con l’Uomo, Wall•E con Eve, l’avvenire con la fiducia nelle umane possibilità. La magia del film è tutta qui: nella visionarietà incantevole e lirica tipica del cinema dei primordi, che restituisce lo stupore del candore e la poesia dell’animazione; e nella sfida vinta di trasformare un cartoon in una grande lezione di cinema.
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teo
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lunedì 27 ottobre 2008
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wall-e: eroe senza tempo
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Un ammasso di ferraglia che si aggira per una città in cui i grattacieli di spazzatura hanno superato in altezza quelli costruiti dall’uomo. E’ questa la prima, desolante immagine di Wall-e, ottavo capolavoro Pixar, intriso di educazione visiva e di un inevitabile (e giustificato) pessimismo di fondo. Wall-e è una figura che non si dimentica facilmente, sia per la fisicità goffa e spassosissima (geniali gli occhi a forma di binocolo) che per la personalità estremamente commovente e malinconica. Wall-e è un eroe, ma non ha la consapevolezza di esserlo; in un mondo che l’uomo, fuggendo codardamente dalle sue responsabilità, ha abbandonato, il robottino continua imperterrito la sua attività, conservando intatte curiosità e intraprendenza.
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Un ammasso di ferraglia che si aggira per una città in cui i grattacieli di spazzatura hanno superato in altezza quelli costruiti dall’uomo. E’ questa la prima, desolante immagine di Wall-e, ottavo capolavoro Pixar, intriso di educazione visiva e di un inevitabile (e giustificato) pessimismo di fondo. Wall-e è una figura che non si dimentica facilmente, sia per la fisicità goffa e spassosissima (geniali gli occhi a forma di binocolo) che per la personalità estremamente commovente e malinconica. Wall-e è un eroe, ma non ha la consapevolezza di esserlo; in un mondo che l’uomo, fuggendo codardamente dalle sue responsabilità, ha abbandonato, il robottino continua imperterrito la sua attività, conservando intatte curiosità e intraprendenza. Le scene, costruite come se fossero riprese da una telecamera (volutamente inseriti, perciò, certi fuori fuoco o movimenti poco fluidi), sono realistiche e coinvolgenti. Intriso di uno splendido e suggestivo cromatismo visivo, il film rappresenta uno straordinario atto d’amore verso il cinema, un prodigio di stampo ecologista che pone in primo piano un’aspra e inevitabile denuncia della perdita dei valori situati alla base degli uomini. L’immagine della loro “metamorfosi” nella seconda parte del film colpisce gli occhi e il cuore dello spettatore: obesi, pigri, viziati dalla tecnologia di cui sono stati loro stessi gli artefici, ma soprattutto perduti nel loro mondo di aberranti abitudini e meccaniche routine e, conseguentemente, incapaci di avere veri rapporti con i loro simili. Ciò che turba di più, però, è il fatto che non siano a conoscenza dell’esistenza del pianeta (la Terra, of course) da cui tutto ha avuto inizio. Il riferimento a “2001: Odissea nello spazio” è inevitabile: l’uomo, prigioniero inconsapevole dell’alienante mondo a cui ha dato vita, diventa, infine, schiavo della sua stessa creatura. Wall-e, in questo tragico e apocalittico quadro, è l’unico in grado di riportarlo alle sue origini, l’unico in grado di riconnetterlo a se stesso e, soprattutto, al suo prossimo. Tutto questo attraverso una esile piantina, simbolo speranzoso di un mondo (il nostro) che con spirito d’intraprendenza e forza di volontà può essere riconquistato in qualunque momento. Tutto ciò che conta è l’amore, l’unica, vera forza in grado di radicare gli animi alla radice, l’unica in grado di riportarci in un mondo migliore.
In quest’atmosfera vibrante e suggestiva, resta, tuttavia, un dubbio impellente: per quale motivo gli esseri umani sulla navicella spaziale hanno caratteristiche animate, al contrario dell’ultimo presidente degli U.S.A, che compare in alcuni spezzoni con caratteri fisici propriamente realistici? Metaforica stilizzazione dell’uomo che, a causa della perdita dei suoi valori, si riduce simbolicamente a un disegno animato o pura e inaspettata distrazione degli animatori Pixar? Ai posteri l’ardua sentenza.
