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giulio andreetta
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venerdì 28 agosto 2020
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l''elogio della diversità
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Film estremamente significativo, rappresenta una delle poche opere cinematografiche che in un'epoca come la nostra sono capaci ancora di farci riflettere in modo attento sul presente. Tematiche quali l'omologazione, il conformismo, l'incapacità di cogliere i pregi individuali che ogni uomo può offrire, a seconda delle sue doti, ad una comunità, sono fra i messaggi più importanti di questa meravigliosa e sensibile pellicola, la quale anche sotto l'apetto tecnico-realizzativo è da considerarsi un capolavoro, per l'originalità delle scenografie, per il buon livello di recitazione, e per la qualità e originalità della parte fotografica.
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Film estremamente significativo, rappresenta una delle poche opere cinematografiche che in un'epoca come la nostra sono capaci ancora di farci riflettere in modo attento sul presente. Tematiche quali l'omologazione, il conformismo, l'incapacità di cogliere i pregi individuali che ogni uomo può offrire, a seconda delle sue doti, ad una comunità, sono fra i messaggi più importanti di questa meravigliosa e sensibile pellicola, la quale anche sotto l'apetto tecnico-realizzativo è da considerarsi un capolavoro, per l'originalità delle scenografie, per il buon livello di recitazione, e per la qualità e originalità della parte fotografica. Del resto questo film è ormai entrato nell'immaginario collettivo, anche grazie ad una sapiente regìa (Tim Burton) che riesce a delineare non solo sulla carta, ma anche a livello immaginifico, e soprattutto grazie alla direzione degli attori, tutta una serie di sfumature caratteriali e psicologiche di Edward, personaggio, a mio modo di vedere, estremamente difficile da interpretare, proprio per questa sua labirintica complessità, e non a caso incarnato magistralmente da uno stra-ordinario Johnny Depp, qui agli esordi della sua carriera.
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great steven
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mercoledì 26 aprile 2017
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fiaba moderna con introverso, gentile protagonista
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EDWARD MANI DI FORBICE (USA, 1990) diretto da TIM BURTON. Interpretato da JOHNNY DEPP, DIANNE WIEST, WINONA RYDER, ANTHONY MICHAEL HALL, KATHY BAKER, VINCENT PRICE
Peggy, rappresentante di cosmetici simpatica e dall’animo gentile, dopo una giornata di lavoro deludente arriva al castello sopra la collina della sua città, e scova casualmente Edward, creatura tecno-umana che ha grosse, affilatissime forbici al posto delle mani perché il suo anziano inventore, uomo geniale, è morto prima di potergliele fare.
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EDWARD MANI DI FORBICE (USA, 1990) diretto da TIM BURTON. Interpretato da JOHNNY DEPP, DIANNE WIEST, WINONA RYDER, ANTHONY MICHAEL HALL, KATHY BAKER, VINCENT PRICE
Peggy, rappresentante di cosmetici simpatica e dall’animo gentile, dopo una giornata di lavoro deludente arriva al castello sopra la collina della sua città, e scova casualmente Edward, creatura tecno-umana che ha grosse, affilatissime forbici al posto delle mani perché il suo anziano inventore, uomo geniale, è morto prima di potergliele fare. Intuendo il bisogno di attenzione e comprensione del ragazzo, che veste una giacca nera, ha capelli arruffati e molte cicatrici sul volto, Peggy lo accoglie in casa propria, facendogli conoscere il marito campione di bowling e i due figli. La maggiore, Kim, è dapprima terrorizzata dal nuovo inquilino, ma poi se ne innamora pian piano, venendo ricambiata. Peggy e Kim sono le uniche persone del quartiere ad amare Edward, che è invece subito detestato dagli altri abitanti per la sua diversità, per quanto essi ne apprezzino comunque le formidabili doti da parrucchiere (Edward ha una velocità e una precisione inimitabili nel costruire statue di ghiaccio o di siepi e nel tosare capelli o peli dei cani). Edward trova sfortunatamente il suo nemico più agguerrito in Jim, il presuntuoso fidanzato