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cristiana fascetto
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venerdì 29 dicembre 2023
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razzismo involontario?
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Approfittando delle giornate di festa e del passaggio su Netflix, ho iniziato a guardare questa commedia sperando in un paio d’ore di divertimento. Sono rimasta totalmente aberrata dal personaggio del portiere indiano, ridotto a una caricatura offensiva che coniuga i verbi all’infinito come Mammy in via col vento. “Io non sapere niente, tu parla con amministratore”. Cose del genere si possono perdonare forse a classici come appunto via col vento, che è stato girato (e doppiato) quasi cento anni fa e che compensa queste pecche con ben altri pregi artistici. Ma non a un film come questo, che oltre a non far ridere mostra di non saper far altro che rimestare nel vecchio calderone degli stereotipi nostrani (lo straniero “scemo”, la donna frustrata, il marito pelandrone, il capo marpione… tutti personaggi il cui spessore si arresta al primo aggettivo).
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Approfittando delle giornate di festa e del passaggio su Netflix, ho iniziato a guardare questa commedia sperando in un paio d’ore di divertimento. Sono rimasta totalmente aberrata dal personaggio del portiere indiano, ridotto a una caricatura offensiva che coniuga i verbi all’infinito come Mammy in via col vento. “Io non sapere niente, tu parla con amministratore”. Cose del genere si possono perdonare forse a classici come appunto via col vento, che è stato girato (e doppiato) quasi cento anni fa e che compensa queste pecche con ben altri pregi artistici. Ma non a un film come questo, che oltre a non far ridere mostra di non saper far altro che rimestare nel vecchio calderone degli stereotipi nostrani (lo straniero “scemo”, la donna frustrata, il marito pelandrone, il capo marpione… tutti personaggi il cui spessore si arresta al primo aggettivo). Sceneggiatori, attori e registi devono iniziare a chiedersi che impatto hanno queste tristi macchiette sul progresso culturale del nostro Paese. Io in quanto spettatrice scelgo di non guardare questo genere di roba. Magari sarò l’unica, ma da qualche parte bisogna iniziare.
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alessandro de felice
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mercoledì 11 agosto 2021
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lodovini avanti tutta.
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Peccato!
Il film ha delle idee,ma lentamente e inesorabilmente le perde per strada ...ed è un peccato perché la Lodovini forse è al meglio; tutta faccine ora simpatica ora ironica riesce a tenere benissimo la storia facendola girare attorno a lei.
Il film ha la prima mezz'ora perfetta ( la vita frustrata della protagonista) che merita il plauso agli sceneggiatori perché hanno colto nel segno i malesseri di molte donne;avanzando ,però, arrivano altre sue fasi ( la distruzione e la ricostruzione) che sono meno incisive e anche un po' pasticciate.
Alla fine ( piuttosto irreale visto che la protagonista fa in qualche giorno ciò che donne ci mettono anni) il film arriva quasi ad annoiare e questo anche per la mancanza di ruoli secondari dotati di un certo valore che limitano la riuscita del tutto.
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Peccato!
Il film ha delle idee,ma lentamente e inesorabilmente le perde per strada ...ed è un peccato perché la Lodovini forse è al meglio; tutta faccine ora simpatica ora ironica riesce a tenere benissimo la storia facendola girare attorno a lei.
Il film ha la prima mezz'ora perfetta ( la vita frustrata della protagonista) che merita il plauso agli sceneggiatori perché hanno colto nel segno i malesseri di molte donne;avanzando ,però, arrivano altre sue fasi ( la distruzione e la ricostruzione) che sono meno incisive e anche un po' pasticciate.
Alla fine ( piuttosto irreale visto che la protagonista fa in qualche giorno ciò che donne ci mettono anni) il film arriva quasi ad annoiare e questo anche per la mancanza di ruoli secondari dotati di un certo valore che limitano la riuscita del tutto.
Peccato veramente!
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wolvie
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venerdì 5 marzo 2021
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deriva non sexy della commedia all'' italiana
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Una simpatica commediola, che allunga la lista delle produzioni Colorado, ora non più promulgatrice di film cuciti addosso (spesso male!) ai vari comici usciti dalla televisione in quota "Zelig" o spesso "Colorado".
In queste produzioni italiane, non più "scollacciate", imperversano sempre i due giovanotti del gruppo pseudo-comico dei "Pampers".
La brava Lodovini si trova a suo agio nei panni della responsabile marketing di una società, mentre si arrabatta come puo' tra : un lavoro insoddisfacente dove deve competere sul lato estetico con starlettine dei social o giovin segretarie "accondiscendenti" con il datore di lavoro, un compagno sfruttatore con figlio a carico pusher, vicini di casa prepotenti e fannulloni.
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Una simpatica commediola, che allunga la lista delle produzioni Colorado, ora non più promulgatrice di film cuciti addosso (spesso male!) ai vari comici usciti dalla televisione in quota "Zelig" o spesso "Colorado".
In queste produzioni italiane, non più "scollacciate", imperversano sempre i due giovanotti del gruppo pseudo-comico dei "Pampers".
La brava Lodovini si trova a suo agio nei panni della responsabile marketing di una società, mentre si arrabatta come puo' tra : un lavoro insoddisfacente dove deve competere sul lato estetico con starlettine dei social o giovin segretarie "accondiscendenti" con il datore di lavoro, un compagno sfruttatore con figlio a carico pusher, vicini di casa prepotenti e fannulloni.
La terapia olistica a cui si sottopone darà i suoi frutti, facendo sbocciare una consapevolezza e una aggressività individualistica senza pari, sinceramente la parte migliore del film.
Peccato che in medium stat virtus, quindi, bisogna assecondare i sensi di colpa, costruendo una terza parte dove la protagonista deve mediare tra repressione sfruttata e individualismo assertivo, riequilibrando la sua consapevolezza e la realizzazione di una vita nuova.
Guido Chiesa è un buon mestierante, ma viene da pensare questo soggetto in mano ad un Salvatores dei tempi d' oro, invece, dobbiamo accontentarci di un prodotto medio per una serata da salotto in tempi da covid.
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marione
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venerdì 26 giugno 2020
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carino e piacevole
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Film carino e ben girato, ritmo, sceneggiatura e fotografia di buon livello. Condivido la recensione di Paola Casella, con un po' più di coraggio poteva venir fuori un ottimo lavoro. La prima parte promette bene nell'analisi della vita nevrotica e frustrante di Giulia alle prese con molte contraddizioni e frustrazioni comuni a molti suoi coetanei, ma nell' andare avanti diluisce la verve e sfuma nel facilmente raccontabile. A riequilibrare il giudizio positivamente la brillante interpretazione di Valentina Ludovini che dona profondità e spessore al personaggio con una notevole carica di ironia e simpatia. Certamente piacevole e consigliato.
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marco petrini
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lunedì 22 giugno 2020
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non così facile
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Difficile la lettura: vuole dire molto, ma anche tutto il contrario. Mette a nudo le enormi contraddizioni della vita contemporanea: tutti siamo combattuti con una vita che ha risvolti continui che si combattono tra di loro. Ma, salvo poche eccezioni, la stragrande maggioranza di noi non ne escono vincitori. Valentina Lodovini è una ottima interprete, rende benissimo l'idea della travagliata interiore da ricerca di sicurezze e sensi di colpa indotti dal resto dell'umanità. Tutto sommato film vedibile.
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