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fedeleto
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sabato 20 febbraio 2016
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rando l'uomo a metà
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Rando è un legionario romano al servizio di Cesare.Catturato dai soldati di Crasso,scopre di essere il figlio di Spartacus, un rivoluzionario che si scontro' con Roma.Nonostante la contraddizione Rando prenderà il posto del padre e lottera' contro Cesare.Sergio Corbucci (i due marescialli,chi si ferma è perduto) torna al peplum dopo Romolo e Remo,i risultati sono buoni anche se far passare la pellicola per il seguito di Spartacus è un po' troppo.Ad ogni modo Corbucci non rinuncia alla tematica del dualismo,da un lato c'è il Rando romano,dall'altro il Rando ribelle,ma forse Rando dentro è sempre stato il leader per la lotta degli schiavi.
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Rando è un legionario romano al servizio di Cesare.Catturato dai soldati di Crasso,scopre di essere il figlio di Spartacus, un rivoluzionario che si scontro' con Roma.Nonostante la contraddizione Rando prenderà il posto del padre e lottera' contro Cesare.Sergio Corbucci (i due marescialli,chi si ferma è perduto) torna al peplum dopo Romolo e Remo,i risultati sono buoni anche se far passare la pellicola per il seguito di Spartacus è un po' troppo.Ad ogni modo Corbucci non rinuncia alla tematica del dualismo,da un lato c'è il Rando romano,dall'altro il Rando ribelle,ma forse Rando dentro è sempre stato il leader per la lotta degli schiavi.Steve Reeves in ottima forma come sempre,duelli e scontri peplum limitati ma buoni. Soggetto di Bolzoni e sceneggiatura di Bruno Corbucci,Grimaldi,Bolzoni con un pizzico di Sergio,che rende la pellicola gradevole e adatta agli appassionati del genere.
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onufrio
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venerdì 23 gennaio 2015
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rando: il figlio di spartacus
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Dopo il planetario successo di Spartacus, film di Kubrick del 1960, Sergio Corbucci mette in atto un progetto importante, rispolvera il tema e vi aggiunge un ipotetico figlio di Spartacus, adesso figlio di Roma che per uno strano caso del destino verrà a conoscenza del suo passato, scoprendo così le proprie origini è pronto a vendicarsi del padre ucciso barbaramente da Crasso.
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gianni lucini
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sabato 18 gennaio 2014
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corbucci rende credibile un progetto impossibile
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Non è difficile immaginare come sulla carta, nel 1962, un seguito spurio del celebratissimo Spartacus, il kolossal di Stanley Kubrick, non avesse speranze. Nè poteva cambiare la situazione la presenza nel cast di Steve Reeves, in quel periodo la stella più luminosa del cosiddetto “peplum” che da qualche anno non vestiva più i panni di Ercole. Solo un geniale quanto appassionato artigiano del cinema come Sergio Corbucci poteva accettare la sfida senza battere ciglio. Il risultato smentisce i pessimisti. La storia corre via con molta leggerezza alternando momenti di azione con fasi preparatorie e di attesa ben gestite. Anche le scene di combattimento godono di una discreta spettacolarità mentre gli attori sono tutti credibili nelle loro caratterizzazioni, compreso uno Steve Reeves meno imbambolato e rigido del solito.
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Non è difficile immaginare come sulla carta, nel 1962, un seguito spurio del celebratissimo Spartacus, il kolossal di Stanley Kubrick, non avesse speranze. Nè poteva cambiare la situazione la presenza nel cast di Steve Reeves, in quel periodo la stella più luminosa del cosiddetto “peplum” che da qualche anno non vestiva più i panni di Ercole. Solo un geniale quanto appassionato artigiano del cinema come Sergio Corbucci poteva accettare la sfida senza battere ciglio. Il risultato smentisce i pessimisti. La storia corre via con molta leggerezza alternando momenti di azione con fasi preparatorie e di attesa ben gestite. Anche le scene di combattimento godono di una discreta spettacolarità mentre gli attori sono tutti credibili nelle loro caratterizzazioni, compreso uno Steve Reeves meno imbambolato e rigido del solito. La genialità di Corbucci sta nell’aver guardato più al modello dei classici film d’avventura che al tradizionale impianto narrativo del genere storico/mitologico all’italiana. L’esempio più evidente è nella doppia personalità del figlio di Spartacus, centurione romano e in segreto capo dei ribelli che si oppongono alle ingiustizie e ai delitti di Crasso, e in quel segno della “S” con cui firma ogni impresa che si rifanno direttamente alle avventure di Zorro. Tra i personaggi spiccano un perverso e crudele Crasso interpretato da Claudio Gora, contrapposto e un Ivo Garrani nei panni di Giulio Cesare capace di grande magnanimità e moderazione.
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