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giorgio
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martedì 10 marzo 2009
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eccezzionale
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E UN FILM TECNICAMENTE STUPENDO EFFETTI VISIVI PAZZESCHI UNO DEI FILM PIU BELLI DEL MOMENTO. CONSIGLIO A TUTTI DI VEDERLO AL CINEMA O COMPRARLO IN DVD ALLORA SI SI CHE SI VEDONO GLI EFFETI VISIVI . IL FILM E MOLTO DOLCE E PIENO DI AMORE SE POI UNO SE NON CONOSCE I SENTIMENTI BE CHE DIRE FATE VOI IL FILME E ECCEZZIONALE E PIENO DI AMORE E DOLCEZZA E DIVERTIMENTO
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(di nd)
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riki7192
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mercoledì 27 maggio 2009
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un capolavoro targato disney
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Questo film è davvero un capolavoro, l'ho visto in HD e mi ha fatto venire i brividi.
Un film di animazione che è molto più vicino alla realtà che alla fantasia, soprattutto dato che tratta problemi reali quali l'eccessiva quantità di materiali di scarto che l'uomo ha prodotto durante secoli e secoli, tanto da non permettere la vita sul pianeta Terra.
In tutta sincerità ho preferito questo titolo ad altri quali Shrek o Kung Fu Panda, prodotti Dreamworks. E resto dell'idea che i cartoni animati (o meglio film di animazione) della Disney sono i migliori che si possono trovare sul mercato oggigiorno. Titolo che consiglio a tutti, piccoli e grandi.
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eta beta
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lunedì 20 ottobre 2008
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una storia d'amore, una storia stupenda.
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La storia narrata è semplice e robusta; parte da un'idea non nuova (per esempio R. Sheckley, in "Fantasma Cinque" o Ray Bradbury, in "Cronache Marziane"), ma la eleva a vette liriche, raramente toccate con questo successo: un piccolo robot, addetto allo stoccaggio rifiuti, è l'ultima macchina ancora funzionante su una Terra ormai disabitata e coperta di pattume.
Questo orfano adempie fedelmente al suo compito insensato e nel tempo sviluppa un senso della vita che comprende, se non intelligenza, almeno sensibilità e affettività. Wall-e è la facile parafrasi dell'uomo "solo, su una stella, tra le stelle" e come lui non coglie il senso della sua opera, che infatti senso non ha, ma la esegue senza capire, restando tuttavia sensibile alla bellezza.
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La storia narrata è semplice e robusta; parte da un'idea non nuova (per esempio R. Sheckley, in "Fantasma Cinque" o Ray Bradbury, in "Cronache Marziane"), ma la eleva a vette liriche, raramente toccate con questo successo: un piccolo robot, addetto allo stoccaggio rifiuti, è l'ultima macchina ancora funzionante su una Terra ormai disabitata e coperta di pattume.
Questo orfano adempie fedelmente al suo compito insensato e nel tempo sviluppa un senso della vita che comprende, se non intelligenza, almeno sensibilità e affettività. Wall-e è la facile parafrasi dell'uomo "solo, su una stella, tra le stelle" e come lui non coglie il senso della sua opera, che infatti senso non ha, ma la esegue senza capire, restando tuttavia sensibile alla bellezza. Wall-e riconosce e tesaurizza il bello dove e come può, raccogliendo ninnoli tra il ciarpame, ed accumulandoli in una versione miserevole della caverna di Alì Babà, dove i suoi tesori di seconda mano lo confortano e danno senso alla sua solitudine.
In questa vita da naufrago senza naufragio, quello che eleva il protagonista alle stelle (e non solo in senso metaforico), è l'incontro con Eve, una sonda proveniente dallo spazio, della quale Wall-e perdutamente si innamora.
Perchè, diciamolo subito, Wall-e è un bambino. Guarda il mondo con gli occhioni stupiti del bambino, e come un bambino ama e segue, senza criterio e con dedizione piena. Di conseguenza Eve (non a caso, la prima madre) gli/ci si presenta come un essero angelico: bianco, asessuato, ieratico, incomprensibile e superiore. Senza perchè e senza ragionamenti Wall-e la segue e la sua fedeltà e il suo amore unidirezionale sono talmente potenti da commuovere lo spettatore prima, e la stessa Eve poi. Questa coglie, riconosce, apprezza e poi cerca l'amore cieco del quale è fatta oggetto, diventando in effetti alma protrettrice della patetica figura che l'ha seguita (e memorabile resta la scena in cui Wall-e va alla deriva nello spazio senza paura, ben sapendo che Eve lo accoglierà tra le sue braccia protettive).
