Un film del genere si rivede volentieri soprattutto per l'interpretazione dei protagonisti. Proposto stamattina da Rai 3, si è distinta la coppia che, qualche anno dopo, sarebbe esplosa alla notorietà con "Roma città aperta". La trama è esile, divertente come quasi tutti i film prodotti durante la guerra, il bambino conquista per simpatia e gli attori, quasi tutti sconosciuti, si fanno apprezzare come nelle migliori pellicole neorealiste. Si evidenziano i colloqui fra i protagonisti principali (Magnani Fabrizi e De Filippo Fabrizi), improntati ad una recitazione spontanea, sobria e comica, là dove basta la mimica e la gestualità per muovere al riso. Non esiste il paragone con i comici televisivi di adesso, che per far ridere, mancando di "animus" e di mestiere, ricorrono alla parolaccia e al doppio senso scurrile.
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Un film del genere si rivede volentieri soprattutto per l'interpretazione dei protagonisti. Proposto stamattina da Rai 3, si è distinta la coppia che, qualche anno dopo, sarebbe esplosa alla notorietà con "Roma città aperta". La trama è esile, divertente come quasi tutti i film prodotti durante la guerra, il bambino conquista per simpatia e gli attori, quasi tutti sconosciuti, si fanno apprezzare come nelle migliori pellicole neorealiste. Si evidenziano i colloqui fra i protagonisti principali (Magnani Fabrizi e De Filippo Fabrizi), improntati ad una recitazione spontanea, sobria e comica, là dove basta la mimica e la gestualità per muovere al riso. Non esiste il paragone con i comici televisivi di adesso, che per far ridere, mancando di "animus" e di mestiere, ricorrono alla parolaccia e al doppio senso scurrile.
La Magnani, già da molti anni sullo schermo, si fa conoscere meglio dal pubblico e Fabrizi, quasi agli inizi, si fa strada col personaggio bonario e burbero, che lo caratterizzerà per il resto della carriera. Sempre godibili le scene a piazza Campo de' Fiori e sulla Roma degli Anni Quaranta.
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