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lord wells
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giovedì 17 marzo 2011
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perché???
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Parlo da grande ammiratore di Dylan (lo seguo dal '92). Questo film è un'emerita schifezza, uno specchietto per le allodole, un modo come un altro per scucire soldi ai fan sfruttando l'immagine di un fumetto di spessore quale è DYD. Ho commesso il grave errore di vederlo e posso dire che l'unica sensazione che provo è schifo, rabbia, vomito. Potrei passare sopra il fatto che non ci siano personaggi importantissimi come Groucho, Bloch, la stessa Londra (bastava prendere chessò "La zona del crepuscolo" o "Il mosaico dell'orrore" per fare un film senza nessuno di questi elementi), posso passare sul fatto che è un riadattamento e che non deve essere per forza di cose uguale al fumetto, quindi va bene anche il maggiolone nero targato DYD 128.
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Parlo da grande ammiratore di Dylan (lo seguo dal '92). Questo film è un'emerita schifezza, uno specchietto per le allodole, un modo come un altro per scucire soldi ai fan sfruttando l'immagine di un fumetto di spessore quale è DYD. Ho commesso il grave errore di vederlo e posso dire che l'unica sensazione che provo è schifo, rabbia, vomito. Potrei passare sopra il fatto che non ci siano personaggi importantissimi come Groucho, Bloch, la stessa Londra (bastava prendere chessò "La zona del crepuscolo" o "Il mosaico dell'orrore" per fare un film senza nessuno di questi elementi), posso passare sul fatto che è un riadattamento e che non deve essere per forza di cose uguale al fumetto, quindi va bene anche il maggiolone nero targato DYD 128. Ma qui manca il personaggio principale: Dylan Dog!!! Questo ragazzone pieno di muscoli e dalla capigliatura improbabile (potevano almeno accorciargli le basette, dai) non ha niente in comune con il personaggio di carta! Ma niente di niente! Ed è questa la cosa che fa più rabbia: il Dylan americano è uno sbruffone pieno di sé, pronto a fare a pugni, con un arsenale di improbabili armi da fuoco (!), un kit alla Van Helsing che fa molto "sci-fi" e un'ironia spicciola da bulletto di quartiere! Le citazioni che si vedono all'inizio sono delle forzature tremende, tipico "contentino" per i fan (Routh è goffo con il clarinetto in mano), anche perché qui non delineano nessuna parte del carattere per protagonista (diciamo proprio, sono oggetti come altri, potevano metterci un bazooka su una scrivania con un computer acceso, non avrebbe fatto differenza). E sorvolo sulla banalità di una sceneggiatura del genere, da filmetto tv alla Buffy, che non rende giustizia per niente. Per concludere su questo film: il vero Dylan è letteratura, è Joyce, Mann, Pirandello, non questa cagata senza senso!!!
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lonax
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mercoledì 16 marzo 2011
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astenersi fans (e non).
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Premetto di essere un fan del fumetto. Proprio per questo ne sconsiglio vivamente la visione a chi, come me conosce l'indagatore dell'incubo fin nei minimi particolari. Mi aspettavo certamente qualche cosa di più dopo 25 anni di ripensamenti della casa editrice sul fatto di fare o meno il fatidico passo verso il grande schermo.
A parte citazioni inutili e fine a se stesse (il galeone, il clarinetto, il maggiolone, i poster di Groucho, etc.) riferite al fumetto, questo "brutto" telefilm pseudo "Buffy" non ha niente a che fare con la creazione di Tiziano Sclavi. Sceneggiatura infantile. Orripilante l'idea della divisa (giacca scura, camicia rossa e clarks) tipo supereroe, indossata solo quando "combatte i mostri".
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Premetto di essere un fan del fumetto. Proprio per questo ne sconsiglio vivamente la visione a chi, come me conosce l'indagatore dell'incubo fin nei minimi particolari. Mi aspettavo certamente qualche cosa di più dopo 25 anni di ripensamenti della casa editrice sul fatto di fare o meno il fatidico passo verso il grande schermo.
A parte citazioni inutili e fine a se stesse (il galeone, il clarinetto, il maggiolone, i poster di Groucho, etc.) riferite al fumetto, questo "brutto" telefilm pseudo "Buffy" non ha niente a che fare con la creazione di Tiziano Sclavi. Sceneggiatura infantile. Orripilante l'idea della divisa (giacca scura, camicia rossa e clarks) tipo supereroe, indossata solo quando "combatte i mostri". Con mascheroni da carnevale ed effetti speciali di seconda mano, il film scorre via abbastanza lentamente, senza colpi di scena apprezzabili. Si ride giusto un paio di volte con l'amico zombie, ma tutto si risolve in un "già visto e rifatto male".
