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mercoledì 15 maggio 2024
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l amore secondo isabelle
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Molti di noi rincorrono qualcosa anche per tutta la vita, perdendo via via pezzi di valore in cui sono incorsi ma senza accorgersene: il marito appare un uomo perfetto, l amica ad in certo punto le ricorda che la adorava; lui è posato maturo di bell' aspetto virile, le fa visita in modo amorevole forse per recuperarla perché la ama, alla fine la sgrida pure, in termini giusti e chiari, da marito-padre. ma lei si capisce, lo respingera' sempre. l' uomo di colore le sa esprimere pacatezza, solidità nei sentimenti, senso della lentezza in una cosa che conta come l' amore, ma lei non restera' ad attenderlo per un mese, quando sarà di ritorno da un viaggio con i figli. il resto che lei incontra nella storia è fatto di uomini dai quali si fa prevaricare, un banchiere egocentrico e prepotente e dall'aspetto fisico sgradevole, un attore odiosamente intellettuale e insopportabilmente introspettivo, un giovane dal fascino tenebroso che non sarà in grado di darle di più di qualche incontro fugace, escludendola seccamente dal suo mondo di conoscenze ed amicizie.
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Molti di noi rincorrono qualcosa anche per tutta la vita, perdendo via via pezzi di valore in cui sono incorsi ma senza accorgersene: il marito appare un uomo perfetto, l amica ad in certo punto le ricorda che la adorava; lui è posato maturo di bell' aspetto virile, le fa visita in modo amorevole forse per recuperarla perché la ama, alla fine la sgrida pure, in termini giusti e chiari, da marito-padre. ma lei si capisce, lo respingera' sempre. l' uomo di colore le sa esprimere pacatezza, solidità nei sentimenti, senso della lentezza in una cosa che conta come l' amore, ma lei non restera' ad attenderlo per un mese, quando sarà di ritorno da un viaggio con i figli. il resto che lei incontra nella storia è fatto di uomini dai quali si fa prevaricare, un banchiere egocentrico e prepotente e dall'aspetto fisico sgradevole, un attore odiosamente intellettuale e insopportabilmente introspettivo, un giovane dal fascino tenebroso che non sarà in grado di darle di più di qualche incontro fugace, escludendola seccamente dal suo mondo di conoscenze ed amicizie. Molti di noi vogliono contare per più persone possibile nella loro vita, e non si accorgono del gioiello in cui talvolta incorrono e non ci si soffermano. Per questo molti di noi, non sapendo che fare della propria vita, meritano di cadere nella trappola umiliante e becera del ciarlatano.
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samanta
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domenica 29 gennaio 2023
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un bel vuoto interiore.
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Il film è centrato sul personaggio di Isabelle (Juliette Binoche) che è una pittrice appartenente al giro "radical chic" delle gallerie d'arte di Parigi, divorziata ha una figlia dal padre che vive più spesso con il padre, ed alla ricerca di un rapporto sentimentale stabile passando da un letto all'altro; Isabelle ha un amante: Vincent (Xavier Beauvois) un uomo sposato con figli,prepotente e volgare, egocentrico presuntuoso che gode con lei sessualmente ma non ha nessuna intenzione di abbandonare per lei moglie e figli, l'offende spesso dopo l'ultima umiliazione lei lo lascia tra pianti e lacrime. Riprende la relazione con l'ex marito ma lo molla perché durante il rapporto sessuale ha accennato a un gesto intimo da lei giudicato "non spontaneo" (!), poi incontra un giovane attore (Nicolas Duvauchelle) che appare profondamente depresso (Abyssus Abyssum invocat) dopo lungo parlare lei ci va subito a letto, vorrebbe continuare ma lui non accetta perché non vuole guardare al passato ma solo al futuro(!).