La coppia Wall-e - Eve non è quindi la coppia paritetica cui siamo abituati, ma una coppia diseguale, imperniata sullo scambio appartenenza - protezione che tanto più assomiglia alla vita reale e al rapporto materno. E infatti, non a caso, l'affettività della coppia è casta ed infantile: mani che si intrecciano e - due sole volte - un bacio, a distanza, ma con una scintilla che - in senso letterale - dona la vita.
Insomma un film che non parla ai bambini, ma al bambino che tutti siamo stati. Che ci dice che siamo soli, che siamo piccoli e abbandonati, ma che tra le braccia della donna/madre troveremo completezza, soddisfazione, nuovi cieli e terra nuova.
Sullo sfondo, poi, altri messaggi. Quello ambientalista, giustamente lasciato "a perdere", stanco, abusato e forse perdente come la Terra che doveva essee ripulita; il contrasto con gli umani, che hanno perso il loro "ka" insieme con la voglia di cambiare il mondo e che, giustamente, persino nel disegno sono meno realistici delle macchine. Il messaggio neo-umanistico che viene ripreso (notevole la sigla finale) proprio dalle macchine, in una sorta di umanesimo meccanico.
Ma su questo sfondo rutilante e generoso di idee, Wall-e è prima di tutto e alla fine di tutto, una strordinaria, non-umana, umanissima storia d'amore.
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[+] bambino? ma quando mai!
(di gianni b.)
[ - ] bambino? ma quando mai!
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bower 217
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sabato 28 febbraio 2009
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wall-e un nome che verrà ricordato nel tempo
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Il regista Andrew Stanton porta sul grande schermo il film d'animazione WALL-E che sta per Waste Allocation Load Lifter Earth class che ha conquistato il cuore dei grandi e piccini per la sua simpatia e la sua grande umanità, che ha appreso in 700 anni, solitario, su un pianeta Terra abbandonato dall'uomo per colpa della grande quantità di rifiuti accumulati a causa dello sfrenato consumismo.
Wall-e per tutto questo tempo, ha sempre svolto il suo incarico di compattare la spazzatura e lo interromperà quando sulla terra arriva un robot ricognitore di nome EVE; Esso si innamorerà di lei a prima vista e cercherà in ogni modo di attrarre l'attenzione su di lei; all'inizio non verrà ricambiato ma con lo scorrere del film Eve e Wall-e si capiranno a vicenda fino a che si innamoreranno l'un dell'altro.
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Il regista Andrew Stanton porta sul grande schermo il film d'animazione WALL-E che sta per Waste Allocation Load Lifter Earth class che ha conquistato il cuore dei grandi e piccini per la sua simpatia e la sua grande umanità, che ha appreso in 700 anni, solitario, su un pianeta Terra abbandonato dall'uomo per colpa della grande quantità di rifiuti accumulati a causa dello sfrenato consumismo.
Wall-e per tutto questo tempo, ha sempre svolto il suo incarico di compattare la spazzatura e lo interromperà quando sulla terra arriva un robot ricognitore di nome EVE; Esso si innamorerà di lei a prima vista e cercherà in ogni modo di attrarre l'attenzione su di lei; all'inizio non verrà ricambiato ma con lo scorrere del film Eve e Wall-e si capiranno a vicenda fino a che si innamoreranno l'un dell'altro.
Nel film sono presenti il tema ambientale in cui si deve amare la natura anche nel suo piccolo, viene anche denunciata la malnutrizione e la sedentarietà che può portare alla rovina la persona moralmente ma anche fisicamente.
Per concludere Wall-e é un vero capolavoro del cinema d'animazione, la Pixar ha davvero superato se stessa e tutti devono guardarlo.
P.S. voci di corridoio dicono che la Pixar stia lavorando a un sequel di Wall-e.
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[+] a me a emozionato tantissimo...
(di ario)
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romeo79
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domenica 19 ottobre 2008
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lui...robot?
