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eugen
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sabato 26 agosto 2023
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grande classico
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"The Postman Always Rings Twiice"(Bob Rafelson, dal romanzo di James M.Cain, screenplay di David Mamet, 1981)e'sempre un classico assoluto, extra un'appartenenza di genere(noir, erotico, drammatico etc, etichette tutte fortmeente riduttive a limitanti, che peraltro in primis l'autore dle romanzo, MCain , rifiutava) La trama e'nota, per cui mi astengo dal ripeterla. Non conosco la versione del 1946, diretta da Tay Garnett e non ho visto se non in parte"Ossessione"di Visconti, che e'comunque considetato una versione del romanzo di Cain, per cui non azzardo rapporti con le opere citate. Potremmo dire che la tensione, riferibile anahce agli anni dell'ambientazione del film(primi anni 1930, ossia gli anni della "grande depresisone"negli States, dopo il crollo in borsa del 1929), per cui il protagonista, un"vagabondo", cerca lavorso o meglio accetta un lavoro per non pagare il pranzo consumato in una"tavola calda", gestita da un anziano immigrato greca, vedendone la giovane moglie, certo vogliosa d'altro, per cui la "fuga"pianificata e rientrata si trasforma quaai subvito in una proposta di sopprimere l'anziano e"suonato"immigrato greco, con tutto cio'che ne deriva(i due tetnativi di uccidere Nick Papadakis, l'amore dapprima solo "fisico" tra i due)e poi le reciproche accuse tra i due amanti, fino alla riconciliazione e alla tragica morte di lei, sembra veramente "detemrianto dal Fato"piu'che da un"desitno"da intndersi solo come prosecuzione o "estensione"del caso.
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"The Postman Always Rings Twiice"(Bob Rafelson, dal romanzo di James M.Cain, screenplay di David Mamet, 1981)e'sempre un classico assoluto, extra un'appartenenza di genere(noir, erotico, drammatico etc, etichette tutte fortmeente riduttive a limitanti, che peraltro in primis l'autore dle romanzo, MCain , rifiutava) La trama e'nota, per cui mi astengo dal ripeterla. Non conosco la versione del 1946, diretta da Tay Garnett e non ho visto se non in parte"Ossessione"di Visconti, che e'comunque considetato una versione del romanzo di Cain, per cui non azzardo rapporti con le opere citate. Potremmo dire che la tensione, riferibile anahce agli anni dell'ambientazione del film(primi anni 1930, ossia gli anni della "grande depresisone"negli States, dopo il crollo in borsa del 1929), per cui il protagonista, un"vagabondo", cerca lavorso o meglio accetta un lavoro per non pagare il pranzo consumato in una"tavola calda", gestita da un anziano immigrato greca, vedendone la giovane moglie, certo vogliosa d'altro, per cui la "fuga"pianificata e rientrata si trasforma quaai subvito in una proposta di sopprimere l'anziano e"suonato"immigrato greco, con tutto cio'che ne deriva(i due tetnativi di uccidere Nick Papadakis, l'amore dapprima solo "fisico" tra i due)e poi le reciproche accuse tra i due amanti, fino alla riconciliazione e alla tragica morte di lei, sembra veramente "detemrianto dal Fato"piu'che da un"desitno"da intndersi solo come prosecuzione o "estensione"del caso.... Decisamente ques'aura "fatalistica", nell'accezione forte del lemma, e'presente nel film non meno(anzi forse di piu', diremmo)che nel romanzo, dove il passaggio che "traghetta"l'opera verso il finale e'certamente molto presente e molto determinante l'evoluzione dlela vicenda, che appare molto "condizionata", appunto, dlala necessaria premessa. Un grande Jack Nicholson(dopo il capolavoro, altrettanto tale, di "Shining", realizzaot quasi contempraneamente) e una strepitosa(anche proprio fisicamente)Jessica Lange, ma anche gli/le altri/e cointerpreti, t ra cui spiccano Michael lerner e Anjelica Huston, sono perfetti, per un film di un autore, Bob Rafelson, i cui(non moltissimi, ma estremamente significatvi)film vanno rivisti e rianliazzati con maggiore attenzione di quanto non si sia fatto quando lo si leggeva in chiave"generazionale"e di "hippies'movies"che rishcia di essere generica quanto indetemrianta.... Eugen
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giomo891
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venerdì 16 settembre 2022
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remake migliore del film del 46 giomo891
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Luglio 2022. Lutto nel Cinema: "il postino" (quello originale del romanzo di Mc Cain) stavolta ha suonato alla porta del regista del film, Bob Rafelson.