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Il film è centrato sul personaggio di Isabelle (Juliette Binoche) che è una pittrice appartenente al giro "radical chic" delle gallerie d'arte di Parigi, divorziata ha una figlia dal padre che vive più spesso con il padre, ed alla ricerca di un rapporto sentimentale stabile passando da un letto all'altro; Isabelle ha un amante: Vincent (Xavier Beauvois) un uomo sposato con figli,prepotente e volgare, egocentrico presuntuoso che gode con lei sessualmente ma non ha nessuna intenzione di abbandonare per lei moglie e figli, l'offende spesso dopo l'ultima umiliazione lei lo lascia tra pianti e lacrime. Riprende la relazione con l'ex marito ma lo molla perché durante il rapporto sessuale ha accennato a un gesto intimo da lei giudicato "non spontaneo" (!), poi incontra un giovane attore (Nicolas Duvauchelle) che appare profondamente depresso (Abyssus Abyssum invocat) dopo lungo parlare lei ci va subito a letto, vorrebbe continuare ma lui non accetta perché non vuole guardare al passato ma solo al futuro(!). In un locale della provincia conosce un uomo giovane con cui balla, è Sylvain (Paul Blain) un geometra di condizioni sociali modeste, Isabelle ovviamente ci va subito a letto, ha 3 settimane di amore appassionato, lui l'ama ma lei lo lascia convinta dagli sproloqui di un amico gallerista (che vorrebbe andare a letto con Isabelle) secondo cui ci sono troppe differenze sociali e culturali. Incontra un uomo colto e gentile un francese di origine africana Marc (Alex Descas) affettuoso con lei che vorrebbbe andare subito a letto con lui, Marc però la gela dicendo che adesso vuole andare in vacanza con moglie e figli si vedrà al suo ritorno tra un mese. Infine Isabelle sconvolta si rivolge ad un indovino Denis (Gerard Depardieu) appena lasciato da una donna, che dopo un lungo discorso senza capo né coda, le preannuncia che 2 uomini della sua lista (il banchiere e l'attore) ritorneranno lei deve dimostrarsi "aperta" (?), dopo incontrerà un uomo carismatico continuando ad essere aperta.
E' un film uscito nel 2017 in cui trionfano le supercazzole (preferisco quelle di Tognazzi), discorsi sconclusionati da depressi cronici che invecchiando si creano problemi inesistenti, storia emblematica di un giro radical chic (da noi si direbbe ZTL) autoreferenziale che con il linguaggio e i comportamenti dimostra di essere lontano dalla realtà. Juliette Binoche è una brava attrice con un sorriso affascinante, a 53 anni si butta pure coraggiosamente in un paio di nudi (lati A e B) ma non è convinta della parte: un'Isabelle che non fa che piangere o esaltarsi, una depressa cronica bipolare che incontra depressi più gravi di lei (come il banchiere o l'attore). Tutti gli attori recitano come se recitassero in un provino, in una storia in cui oltretutto i personaggi appaiono come degli stereotipi non convincenti, con reazioni non aderenti a un soggetto delineato psicologicamente con profondità. Anche Gerard Depardieu è un grande attore ma qui si esibisce in un monologo inconcludente, recitato senza voglia quando finisce (finalmente ...) uno s'immagina che corra dal produttore e sparisca con l'assegno. La regia e la sceneggiatura sono di Claire Denis (Chocolat, Cannibal Love) che in passato ha diretto con capacità ma in questo film risulta doppiamente colpevole di una regia lenta e stanca e di una sceneggiatura carente di qualsiasi guizzo.
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francesco2
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domenica 18 settembre 2022
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atmosfera suadente, film discutibile
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In un atmosfera intrigante,con una musica suadente, le vicissitudini -sic- di una donna francese odierna, vittima un poco degli uomini un poco della sua indecisione. Film piuttosto antipatichino, i cui dialoghi, gradualmente, non guadagnano in interesse ma rivelano evanescenza bobo, proprio quella che il film -sembra-vorrebbe criticare. Noioso monologo finale con Depardieu.