Un è duopo.
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rizzus
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giovedì 17 marzo 2011
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dead of night: non adatto ai lettori
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Il film è gradevole, va però visto senza aspettative di rilievo, considerando che si tratta di un semplice adattamento cinematografico che non ricalca tutte le sfumature del fumetto (né rispetta i suoi particolari). Un adattamento che finisce per precipitare, probabilmente anche nel tentativo di compiacere gli spettatori USA, nel “B movie” americano. Non è né la mancanza di Groucho, né il maggiolone nero a influenzare il giudizio complessivo, anzi.. se dovessi considerare "da esterno": buchi di sceneggiatura, personaggi, regia, interpretazioni degli attori e rapporto tra punti di contatto e distacco dal fumetto, la pellicola raggiungerebbe la sufficienza. Essendo però un lettore e collezionista del fumetto, il mio voto crolla a picco: le atmosfere oniriche, tipicamente sclaviane, sono ben lontane dal film e i tentativi del regista di rispettare la fedeltà richiesta dai fan, si vede.
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Il film è gradevole, va però visto senza aspettative di rilievo, considerando che si tratta di un semplice adattamento cinematografico che non ricalca tutte le sfumature del fumetto (né rispetta i suoi particolari). Un adattamento che finisce per precipitare, probabilmente anche nel tentativo di compiacere gli spettatori USA, nel “B movie” americano. Non è né la mancanza di Groucho, né il maggiolone nero a influenzare il giudizio complessivo, anzi.. se dovessi considerare "da esterno": buchi di sceneggiatura, personaggi, regia, interpretazioni degli attori e rapporto tra punti di contatto e distacco dal fumetto, la pellicola raggiungerebbe la sufficienza. Essendo però un lettore e collezionista del fumetto, il mio voto crolla a picco: le atmosfere oniriche, tipicamente sclaviane, sono ben lontane dal film e i tentativi del regista di rispettare la fedeltà richiesta dai fan, si vede.. ma non è sufficiente. Come ho avuto modo di dire più volte su DDComics, i punti di contatto con il fumetto vengono annientati dai clamorosi epic fail:
1. Dylan cade e incassa pugni in pieno stile americano, sono lontani i tempi delle bistecche fredde sull'occhio nero;
2. "Non servono piani, solo pistole più grandi", una frase che distrugge l'immagine di Dylan Dog;
3. Il maggiolone è targato "DYD 187".. (NO COMMENT);
Vi risparmio gli altri, che i lettori del fumetto sapranno dove trovare. In generale, per chi non conosce Dylan Dog, potrebbe essere un film dal discreto apprezzamento.
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il don
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domenica 20 marzo 2011
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un falso omaggio al fumetto italiano
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Pur essendo un cultore di Dylan Dog, posso anche sorvolare il fatto di aver omesso Groucho, l'ispettore Bloch e la stessa Londra, ma è inaccettabile che abbiano stravolto il personaggio Dylan Dog. Il protagonista del mitico fumetto è rappresentato come una patetica imitazione dei supereroi Made in U.S.A. della Dc Comics o della Marvel. Durante il film non si respirano le atmosfere poetiche e malinconiche del fumetto targato Tiziano Sclavi, bensì le convulse azioni di lotta del protagonista insieme ad un improbabile sostituto di Groucho (Marcus). In breve il film non rappresenta Dylan Dog, anzi ne stravolge il ruolo promuovendolo come un giudice che ha il compito di fare da paciere tra vampiri e lupi mannari (assurdo!).
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Pur essendo un cultore di Dylan Dog, posso anche sorvolare il fatto di aver omesso Groucho, l'ispettore Bloch e la stessa Londra, ma è inaccettabile che abbiano stravolto il personaggio Dylan Dog. Il protagonista del mitico fumetto è rappresentato come una patetica imitazione dei supereroi Made in U.S.A. della Dc Comics o della Marvel. Durante il film non si respirano le atmosfere poetiche e malinconiche del fumetto targato Tiziano Sclavi, bensì le convulse azioni di lotta del protagonista insieme ad un improbabile sostituto di Groucho (Marcus). In breve il film non rappresenta Dylan Dog, anzi ne stravolge il ruolo promuovendolo come un giudice che ha il compito di fare da paciere tra vampiri e lupi mannari (assurdo!).