La versione cinematografica di Bob Rafelson del 1981 si avvalse di uno sceneggiatore di eccezione, come David Mamet, che esalta l’ossessione sessuale dei due protagonisti, (Jack Nicholson e Jessica Lange) utilizzandola come forza reattiva per spezzare le sbarre di una gabbia/vita in cui sono rinchiusi. L’adattamento di Mamet si allontana dal classicismo hollywoodiano del remake del 1946 di Tay Garnett con Lana Turner e John Garfield e avvicina l’opera al naturalismo viscontiano di Ossessione del 1943.
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Luglio 2022. Lutto nel Cinema: "il postino" (quello originale del romanzo di Mc Cain) stavolta ha suonato alla porta del regista del film, Bob Rafelson.
La versione cinematografica di Bob Rafelson del 1981 si avvalse di uno sceneggiatore di eccezione, come David Mamet, che esalta l’ossessione sessuale dei due protagonisti, (Jack Nicholson e Jessica Lange) utilizzandola come forza reattiva per spezzare le sbarre di una gabbia/vita in cui sono rinchiusi. L’adattamento di Mamet si allontana dal classicismo hollywoodiano del remake del 1946 di Tay Garnett con Lana Turner e John Garfield e avvicina l’opera al naturalismo viscontiano di Ossessione del 1943.
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elgatoloco
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lunedì 14 giugno 2021
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non conosco la prima versione, questa è valida
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"The Postman Always Rings Twice"(Bod Rafelson, sceneggiatura di David Mamet, dal "classico"omonimo di James M.Carin, 1981)si incentra sulla storia di un vagavobndo, con vari precedenti penali, che rimane presso una stazione di servizio-ristorante gestita da un greco ubriacone e chiaccherone, s'innamora della moglie di costui, rimane là in qualità di meccanico, coltiva il rapporto con la giovane signora, divenendone l'amante, finché i due decidono di sbarazzarsi del"vecchio", cosa che avverà in circostanze tragiche e per loro quasi fatali, non fosse che per vari"colpi di fortuna". Solo che, dopo un' ennesima"scoperta"poco piacevole, quando hanno deciso di convolare a "giuste nozze", avviene la tragedia.
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"The Postman Always Rings Twice"(Bod Rafelson, sceneggiatura di David Mamet, dal "classico"omonimo di James M.Carin, 1981)si incentra sulla storia di un vagavobndo, con vari precedenti penali, che rimane presso una stazione di servizio-ristorante gestita da un greco ubriacone e chiaccherone, s'innamora della moglie di costui, rimane là in qualità di meccanico, coltiva il rapporto con la giovane signora, divenendone l'amante, finché i due decidono di sbarazzarsi del"vecchio", cosa che avverà in circostanze tragiche e per loro quasi fatali, non fosse che per vari"colpi di fortuna". Solo che, dopo un' ennesima"scoperta"poco piacevole, quando hanno deciso di convolare a "giuste nozze", avviene la tragedia.... Il libro di Cain(1892-1977(è degli anni 1930 e in questo periodo(Grande Depressione, dopo il crollo di Wall Street del 1929) si colloca anche questo film, che accenna realisticamente al problmea, senza però insistervi troppo a lungo, accentuando invece il"focus"della tragica vicenda noir-romantica(non è un ossimoro, in realtà)dove rispetto alla prima versione(di cui non conosco se non alcune sequenze, trasmesse tempo fa in TV) la componente dell'erotismo viene naturalmente più accentuata, senza però"sforare",percosìdire.La pietas di Rafelson-Mamet non arriva al punto di "scusare" totalmente i due"amants maudits", ma indubbiamente la simpatia, pur se perversa di Frank(Jack Nicholson)e di Cora(Jessica Lange), traspare in contrasto con la sciatteria "dégoutant"di John Colicos, il marito greco(e la componente etnica, peraltro, viene molto accentuata con tanto di feste, balli, "sirtaki", ovviamente...), come però anche la "spavalderia"più che solamente "ribalda"dei comprimari del processo e della controparte che guida i fili dell'imbroglio assicurativo.... El Gato
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dandy
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martedì 3 gennaio 2017
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elegante e robusto remake.
