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carloalberto
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domenica 28 novembre 2021
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un mostro involontario
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Penso che Tod Browing abbia creato un Mostro, nel senso etimologico della parola, senza volerlo. Pensava di realizzare uno dei tanti horror della sua carriera, forse immaginava che il suo film avrebbe fatto più scalpore e quindi più successo al botteghino se avesse utilizzato attori deformi e l’ha fatto. Sicuramente non era nelle sue intenzioni suscitare lo scandalo popolare, la reazione indignata della critica benpensante e l’ostracismo dei distributori e delle sale cinematografiche. Nemmeno, all’opposto, si sarebbe mai aspettato che il suo film, destinato ad intrattenere destando lo stupore e l’inorridito divertimento del pubblico, diventasse un cult movie, un monstrum osannato dai cinefili del futuro.
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Penso che Tod Browing abbia creato un Mostro, nel senso etimologico della parola, senza volerlo. Pensava di realizzare uno dei tanti horror della sua carriera, forse immaginava che il suo film avrebbe fatto più scalpore e quindi più successo al botteghino se avesse utilizzato attori deformi e l’ha fatto. Sicuramente non era nelle sue intenzioni suscitare lo scandalo popolare, la reazione indignata della critica benpensante e l’ostracismo dei distributori e delle sale cinematografiche. Nemmeno, all’opposto, si sarebbe mai aspettato che il suo film, destinato ad intrattenere destando lo stupore e l’inorridito divertimento del pubblico, diventasse un cult movie, un monstrum osannato dai cinefili del futuro. Inutile, quindi, impegnarsi in raffinate interpretazioni su presunte valenze ideologiche della pellicola e supposti messaggi autoriali per un prodotto commerciale, nato per fare soldi e che, invece, fu un fiasco totale per colpa del bigottismo dell’epoca.
Al netto delle reazioni emotive, che può suscitare ancora oggi la visione di esseri umani che hanno avuto in sorte una vita terribile, il film resta un ottimo noir drammatico.
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giovedì 19 agosto 2021
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freaks
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Un commento meraviglioso.....che trabocca di sensibilità,grande conoscenza del cinema e notevole cultura ..
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contrammiraglio
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lunedì 10 dicembre 2018
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pietra miliare
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Perno indiscutibile della cinematografia mondiale.
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greatsteven
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martedì 20 novembre 2018
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nessuna pietà per i laidi normodotati.
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FREAKS (USA, 1932) diretto da TOD BROWNING. Interpretato da WALLACE FORD, OLGA BACLANOVA, LEILA HAYMS, HARRY EARLES, ROSCOE ATES, HENRY VICTOR
In un circo ambulante lavorano il pagliaccio Phroso, la cavallerizza Venus, la trapezista Cleopatra e l’uomo forzuto Hercules. Insieme al balbuziente Roscoe, che si esibisce travestendosi da antica matrona romana, sono gli unici esseri umani non deformi della compagnia, perché essa è formata per il resto da nani, donne barbute, persone con ritardi mentali, uomini con gravi menomazioni fisiche e transessuali. Fra di essi v’è il nano Hans, fidanzato con Freida ma innamorato di Cleopatra, che riempie abitualmente di regali, ricevendo in cambio un’attenzione falsamente accomodante e civettuola.