Inoltre a prescindere dalla verosimiglianza al fumetto, il film è imbarazzante.
Consiglio spassionato: da evitare.
Voto: 3/10 giusto perchè qualche parvenza di sorriso Marcus me l'ha strappata.
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movieaddicted
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mercoledì 23 marzo 2011
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raccapricciante
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Un film semplicemente pessimo: storia banale e noiosa, interpretazione degli attori (fatta eccezione per l'assistente di Dylan) imbarazzante, inconsistenza a tutti i livelli. Del fumetto e della sua gloriosa profondità qui non resta assolutamente niente fatta eccezione per il nome del protagonista: i temi trattati, le battute sagaci, l'atmosfera del Dylan originale non viene neanche accennata nel film. Ma quello che impressiona di più è che, al di là del soggetto mal rappresentato, questo film è vuoto e insoddisfacente anche per chi non ha alcuna conoscenza del fumetto.
E resto perplesso dalle due stesse e mezzo dei dizionari. Un film che andrebbe presto dimenticato.
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riccardo76
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domenica 3 aprile 2011
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"mi chiamo dog, dylan dog.... o forse no!
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Che non sarebbe stato esattamente il Dylan Dog che abbiamo conosciuto dagli splendidi fumetti di Bonelli era chiaro già da un po' di tempo. Fin dall'annuncio di questo film tanto atteso infatti si sapeva che Groucho, la geniale spalla che spara battute come una mitragliatrice, non vi sarebbe apparso, a causa di problemi legali relativi all'utilizzo dell'immagine di Groucho Marx, l'attore comico su cui era costruito il personaggio. Poi, gradualmente hanno cominciato ad emergere altri particolari raccapriccianti. Primo, il maggiolone sarebbe stato nero, perché altrimenti avrebbe ricordato Herbie, il maggiolino tutto matto! Chissà, forse se il film non fosse stato distribuito dalla Moviemax (vale a dire la Disney camuffata sotto un altro nome per poter produrre film meno adatti a tutta la famiglia) si sarebbe potuto vedere il classico maggiolone bianco, o d'ora in poi nessun personaggio di un film potrà avere una macchina dil quel colore e di quel tipo????!!!! Come se non bastasse, persino l'ispettore Bloch sarebbe sparito, una figura fondamentale per il nostro Dylan, quasi paterna.
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Che non sarebbe stato esattamente il Dylan Dog che abbiamo conosciuto dagli splendidi fumetti di Bonelli era chiaro già da un po' di tempo. Fin dall'annuncio di questo film tanto atteso infatti si sapeva che Groucho, la geniale spalla che spara battute come una mitragliatrice, non vi sarebbe apparso, a causa di problemi legali relativi all'utilizzo dell'immagine di Groucho Marx, l'attore comico su cui era costruito il personaggio. Poi, gradualmente hanno cominciato ad emergere altri particolari raccapriccianti. Primo, il maggiolone sarebbe stato nero, perché altrimenti avrebbe ricordato Herbie, il maggiolino tutto matto! Chissà, forse se il film non fosse stato distribuito dalla Moviemax (vale a dire la Disney camuffata sotto un altro nome per poter produrre film meno adatti a tutta la famiglia) si sarebbe potuto vedere il classico maggiolone bianco, o d'ora in poi nessun personaggio di un film potrà avere una macchina dil quel colore e di quel tipo????!!!! Come se non bastasse, persino l'ispettore Bloch sarebbe sparito, una figura fondamentale per il nostro Dylan, quasi paterna. E questo perché? Forse perché non può esserci Scotland Yard a New Orleans! Già, perché l'ambientazione non sarebbe stata più a Londra, ma in questa città ( "misteriosa e magica" dice il regista Kevin Munroe) negli USA, una nazione dove il vero Dylan difficilmente avrebbe scelto di vivere, soprattutto dopo l'esperienza sconvolgente vissuta nell'avventura "Cagliostro", in cui l'America viene rappresentata, attraverso una serie di citazioni a grandi film del brivido, come una pericolosa terra dove abbonda la follia. Inoltre il vero Dylan ha sempre dimostrato di opporsi, sia nel modo di pensare che di agire, all'immagine del tipico eroe americano senza macchia né paura, tutto muscoli e poco cervello ,dal grilletto facile ("Da noi prima si spara, poi si dice "chi va là?"" afferma un poliziotto americano nell'albo "Il Male"), immagine che invece viene ricalcata in pieno da Brandon Routh, fisico scolpito, tutto cazzotti e nienre paure: persino la leggendaria