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Rispetto al film del'46,Rafelson evita di sterotipare i personaggi cercando un punto di vista più realistico:Nicholson non è il solito looser che incappa in qualcosa di più grande;Jessica Lange(di una bellezza sobria e contenuta)non ha niente della dark lady ma è semplicemente una donna frustrata e insoddisfatta,schiacciata da una vita miserevole e da un marito che più repellente non potrebbe essere,e per il quale non si prova un minimo di compassione.Più fedele al romanzo rispetto al film di Garrett,che per ovvie ragioni di censura non aveva potuto esplicare la passione tra i due protagonisti.Qui le scene di sesso fecero parlare parecchio i media,ma sono più crude e brutali che sensuali.
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Rispetto al film del'46,Rafelson evita di sterotipare i personaggi cercando un punto di vista più realistico:Nicholson non è il solito looser che incappa in qualcosa di più grande;Jessica Lange(di una bellezza sobria e contenuta)non ha niente della dark lady ma è semplicemente una donna frustrata e insoddisfatta,schiacciata da una vita miserevole e da un marito che più repellente non potrebbe essere,e per il quale non si prova un minimo di compassione.Più fedele al romanzo rispetto al film di Garrett,che per ovvie ragioni di censura non aveva potuto esplicare la passione tra i due protagonisti.Qui le scene di sesso fecero parlare parecchio i media,ma sono più crude e brutali che sensuali.E la prima,quella sul tavolo(entrata nell'immaginario collettivo e ripresa in "Conti in sospeso")è l'unica ad essere lunga e davvero esplicita.La sceneggiatura(accattivante)è di David Mamet.Peccato solo che nel complesso si avverta una certa freddezza.Angelica Huston,figlia del regista John e futura compagna di Nicholson,è Madge.
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gertrude
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venerdì 23 maggio 2014
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attenzione: questo commento contiene spoilers
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A me diverte tanto guardare film praticamente di ogni genere. Stamattina ho visto finalmente (perché fin’ora avevo visto solo degli spezzoni alla tv) “Il postino suona sempre due volte”. La prima cosa che mi è venuta in mente quando è finito è: “cosa c’entra il titolo con il film?”.
Chiedo perdono per la mancanza di arguzia, mi sono informata e ho visto che il postino è il destino che passa due volte per riprendersi quello che ha dato: due volte hanno tentato di uccidere Nick e alla seconda ci sono riusciti, Frank scampa dalla galera una volta ma non scampa alla camera a gas alla seconda (manca nel film), i guai provocati tornano indietro (vedi l’Angelica Juston), e l’incidente in macchina che i due rischiano la prima volta e la seconda volta è fatale per Cora.
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A me diverte tanto guardare film praticamente di ogni genere. Stamattina ho visto finalmente (perché fin’ora avevo visto solo degli spezzoni alla tv) “Il postino suona sempre due volte”. La prima cosa che mi è venuta in mente quando è finito è: “cosa c’entra il titolo con il film?”.
Chiedo perdono per la mancanza di arguzia, mi sono informata e ho visto che il postino è il destino che passa due volte per riprendersi quello che ha dato: due volte hanno tentato di uccidere Nick e alla seconda ci sono riusciti, Frank scampa dalla galera una volta ma non scampa alla camera a gas alla seconda (manca nel film), i guai provocati tornano indietro (vedi l’Angelica Juston), e l’incidente in macchina che i due rischiano la prima volta e la seconda volta è fatale per Cora.
Diciamo che il destino li ha maledetti… si… Ma non bastava avere evitato la morte una volta? Devi baciare la tua neosposa con un bacio lunghissimo in macchina mentre guidi?! Ma almeno accosta! O più semplicemente…cosa ti aveva fatto il povero Nick? Non potevate lasciarlo e andarvene?!
Ovviamente tutto quello che è successo nel film doveva accadere per due semplici motivi: il primo è che altrimenti il film non sarebbe stato fatto, e il secondo è che altrimenti si sarebbe persa tutta quella carica di drammaticità, eroticità e sensualità (sono le cose proibite che stuzzicano ed eccitano) che deve comunicare.
Si sarebbe ricaduto in un film banale e orribile, mentre questo ha ottenuto un ottimo risultato.
Però lo devo dire…a un secondo della fine del film, quando oramai pensiamo tutti che quello che doveva accadere è successo (nonostante ci sia sempre il dubbio che qualcosa possa andare storto, perché va tutto storto) la protagonista muore. Ma che SFIGA!!!
