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la nera
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venerdì 31 luglio 2020
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assolutamente no
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fedenisi
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mercoledì 22 luglio 2020
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se questi sono film...
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Molto televisivo... una consegna alla noia
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olivettigiorgia
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domenica 5 luglio 2020
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film miracolato
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Decisamente mediocre e televisivo. Si salva la simpatia del protagonista in due tre scene... basterà? A me no, non è bastato
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wolvie
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giovedì 2 aprile 2020
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piacevole a giuste dosi
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Ok il film in parte è carino, l inizio con la presentazione di questo sfaccendato bangladino e delle sue disavventure, fa pensare ad un Woody Allen de noialtri in chiave non intellettuale. Ma la corsa ha il fiato corto, i capitoli: l amore carnale, la religione, la famiglia, la musica e la famiglia allargata sono troppi temi da catalizzare in maniera continuativa.Ma nel panorama asfittico del ns cinema italico, si rimane piacevolmente sorpresi ed esterrefatti delle ns reazioni emotive ( suvvia la storia d amore lascia alquanto perplessi). Molto meno melting pot di quanto possa sembrare, rimangono ben fatti nella memoria: l incipit, tutte le scene filosofiche al parco, la famiglia bangla nella sua disfunzionalita'.
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Ok il film in parte è carino, l inizio con la presentazione di questo sfaccendato bangladino e delle sue disavventure, fa pensare ad un Woody Allen de noialtri in chiave non intellettuale. Ma la corsa ha il fiato corto, i capitoli: l amore carnale, la religione, la famiglia, la musica e la famiglia allargata sono troppi temi da catalizzare in maniera continuativa.Ma nel panorama asfittico del ns cinema italico, si rimane piacevolmente sorpresi ed esterrefatti delle ns reazioni emotive ( suvvia la storia d amore lascia alquanto perplessi). Molto meno melting pot di quanto possa sembrare, rimangono ben fatti nella memoria: l incipit, tutte le scene filosofiche al parco, la famiglia bangla nella sua disfunzionalita'. Piacevole a giuste dosi
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rosmersholm
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martedì 25 febbraio 2020
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minculpop
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Mentre il mondo, ribolle di problematiche sull'integrazione, la cronaca ci mette di fronte a storie drammatiche e feroci (ricordi Hina, Sana e le altre?), i Dardenne- ad esempio- affrontano di petto la questione, in Italia il Potere Cinematografaro commissiona al ragazzetto Phaim di trasformare il suo cortometraggio in un film piacione ed educativo del popolo bue. E lui esegue non prima di aver ottenuto l'imprimatur dall'Imam. La sinergia di Fandango, Rai, Ministero... i Nastri d'Argento, la prima serata in Rai con annesso spettacolino a seguire -cosa che non si vedeva da millenni- ed ora pronti per il David? Tutto per un filmetto di un morettismo di terza mano, edulcorato ed insopportabile nella sua ipocrisia.
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Mentre il mondo, ribolle di problematiche sull'integrazione, la cronaca ci mette di fronte a storie drammatiche e feroci (ricordi Hina, Sana e le altre?), i Dardenne- ad esempio- affrontano di petto la questione, in Italia il Potere Cinematografaro commissiona al ragazzetto Phaim di trasformare il suo cortometraggio in un film piacione ed educativo del popolo bue. E lui esegue non prima di aver ottenuto l'imprimatur dall'Imam. La sinergia di Fandango, Rai, Ministero... i Nastri d'Argento, la prima serata in Rai con annesso spettacolino a seguire -cosa che non si vedeva da millenni- ed ora pronti per il David? Tutto per un filmetto di un morettismo di terza mano, edulcorato ed insopportabile nella sua ipocrisia. Questa è l'Italia anno domini 2019.
