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lucgor
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mercoledì 4 aprile 2012
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film stupendo, perché non si è visto in italia?
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Una fiaba moderna, in suolo russo. Una corsa impossibile alla ricerca delle proprie origiie.
Questo film semplice, delicato, ma estremamente riuscito, inspiegabilmente ignorato in Italia, sono riuscito a vederlo in un cinema d'essai, in una rassegna di film non distribuiti: un vero peccato.
Girato probabilmente con pochi mezzi, la qualità delle immagini non è al top, si riscatta con una regia veramente coinvolgente, la bravura degli attori, su tutti il giovane protagonista che regge buona parte del film, ed una storia originale.
Vanja,dieci anni circa, vive in uno sperduto orfanotrofio nella steppa russa, un giorno viene scelto da una famiglia di italiani che decidono di adottarlo; il bambino è molto felice di venire nel nostro paese, entro due mesi i nuovi genitori sbrigheranno le pratiche burocratiche e torneranno a prenderlo.
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Una fiaba moderna, in suolo russo. Una corsa impossibile alla ricerca delle proprie origiie.
Questo film semplice, delicato, ma estremamente riuscito, inspiegabilmente ignorato in Italia, sono riuscito a vederlo in un cinema d'essai, in una rassegna di film non distribuiti: un vero peccato.
Girato probabilmente con pochi mezzi, la qualità delle immagini non è al top, si riscatta con una regia veramente coinvolgente, la bravura degli attori, su tutti il giovane protagonista che regge buona parte del film, ed una storia originale.
Vanja,dieci anni circa, vive in uno sperduto orfanotrofio nella steppa russa, un giorno viene scelto da una famiglia di italiani che decidono di adottarlo; il bambino è molto felice di venire nel nostro paese, entro due mesi i nuovi genitori sbrigheranno le pratiche burocratiche e torneranno a prenderlo. Da quel giorno Vanja viene soprannominato in orfanotrofio Italianjez, ossia l'italiano (il titolo del film).
Sembra tutto già scritto, ma con il passare dei giorni, il bambino viene assalito dai dubbi: lasciare il suo ambiente, i suoi amici, affrontare questa nuova esperienza. Detti dubbi si accrescono decisamente quando in orfanotrofio arriva, disperata, la vera mamma di un altro bambino recentemente adottato da una famiglia straniera, che avrebbe voluto riportarlo a casa, ma non trovandolo più, disperata la donna si suicida. Da quel giorno Vanja non riesce più a seguire la strada che gli propongono: se un giorno dovesse arrivare la sua vera mamma a cercarlo, come farebbe a ritrovarlo se lui è in Italia? C'è un solo modo per chiarire ogni dubbio, partire per un lungo viaggio che lo porterà all'orfanotrofio in cu è stato abbandato e scoprire chi è la sua vera madre, ma come fare se nessuno vuole aiutarlo nella sua impresa? Sono infatti tutti convinti che stia sciupando una incredibile possibilità.
Un viaggio bellissimo, una favola moderna,si parte dalla strega cattiva (la signora che gestisce le adozioni, senza interessarsi ai sentimenti dei bamabini, interessata solo agli euro che otterrà dai nuovi genitori),arrivando a conoscere le tante persone che Vanja incontrerà ,alcune buone, altre meno ma che alla fine spesso lo comprenderanno, esterefatti dalla sua determinazione.... Bellissimo. l'ho visto ieri ma ancor oggi ci ho pensato spesso, se lo trovate in cartellone non perdetelo.
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anna zembrino
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lunedì 21 giugno 2010
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favola russa
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Crudele e tenero allo stesso tempo, il film, come ogni fiaba russa che si rispetti, ha la sua Baba-yaga (la ‘signora’) e i suoi orchi (tutto il sottobosco di funzionari corrotti e di adulti prevaricatori), ma anche aiutanti magici che alla fine guideranno il nostro piccolo eroe al ritrovamento della madre. Una coppia italiana arriva all’orfanotrofio e il piccolo Vanya è scelto per l’adozione, e fraternizza con la coppia mentre gli altri bambini occhieggiano curiosi e un po’ invidiosi. Come gli dice a sera e il suo vicino di branda, ci sono adulti buoni che ti trattano bene e cattivi che ti usano per gli organi, ma questi sono buoni e Vanya è fortunato! Sembra brava gente e poi dove andrà il clima è buono.
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Crudele e tenero allo stesso tempo, il film, come ogni fiaba russa che si rispetti, ha la sua Baba-yaga (la ‘signora’) e i suoi orchi (tutto il sottobosco di funzionari corrotti e di adulti prevaricatori), ma anche aiutanti magici che alla fine guideranno il nostro piccolo eroe al ritrovamento della madre. Una coppia italiana arriva all’orfanotrofio e il piccolo Vanya è scelto per l’adozione, e fraternizza con la coppia mentre gli altri bambini occhieggiano curiosi e un po’ invidiosi. Come gli dice a sera e il suo vicino di branda, ci sono adulti buoni che ti trattano bene e cattivi che ti usano per gli organi, ma questi sono buoni e Vanya è fortunato! Sembra brava gente e poi dove andrà il clima è buono.