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brandino
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martedì 28 maggio 2013
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una critica
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Film bello, ma non sono d'accordo con l'ultima parte, nella quale i due assassini si sposano, concepiscono un figlio, lei muore in un incidente stradalle e lui piange sul suo cadavere. Ma sono sempre degli assassini!!!
Ildebrando Ferrario
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paolo ciarpaglini
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martedì 26 gennaio 2010
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il postino suona sempre due volte.
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Sul titolo non discuto, è assolutamente fuoritema. Perchè non c'è, se non lo si sapesse già, un solo particolare che fa pensare a qualcosa che si avvicini, anche solo di un milionesimo di millimetro, all'idea del postino che suona sempre due volte. L'unica cosa che in qualche modo può accomunare le due cose, è l'aria vagamente sinistra di entrambe, titolo e film. Bollente..., mhà, sarà... Io ho visto solo due formidabili attori, uno nella parte del vagabondo avanzo di galera, ma savio, che prima si innamora del corpo e poi della mente della Lange. E una Lange mostruosamente brava nel calarsi nei panni di una locandiera insoddisfatta, dalla doppia personalità. Lo stesso Nicholson, che di savio sembra avere già di per se ben poco, fatica moltissimo nel cercare di comprenderla.
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Sul titolo non discuto, è assolutamente fuoritema. Perchè non c'è, se non lo si sapesse già, un solo particolare che fa pensare a qualcosa che si avvicini, anche solo di un milionesimo di millimetro, all'idea del postino che suona sempre due volte. L'unica cosa che in qualche modo può accomunare le due cose, è l'aria vagamente sinistra di entrambe, titolo e film. Bollente..., mhà, sarà... Io ho visto solo due formidabili attori, uno nella parte del vagabondo avanzo di galera, ma savio, che prima si innamora del corpo e poi della mente della Lange. E una Lange mostruosamente brava nel calarsi nei panni di una locandiera insoddisfatta, dalla doppia personalità. Lo stesso Nicholson, che di savio sembra avere già di per se ben poco, fatica moltissimo nel cercare di comprenderla. Si tratta di un film 'maledetto', come non mi era mai capitato di vedere prima, i cui eventi trasportano lo spettatore in un'atmosfera, grazie anche ad una fotografia eccellente, satura di lucida follia, ma anche tristemente e tremendamente umana. Jessica Lange è incredibile. Nicholson mai sopra le righe, nè vecchio, anzi, perfetto. La scena sul tavolo.. passata alla storia, è assolutamente realistica, ma non c'è niente che fa bollire il sangue. Solo una mano che tocca le parti intime, sopra gli slip o quel che sono, della Lange. Niente di così hot come mi sarei aspettato dopo aver letto le recensioni. Possiedo il film sull'unico supporto in cui è uscito: in VHS abbinato all'Unità. Del resto mi chiamano: 'il collezionista'. Da vedere, assoluamente.
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serpico
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lunedì 6 aprile 2009
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meraviglioso capolavoro
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il piu bel film della storia del cinema
sono contento che ho visto questo capolavoro
per gli amanti del cinema
un grade Jack Nicholson da oscar
Jessica Lange brava e sensuale,da oascar
film da vedere e rivedere per gli amanti del cinema
non capisco perche questo film meraviglioso non esiste a dvd,solo in italia
che schifo..........................................
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alexscorpio
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sabato 22 marzo 2008
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un film magistrale , in tutto e per tutto !!!
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Non posso altro che concordare con i giudizi positivi di chi mi ha preceduto e ringraziar tanto , i commentatori che , mi han spiegato finalmente , il significato del titolo ; credetemi che , alla giornata d'oggi fà piacere trovare ancora amanti del cinema o cinefili così attenti e validi !!! Grazie ancora e per il film , come ho già detto , per me è un cult !!!
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warff
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venerdì 21 marzo 2008
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finalmente....un film da non dimenticare!
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Un film affascinante, l'ho visto tanti anni fa' ma mi è sempre rimasto in mente. Jessica Lange è fantastica, al suo top direi, bella e sensuale. Jack Nicholson mi è sempre piaciuto, da giovane e da vecchio, con quella faccia satanica, le sopracciglia rialzate. Sono due colossi del cinema. Non posso dire che è un capolavoro, ma forse è anche meglkio.
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