claustrofobia di Dylan viene snobbata, mostrando un uomo perfettamente a suo agio sepolto all'interno di una catacomba! Sono state proprio le sue paure, le sue debolezze, i suoi errori a far innamorare migliaia di lettori in tutto il mondo di questo antieroe contemporaneo, che impersona le paure, le disillusioni, il disgusto per gli aspetti più orribili del nostro pianeta, che affronta mostri reali e immaginari con l'intelligenza , un pizzico di quinto senso e mezzo e una gran fifa! Perché l'assenza di personaggi citata, a questo punto non è più il problema fondamentale di questo film: il vero problema è che manca proprio Dylan Dog e il suo mondo!!!! Quello del film mantiene del personaggio di Sclavi solo gli abiti, un clarinetto, il galeone e qualche battuta, ma il resto è tutta un' altra cosa!! Persino il mondo è diverso! Non più un indagatore dell'incubo per clienti umani con problemi di mostri, ma un giudice e gestore di rapporti tra clan di licantropi, e vampiri, che sono inseriti nella realtà come aspetti ordinari. Praticamente la solita rivalità vista in tanti action movies( e persino in Twilight) tra lupi e succhiasangue! Non si capisce perché prendere un personaggio così popolare per cambiargli completamente tutto, tanto valeva inventarsi un personaggio ex novo, con un altro nome. Comunque, anche in questo caso, il film sarebbe stato di qualità bassissima. Per concludere vorrei invitare ad una riflessione: la Rowling prima di vendere i diritti d'autore per il suo Harry Potter ha dettato condizioni rigidissime; perché Sclavi e Bonelli hanno permesso questo disastrosa operazione? Una giustificazione penso, a nome di tutti i fan Dylaniati, sia il minimo che ci si possa aspettare!!! Il silenzio dei due autori è imbarazzante quanto il film. Quindi, speriamo che tutto ciò venga chiarito nelle pagine dell'albo in questione.
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etta calì
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lunedì 4 aprile 2011
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dylan dog và in pensione
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Per lo spettatore non appassionato alla tradizione fumettistica del noto indagatore del mistero il film risulta deludente già prima dei dieci minuti di intervallo tra il primo e il secondo tempo.
La naturale curiosità che esso potrebbe suscitare viene smorzata da innumerevoli carenze del prodotto: continui riferimenti al romanzo illustrato messi lì a casaccio più per puro sfogo sentenziale di chi la sa lunga, che per uno spessore narrativo più d'impatto; l'inespressività del volto di Brandon Routh che accompagna costantemente ogni movimento, invece di rendere il protagonista fascinosamente misterioso, sembra rispecchiare l'apatia di un Superman qui poco coinvolto; il susseguirsi frenetico di cambi di scena non snoda la trama con crescente interesse, ma al contrario la svuotano di significato facendo perdere continuamente di vista il fulcro dell'azione; l'improvvisa e non sentita attrazione tra Dylan e Elizabeth non appassiona, ma la sua insensatezza fa sprofondare maggiormente lo spettatore nella poltrona; "colpi di scena" che fanno aprir la bocca non tanto per stupore, quanto invece per sbadigliare ineducatamente.
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Per lo spettatore non appassionato alla tradizione fumettistica del noto indagatore del mistero il film risulta deludente già prima dei dieci minuti di intervallo tra il primo e il secondo tempo.
La naturale curiosità che esso potrebbe suscitare viene smorzata da innumerevoli carenze del prodotto: continui riferimenti al romanzo illustrato messi lì a casaccio più per puro sfogo sentenziale di chi la sa lunga, che per uno spessore narrativo più d'impatto; l'inespressività del volto di Brandon Routh che accompagna costantemente ogni movimento, invece di rendere il protagonista fascinosamente misterioso, sembra rispecchiare l'apatia di un Superman qui poco coinvolto; il susseguirsi frenetico di cambi di scena non snoda la trama con crescente interesse, ma al contrario la svuotano di significato facendo perdere continuamente di vista il fulcro dell'azione; l'improvvisa e non sentita attrazione tra Dylan e Elizabeth non appassiona, ma la sua insensatezza fa sprofondare maggiormente lo spettatore nella poltrona; "colpi di scena" che fanno aprir la bocca non tanto per stupore, quanto invece per sbadigliare ineducatamente. L'unico che sembra divertirsi nonostante tutto è il buffo socio in affari Marcus, che potrebbe far sorridere, se non fosse che le sue battute diventano via via sempre più monotone ed ottuse...