di Kim, che lo coinvolge in un furto nel tentativo di rapinare le ricchezze del padre per comprare per lui e la compagna un furgone nuovo. Ritenuto handicappato e non in possesso delle sue facoltà mentali, Edward non ha guai con la giustizia, ma da quel momento il vicinato acuisce l’astio nei suoi confronti, e il povero ragazzo, reo di aver sfogato la sua rabbia in modo violento, è costretto a tornarsene al castello. Kim lo raggiunge ed è immediatamente imitata da Jim, intenzionato ad eliminare Edward, ma sarà lui a cadere vittima delle sue forbici. Molti anni dopo Peggy, ormai anziana e divenuta nonna, racconta la stupefacente e commovente storia di Edward Scissorhands alla nipotina, giurandole che è convinta che il timido e misterioso non-umano sia ancora vivo e che produca egli stesso, mediante la scolpitura del ghiaccio, le precipitazioni nevose nella città. Tratto da un racconto dello stesso Burton, è una fiaba moderna sul tema sempreverde del diverso detestato unanimemente dalla collettività, ma con una spiccata accentuazione ottimistica che va a braccetto col talento visionario che da sempre caratterizza il regista, qui alla sua prima collaborazione importante con J. Depp. Il personaggio di questi, contraddistinto da una profonda introversione e da un approccio ingenuo ma onesto nel relazionarsi al mondo circostante, permette all’attore di costruire, mediante una recitazione estremamente sotto le righe, un adorabilissimo eroe in cui il pubblico può largamente riconoscersi per la sua primordiale e viscerale necessità di essere accettato, compreso e aiutato, trovando in ciò una dimensione infantile e per questo addirittura magica. Il cast brilla per una serie di ottime interpretazioni, fra cui spiccano la Kim della 19enne W. Ryder, casta e fiduciosa, la Peggy di D. Wiest, espertissima nel trucco a fin di bene e animata da un salubre ottimismo, e il Jim di A.M. Hall, invidioso dell’amore che la fidanzata da lui delusa nutre per Edward, verso cui egli prova invece un risentimento che lo carica di sorda violenza. In mezzo al folto gruppo delle comari pacchiane, ridanciane e inconsistenti la prova migliore è offerta da K. Baker, con la sua lasciva Joyce dal capello rosso e dalle labbra tumide. Insieme a Burton e Depp, l’eroe indiscutibile della pellicola è Stan Winston, addetto agli effetti speciali per quanto concernette la realizzazione delle mani di forbice di Edward, per la quale si è avvalso di una crew di ben dodici assistenti. È una meraviglia, inoltre, vedere Edward mentre falcia i cespugli trasformandoli in magnifiche statue come del resto si resta affascinati anche quando lo si vede modellare il ghiaccio o l’acconciatura di cani e signore. La scenografia si rivela eccellente nel delineare le case sgargianti e a tratti un po’ stucchevoli del quartiere surreale e improbabile in cui si svolge la storia, innegabile punto di forza del film per come affronta il già citato tema della diversità e col grandissimo merito di non cercare in maniera forsennata la lieta fine. Edward non viene riabilitato in quanto commette un omicidio, seppur per uno scopo nobile: il suo essere speciale non è trasformato in superiorità verso i "normali", ma diventa un veicolo di giustizia privata e, al contempo, un lasciapassare che serve a convertire il rancore accumulato in qualcosa che vorrebbe essere costruttivo, ma è in realtà deplorevole (lo sfregio fatto ai danni di Kevin). Visionario, parzialmente delirante, con una tensione finale che regge straordinariamente il ritmo per poi esplodere al momento opportuno, originale e fuori da schemi e classificazioni, è un racconto gotico non consigliabile ai bambini, che può anzi insegnare qualcosa di significativo agli adulti che si credono migliori di coloro che umiliano ed emarginano. Perché anche l’emarginazione, al contrario di quanto le apparenze possano suggerire, è un cardine su cui il film di Burton si incentra, e la analizza nel modo più intelligente: mediante l’inserimento di un individuo speciale in mezzo ad una società di comuni calunniatori delle disgrazie altrui.
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toty bottalla
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mercoledì 28 settembre 2016
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fiaba drammatico-grottesca stereotipata!
