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rita
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martedì 11 novembre 2025
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forse ha perso un'' occasione
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Sono andata di corsa a vedere il film Anna, apprezzo Guerritore, grande interprete italiana, ma nonostante alcune scene poetiche, come quelle per la Roma notturna, mi sembra che il personaggio di Anna Magnani non sia stato approfondito,Guerritore resta in bilico tra l'aneddotica e il racconto della personalità di Anna Magnani senza entrare però nel dettaglio né da una parte né dall' altra. Non mi ha fatto affezionare al personaggio, ho aspettato per tutto il film lo scoppio di quel riso gioioso segno distintivo della grande Anna, invece ho trovato molto Guerritore più che Magnani. Anche i personaggi, alcuni invecchiano troppo altri poco, lei è sempre uguale a 48 anni come a 60.
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Sono andata di corsa a vedere il film Anna, apprezzo Guerritore, grande interprete italiana, ma nonostante alcune scene poetiche, come quelle per la Roma notturna, mi sembra che il personaggio di Anna Magnani non sia stato approfondito,Guerritore resta in bilico tra l'aneddotica e il racconto della personalità di Anna Magnani senza entrare però nel dettaglio né da una parte né dall' altra. Non mi ha fatto affezionare al personaggio, ho aspettato per tutto il film lo scoppio di quel riso gioioso segno distintivo della grande Anna, invece ho trovato molto Guerritore più che Magnani. Anche i personaggi, alcuni invecchiano troppo altri poco, lei è sempre uguale a 48 anni come a 60...Forse ha perso un' occasione? E mi dispiace tanto dirlo. Mio modesto parere.
Rita
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leonardo sagnibene
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venerdì 7 novembre 2025
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"anna" il diamante nella polvere.
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?Anna? di Monica Guerritore ? un viaggio iniziato nella notte del 23 marzo del 1956 in cui l?attrice, tra solitudine, fragilit?, forza ed autenticit? aspetta di sapere se ha vinto il premio ?Oscar?, ?non sto dormendo, come potrei tutto pu? accadere, anche se nella mia vita tutto ? gi? accaduto? dice l?attrice in uno dei momenti iniziali del film che prosegue con una serie di ricordi della vita della ?Magnani?. La Guerritore nell?evocazione della scena di ?Roma citt? aperta?, dove la morte ripetuta tante volte rende pi? sopportabile la morte interiore, avvenuta la notte prima nell?apprendere della malattia del figlio, raggiunge il sublime. L?interpretazione ? toccante, vibrante emozionante: Monica Guerritore in alcune scene non recita ma ? Anna Magnani, trasuda dolore, raggiungendo livelli insuperati ed insuperabili di bravura.
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?Anna? di Monica Guerritore ? un viaggio iniziato nella notte del 23 marzo del 1956 in cui l?attrice, tra solitudine, fragilit?, forza ed autenticit? aspetta di sapere se ha vinto il premio ?Oscar?, ?non sto dormendo, come potrei tutto pu? accadere, anche se nella mia vita tutto ? gi? accaduto? dice l?attrice in uno dei momenti iniziali del film che prosegue con una serie di ricordi della vita della ?Magnani?. La Guerritore nell?evocazione della scena di ?Roma citt? aperta?, dove la morte ripetuta tante volte rende pi? sopportabile la morte interiore, avvenuta la notte prima nell?apprendere della malattia del figlio, raggiunge il sublime. L?interpretazione ? toccante, vibrante emozionante: Monica Guerritore in alcune scene non recita ma ? Anna Magnani, trasuda dolore, raggiungendo livelli insuperati ed insuperabili di bravura. L?idea della notte fuori a passeggio per Roma, forse mutuata dal documentario di Fellini e dall?immagine della Magnani per strada che poi sparisce chiudendo il portone, ? perfettamente riuscita perch? credibile, ma in pochi passaggi il filo narrativo si interrompe fino a spezzarsi, frantumarsi, dissolversi nel surreale colore dei capelli della prostituita dalla improbabile fisicit?, che troppo bella , troppo magra, troppo sofisticata, finisce per essere non veritiera ma assolutamente falsa, come tutti i personaggi del cast. La bravura eccelsa di Monica ed il soggetto, mirabilmente scritto, risultano opacizzati dall?interpretazione mediocre degli altri, nessuno ? chi dovrebbe essere, e nessuno riesce in nessun modo, in nessun momento del film, mai, a creare e rendere vivo il contesto storico di quegli anni, tutto sembra falso artefatto, ed il trucco di Anna, perfetto in ogni pi? piccolo dettaglio, diventa posticcio e carnevalesco negli altri attori invecchiati o per meglio dire imbiancati male. L?emozione della protagonista appare immersa in un ambiente ?televisivo? che finisce per essere didascalico, tra la malcelata necessit? di ripetere i nomi dei personaggi per creare un ambiente e un gioco imitativo fatto di maschere pi? che di attori, il film si muove come una sequenza di "figurine animate" che sembrano di carta, inespressivi, mentre Anna ? di carne viva. Le scene della protagonista con Roberto Rossellini, in camera da letto come quelle al mare, nonostante la bravura di Tommaso Ragno, che interpreta Rossellini, risultano false, ridicole, grottesche: fiction non cinematografia e la meravigliosa voce della Guerritore si perde e non dialoga con il resto del cast, male assortito, e di cui non resta nulla se non la gestualit? di Francesca Cellini e lo sguardo di Lucia Mascino. L?opera prima della Guerritore sembra inseguire, senza riuscirci davvero, il sogno di ridare vita a un mito ma la prova di Monica all?interno del film appare un diamante nella polvere. Leonardo Sagnibene
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