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FREAKS (USA, 1932) diretto da TOD BROWNING. Interpretato da WALLACE FORD, OLGA BACLANOVA, LEILA HAYMS, HARRY EARLES, ROSCOE ATES, HENRY VICTOR
In un circo ambulante lavorano il pagliaccio Phroso, la cavallerizza Venus, la trapezista Cleopatra e l’uomo forzuto Hercules. Insieme al balbuziente Roscoe, che si esibisce travestendosi da antica matrona romana, sono gli unici esseri umani non deformi della compagnia, perché essa è formata per il resto da nani, donne barbute, persone con ritardi mentali, uomini con gravi menomazioni fisiche e transessuali. Fra di essi v’è il nano Hans, fidanzato con Freida ma innamorato di Cleopatra, che riempie abitualmente di regali, ricevendo in cambio un’attenzione falsamente accomodante e civettuola. Tutti gli artisti del circo ridono alle spalle di Hans per il suo corteggiamento a quella donna molto più alta di lui, ma Hans non si accorge degli abbagli che prende in quanto accecato dalla sua infatuazione. Cleopatra, amante di Hercules dopo che l’acrobata ha cacciato dal suo carrozzone Venus (l’unica a provare compassione per i "diversi"del circo), si finge innamorata del nano quando scopre che ha ereditato una cospicua fortuna e intende sottrargli tutto il denaro. Con la complicità di Hercules, la trapezista sposa Hans e poi lo avvelena nel tentativo di eliminarlo, ma riesce soltanto a provocargli un malessere che lo costringe a letto. Ormai persuaso che la donna ha cattive intenzioni nei suoi confronti, Hans si appella al codice d’onore dei "freaks"del circo e organizza una vendetta contro i due amanti, col risultato finale che Hercules viene assassinato e Cleopatra resa come una di loro perché orrendamente deturpata. Inno leggendario e maledetto a favore della mostruosità innocente contro la normalità colpevole, è un film inquietante diventato col tempo un classico del cinema horror. Prodotto dalla Metro-Goldwyn-Mayer e subito ritirato dalle sale cinematografiche dopo la prima perché il boss della casa di produzione lo giudicò, credendo dal suo punto di vista di non aver torto, troppo spaventoso per i delicati stomaci degli spettatori dei primi anni ’30. Browning volle realizzare una vicenda realistica per come apparisse disturbante e perciò, caso unico nella storia del cinema di ogni tempo e nazione, utilizzò "mostri"autentici allo scopo di costruire un’opera di indelebile paura e costante apprensione che molti critici, negli anni a venire, hanno giudicato il suo indiscusso capolavoro. Non rappresenta la traversata di un mondo teratologico perché respinge qualunque forma di sensazionalismo abietto, grazie in particolar modo all’occhio del regista che ha rispetto e compassione per i suoi personaggi sensibili e vulnerabili. Il momento clou in cui il cuore candido degli amici del nano si riversa in tutta la sua generosità è riassunto nella scena dove essi intonano il canto «We accept you as one of us»per accogliere Cleopatra presso la propria collettività, salvo essere respinti dalla donna, ormai visibilmente ubriaca, e trattati, Hans incluso, come rifiuti umani che nessuno vorrebbe ritrovarsi fra i piedi. Browning temperò la sceneggiatura straziante con una regia pressoché chirurgica nel tentativo – affermatosi – di esaltare l’umanità dei freaks senza alcuna malvagità: i protagonisti sono appunto i summenzionati "diversi", gli scherzi della natura, uniti fra loro e regolati da una sorta di legge inviolabile, pronti a scontrarsi con la crudeltà e la perversa attrazione dei "normali". Per tale ragione il rischio di facili discriminazioni è stato evitato, fra l’altro con un’attenzione precipua, rigorosa e scientifica. Ma il film non è solo composto da passaggi impaurenti: le scene di commozione non mancano, ad esempio abbiamo a che fare col ballo dei freaks nel cortile forestale al di fuori del tendone circense quando, accompagnati dalla dolce Madame Tetrallini, vengono difesi da due latifondisti che non li vogliono veder entrare nelle loro proprietà. Esemplare è anche il rapporto che si instaura fra Venus e Freida, quando la seconda racconta alla prima, capace di rivolgerle la premurosa attenzione che le sue parole meritano, le sue preoccupazioni in merito ai comportamenti ossequiosi di Hans verso Cleopatra. Sul versante maschile, troviamo Phroso, clown filosofo che, pur non provando simpatia per i freaks, comunque evita di maltrattarli in pubblico, ed Hercules, il quale è invece persuaso della superiorità di individui come lui nei riguardi di essi e adopera la propria brutalità fisica e verbale come mezzo di soverchieria e prevaricazione. Inoltre il film narra anche la vita all’interno di un circo, di come si svolgono le vicissitudini degli artisti che ne fanno parte quando si collocano al di fuori del palcoscenico. Un dietro le quinte fra i più impressionanti che il cinema abbia mai conosciuto. Subì diversi tagli in numerosi paesi dell’Unione Europea e per trent’anni il Regno Unito ne proibì la proiezione nelle sale cinematografiche.
