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La Stampa
Turismo sessuale ai Caraibi in Vers le Sud del francese Laurent Cantet, tratto da racconti di Dany Laferrière, interpretato da Charlotte Rampling, Ménothy Cesar, Karen Young, Louise Portal. Alla fine degli Anni 70, per ritrovare l'amore carnale nella giovinezza, bellezza e virilità degli amanti neri, tre donne mature americane arrivano a Tahiti ancora governata dal regime violento del figlio di Duvalier. Abitano all'Hotel Petite Anse in bungalow sulla bellissima spiaggia bordata di verde e di palme, sul bellissimo mare, e non hanno paura di nulla: «Un turista non muore mai».
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di Lietta Tornabuoni La Stampa
Charlotte Rampling è una docente universitaria di Boston dura e vorace: «Vado pazza per il sesso. Ho sempre pensato che da vecchia me lo sarei comprato. Non credevo che cominciasse così presto». Louise Portal è una manager di Savannah, Georgia, grassa e accomodante. Karen Young è una sentimentale senza più marito nè famiglia. Per tutte e tre, Ménothy Cesar è il ragazzo nero più bello, gentile e desiderabile dei Caraibi e del mondo.
Laurent Cantet, 45 anni, è il bravo regista francese di due film sul lavoro, Risorse umane e A tempo pieno: il suo modo di analizzare le realtà sociali è semplice e insieme molto profondo, capace di specchiare realtà globali anche con una semplice frase o gesto.
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di Dario Zonta L'Unità
A quasi un anno dalla presentazione in concorso a Venezia, esce nelle sale italiane il terzo film del regista francese Laurent Cantet: Verso Sud. Solo apparentemente Cantet si sposta, con questa opera, dai temi cari alla sua giovane cinematografia. Le relazioni di classe e i sistemi di potere definiscono sempre l'oggetto della sua ricerca, che sia centrato sul mondo del lavoro (come avviene in Risorse umane e A tempo pieno, sindacato e lavoro nella Francia contemporanea) o sul rapporto tra i sessi.
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Il Giornale
Sorta di Emmanuelle senile, Vers le sud di Laurent Cantet, presentato ieri in concorso alla Mostra, mostra la faccia triste delle Americhe. L’apparenza erotica. del turismo femminile ad Haiti cela la sostanza socio-politica del dramma neocoloniale. Siamo infatti nella Haiti di circa trent’anni fa, quella di Duvalier e dei suoi scherani, i Tontons Macoute.
Sulle spiagge convengono, indifferenti, un’americana della Georgia ex schiavista (Karen Young), un’inglese che insegna francese nell’emancipata New York della rivoluzione sessuale (Charlotte Ramplìng) e una paffuta canadese francofona (Louise Portal).
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di Fabio Ferzetti Il Messaggero
Brenda ha 48 anni, è americana, era sposata ma ha avuto il suo primo orgasmo a 45 anni con un bel ragazzo di Haiti conosciuto per caso, perché moriva di fame e lei e il marito lo invitarono a cena.
Ellen ha 55 anni, insegna Letteratura francese a Boston, è ancora bella, sofisticata, disillusa, e pure lei appena può vola a Port-au-Prince in cerca di emozioni e piacere.
Sue invece, canadese matura e un poco opulenta, viso aperto, occhi neri scintillanti, a Haiti ha trovato addirittura l'amore.
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di Gian Luigi Rondi Il Tempo
Torna Laurent Cantet, il regista francese che aveva ottenuto molti consensi critici e molti premi con la sua intensissima opera prima, Risorse umane e che non aveva deluso con il singolarissimo film realizzato subito dopo, A tempo pieno. I protagonisti in entrambi quei film erano gli uomini, in quello di oggi, invece, sono tre donne riprese ciascuna da tre racconti brevi di Dany Laferrière seguiti abbastanza da vicino in un testo che poi Cantet si è scritto con il suo collaboratore di sempre Robin Campillo.
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L'Unità
AI terzo lungometraggio, il francese Laurent Cantet cambia epoca e luogo, ma non registro: parla sempre dei rapporti di potere e di classe che si instaurano fra gli esseri umani. Con Risorse umane (1999) e A tempo pieno (2001), Cantet si era imposto come una sorta di regista/sindacalista specializzato in tematiche del lavoro nella Francia contemporanea. Verso Sud (in concorso) ci porta ad Uniti, negli anni ‘70, e appare a prima vista come un film sul turismo sessuale. In realtà, a leggere fra le righe, è una parabola sul colonialismo, e sui mille razzismi incrociati in un universo coloniale o post-coloniale.
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Il Secolo d’Italia
Quando le signore smettono di essere contente, le aiuta di più il sesso ola politica?
O la politica del sesso, o Dio ce ne scampi, il sesso della politica? O semplicemente, per unire l’utile al dilettevole, un dolce ragazzo di colore, generoso e a buon prezzo, su una candida spiaggia di un paese infelice come Haiti, con cui intrecciare simpatica-mente sesso e politica, i loro pallidi mesti uomini a casa, se ci sono, sennò introvabili, imprendibili? Perché se i cinquantenni folleggiano felici con pareo e ragazzine in fiore da qualche parte dei Caraibi, non possono tallo anche le loro coetanee che non hanno nessuna voglia di accantonare quel desiderio e quel piacere che lassù al Nord hanno, dopo una certa età4 poco o nessun mercato?
Le tre signore di Vers le Sud, di Laurent Càntet, in concorso, sono di quelle che non si rassegnano alle rinunce di piaceri tuttora bramati, e hanno trovato la strada facile per regalarsi una vacanza dalla realtà, qualche settimana lontano dalla vita saggia e tombale di Boston o di Savannah o di Montreal, in un finto paradiso esotico dove i dollari comprano tutto, anche il sorriso docile, le dolci carezze,la pelle di seta di bei ragazzi neri che si vendono per povertà, curiosità e gentilezza.
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di Maurizio Cabona Il Giornale
Ogni fine di stagione conferma che buon gusto e buon incasso sono un ossimoro. Intanto edizioni lontane dei grossi festival spargono residui film su sale disertate. L'esercizio cinematografico italiano si lamenta perché i film americani estivi - perfino più brutti di quelli invernali - si adeguano alle assenze del pubblico, rinviando le uscite all'autunno. Ne approfittano i titoli non-americani rimasti nei cassetti, come Verso il sud di Laurent Cantet (Mostra di Venezia, 2005).
Regista noto per l'attenzione verso il mondo del lavoro (Risorse umane), che è vieppiù il mondo della disoccupazione, Cantet amplia qui la sua critica sociale al turismo sessuale.
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Liberazione
Brenda, Ellen e Sue. Tre donne oltre i quaranta, ricche, insoddisfatte, diverse. Ognuna ha i suoi buoni motivi per passare il mese di vacanze annuali ad Haiti, Port au Prince, grande albergo, magnifico mare e giovani uomini locali disposti a farsi amare e a dare piacere, per soldi e soprattutto per fame. Sono gli anni Settanta, l’isola vive nel pieno del regime di Duvalier che ha ridotto il paese ad una specie di campo di battaglia, violento e disperato. Ognuno cerca di sopravvivere come può, la prostituzione maschile e femminile è una delle vie più facili.
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