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paola alex
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venerdì 5 marzo 2021
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un film inutile con dialoghi autistici
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Normalmente sono un'ammiratrice di Juliette Binoche, ma ho dovuto interrompere la visione di questo film, per la sua inconsistenza e l'assurdità della sceneggiatura con dialoghi poveri e irritanti.
Il tema: la ricerca dell'amore come cura della solitudine, la diversità di approccio e di aspettative tra uomini e donne maturi che si avvicinano in una relazione a due avrebbe potuto essere interessante, ma il profilo psicologico dei personaggi è approssimativo e spesso irritante e la trama inesistente. Insomma, la bella e brava Juliette ha scelto il film sbagliato da interpretare, voi risparmiatevi di guardarlo.
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tommy
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mercoledì 26 febbraio 2020
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troppo martoriato dal pubblico!
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Un film molto bello che non meritava di essere tanto bistrattato dal pubblico. La Binichè non si discute. E' superlativa come sempre e la tematica del film non è per niente insensata. Una donna cinquantenne in crisi, in cerca d'amore e non di avventure, col desiderio di sentirsi viva, mi stupisce come non possa essere oggetto di attenzione. Per me è un bellissimo film.
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astromelia
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domenica 9 settembre 2018
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tremendamente noioso
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noiosissimo e inconcludente film sebbene la trama sia di tutto interesse da un punto di vista femminile,la stoccata finale del discorso logorroico di depardieu ha dato il "degno" (sigh) si fa per dire finale di questa lenta sceneggiatura
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rob8
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sabato 4 agosto 2018
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noia crescente, nonostante la brava binoche
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La lenta descrizione della crisi sentimentale di una donna matura, in un film molto parlato, dal tema usurato e con poche variazioni narrative. La prova d’attrice della Binoche non è sufficiente ad affrancare lo spettatore dalla noia crescente.
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lucainvernizzi
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venerdì 11 maggio 2018
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volevo dare una palla e mezzo per la binoche
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Meno male che cìera la Binoche altrimenti me ne sarei andato dopo mezz'ora. Ellissi, salti temporali tanti, troppi ma soprattutto ingiustificati. Una trama debole e vacua. Sceneggiatura a tratti ridicola per quanto ingenuamente banale e non funzionale alla traduzione cinematografica, con situazioni del tutto inverosimili. La lunga carrellata di uomini in cui incappa la protagonista sono una sequenza di episodi ripetuti e ripetitivi ingiustificatamente. Non si capisce dove si voglia andare a parare. Alcune parti sembrano frutto di un montaggio discutibile come l'innesto in cui la Binoche e i suoi amici artisti passeggiano in campagna e poi lei per qualche ragione oscura a tutti - anche allo spettatore - sbrocca senza apperente motivo e senza un successivo collegamento.
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Meno male che cìera la Binoche altrimenti me ne sarei andato dopo mezz'ora. Ellissi, salti temporali tanti, troppi ma soprattutto ingiustificati. Una trama debole e vacua. Sceneggiatura a tratti ridicola per quanto ingenuamente banale e non funzionale alla traduzione cinematografica, con situazioni del tutto inverosimili. La lunga carrellata di uomini in cui incappa la protagonista sono una sequenza di episodi ripetuti e ripetitivi ingiustificatamente. Non si capisce dove si voglia andare a parare. Alcune parti sembrano frutto di un montaggio discutibile come l'innesto in cui la Binoche e i suoi amici artisti passeggiano in campagna e poi lei per qualche ragione oscura a tutti - anche allo spettatore - sbrocca senza apperente motivo e senza un successivo collegamento. Davvero non ci siamo...salva solo la Binoche per la sua interpretazione, il resto è quasi solo noia.
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mercoledì 2 maggio 2018
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una vera delusione
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umberto
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martedì 1 maggio 2018
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una noia mortale
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Certo che i francesi sono maestri quando vogliono realizzare dei film noiosi,senza senso e tutto sommato inutili.Ma questo credo sia difficilmente superabile. No,forse lo è se ripenso a quell'orrore di "l'anno scorso a marienbad".
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