Forse per un fan del personaggio questo prodotto cinematografico ha suscitato qualche minima emozione entusiastica, lo si spera vivamente! Peccato sembri più una trama che dovrebbe decollare senza riuscire mai a spiccare il volo: inenarrabile film di un indagatore prossimo al pensionamento.
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alessio c.
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venerdì 6 aprile 2012
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dylan dog - lo scempio
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Dimenticatevi Groucho e le atmosfere del fumetto, dimeticatevi Londra e la comicità sprezzante che alleggerisce la tensione.........dimeticatevi Dylan Dog. Unite invece un po' di True Blood, un pizzico di Buffy con una spolverata della Notte dei Morti Viventi il tutto pesantemente speziato con.....il nulla!
Un film assolutamente non per i Fan del buon caro vecchio Dylan, con una storia quasi imbarazzante condotta da un Brandon Routh decisamente troppo in forma per interpretare il personaggio di Sclavi al quale si aggiunge un "assistente" più simile al fantasma spiritosone smilzo di "Sospesi nel Tempo" piuttosto che al Baffo più irriverente dei fumetti.
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Dimenticatevi Groucho e le atmosfere del fumetto, dimeticatevi Londra e la comicità sprezzante che alleggerisce la tensione.........dimeticatevi Dylan Dog. Unite invece un po' di True Blood, un pizzico di Buffy con una spolverata della Notte dei Morti Viventi il tutto pesantemente speziato con.....il nulla!
Un film assolutamente non per i Fan del buon caro vecchio Dylan, con una storia quasi imbarazzante condotta da un Brandon Routh decisamente troppo in forma per interpretare il personaggio di Sclavi al quale si aggiunge un "assistente" più simile al fantasma spiritosone smilzo di "Sospesi nel Tempo" piuttosto che al Baffo più irriverente dei fumetti. Di Sclavi qui non c'è nulla a parte qualche citazione qui e là che solo occhi attenti riescono a cogliere.......non si capisce come si sia potuto permettere uno scempio del genere nei confronti di un personaggi che ha fatto e sta facendo la storia del fumetto italiano.
In sostanza evitatelo e se proprio non potrete farne a meno perchè spinti dalla curiosità (come il sottoscritto), probabilmente rimpiangerete "Dellamorte Dellamore"......ed è tutto dire. Ma almeno li, di Dylan Dog c'era quello vero!
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time_traveler
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martedì 9 agosto 2011
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l'inquisitore oltreoceano
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Chiamatosi fuori dal giro delle investigazioni occulte, Dylan Dog si trasferisce col fedele amico Marcus a New Orleans. Nella città americana però Dylan riprenderà ad investigare: l'oscura morte di un uomo per mano di una creatura mostruosa lo riporterà ad investigare in un'insolita città abitata da taciti zombie,licantropi e vampiri. Film piacevole, personaggi divertenti e ritmo mai troppo insistente nella narrazione. Certo è che il personaggio dei fumetti italiano ha subito un vero e proprio smacco: da pellicole del genere, di solito dal buon risultato poi finale al botteghino, ci si aspetttava di più, molto, molto di più. Un Dylan Dog per bambini e ragazzini, che ha perso molto del suo fascino esoterico, trasfromandolo in un banale inquisitore.
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Chiamatosi fuori dal giro delle investigazioni occulte, Dylan Dog si trasferisce col fedele amico Marcus a New Orleans. Nella città americana però Dylan riprenderà ad investigare: l'oscura morte di un uomo per mano di una creatura mostruosa lo riporterà ad investigare in un'insolita città abitata da taciti zombie,licantropi e vampiri. Film piacevole, personaggi divertenti e ritmo mai troppo insistente nella narrazione. Certo è che il personaggio dei fumetti italiano ha subito un vero e proprio smacco: da pellicole del genere, di solito dal buon risultato poi finale al botteghino, ci si aspetttava di più, molto, molto di più. Un Dylan Dog per bambini e ragazzini, che ha perso molto del suo fascino esoterico, trasfromandolo in un banale inquisitore. Un'occasione sprecata che lascia l'amaro in bocca a tutti, al regista e allo spettatore. Speriamo si possa fare di meglio in un ipotetico sequel. Rimandato!