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nonhosonno2015
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giovedì 24 marzo 2016
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un film unico
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Un film dalla trama semplice e lineare diretto con maestria da Tod Browning.
Il regista, riesce nell'intento di far respirare allo spettatore la singolare atmosfera che si respira nel mondo del circo dei fenomeni da baraccone. Questo è possibile anche grazie alla partecipazione di tanti veri attori circensi.
Inizialmente leggerezza e spensieratezza dominano le giornate dei protagonisti ma quando la bella Cleopatra cerca, con metodi subdoli, di impossessarsi dell'eredità del piccolo protagonista, tutto crolla a picco.
Cleopatra rifiuta la diversità dei colleghi e attenta alla vita del piccolo. I compagni se neaccorgono e la vendetta sarà spietata, in un crescendo di situazioni sinistre e inquietanti.
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Un film dalla trama semplice e lineare diretto con maestria da Tod Browning.
Il regista, riesce nell'intento di far respirare allo spettatore la singolare atmosfera che si respira nel mondo del circo dei fenomeni da baraccone. Questo è possibile anche grazie alla partecipazione di tanti veri attori circensi.
Inizialmente leggerezza e spensieratezza dominano le giornate dei protagonisti ma quando la bella Cleopatra cerca, con metodi subdoli, di impossessarsi dell'eredità del piccolo protagonista, tutto crolla a picco.
Cleopatra rifiuta la diversità dei colleghi e attenta alla vita del piccolo. I compagni se neaccorgono e la vendetta sarà spietata, in un crescendo di situazioni sinistre e inquietanti.
Filmone forse troppo all'avanguardia per il pubblico e la critica dell'epoca e che, purtroppo venne brutalmente censurato. "Grazie" a questi tagli mi risulta difficile classificarlo come film horror, sicuramente è un film da vedere.
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noia1
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sabato 4 ottobre 2014
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dalla parte dei più deboli (proprio deboli?)
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In un circo la bella Cleopatra prova ad abbindolare il piccolo nano Hans per ottenerne l’eredità, la vendetta dei suoi amici sarà tremenda.
Un inno alla tolleranza innovativo malgrado la datazione, un azzardo improbabile, ci si mette dalla parte dei deboli non solo deboli ma anche brutti, improbabili eroi, all’inizio disgustosi, un’occhiata iniziale e superficiale ce li rende antipatici. Tutt’un’altra cosa poi sarà rendersi conto che quegli stramboidi sono umani tanto quanto noi, anzi, in più hanno l’umiltà, un’umiltà sofferta perché grava sulle loro spalle come un macigno ogni giorno, capitano le prese in giro, superficiali vero, però superficiale è l’atteggiamento di chi sta loro intorno.
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In un circo la bella Cleopatra prova ad abbindolare il piccolo nano Hans per ottenerne l’eredità, la vendetta dei suoi amici sarà tremenda.
Un inno alla tolleranza innovativo malgrado la datazione, un azzardo improbabile, ci si mette dalla parte dei deboli non solo deboli ma anche brutti, improbabili eroi, all’inizio disgustosi, un’occhiata iniziale e superficiale ce li rende antipatici. Tutt’un’altra cosa poi sarà rendersi conto che quegli stramboidi sono umani tanto quanto noi, anzi, in più hanno l’umiltà, un’umiltà sofferta perché grava sulle loro spalle come un macigno ogni giorno, capitano le prese in giro, superficiali vero, però superficiale è l’atteggiamento di chi sta loro intorno.
