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felicity
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giovedì 23 aprile 2026
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roba che si dimentica durante i titoli di coda
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Con Play Dirty - Triplo gioco abbiamo a che fare con un cinema che si accontenta, un prodotto industriale confezionato secondo formule collaudate, ma privo di anima.
Passino i contenuti, che in un titolo di genere possono anche venir meno, ma se manca l'ispirazione e la cattiveria necessaria in una storia a sfondo crime, pur a derivazione leggera, qualcosa non ha funzionato.
Mark Wahlberg veste per la prima volta i panni di Parker facendo rimpiangere i suoi predecessori e Shane Black sembra un lontano parente di colui che ci aveva regalato un grande cult neo-noir quale Kiss Kiss Bang Bang (2005), afflosciandosi in una narrazione e relativa messa in scena fin troppo prevedibili e rocambolescamente anonime.
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Con Play Dirty - Triplo gioco abbiamo a che fare con un cinema che si accontenta, un prodotto industriale confezionato secondo formule collaudate, ma privo di anima.
Passino i contenuti, che in un titolo di genere possono anche venir meno, ma se manca l'ispirazione e la cattiveria necessaria in una storia a sfondo crime, pur a derivazione leggera, qualcosa non ha funzionato.
Mark Wahlberg veste per la prima volta i panni di Parker facendo rimpiangere i suoi predecessori e Shane Black sembra un lontano parente di colui che ci aveva regalato un grande cult neo-noir quale Kiss Kiss Bang Bang (2005), afflosciandosi in una narrazione e relativa messa in scena fin troppo prevedibili e rocambolescamente anonime.
La sceneggiatura e i personaggi corrono a perdifiato verso il nulla e al giungere dei titoli di coda nulla rimane, se non un divertimento tanto innocuo quanto prestamente dimenticabile.
Play Dirty come heist movie è piuttosto derivativo e come action fa proprio schifo: un pasticcio di azione confusa e disconnessa da tutto il resto, affogata in quintali di pessima e non necessaria CGI.
Play Dirty si gioca le idee migliori nel primo quarto d’ora, dopodiché l’azione si trascina fiacca e standardizzata attraverso una serie di snodi prevedibili narrativamente e visivamente.
Wahlberg non è una star, non è un nome che porta la gente in sala, né una personalità carismatica che si carica sulle spalle un intero progetto. Ma ha una faccia abbastanza famosa e una carriera abbastanza rispettabile che se vedi un suo film in un cestone dici “beh, almeno questo ha Mark Wahlberg!”. Discount, ma di lusso.
Una roba che si dimentica mentre scorrono i titoli di coda.
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jonnylogan
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mercoledì 1 ottobre 2025
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parker ? tornato, ma non si sa se sia un bene
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Novità targata Prime Video che dal primo ottobre sbarca sulla piattaforma di proprietà di Amazon. La nuova pellicola del regista Shane Black, divenuto celebre per le sceneggiature di numerose pellicole d’azione; fra le quali Arma Letale (Lethal Weapon, 1987) e Arma Letale 2 (Lethal Weapon 2; 1989), e per la regia di Iron Man 3 (Iron Man 3; 2013), rimodella il soggetto di Donald E. Westlake su un personaggio divenuto lentamente, ma prepotentemente, un’icona degli heist movie d’oltre oceano, basti pensare che erano già state varie le incursioni cinematografiche del personaggio creato da Westlake con lo pseudonimo di Richard Stark, un personaggio che per l’occasione è stato ereditato da Mark Whalberg, subentrato a Robert Downey jr.
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Novità targata Prime Video che dal primo ottobre sbarca sulla piattaforma di proprietà di Amazon. La nuova pellicola del regista Shane Black, divenuto celebre per le sceneggiature di numerose pellicole d’azione; fra le quali Arma Letale (Lethal Weapon, 1987) e Arma Letale 2 (Lethal Weapon 2; 1989), e per la regia di Iron Man 3 (Iron Man 3; 2013), rimodella il soggetto di Donald E. Westlake su un personaggio divenuto lentamente, ma prepotentemente, un’icona degli heist movie d’oltre oceano, basti pensare che erano già state varie le incursioni cinematografiche del personaggio creato da Westlake con lo pseudonimo di Richard Stark, un personaggio che per l’occasione è stato ereditato da Mark Whalberg, subentrato a Robert Downey jr. inizialmente scelto per il ruolo del ladro professionista, ma impossibilitato a causa del sopraggiungere di altri impegni. L’ex Marky Mark non fa altro che adeguarsi a una sceneggiatura che rappresenta la summa del cinema di Black, perché imperniata su inseguimenti, colpi di scena che si susseguono senza soluzione di continuità, e numerose battute al vetriolo che rappresentano la cifra stilistica di Westlake. Il risultato ultimo è un potpourri di situazioni e vicende che non lasciano molto per essere assimilate da chi vede, ma che sono perfette per esaltare la capacità del regista di dar libero sfogo a inseguimenti ed effetti speciali. A parte Whalberg anche LaKeith Stanfield e Rosa Salazar s’aggiungono al cast senza riuscire, nemmeno loro, ad apportare significative migliorie in termini interpretativi, ma limitandosi ad accodarsi alla sceneggiatura.
Film d’azione che quindi non riesce a toccare i vertici di pellicole appartenenti al medesimo genere, una su tutte Ocean's Eleven - Fate il vostro gioco (Ocean's Eleven; 2001), ma pellicola perfetta per una visione, anche sfuggevole, e per una serata scacciapensieri in famiglia.
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