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Un giovane vive in un castello diroccato, la sua vita è stata creata da un vecchio inventore che muore prima di finirlo così, Edward rimane con delle forbici al posto delle mani...Una fiaba grottesca e palesemente stereotipata che non riesce ad emozionare come vorrebbe, la diversità mediante forbici limita la fantasia possibile al di là di acconciature e neve artificiale, la verità è che l'effetto appare forzato svilendo la magia, c'è però una buona prova corale degli interpreti e una regia convincente. Saluti.
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solversrf
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domenica 22 maggio 2016
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cultpalla di neve e divertimento classico.
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se volevate osservare un filmone mani di forbice è un classico inimitabile,
vediamo così la figura del dilemma sbraitante, del
farseo reietto dark impellicciato con l'espressione creativa del
giardiniere...; è un must imperdibile e inimitabile, la
figura dolce nera col trucco pesante sembra cantare l'ode dell'imcapacità a
posare i multipanni e gurdarsi per quel che si è, quei
baby ok? volevano suonarne 4 a edward, però esso alla
finestra... ci ricroda che anche i reietti possono dire la
loro.e amen per la democrazia sennò, soprattutto i tratti rimangono alla
fine quelli del ragazzotto per sempre, di mani di
forbice.
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se volevate osservare un filmone mani di forbice è un classico inimitabile,
vediamo così la figura del dilemma sbraitante, del
farseo reietto dark impellicciato con l'espressione creativa del
giardiniere...; è un must imperdibile e inimitabile, la
figura dolce nera col trucco pesante sembra cantare l'ode dell'imcapacità a
posare i multipanni e gurdarsi per quel che si è, quei
baby ok? volevano suonarne 4 a edward, però esso alla
finestra... ci ricroda che anche i reietti possono dire la
loro.e amen per la democrazia sennò, soprattutto i tratti rimangono alla
fine quelli del ragazzotto per sempre, di mani di
forbice..., si notano così tante altre opportunità mitiche per fare di una specie di
cartoon dark una reale possibilità di riscattarsi, dispiace per
l'inquinamento... quel trucco pesante fabbricato a doc. emanante specie di
polveri sottili sul viso del reietto non sembrano aver fatto bene a tutte le
persone e che abitano di solito ai bordi di una ambiente fatato, perchè non è la
loro realtà abitare tra polveri sottili e inquinamento da far west e senza
regole elezioni, ne un 'reale criminale' da mettere sul
piatto, però seguitano a illudersi del contrario e se la raccontano, col sogno
e incubo pro loro... e delle loro anime disperse nell'atmosfera paradisiaca, uno
zoo con qualche reietto in pratica per disturbare edward, che neanche quando
fallisce impreca e fa l'impossibile per loro..., non sa dove rimpiattare la felicità. ( :
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elgatoloco
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mercoledì 6 gennaio 2016
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giustamente un film cult
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"Edward Scissorhands"è giustamente un cult, anche per la sua polisemia, dove un significato non esclude ma al contrario completa l'altro o meglio gli altri: è una fiaba, volendo una fiaba gotica(certo), per i suoi ritmi narrativi, perché contiene una morale, quella del non dover escludere, anzi includere pienamente, chi è"diverso/a", l'avversione verso i pregiudizi ec.E'un apologo sociale-politico, perché propone una società che , appunto, non escluda ma includa in pieno; ancora, è una storia sulla reazione violenta a una società violenta(Edward uccide per legittima difesa, in quanto minacciato dal"macho"di turno.
