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filippo campiglio
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domenica 5 gennaio 2025
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un''oscurit? nella quale ci si vede benissimo
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Se il Nosferatu di Murnau era avanguardia espressionista e quello di Herzog gotico romanticismo, il vampiro di Eggers è un vampiro post-moderno e pornografico, del quale il regista mostra senza vergogna la condizione di immortale non-morto infelice. Eggers mostra tutto, mostra il marcio, le piaghe, la nudità, il pene del vampiro. Questo Nosferatu desidera, forse come gli altri, di annullare la propria indole, soddisfacendo però quello che sembra essere non l’esito di una maledizione (come accade negli altri due film) ma il fine delle proprie pulsioni più basse. La morte del vampiro non sembra essere la risultanza romantica di una condizione esistenziale ormai opprimente e non più sopportabile, ma solamente l’esito infausto della propria corporeità.
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Se il Nosferatu di Murnau era avanguardia espressionista e quello di Herzog gotico romanticismo, il vampiro di Eggers è un vampiro post-moderno e pornografico, del quale il regista mostra senza vergogna la condizione di immortale non-morto infelice. Eggers mostra tutto, mostra il marcio, le piaghe, la nudità, il pene del vampiro. Questo Nosferatu desidera, forse come gli altri, di annullare la propria indole, soddisfacendo però quello che sembra essere non l’esito di una maledizione (come accade negli altri due film) ma il fine delle proprie pulsioni più basse. La morte del vampiro non sembra essere la risultanza romantica di una condizione esistenziale ormai opprimente e non più sopportabile, ma solamente l’esito infausto della propria corporeità. Il Nosferatu di Eggers vuole scopare, sono mille anni che non scopa, ma nel 2025 scoperà! Non sarà nemmeno l’unico, perché anche al sign. Hutter sarà concessa la stessa sorte! Chi l’avrebbe mai detto che Nosferatu sarebbe diventato, nel 2025, un semplice porco? Quel che lascia l’amaro in bocca è che qui si è perso il senso del mistero, dell’ignoto, a favore dell’horror semi-splatter che vojeurizza la bassezza e che per far rabbrividire lo spettatore si avvale dei jumpscare. Da una parte le sue immagini sono fin troppo perfette - sfido chiunque a criticarne la fotografia - dall’altra sembrano non far immergere mai lo spettatore nell’ambientazione, purtroppo. Quando ci occuperemo anche dell'arrosto, oltre che del fumo? Per carità, un fumo meraviglioso, ma pur sempre fumo. Non bastano i meravigliosi giochi di ombre, i paesaggi mozzafiato e le affascinanti scene folkloristiche: Nosferatu non è più maledetto, non cerca la morte come espiazione ma essa arriva come conseguenza del soddisfacimento di quella che è la sua volontà più bassa [la signora Hutter urla al marito “tu non mi soddisfi quanto lui”]. È un vampiro volutamente marcescente, putrido e poco aristocratico: è la rappresentazione di tutto ciò che di basso si annida nel suo mantello. Fa della propria corporeità il mezzo del male. Ricordiamoci che gli è addirittura concesso un quasi appassionato bacio in bocca (a Nosferatu?). Consideratemi un purista, ma nella vera storia non c’è amore, ma solo RICERCA di amore. Un amore che non può mai farsi corpo, appunto perché appartenente ad una alterità che mette davvero i brividi, e che qui non c’è. Questo Nosferatu vuole essere uno di noi, uno del popolo, un rabbioso segaiolo (con poteri sovrannaturali) postmoderno che vuole mandare il mondo in frantumi perché nessuno lo desidera: idea ben distante da un immortale che di sé niente mostra, se non lunghe mani e viso pallido, e che ulula al mondo la propria solitudine. Il concetto è lo stesso, ma il modo di raccontarlo è ben diverso.
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[+] capisco
(di robin renzo fernandez villa)
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johnny1988
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domenica 5 gennaio 2025
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mancano i primi piani
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NOSFERATU (R.Eggers, 2024) ** Quando l'agente immobiliare Thomas Hutter (N.Hoult) viene incaricato dal languido titolare Herr Knock (S.McBurney) di recarsi sui monti Carpazi per concludere la vendita di un fatiscente maniero al lugubre conte Orlok (B.Skarsgaard), la giovane moglie dell'imprenditore, Ellen (L.R. Depp), inizia ad essere perseguitata nei sogni dall'ombra del vampiro che, bramoso di possederla e di reclamare un antico patto suggellato con la ragazza anni prima, le concede tre notti per offrirsi di sua volontà come sua sposa e di interrompere con il suo sacrificio l'epidemia che il mostro diffonde nella città di Wisborg. In origine doveva essere il secondo film di Robert Eggers, ma il progetto vede la luce solo nel 2023, seguendo il tiepido successo di The Northman.
