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rescart
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domenica 15 settembre 2013
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dalla teoria alla pratica
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Negli scettici e laici Stati Uniti d'America è diffusa, in alcune chiese pentecostali, la pratica di imporre le mani sui malati, che spesso e volentieri si alzano e camminano come nell’episodio evangelico della guarigione del paralitico. Nella vecchia Europa invece Lourdes opera in un regime di quasi monopolio delle guarigioni miracolose, anche se subisce la concorrenza dell’agguerrita (è il caso di definirla così trattandosi di ex-Jugoslavia) Medjugorie. Questo film non intende certo criticare questo modo di procedere, che esprime la scelta alternativa a quella fatta dal suo protagonista: passare più tempo con i propri figli malati e magari approfittarne per portarli nei luoghi più ricercati per questo genere di vacanza.
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Negli scettici e laici Stati Uniti d'America è diffusa, in alcune chiese pentecostali, la pratica di imporre le mani sui malati, che spesso e volentieri si alzano e camminano come nell’episodio evangelico della guarigione del paralitico. Nella vecchia Europa invece Lourdes opera in un regime di quasi monopolio delle guarigioni miracolose, anche se subisce la concorrenza dell’agguerrita (è il caso di definirla così trattandosi di ex-Jugoslavia) Medjugorie. Questo film non intende certo criticare questo modo di procedere, che esprime la scelta alternativa a quella fatta dal suo protagonista: passare più tempo con i propri figli malati e magari approfittarne per portarli nei luoghi più ricercati per questo genere di vacanza. Quello che secondo me intende comunicarci è più semplicemente che prima di buttarci a capofitto verso la soluzione fideistica miracolistica dovremmo fare i conti con lo stato dell’arte della ricerca scientifica. “Aiutati che il ciel ti aiuta”, recita il proverbio. E anche nell’Antico Testamento biblico scopriamo che il profeta Isaia venne guarito da una malattia solo dopo aver applicato sulla parte malata un impiastro di fichi. La scienza stessa sarebbe oggi in grado di spiegare molti episodi miracolosi descritti nella Bibbia, come ad esempio l’esito dell’ordalia del Carmelo, che vide trionfare il profeta Elia resosi poi protagonista del feroce massacro dei falsi profeti. Per non parlare del fatto che alcuni miracoli descritti negli stessi Vangeli sinottici appaiono altrettanto inverosimili di quelli contenuti nei Vangeli apocrifi. Nel caso di questo film il padre dei due figli malati, prima di affidarsi totalmente all’accettazione fatalistica degli eventi, vuole accertarsi che non esista spiraglio alcuno di guarigione nella scienza ufficiale. Appena scopre che invece lo spiraglio esiste, riconosce in esso il segno di una possibilità che sarebbe un peccato mortale non percorrere fino in fondo. La parte che meglio viene alla luce è quella che ci dà il senso dell’impotenza che ciascuno dei due protagonisti, lo scienziato teorico ed il padre manager, per la propria parte comunicano. Entrambi infatti sembra operino con le mani legati, tanto mostrano di essere pesci fuor d’acqua in un ambiente, quello dei laboratori di ricerca e sviluppo farmaceutica, che è per loro totalmente nuovo. Ma anche partendo da quel poco che i due sapranno mettere sul piatto della bilancia, una mano invisibile che lavora giorno e notte, qui esplicitata in modo laico ed esaltata negli stessi Evangeli, il mercato, renderà concrete le loro speranze, conciliando le aspettative razionali dello scienziato di scoprire una cura valida per qualunque soggetto affetto dal quel male, con quelle del padre che vuole anzitutto dare ai suoi due figli un’aspettativa di vita normale o quasi. Ma in fondo le loro due aspettative sono molto simili se pensiamo che comunque anche per lo scienziato, che non vuole incassare l’assegno e aprire finalmente un suo laboratorio finché non ottiene il risultato voluto, la platea di coloro che ne beneficeranno è solo quella del ricco occidente. E’ proprio su questo terreno comune che la vera fede e l’altruismo che ne scaturisce può aprire verso una visione planetaria, allargando, si spera, la platea dei beneficiari delle scoperte scientifiche a tutto il genere umano e contribuendo nel contempo a sconfiggere la superstizione ed il fatalismo che ancora domina in tanta parte del sud del mondo.
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andrelibero
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sabato 27 aprile 2013
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piacevole
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Piacevole e ricco di emozioni, se non vi è piaciuto è prechè siete privi di emozioni/insensibili o non vorrei dire cinici.