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vincenzo barbarulli
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giovedì 17 marzo 2011
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lontano dal fumetto, ma godibile
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C'era una volta il cinema italiano, famoso in tutto il mondo. C'era una volta, un editore coraggioso e famoso, Sergio Bonelli che con i suoi fumetti ha fatto sognare intere generazioni.
Ma in tempi di crisi, si sa che è necessario portare a casa della liquidità. I sogni non interessano più di tanto: fai di necessità virtù , come dicevano i romani.
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C'era una volta il cinema italiano, famoso in tutto il mondo. C'era una volta, un editore coraggioso e famoso, Sergio Bonelli che con i suoi fumetti ha fatto sognare intere generazioni.
Ma in tempi di crisi, si sa che è necessario portare a casa della liquidità. I sogni non interessano più di tanto: fai di necessità virtù , come dicevano i romani. Di questo motto, è sostanzialmente figlio questo film.
Brevemente la trama: il nostro indagatore dell'incubo si trova a vivere a New Orleans (USA), dove si sposta con un maggiolone nero. Del resto il suo, quello bianco per capirci, era già impegnato! Se lo sono preso come copyright alla Walt Disney per il maggiolone “Herbie”. Magari glielo presterà Topolino nel secondo film, se mai si farà. Stessa cosa per la fidata spalla groucho; è sotto sequestro del copyright e non può essere utilizzato. Dylan dog, nella sua nuova vita, si è trasformato in un detective di ordinarie indagini poliziesche. Col suo nuovo assistente locale, tale Marcus un alter ego sbiadito di Groucho, si tufferà in una ennesima avventura soprannaturale. La motivazione è ovvia: c'è da aiutare una bella ma smarrita ragazza, il cui padre viene ucciso da un lupo mannaro. Ma, da buona tendenza hollywoodiana, si daranno il cambio nella trama, anche vampiri, zombi e quant'altro. Girandola di citazioni a go-go: dalle saghe di Underworld e Twilight fino a Max Payne e Costantine, passando anche per Tiziano Sclavi, curiosamente nominato come vampiro dormiente nella trama (!). Nel mezzo a tutto questo calderone infernale, c'è comunque molta azione. In effetti è il lato più apprezzabile del film, oltre un esercito di personaggi secondari. Storia inventata ex-novo: “non è l'adattamento cinematografico di nessun albo della serie a fumetti, ma una storia completamente nuova scritta per l'occasione” (cit.Wikipedia). Diciamolo: con i quasi 300 albi prodotti dalla Bonelli si poteva sicuramente pescare qualcosa dalla migliaia di pagine stampate. Vuoi soltanto per fare piacere agli appassionati. Tuttavia, il risultato finale non è scevro, il ritmo della narrazione è incalzante, la fotografia di ottimo livello e il carisma del protagonista di Superman valgono pur qualcosa. Film quindi più che vedibile nel complesso, gli si può addirittura voler bene, sopratutto se amanti del filone sopra citato.
Leggendo la lunga gestazione del film, si capisce subito una cosa. Questa produzione è stata realizzata per un pubblico americano, è ovvio.
Dice il regista, che ogni trasposizione cinematografica di un fumetto, è per forza di cose una re-interpretazione. Sarà anche vero, ma questo muscoloso Dylan Dog sembra più un Yul Brynner del western “I magnifici sette”, che un Ruper Everett di “Dellamorte Dellamore”. Un Dylan Dog tutto a stelle e striscie, anziché un melanconico filosofo che riflette montando il suo modello di galeone, uno spavaldo e muscoloso cow bow armato, impavido e a volte anche (quasi) simpatico.
Come trasposizione per chi ha letto il fumetto: una parziale delusione, un eroe a metà. Oltreoceano: forse un nuovo supereroe senza superpoteri; un romantico detective europeo del soprannaturale. Carismatico, sicurò di sé, con la battuta sempre pronta: un nuovo John Wayne. Piacerà a loro? Chissà, ma qua siamo in Europa, ed è un'altra storia. Dedicato ai più giovani.
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