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Il cubo di Rubik.Nani da giardino.Luci natalizie.Vecchie videocassette.Sono le uniche tracce di un'umanità scomparsa.Nel deserto silenzioso di un pianeta abbandonato in preda ai rifiuti,tutto ciò che resta della pulsante vita di un tempo,le uniche tracce di un'ormai assente attività umana sono gli oggetti sopravvissuti all'incedere dei secoli.Souvenirs.Nelle grandi città svettano immense torri metalliche,più alte dei grattacieli,menhir della religione del consumo fatte da tanti mattoncini,tutti uguali tra loro.Cubetti di rifiuti,rottami,i mattoni dell'architettura del capitalismo.Ed in questa giungla ferrosa,spazzata dalle polveri del deserto che avanza,un piccolo,instancabile operaio continua a svolgere il suo lavoro.
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Il cubo di Rubik.Nani da giardino.Luci natalizie.Vecchie videocassette.Sono le uniche tracce di un'umanità scomparsa.Nel deserto silenzioso di un pianeta abbandonato in preda ai rifiuti,tutto ciò che resta della pulsante vita di un tempo,le uniche tracce di un'ormai assente attività umana sono gli oggetti sopravvissuti all'incedere dei secoli.Souvenirs.Nelle grandi città svettano immense torri metalliche,più alte dei grattacieli,menhir della religione del consumo fatte da tanti mattoncini,tutti uguali tra loro.Cubetti di rifiuti,rottami,i mattoni dell'architettura del capitalismo.Ed in questa giungla ferrosa,spazzata dalle polveri del deserto che avanza,un piccolo,instancabile operaio continua a svolgere il suo lavoro.Un botolo metallico,piccolo spazzino del futuro,raccoglie ed ammassa senza sosta i resti abbandonati della civiltà umana.Lo fa perchè è il suo scopo di vita,la sua direttiva.Wall-E,ultimo della sua specie,ultimo abitante del pianeta,condannato come Sisifo ad uno sforzo eterno e senza tregua.Ma il piccolo è felice perchè,in fondo,sotto quelle lamiere ossidate nasconde l'animo di un bambino.La tenera curiosità di chi scopre il mondo,di chi resta affascinato dalla bellezza di una scatoletta di velluto blu,piuttosto che dalla volgarità dell'anello di diamanti al suo interno.Le sue giornate passano così,costruendo palazzi di spazzatura e collezionando oggetti di un'epoca passata,per lui così belli e misteriori.Ma ciò che ama di più in assoluto è rintanarsi la sera nel suo rifugio,mentre fuori imperversa l'ennesima tempesta di sabbia,a perdersi sulle note di Hello Dolly,ritrovato su una vecchia videocassetta,cercando di imitarne goffamente le danze.Le note del musical,in un momento di poesia assoluta,risuonano come un carillon stonato sulle vestigia della razza umana.Ma ecco che dal cielo giunge qualcosa.Qualcosa per noi,qualcuno per Wall-E.Uno strano oggetto ovale,candido e luccicante come la neve.Poi ecco due braccia,una testa,degli occhi.Sotto lo sguardo stupito del piccolo,il nuovo arrivato si mette alla ricerca di qualcosa.La sua direttiva.Emissario degli umani,Eve ricerca la vita.Una qualche flebile traccia di vita sull'arida e tossica superficie del pianeta...Inizia così la loro epopea,che li porterà a distanze siderali dal pianeta,fino ad un angolo sperduto dell'universo,dove la razza umana si è rintanata su un'enorme astronave,nell'attesa che la terra tornasse "abitabile".Ma dal loro viaggio sono passati 700 anni,e la terra sembra essere scomparsa del tutto dai loro ricordi.Flaccidi e grassi come pachidermi gli uomini,immemori dello scempio da loro perpetrato ai danni del pianeta,trascorrono le loro vite in un'eterna crociera,dipendenti dai robot per le loro più comuni esigenze,finanche incapaci a camminare.E sarà il piccolo Prometeo,Wall-e,a riportare all'uomo la fiamma della speranza.Una piccola,esile piantina in un vecchio scarpone,trionfo pulsante della vita,porterà l'uomo alla presa di coscienza che non tutto è perduto.Che c'è tanto di meravigliso su quel vecchio pianeta insudiciato che aspetta solo di essere riscoperto.L'essere umano torna in piedi,riassume la posizione eretta,si libera dalle pastoie del consumismo e ricomincia da capo.Dalla terra,dal grano,dai fiumi,dal bestiame.Uomini e robot danno il via alla ri-evoluzione,in una sinergia mai proprosta al cinema.E tutto grazie a quel piccolo esserino metallico,dal cuore di bambino,dallo sguardo capace di commuovere,mosso soltanto dall'amore per la sua Evaaaa...
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