Bello è poi il tremendo finale, la gente vuole dei mostri e loro lo diventano, agghiacciante è il trattamento riservato a chi pesta loro i piedi.
Un film dove i mostri non fanno apparizioni grottesche in momenti clou, si riesce a far amare chi non ci si aspetterebbe mostrando il loro lato umano, non è troppo difficile perché loro in fondo umani lo sono, una specie di documentario fiabesco per adulti, un’ analisi sociale di “mostri” che in realtà si rivela una semplice analisi sociale romanzata del microcosmo che si articola nel mondo circense.
Non mancano le scene da manuale, sennò che capolavoro sarebbe (non le dico, non spoilero), tanti accorgimenti stilistici e una bella costruzione di trama: prima struggente e poi tremendamente angosciante.
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eugenio
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martedì 5 novembre 2013
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la diversità come arma di depotenziamento
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C’e’ del marcio anche tra “ i mostri” parafrasando l’affermazione di un novello shakespeariano all’atto di sintetizzare il film che ancora oggi inquieta per potenza visiva senza fare inutile mostra di effetti speciali. Come il titolo suggerisce, il soggetto della pellicola ruota attorno a dei mostri, degli esseri deformi ma autentici (Browning ce li presenta senza filtri ma solo sfruttando la pura essenza della macchina da presa) confinati in un circo di una non ben nota località americana. In questo microcosmo popolato da donne spillo, “mezzi uomini”, siamesi deformati, si svolge una vicenda di crudeltà e di umana miseria: Cleopatra (Olga Baclanova) è una trapezista bella e intraprendente, ambiziosa e affamata di denaro.
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C’e’ del marcio anche tra “ i mostri” parafrasando l’affermazione di un novello shakespeariano all’atto di sintetizzare il film che ancora oggi inquieta per potenza visiva senza fare inutile mostra di effetti speciali. Come il titolo suggerisce, il soggetto della pellicola ruota attorno a dei mostri, degli esseri deformi ma autentici (Browning ce li presenta senza filtri ma solo sfruttando la pura essenza della macchina da presa) confinati in un circo di una non ben nota località americana. In questo microcosmo popolato da donne spillo, “mezzi uomini”, siamesi deformati, si svolge una vicenda di crudeltà e di umana miseria: Cleopatra (Olga Baclanova) è una trapezista bella e intraprendente, ambiziosa e affamata di denaro. Allo scopo di soddisfare la sua ossessione, circuisce il nano Hans (Harry Earles), lo sposa per derubarlo e avvelenarlo con la complicità dell’atleta Hercules (Henry Victor). Il piano da Delitto di Paese viene però scoperto dagli altri mostri del circo che compiono la loro vendetta mutilando orrendamente i due amanti e riducendo a una donna gallina la oramai perduta Cleopatra. Una vendetta terribile,atroce che trova spiegazioni nella dolorosa solidarietà tra freaks sfociante in una ribellione contro l’umana bellezza difficilmente sopportata.
Browning con taglio secco e inquadrature statiche incentrate sui primi piani dei freaks quasi ad enfatizzare la diversità con l’angelica Cleopatra, dirige un film privo di retorica e buonismi. Noi esseri umani, pur essendo dotati di sentimenti e intelletto sviluppato che ci consente di elevarci dal livello animale, siamo tuttavia estremamente simili a questi in quanto mossi da pulsioni carnali e istintuali. Le nostre azioni sono il risultato di atti di risposta a freddi meccanismi di violenza cui siamo sottoposti ricercando ardentemente il sesso, il denaro e la vendetta.
Questi i meccanismi di una vicenda che colpisce duramente lo stomaco dello spettatore senza alcun buonismo: non c’e’ dicotomia netta tra i malvagi mostri brutti e i sani uomini portatori di bontà ma una contaminazione diffusa delle pulsioni animalesche che dominano il lato oscuro di ogni essere vivente. Freaks, in tale ottica, può essere considerato uno dei capostipiti del cinema horror per la lucida attenzione a tematiche sociali, all’occhio chirurgico nei confronti di un’umanità malata totalmente prova di riferimenti morali, per la macabra caratterizzazione dei freaks la cui deformità è parte integrante del nostro ego.