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"Edward Scissorhands"è giustamente un cult, anche per la sua polisemia, dove un significato non esclude ma al contrario completa l'altro o meglio gli altri: è una fiaba, volendo una fiaba gotica(certo), per i suoi ritmi narrativi, perché contiene una morale, quella del non dover escludere, anzi includere pienamente, chi è"diverso/a", l'avversione verso i pregiudizi ec.E'un apologo sociale-politico, perché propone una società che , appunto, non escluda ma includa in pieno; ancora, è una storia sulla reazione violenta a una società violenta(Edward uccide per legittima difesa, in quanto minacciato dal"macho"di turno...), quindi un dramma(tragedia si direbbe, ma in epoca borghese). Il ritmo narrativo, però, fa in primis propendere per la fiaba, narrata dalla nonna, che poi alla fine(e qui la fine riprende.conclude veramente l'inizio, con finissima capacità e competenza drammaturgica)si svelerà-rivelerà(agnitio)essere stata l'innamorata di Edward, dopo un'iniziale paura./ritrosia(un meccanismo psicologicamente molto noto, peraltro), non senza far presagire che la nipotina riprenda quanto lasciato per necessità dalla nonna, essendo Edward ancora uguale a sé fisicamente, quasi il tempo non fosse passato. Preciso che parlo di"fiaba", mai di "favola", essendo il termine"favola"più direttamente attinto etimologicamente da"fabula", id est"storia, narrazione", "plot", volendo, il che limiterebbe il campo, oltre alle con notazioni che il lemma"favola"assume nell'italiano, per ex.cinquecentesco"La favola Mandragola si chiama..."(Prologo a la"Mandragola"di Niccolç Machiavelli). Interpreti tutti/e di grande efficacia, con in prima linea di Johnny Deep(poi raramente così efficace)e Winona Ryder. El Gato
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aristoteles
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martedì 6 ottobre 2015
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edward mani di fata
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Uno dei migliori prodotti di Burton, che ho sempre ammirato per fantasia e creatività.
Il film ci racconta una bellissima favola moderna sulla diversità e sulla complessità dei rapporti che si sviluppano intorno ad essa.
Alcuni passaggi sono un poco superficiali e complessivamente il finale ,tra fidanzati demenziali,cittadini ottusi e poliziotti che spariscono,non mi è sembrato il massimo.
Tuttavia il personaggio di Edward è meraviglioso ,le sue creazioni altrettanto,l'amore e i buoni sentimenti,almeno nella famiglia di accoglienza,toccano il cuore.
La coloratissima cittadina ,i giardini pieni di dinosauri,le sculture in ghiaccio e quelle lunghissime lame taglienti ma allo stsso tempo delicate ed accoglienti, danno un tocco di classe indimenticabile al film.
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Uno dei migliori prodotti di Burton, che ho sempre ammirato per fantasia e creatività.
Il film ci racconta una bellissima favola moderna sulla diversità e sulla complessità dei rapporti che si sviluppano intorno ad essa.
Alcuni passaggi sono un poco superficiali e complessivamente il finale ,tra fidanzati demenziali,cittadini ottusi e poliziotti che spariscono,non mi è sembrato il massimo.
Tuttavia il personaggio di Edward è meraviglioso ,le sue creazioni altrettanto,l'amore e i buoni sentimenti,almeno nella famiglia di accoglienza,toccano il cuore.
La coloratissima cittadina ,i giardini pieni di dinosauri,le sculture in ghiaccio e quelle lunghissime lame taglienti ma allo stsso tempo delicate ed accoglienti, danno un tocco di classe indimenticabile al film.
Bravi e giovanissimi i due protagonisti Depp e Winona Rider.
Da vedere assolutamente almeno una volta.
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mrmassori
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mercoledì 4 febbraio 2015
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capolavoro immortale
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Non solamente un Film, ma un'opera d'arte a 360°. E' un Capolavoro Immortale ed una pietra miliare della storia del Cinema. Senza alcun dubbio è tra i miei 15 film preferiti in assoluto.
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_atlas_
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lunedì 3 febbraio 2014
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tim mani di forbice
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Solo la mente di un personaggio spesso incompreso, fuori luogo e inquieto come Tim Burton può generare una creatura come Edward Mani Di Forbice, così immensa nella sua semplice ingenuità e timidezza.
Edward è cresciuto da solo, isolato dal resto del mondo, vivendo in un vecchio castello ai piedi di una collina, con una bontà d’animo incondizionata e libera da ogni forma di conformismo esterno. Per uno scherzo del destino viene catapultato nel mondo della società malata, vittima dell’ignoranza e dell’incomprensione, ma che ai suoi occhi velati rappresenta una novità incantatrice.
Edward diventa la star del momento, l’attrazione di un quartiere schiavo dell’abitudine e tutto grazie alle sue forbici, il giovane infatti è frutto di una creazione di un anziano inventore (un eccellente Vincent Price) morto precocemente lasciandolo incompleto e con un paio di forbice affilate al posto delle mani.
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Solo la mente di un personaggio spesso incompreso, fuori luogo e inquieto come Tim Burton può generare una creatura come Edward Mani Di Forbice, così immensa nella sua semplice ingenuità e timidezza.