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lbavassano
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martedì 19 novembre 2019
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leggerezza
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Con leggerezza, da non confondersi con la superficialità, affronta temi importanti. Irresistibile la simpatia del protagonista
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diabolik
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martedì 15 ottobre 2019
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ridere delle diversita'
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film divertente
le diversita narrate con ironia
centrale il conflitto delle culture,etradizioni di religiorni prima di tutto, con l'appartenenza orgogliosa che confligge coi sentimenti e la voglia di integrazione col mondo esterno, di farsi contaminare con gli usi del paese in cui si vive, col mondo che reclama un atteggiamento diverso
la passione prevale su tutto
il giovane protagonista riscatta se stesso ma anche la attualissima diffusa mescolanza nel melting pot sociale, naturale e quasi scontato fra le giovani generazioni piu' di quanto poilitica, filosofia e sociologia riesca a risolvere a suin di trattati o decreti
la storia è questa.
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film divertente
le diversita narrate con ironia
centrale il conflitto delle culture,etradizioni di religiorni prima di tutto, con l'appartenenza orgogliosa che confligge coi sentimenti e la voglia di integrazione col mondo esterno, di farsi contaminare con gli usi del paese in cui si vive, col mondo che reclama un atteggiamento diverso
la passione prevale su tutto
il giovane protagonista riscatta se stesso ma anche la attualissima diffusa mescolanza nel melting pot sociale, naturale e quasi scontato fra le giovani generazioni piu' di quanto poilitica, filosofia e sociologia riesca a risolvere a suin di trattati o decreti
la storia è questa. ineludibile nel mondo globalizzato un diverso contesto
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saokekelle
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martedì 6 agosto 2019
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ottima opera prima
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Questa divertente commedia fa ridere facendo pensare, nella migliore tradizione della nostra commedia all'italiana. Si vede che Phaim ha visto i nostri capolavori di Monicelli e Scola, Il primo tempo è un susseguirsi di gag ben fatte che però disegnano situazioni reali senza scadere nel luogo comune. Ed è questa la forza del film. Rimanere leggero pur parlando di temi enormi come la differenza culturale, la religione e l'integrazione degli stranieri in un paese come l'Italia.
E riesce a dipingere il suo quartiere, Torpignattara, senza infingimenti da cartolina nè stereotipi.
Un'ottima opera prima. Consiglio a tutti di vederlo.
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jonnylogan
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giovedì 23 maggio 2019
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paese che vai...
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Phaim è un ventiduenne italiano di origini bengalesi, che vive alla periferia di Roma con la sua famiglia, alternandosi fra il lavoro, la fede musulmana, le prove con il suo gruppo musicale e Asia, studentessa universitaria conosciuta a un suo concerto. L’incontro con una ragazza di origini italiane creerà in lui difficoltà fino a quel momento del tutto inattese.
La storia di Phaim è quella del suo autore, già svezzato fra documentari e la passione folle per il cinema, concretizzatasi in una pellicola distribuita da Fandango e che sa fare centro avvalendosi dell’ esperienza di figlio d’immigrati Bengalesi (o Bangladesi) arrivati a Roma poco prima della sua nascita, anzi per la precisione trasferiti a ‘TorPigna’ (N.
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Phaim è un ventiduenne italiano di origini bengalesi, che vive alla periferia di Roma con la sua famiglia, alternandosi fra il lavoro, la fede musulmana, le prove con il suo gruppo musicale e Asia, studentessa universitaria conosciuta a un suo concerto. L’incontro con una ragazza di origini italiane creerà in lui difficoltà fino a quel momento del tutto inattese.
