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Il dolce domani
Un film di Atom Egoyan.
Con Ian Holm, Caerthan Banck, Tom McCamus, Bruce Greenwood, Sarah Polley
Titolo originale The Sweet Hereafter.
Drammatico,
durata 112 min.
- Canada 1997.
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premi nomination |
Premio Oscar 0 2 |
Festival di Cannes 1 0 |
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di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
Che imbarazzo, in libreria c’è un bel romanzo e sullo schermo c’è un bel film. Si intitolano tutti e due Il dolce domani (il titolo The Sweet Hereafter viene da uno «spiritual») e il secondo, firmato da Atom Egoyan, deriva ovviamente dal primo, opera di Russeli Banks. Da dove cominciare? Leggere prima il libro e poi vedere il film? Oppure viceversa, com’è capitato a noi reduci di Cannes (con Egoyan vincitore del Gran premio della giuria) visto che solo ora è uscito il volume di Einaudi. Va precisato che la vicenda è la stessa, con minime varianti. » |
di Luigi Paini Il Sole-24 Ore
Il dolce domani, ovvero il dolore in cinemascope. La lente anamorfica della macchina da presa non si limita questa volta a comprimere l'immagine, per poi ridarcela sullo schermo in un formato molto più grande del consueto. Il regista canadese di origine armena Atom Egoyan "schiaccia" nel fotogramma anche tutta l'angoscia del mondo, che gli dèi malvagi sembrano aver condensato in un piccolo villaggio sperso tra neve e montagne. In totale contrasto con la bellezza dei paesaggi, qui è il Regno del Male, umano, fisico e metafisico. » |
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di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
Messi di fronte a un nodo, alcuni tentano di scioglierlo, altri amano perdersi nel suo intrico. Abbandonato il formalismo di Exotica (1994), in Il dolce domani (The Sweet Hereafter, Canada, 1997) Atom Egoyan ne conferma in ogni caso la poetica: un'attenzione estrema e morbosa all'intrecciarsi - ai nodi, appunto - di memoria, solitudine, amore, cattiva coscienza. Il punto focale del film è la vicenda interiore di Mitchell (un convincente Ian Holm), preso tra il rimpianto per il rapporto perduto con Zoe, la figlia tossicodipendente, e l'ostinazione con cui coltiva il rancore e l'odio delle donne e degli uomini che, in un piccolo paese della Columbia Britannica, hanno perduto tragicamente i loro figli. » |
di Lietta Tornabuoni La Stampa
In The Sweet Here after (I bei domani) il regista canadese Atom Egoyan quasi rinuncia ai suoi abituali estetismi, barocchismi e poeticismi per raccontare con semplicità una tragedia. In un piccolo centro, d'inverno, sotto la neve, l'autista perde il controllo dell'autobus scolastico che scivola sul ghiaccio, ne rompe la superficie sottile, affonda portando a morte i passeggeri bambini. Nel paese ferito dal dolore arriva l'avvocato Ian Holm: secondo lui non esiste incidente ma risparmio industriale assassino; incita al processo per danni i genitori dei bambini morti e quelli d'una ragazzina rimasta paralizzata; divide la comunità. » |
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