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NOSFERATU (R.Eggers, 2024) ** Quando l'agente immobiliare Thomas Hutter (N.Hoult) viene incaricato dal languido titolare Herr Knock (S.McBurney) di recarsi sui monti Carpazi per concludere la vendita di un fatiscente maniero al lugubre conte Orlok (B.Skarsgaard), la giovane moglie dell'imprenditore, Ellen (L.R. Depp), inizia ad essere perseguitata nei sogni dall'ombra del vampiro che, bramoso di possederla e di reclamare un antico patto suggellato con la ragazza anni prima, le concede tre notti per offrirsi di sua volontà come sua sposa e di interrompere con il suo sacrificio l'epidemia che il mostro diffonde nella città di Wisborg. In origine doveva essere il secondo film di Robert Eggers, ma il progetto vede la luce solo nel 2023, seguendo il tiepido successo di The Northman. Del film originale di Murnau rimangono invariati i nomi scelti all'epoca per evitare l'accusa di violazione dei diritti del romanzo di Bram Stoker e la fotografia espressionista, ulteriormente rafforzata dal bravissimo Jarin Blaschke che continua a sorprendere il pubblico, fin dalla prima collaborazione con Eggers in The Witch. Tuttavia, mentre la prima parte appare narrativamente la più interessante per le atmosfere, la seconda dà invece tutta l'impressione di tradursi in una lista di scene "da portare a casa" senza fantasia e priva del climax e della convinzione creativa con cui esordisce il film. Il risultato è così un ibrido strano che sposa l'espressionismo tedesco, aggiornato, con un'infelice pastiche guignolesco che non riesce a superare il (superabilissimo) Dracula di Coppola, con rimandi inspiegabili all'esorcista di Friedkin. Per quanto la Depp (nei cui occhi si intravedono tantissimo lo sguardo vitreo del padre e la durezza della madre) si impegni, nulla del film riesce a rimanere indelebile nella memoria e, come l'inchiostro simpatico, il film si fa presto sostituire da altri titoli che riempiono la nuova stagione. Peccato, con così tanta buona carne al fuoco..
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nino pellino
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giovedì 23 gennaio 2025
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un film moderno dal fascino gotico
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Questo film del regista Robert Eggers è il remake del "Nosferatu - il principe della notte" uscito nel 1979 diretto dal regista Werner Herzog. Difatti la trama in generale, lo svolgimento della narrazione e il finale sono praticamente identici, fatta eccezione per qualche variazione di alcuni particolari. Inutile soffermarmi a fare paragoni con la celebre pellicola di Herzog: il fascino interpretativo dell'allora Klaus Kinski resta unico e inimitabile, così come la bellissima colonna sonora dell'epoca o in generale lo spessore e la robustezza di una regia assolutamente inarrivabile. Ma non dimentichiamoci ovviamente il primo film su "Nosferatu" risalente al 1922 con la regia di Friedrich Wilhelm Murnau.
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Questo film del regista Robert Eggers è il remake del "Nosferatu - il principe della notte" uscito nel 1979 diretto dal regista Werner Herzog. Difatti la trama in generale, lo svolgimento della narrazione e il finale sono praticamente identici, fatta eccezione per qualche variazione di alcuni particolari. Inutile soffermarmi a fare paragoni con la celebre pellicola di Herzog: il fascino interpretativo dell'allora Klaus Kinski resta unico e inimitabile, così come la bellissima colonna sonora dell'epoca o in generale lo spessore e la robustezza di una regia assolutamente inarrivabile. Ma non dimentichiamoci ovviamente il primo film su "Nosferatu" risalente al 1922 con la regia di Friedrich Wilhelm Murnau. Detto questo, bisogna adesso capire il senso dell'utilità di questa terza versione cinematografica del 2024. Rispetto alle pellicole sopra citate che l'hanno preceduto, questo film l'ho trovato, nello stile, piuttosto manieristico e americano, soprattutto per l'uso (comunque intelligente) di effetti speciali e per un horror costruito ad hoc per suggestionare e per farsi piacere. Secondo il mio personalissimo parere ciò che contraddistingue e innalza a livelli ottimali quest'opera di Eggers è principalmente la bravura recitativa dell'attrice Lily-Rose Deep nel ruolo della protagonista Ellen Hutter, promessa sposa e oggetto del desiderio del conte vampiro Orlok. Se non ci fosse stata la presenza di quest'attrice, il film sarebbe stato meno interessante, anche se ripeto nell'affermare che gli effetti speciali sono tutto sommato godibili. Discreto e bravo l'attore Nicholas Hoult nel ruolo del marito Thomas Hutter, un personaggio quasi sacrificale e sempre più demoralizzato nel proseguo della trama a causa delle proprie vicende e soprattutto di quelle che affligeranno la sua sfortunata consorte. Citazione a parte per l'istrionico attore Willem Dafoe nella parte del Dott. Albin Eberhart, il quale, grazie alle sue teorie corrette, darà un contributo nella soluzione del mistero sulle notti insonne della povera Ellen Hutter, ma nei riguardi del quale sono rimasto perplesso per ciò che concerne la sua effettiva utilità nelle scene conclusive. Difatti il finale resta secondo me uno dei momenti sublimi di tutto il film, caratterizzato da una sorta di unione spirituale e allo stesso tempo carnale nella sua accezione dicotomica "amore-morte" tra Ellen Hutter e il vampiro Orlok che durerà tutta la notte e fino al fatidico canto del gallo.
