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paolp78
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sabato 11 luglio 2026
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troppa scozia, poca giungla
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Tarzan è uno dei personaggi più utilizzati tra cinema e televisione, con un impressionante numero di opere tra film, serie TV e cartoni animati che hanno come protagonista il personaggio ideato da Edgar Rice Burroughs nel suo celebre romanzo “Tarzan delle Scimmie”. Quest’opera cinematografica, che vede alla regia l’ottimo Hugh Hudson, offre una versione che si caratterizza per l’ampio spazio lasciato alle vicende che si svolgono nel mondo civilizzato (una buona metà della pellicola), differenziandosi così dal romanzo e dalle altre trasposizioni che viceversa sono ambientate interamente, o quasi, nella giungla.
Altra particolarità di questa versione è che in tutta l’opera non viene mai pronunciato il nome Tarzan, con il protagonista, interpretato da Christopher Lambert, che viene invece chiamato John.
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Tarzan è uno dei personaggi più utilizzati tra cinema e televisione, con un impressionante numero di opere tra film, serie TV e cartoni animati che hanno come protagonista il personaggio ideato da Edgar Rice Burroughs nel suo celebre romanzo “Tarzan delle Scimmie”. Quest’opera cinematografica, che vede alla regia l’ottimo Hugh Hudson, offre una versione che si caratterizza per l’ampio spazio lasciato alle vicende che si svolgono nel mondo civilizzato (una buona metà della pellicola), differenziandosi così dal romanzo e dalle altre trasposizioni che viceversa sono ambientate interamente, o quasi, nella giungla.
Altra particolarità di questa versione è che in tutta l’opera non viene mai pronunciato il nome Tarzan, con il protagonista, interpretato da Christopher Lambert, che viene invece chiamato John.
Il film di Hudson è sorretto da grandi mezzi e un notevole cast, oltre che dall’ottima direzione del regista britannico, ma l’opera non risulta accattivante a causa di eccessive lungaggini e una sceneggiatura poco capace di coinvolgere. Le dinamiche tra i vari personaggi non entusiasmano, e neppure la storia d’amore con Jane, interpretata dalla giovane e bellissima esordiente Andie MacDowell, risulta particolarmente riuscita, forse sempre per la scelta di privilegiare la collocazione degli accadimenti nel mondo civile, anziché tra gli animali e la vegetazione africana, come invece era nel romanzo originale.
Tolti Lambert e la MacDowell, più belli che bravi, nel resto del cast spiccano due grandi interpreti come Ralph Richardson, il migliore in scena a parer mio, e Ian Holm che era già stato diretto da Hudson nell’acclamato “Momenti di gloria”. In ruoli meno centrali si ricordano anche Nigel Davenport, nell’ennesima interpretazione di un aristocratico britannico, e Nigel Davenport.
Il finale vorrebbe essere emotivamente forte, ma la pesantezza della pellicola ha già sopraffatto lo spettatore che non riesce più a emozionarsi.
La pellicola presente alcune sequenze fortemente animaliste, fuori luogo e malriuscite.
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mauro cereghetti
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lunedì 9 giugno 2008
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c'était mon "pà" (era mio padre)
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Christopher Lambert è sempre stato fra i miei attori preferiti. Quanto a questo film, egli vi è proprio il più adatto.
E come film è ottimo e anche molto entusiasmante e commovente.
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