“Film maledetto e leggendario rinnegato da MGM” Freaks costituisce un inno perturbante alla mostruosità innocente contro la normalità colpevole, uno strazio di verità immacolata che inspirò una serie di celebri pellicole e lavori successivi: cinquanta anni dopo Lynch ne utilizzò il concept per il suo The Elephant man così come Truffult dieci anni prima raccontò con enfasi la vita di un ragazzo difforme, selvaggio, emarginato da tutto e tutti (Il ragazzo selvaggio) per poi arrivare al mondo dei fumetti con Sclavi/Marcheselli (per citare un esempio) con Johnny Freak, pietra miliare di Dylan Dog. Tuttavia, il gusto per l’esaltazione della normalità e la critica nei confronti di un popolo intollerante e cinico verso il diverso non sono gli intenti del regista, non quelli principali almeno. In Freaks assistiamo a un’analisi oggettiva della personalità dei diversi con un intento mai morboso, un’analisi dei recessi più oscuri dell’animo umano e,forse, questo è l’aspetto più terrificante di ogni horror degno di nota
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onufrio
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sabato 10 agosto 2013
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uno di noi, uno di noi
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Temi forti quelli che Tod Browning affrontò nel lontano 1932. La storia,ambientata in un circo racconta la vita di alcuni fenomeni da baraccone, ovvero i cosìddetti Freaks: i nani, l'uomo lombrico (davvero impressionante),la donna barbuta, il mezzo uomo, l'uomo/donna, ed altri ancora; tutte persone realmente esistite che c'hanno messo la faccia in questo film, all'epoca definito horror, ma che in fin dei conti aveva lo scopo di sensibillzare il pubblico di fronte a queste persone sfortunate e mal viste per via dei loro evidenti e grossolani difetti fisici. Peccato che risulti introvabile la pellicola originale dalla durata di un'ora e trenta circa, così forse avremmo potuto capire qualcosa in più sul caos che creò in quei decenni l'uscita di questo film, che in Italia venne portato sugli schermi solo a fine anni settanta.
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alex41
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lunedì 15 ottobre 2012
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one of us!
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"Freaks" è un miscuglio di generi: drammatico, horror, thriller, fantastico (un pizzico forse) e surreale. Ma il tutto è strutturato in maniera più che ottimale. Gli attori sono veramente dei "mostri" ( in senso buono ovviamente) della recitazione, a cominciare dal protagonista nano Hans, la fotografia forte in bianco e nero è cupa e disturbante, i dialoghi sono perfetti, le scene coi freaks sono angoscianti e dannatamente realistiche. Peccato per il finale che poteva dare qualcosa in più, ma considerando i suoi tempi, e che già allora aveva avuto forti polemiche e l'aborto di una donna durante la proiezione nei cinema di quegli anni, il film si può comunque salvare e vedere per quello che è.
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"Freaks" è un miscuglio di generi: drammatico, horror, thriller, fantastico (un pizzico forse) e surreale. Ma il tutto è strutturato in maniera più che ottimale. Gli attori sono veramente dei "mostri" ( in senso buono ovviamente) della recitazione, a cominciare dal protagonista nano Hans, la fotografia forte in bianco e nero è cupa e disturbante, i dialoghi sono perfetti, le scene coi freaks sono angoscianti e dannatamente realistiche. Peccato per il finale che poteva dare qualcosa in più, ma considerando i suoi tempi, e che già allora aveva avuto forti polemiche e l'aborto di una donna durante la proiezione nei cinema di quegli anni, il film si può comunque salvare e vedere per quello che è. Forse un po' troppo pesante per i suoi contenuti, ma nonostante tutto è un ottimo film che ha fatto la storia, uno dei migliori anti-horror della storia del cinema.
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gi4ndo
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mercoledì 8 febbraio 2012
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capolavoro , freak!
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