Edward è cresciuto da solo, isolato dal resto del mondo, vivendo in un vecchio castello ai piedi di una collina, con una bontà d’animo incondizionata e libera da ogni forma di conformismo esterno. Per uno scherzo del destino viene catapultato nel mondo della società malata, vittima dell’ignoranza e dell’incomprensione, ma che ai suoi occhi velati rappresenta una novità incantatrice.
Edward diventa la star del momento, l’attrazione di un quartiere schiavo dell’abitudine e tutto grazie alle sue forbici, il giovane infatti è frutto di una creazione di un anziano inventore (un eccellente Vincent Price) morto precocemente lasciandolo incompleto e con un paio di forbice affilate al posto delle mani.
Da parrucchiere a giardiniere, Edward affascina la società che è attratta dal diverso e che non vede l’ora di trattenerlo nelle sue grinfie, omologandolo a tutti gli altri.
Ben presto però Edward si rende conto che non gli piace quello che vede, quel nuovo mondo fatto di superficialità non fa per lui e nella sua innocenza infantile si lega all’unica persona (Kim, alias Winona Ryder) che riesce a vederlo per quello che è, senza la necessità di cambiarlo o di paragonarlo al modello ideale di bellezza dell’epoca.
Questo è Edward Mani di Forbice, ma questo è anche Tim Burton, genio tormentato da un’infanzia vissuta nella periferia di Burbank, costretto a convivere con la stessa società omologata di Edward ma con la voglia di vivere appieno ogni sua esperienza, anche quando essa corrisponde al bisogno sfrenato della solitudine.
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alex41
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lunedì 9 dicembre 2013
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il film di burton più bello
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A mio parere "Edward Mani Di Forbice" resta uno dei migliori film di Tim Burton, e comunque il mio preferito in assoluto. Una storia dolce, delicata, tristissima e amara dove troviamo tutto: una denuncia verso l'America e i suoi eccessi, a cominciare dalle bellissime quanto inquietanti case color pastello, in più la storia d'amore più triste, maledetta e bella che potete mai vedere sullo schermo (altro che Twilight), sceneggiatura che regge bene, ritmo perfetto che non cala mai nemmeno nelle scene divertenti; infine fotografia eccelsa, colonna sonora splendida di Danny Elfman, e riguardo al cast un eccezionale Johnny Depp, a mio avviso la sua miglior interpretazione tanto inquietante quanto intensa e estremamente tenera.
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A mio parere "Edward Mani Di Forbice" resta uno dei migliori film di Tim Burton, e comunque il mio preferito in assoluto. Una storia dolce, delicata, tristissima e amara dove troviamo tutto: una denuncia verso l'America e i suoi eccessi, a cominciare dalle bellissime quanto inquietanti case color pastello, in più la storia d'amore più triste, maledetta e bella che potete mai vedere sullo schermo (altro che Twilight), sceneggiatura che regge bene, ritmo perfetto che non cala mai nemmeno nelle scene divertenti; infine fotografia eccelsa, colonna sonora splendida di Danny Elfman, e riguardo al cast un eccezionale Johnny Depp, a mio avviso la sua miglior interpretazione tanto inquietante quanto intensa e estremamente tenera. Una rivisitazione straordinaria di Frankestein, con un ottimo "cameo" di Vincent Price, perfetto per il suo ruolo! Che dire...film immortale, emozionante come pochi, uno dei finali più tristi e commoventi della storia del cinema, in culo a i finti moralisti e ai falsi intellettuali, questo film è un capolavoro e sprigiona emozioni forti a ogni sua visione.
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cassiopea
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domenica 18 agosto 2013
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una favola moderna.
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Una fiaba per adulti. Un mondo di colori pastello sconvolta dall'arrivo di un bizzarro personaggio vestito di nero e con lame al posto delle mani. Mi aspettavo tutt'altro da questo film, convinta che questo sarebbe stato l'ennesimo mostro crudele pronto a far razzia di ogni cosa. E invece no! Edward è un personaggio adorabile, e con quell'espressione stranita, curiosa, spaventata e buonissima al tempo stesso non può che suscitare una gran tenerezza. Davvero una bella prova di Tim Burton. E che dire di Depp? Un'interpretazione eccezionale.
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