Bel film
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tonyflash
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giovedì 23 giugno 2011
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mi è piaciuto molto di più di quanto m'aspettassi
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di solito non sono un amante di film drammatici come questo, tuttavia ho deciso di guardarlo per caso qualche sera fa e devo dire che ne sono rimasto piacevolmente sorpreso...credo che la bontà di un film stia molto nella sua capacità di raccontare una storia che colpisca ma in un modo da far perdere il senso del tempo allo spettatore, in modo cioè da farlo quasi entrare nella storia stessa...questo film personalmente ci è riuscito, non è mai noioso, avvolge lo spettatore in un susseguirsi di eventi che ti portano sempre a pensare come andrà avanti il tutto...inoltre le tematiche sono davvero nobili, Ford interpreta alla grande il ruolo dello scienziato burbero e solitario, mentre Fraser dimostra ancora una volta di essere davvero un bravo attore (forse un pelo sottovalutato nelo modo di hollywood ma sicuramente tra i miei preferiti), capace di passare da ruoli comici a drammatici con grande flessibilità.
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di solito non sono un amante di film drammatici come questo, tuttavia ho deciso di guardarlo per caso qualche sera fa e devo dire che ne sono rimasto piacevolmente sorpreso...credo che la bontà di un film stia molto nella sua capacità di raccontare una storia che colpisca ma in un modo da far perdere il senso del tempo allo spettatore, in modo cioè da farlo quasi entrare nella storia stessa...questo film personalmente ci è riuscito, non è mai noioso, avvolge lo spettatore in un susseguirsi di eventi che ti portano sempre a pensare come andrà avanti il tutto...inoltre le tematiche sono davvero nobili, Ford interpreta alla grande il ruolo dello scienziato burbero e solitario, mentre Fraser dimostra ancora una volta di essere davvero un bravo attore (forse un pelo sottovalutato nelo modo di hollywood ma sicuramente tra i miei preferiti), capace di passare da ruoli comici a drammatici con grande flessibilità...da non sottovalutare inoltre un'ottima regia ed una colonna sonora davvero bella ed azzeccata! da guardare!
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darkangel ita
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domenica 10 ottobre 2010
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nella norma
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Film nella norma, non porta nulla di nuovo sulle malattie dei bambini e ricerche mediche. Si lascia guardare, ma si trova di meglio. Piuttosto, consiglio la custode di mia sorella, ben piu' intenso emotivamente.
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ultimoboyscout
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mercoledì 28 luglio 2010
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che panza brendan!
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Fraser dimostra di saper fare non solo fantasy, destreggiandosi in una parte drammatica, intensa, forte. E lo fa col piglio giusto, quello che invecesembra aver perso Harrison Ford, attore (ex grande attore) ormai purtroppo inesorabilmente in parabola discendente. Gli intenti della pellicola sono assolutamente nobili e condivisibili, il risultato finale un pò meno. Un pò snob a volte superficiale ma così duro, spietato, commovente e toccante, punta il dito e sottolinea quanto interesse e cinismo ci sia dietro la sperimentazione di nuovi farmaci, specie se servono a un numero limitato di persone. E' vero che è facile strappare lacrime e consensi quando ci sono di mezzo i bambini, ma ame che non piango mai per un film qualcosa ha comunque smosso.
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mimmo_calciano
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venerdì 11 giugno 2010
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che noia
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Si può evitare di vederlo per uscire e stare con amici
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dario carta
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giovedì 6 maggio 2010
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amore paterno o denuncia alla sanità?
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Cinema e patologie mediche in "Misure straordinarie",rarefatto esame di una condizione sociale sacrificata ai processi di ricerca delle multinazionali farmaceutiche condotti a beneficio del reddito e sovente a scapito del servizio alla terapia.
In un clima che vede l'opinione pubblica americana prendere posizione di fronte agli interventi di Obama nei confronti della struttura sanitaria del Paese,è possibile che "Misure straordinarie" possa reclamare per sè un indice di attenzione altrimenti ignorato in assenza di un argomento oggi di scottante attualità e non solo nelle riforme americane.
La denuncia alle stutture sanitarie inclusi i monopoli arrogati dalle organizzazioni farmaceutiche,non sono temi nuovi nel cinema ("Coma profondo","Anestesia cosciente","The Constant Gardnerer") e posseggono la proprietà di aprire negli animi spiragli di inquietudine ed irrequietezza di fronte alla oscura gestione degli istituti di cura della salute e delle aziende di produzione dei medicinali.