Ma una mamma viene a reclamare il suo bambino: troppo tardi, è stato adottato, viene cacciata in malo modo, disperata si getterà sotto un treno; Vanya, che le ha parlato, è sconvolto ancor più degli altri bimbi e così decide di cercare sua madre prima che sia troppo tardi! Vuole imparare a leggere, per poter trovare sui documenti della sua cartella, il nome sperato, ma anche questo lo deve conquistare vincendo la piccola mafia interna creata dal bullo, orfano ormai adolescente e ancora in istituto, che tiranneggia tutti gli altri. La sua cocciuta fermezza riuscirà a vincere molte prove e anche dopo essere stato messo sotto chiave perché se ne sono capite le intenzioni (la coppia italiana ha già versato il denaro delle varie bustarelle!) riuscirà a scappare e dopo un giorno e una notte di pericoli e peripezie, troverà la madre. Noi non la vediamo, ne sentiamo una voce davvero angelica, quale suona alle orecchie del suo bimbo dal viso estasiato! Su questa immagine, che si contrappone ai tanti primi piani di bimbi dai volti e occhi seri e adulti anzitempo, parte la lettura della lettera che Vanya scrive al compagno che al suo posto è andato in Italia, come tanto sperava: lui è con la madre e nessuna invidia per l’adozione perduta e quel paese dove addirittura crescono le arance!
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anna zembrino
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domenica 13 giugno 2010
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crudele e tenero allo stesso tempo
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Crudele e tenero allo stesso tempo, il film, come ogni fiaba russa che si rispetti, ha la sua Baba-yaga (la ‘signora’) e i suoi orchi (tutto il sottobosco di funzionari corrotti e di adulti prevaricatori), ma anche aiutanti magici che alla fine guideranno il nostro piccolo eroe al ritrovamento della madre.
Una coppia italiana arriva all’orfanotrofio e il piccolo Vanya è scelto per l’adozione, e fraternizza con la coppia mentre gli altri bambini occhieggiano curiosi e un po’ invidiosi. Come gli dice a sera e il suo vicino di branda, ci sono adulti buoni che ti trattano bene e cattivi che ti usano per gli organi, ma questi sono buoni e Vanya è fortunato! Sembra brava gente e poi dove andrà il clima è buono.
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Crudele e tenero allo stesso tempo, il film, come ogni fiaba russa che si rispetti, ha la sua Baba-yaga (la ‘signora’) e i suoi orchi (tutto il sottobosco di funzionari corrotti e di adulti prevaricatori), ma anche aiutanti magici che alla fine guideranno il nostro piccolo eroe al ritrovamento della madre.
Una coppia italiana arriva all’orfanotrofio e il piccolo Vanya è scelto per l’adozione, e fraternizza con la coppia mentre gli altri bambini occhieggiano curiosi e un po’ invidiosi. Come gli dice a sera e il suo vicino di branda, ci sono adulti buoni che ti trattano bene e cattivi che ti usano per gli organi, ma questi sono buoni e Vanya è fortunato! Sembra brava gente e poi dove andrà il clima è buono.
Ma una mamma viene a reclamare il suo bambino: troppo tardi, è stato adottato, viene cacciata in malo modo, disperata si getterà sotto un treno. Vanya, che le ha parlato, è sconvolto ancor più degli altri bimbi e così decide di cercare sua madre prima che sia troppo tardi! Vuole imparare a leggere, per poter trovare sui documenti della sua cartella, il nome sperato, ma anche questo lo deve conquistare vincendo la piccola mafia interna creata dal bullo, orfano ormai adolescente e ancora in istituto, che tiranneggia tutti gli altri. La sua cocciuta fermezza riuscirà a vincere molte prove e anche dopo essere stato messo sotto chiave perché se ne sono capite le intenzioni (la coppia italiana ha già versato il denaro delle varie bustarelle!) riuscirà a scappare e dopo un giorno e una notte di pericoli e peripezie, troverà la madre. Noi non la vediamo, ne sentiamo una voce davvero angelica, quale suona alle orecchie del suo bimbo dal viso estasiato! Su questa immagine, che si contrappone ai tanti primi piani di bimbi dai volti e occhi seri e adulti anzitempo, parte la lettura della lettera che Vanya scrive al compagno che al suo posto è andato in Italia, come tanto sperava: lui è con la madre e nessuna invidia per l’adozione perduta e quel paese dove addirittura crescono le arance!
Anna Zembrino
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