Tutta una vita raccontata come una confessione
di Gian Luigi Rondi Il Tempo
Niente a che vedere con il celebre film di Hitchcock interpretato da Ingrid Bergrnan e Gary Grant. Il riferimento è a un rapper afroamericano di Brooklyn, Christopher Wallace, che, con quel titolo come soprannome, aveva fatto una bella carriera nel campo della musica hip hop, finendo però ucciso a soli 25 anni, nel 1997, per mano di un altro rapper suo concorrente.
La madre, che aveva tentato invano di mandarlo a scuola, cercando, quando era appena adolescente, di sottrarlo allo spaccio della droga e poi a varie, turbolente vicende amorose che qua lo avevano visto giovane padre di una donna bianca cui faticava comunque a restare fedele, si era messa d’impegno dopo la sua morte, per ricordarlo il meglio possibile e aveva finito per fargli organizzare il film che vediamo oggi affidato alla regia di un buon esperto, George Tillman jr. [...]
di Gian Luigi Rondi, articolo completo (2130 caratteri spazi inclusi) su Il Tempo 18 luglio 2009