La storia di Phaim è quella del suo autore, già svezzato fra documentari e la passione folle per il cinema, concretizzatasi in una pellicola distribuita da Fandango e che sa fare centro avvalendosi dell’ esperienza di figlio d’immigrati Bengalesi (o Bangladesi) arrivati a Roma poco prima della sua nascita, anzi per la precisione trasferiti a ‘TorPigna’ (N.d.R. Tor Pignattara) quartiere multietnico ove convivono hipster, decine di minoranze ben radicate e gli anziani che si ricordano la Roma che era ma che ormai non è più. Riuscendo a far respirare al loro primogenito le medesime difficoltà nelle quali vivono i suoi coetanei in bilico fra il lavoro sottopagato e precario e, nel suo caso, con matrimoni combinati perennemente in agguato. Con l’auspicio per un trasferimento all’estero, con Londra come meta preferita e le uscite con ragazze autoctone. Riuscendo a farci capire che le difficoltà sono le medesime per tutti a prescindere dal colore della pelle, a eccezione, nel caso di Phaim, di una tempesta ormonale amplificata dall’essere un giovane musulmano praticante e per questo dedito all’estensione sessuale fino al matrimonio. Si ride e sorride delle convinzioni del poco più che ventenne che si affaccia al mondo, grazie alla capacità dell’autore di sdrammatizzare argomenti così importanti che possono essere fonte di separazione fra differenti culture, come nel caso di scelte imposte da tradizione e famiglia, sempre riviste con una dose di leggerezza che pervade tutto il film. Ci deliziano le aggiunte di Sermonti e Liberati, nei ruoli di un padre rocker mancato e di un pusher silente oltre alla protagonista Carlotta Antonelli anche lei, come buona parte del cast, alla sua prima uscita sul grande schermo. Godiamoci quindi la prima pellicola di questa giovane promessa, in attesa di un nuovo lavoro che dovrà dimostrarci se siamo di fronte all’esplosione di un vero talento o a un semplice fuoco di paglia.
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mauridal
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mercoledì 22 maggio 2019
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phaim non fa l'indiano
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BANGLA un film di e con Phaim Bhuiyan, e con Carlotta Antonelli.
il tema dell'immigrazione straniera è in tempi recenti ,molto dibattuto sfiorando toni drammatici se utilizzato per fini di speculazione politica italiana, ma se a raccontare una storia di integrazione di un giovane nato in italia di origine bengalese è proprio il protagonista e il realizzatore del film ovvero il Phaim di cui si parla allora i toni si stemperano diventando addirittura ironici con punte di comicità involontaria sia nel linguaggio parlato che nei comportamenti dei personaggi.
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BANGLA un film di e con Phaim Bhuiyan, e con Carlotta Antonelli.
il tema dell'immigrazione straniera è in tempi recenti ,molto dibattuto sfiorando toni drammatici se utilizzato per fini di speculazione politica italiana, ma se a raccontare una storia di integrazione di un giovane nato in italia di origine bengalese è proprio il protagonista e il realizzatore del film ovvero il Phaim di cui si parla allora i toni si stemperano diventando addirittura ironici con punte di comicità involontaria sia nel linguaggio parlato che nei comportamenti dei personaggi. Allora tutto il dramma degli immigrati assume un differente punto di vista che i l giovane regista ci propone in questa storia semplice di un amoruccio tra lui indiano di colore cappuccino, e una lei altrettanto giovane, ma italiana , della periferia romana abitante nella stessa Torpignattara dove risiede con la sua tradizionalissima famiglia , il ragazzo bangla. Dunque Un melting polt tra centro e periferia del mondo tra chi nasce immigrato e chi nasce" periferico" essendo cittadino italiano titolato. Un divertente miscuglio nel film, diciamo recitato, in un dialetto romanesco alla "bangla" quasi a dire coatto , che conferisce un tono forse pasoliniano di borgata o forse il perfetto opposto di brutti sporchi e cattivi di memoria scoliana. Infatti tutti i personaggi da Phaim ad Asia la neo fidanzatina, agli amici e familiari e via dicendo sono pulitini bellini e soprattutto buoni e simpatici. Forse il vero riferimento cinefilo del giovane regista indiano Phaim è il Moretti alias Michele di ecce bombo o meglio il Nanni di caro diario. Tutto questo confezionato in una semplice e veloce narrazione di scenette divertenti e adatte ad un pubblico consono all'età dei protagonisti, forse più autentici dei giovani di Moccia e Muccino. Insomma Phaim non fa l'indiano pur essendolo , anzi è ben consapevole di entrare con il suo film in una fascia di pubblico da conquistare , giovani immigrati e non , islamici induisti o cristiani , ben vengano dunque a cinema. (mauridal)
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