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Cinema e patologie mediche in "Misure straordinarie",rarefatto esame di una condizione sociale sacrificata ai processi di ricerca delle multinazionali farmaceutiche condotti a beneficio del reddito e sovente a scapito del servizio alla terapia.
In un clima che vede l'opinione pubblica americana prendere posizione di fronte agli interventi di Obama nei confronti della struttura sanitaria del Paese,è possibile che "Misure straordinarie" possa reclamare per sè un indice di attenzione altrimenti ignorato in assenza di un argomento oggi di scottante attualità e non solo nelle riforme americane.
La denuncia alle stutture sanitarie inclusi i monopoli arrogati dalle organizzazioni farmaceutiche,non sono temi nuovi nel cinema ("Coma profondo","Anestesia cosciente","The Constant Gardnerer") e posseggono la proprietà di aprire negli animi spiragli di inquietudine ed irrequietezza di fronte alla oscura gestione degli istituti di cura della salute e delle aziende di produzione dei medicinali.
Il film si innesta in questa corrente,aggiungendo la componente emotiva di una condizione famigliare fortemente provata da situazioni ove il dolore sembra travalicare ogni altra realtà.
Nel film di Vaughan,la sceneggiatura di Robert Nelson Jacobs si ispira ad una storia realmente accaduta,modificandone i contorni ambientali e cronologici e racconta la tragedia di una famiglia colpita nella sua più profonda realtà.
Purtroppo alle buone intenzioni segue una serie di argomenti fictionali ed esagerati movimenti narrativi più simili ad enfatiche ampollosità che al racconto di un dramma.
Alla narrazione manca il respiro di una sorpresa artistica o di una vera pièce umana.
Nulla di ciò cui si assiste pare veritiero ed ogni elemento sembra usurpato da un senso di prevedibile contraffazione.
Ogni aspetto della narrazione abbandona il senso del realismo e non abbraccia il dramma,tracciando una trama intessuta di più sottotesti,ma non maturandone alcuno fino in fondo.
Vaughan draga nelle torbide acque del businness farmaceutico americano,denunciando la secondarietà delle necessità e dei bisogni dei malati rispetto all'interesse che muove le promozioni dei medicinali.
E' il tema del boicottaggio commerciale,ove il valore della vita è subordinato al reddito ed al profitto.
Quando l'interesse speculativo prevarica la dignità umana,i dottori chiedono "quale tasso di mortalità possa definirsi una perdita accettabile",cioè l'incidenza delle perdite delle vite umane rapportato al margine di guadagno su cui poter lucrare.
E' la denuncia ad un organismo amorale che il regista filtra attraverso lo stimolo alla compassione verso i bambini vittime delle sperequazioni commerciali.
Ma ne esce un processo inerte,privo di pathos e sentimento e quanto resta è un piatto resoconto di cronaca,privata di ogni senso di commozione.
La corsa contro il tempo di Fraser,il conflitto fra la ricerca di una soluzione per i figli ed il tempo passato con loro,non innerva alcuna tensione emotiva e non lascia spazio ad alcuna forma di partecipazione.
I temi dell'impegno sociale e dell'affetto si amalgamano,ma lasciano una struttura irrisolta e insoddisfacente.
Poca empatia in questo scarno dramma con il target demografico evidentemente rivolto alle madri di famiglia,disposte a lasciarsi commuovere da una storia ispirata ad un evento realmente accaduto ma che,conclusosi il racconto,porta con sè ogni possibile lacrimuccia semmai versata.
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ciciodj
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mercoledì 5 maggio 2010
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proiezione in campania
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Cortesemente qualcuno mi sa spiegare perche' i film del mio attore Preferito Harrison Ford non vengono proiettati piu' in Campania??? Io sono di Salerno e al cinema Medusa, un multisala, sia Misure Straordinarie che Crossing Over non l'hanno proiettati. In tutta la Campania nemmeno.
Qualcuno mi sa spiegare il Perche'??? Grazie Francesco
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100spindle
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lunedì 3 maggio 2010
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onesto
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FILM ONESTO. LA TRAMA NON E' ORIGINALE ED IL PERSONAGGIO INTERPRETATO DA HARRISON FORD SEMBRA UN GOFFO DOTTOR HOUSE. PER IL RESTO SI LASCIA GUARDARE CON PIACERE MA SENZA IL TRASPORTO EMOTIVO CHE PROBABILMENTE L'AUTORE DESIDERAVA.
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