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felicity
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domenica 10 agosto 2025
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un buon dracula che ti resta incollato in testa
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Nosferatu è ineccepibile, come ci ha abituati Eggers. La messa in scena è sontuosa, dettagliatissima, combina realismo della ricostruzione storica e strizzate d’occhio all’espressionismo.
Il problema, con la prima parte, ovvero quella che segue più pedissequamente il classico intreccio di Dracula, è che sembra non avere niente di nuovo da dire, pur dicendo tutto benissimo. L’altro problema è che Eggers si sente in dovere di esplicitare tutto e non lascia nulla all’immaginazione. Lo sappiamo tutti che l’impresario immobiliare Knock è l’equivalente di Renfield e cadrà vittima di Orlok, ma Eggers ce lo mostra comunque mentre evoca il suo maestro.
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Nosferatu è ineccepibile, come ci ha abituati Eggers. La messa in scena è sontuosa, dettagliatissima, combina realismo della ricostruzione storica e strizzate d’occhio all’espressionismo.
Il problema, con la prima parte, ovvero quella che segue più pedissequamente il classico intreccio di Dracula, è che sembra non avere niente di nuovo da dire, pur dicendo tutto benissimo. L’altro problema è che Eggers si sente in dovere di esplicitare tutto e non lascia nulla all’immaginazione. Lo sappiamo tutti che l’impresario immobiliare Knock è l’equivalente di Renfield e cadrà vittima di Orlok, ma Eggers ce lo mostra comunque mentre evoca il suo maestro.
Il terzo problema è il look del vampiro che rimane quasi sempre nell’ombra e, quando si vede, appare come un cadavere in putrefazione.
È una bella idea, sulla carta, ma non ha un briciolo dell’immediatezza iconografica dell’Orlok originale.
Bill Skarsgård è truccato in maniera così pesante, e illuminato così poco, da risultare assolutamente irriconoscibile.
Per il resto il cast fa il suo: Lily-Rose Depp e Nicholas Hoult si comportano egregiamente, e sono circondati da fuoriclasse come Ralph Ineson e Dafoe. Eggers è bravo a dirigere gli attori e a tirare fuori il meglio da tutti, e qui non è da meno.
Resta che Nosferatu prende il volo solamente dopo un po’, quando smette di essere un puro esercizio di grande stile e trova la propria voce originale.
Con tutti i difetti, rimane comunque un buon Dracula, che ti resta incollato in testa ben dopo la visione.
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jonnylogan
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venerdì 3 gennaio 2025
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in transilvania c''? un castello che ....
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Robert Eggers firma la sua quarta pellicola sempre a tinte horror, rivisitando un classico del cinema del secolo scorso, che seppe rappresentare la pietra angolare delle pellicole di genere, dando il via a tutta l’agiografia su celluloide del principe delle tenebre, che da Bela Lugosi fino a Christopher Lee, ha accompagnato le paure del pubblico di almeno quattro generazioni e rifacendosi alle origini del mito cinematografico. Modificando, come nel caso della pellicola di Murnau, nomi e locations. Abbandonando per il conte Orlok i completi eleganti e le sembianze umane, per aggiungervi un aspetto mostruoso e pochi dubbi su chi possa essere il cattivo della storia.
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Robert Eggers firma la sua quarta pellicola sempre a tinte horror, rivisitando un classico del cinema del secolo scorso, che seppe rappresentare la pietra angolare delle pellicole di genere, dando il via a tutta l’agiografia su celluloide del principe delle tenebre, che da Bela Lugosi fino a Christopher Lee, ha accompagnato le paure del pubblico di almeno quattro generazioni e rifacendosi alle origini del mito cinematografico. Modificando, come nel caso della pellicola di Murnau, nomi e locations. Abbandonando per il conte Orlok i completi eleganti e le sembianze umane, per aggiungervi un aspetto mostruoso e pochi dubbi su chi possa essere il cattivo della storia.
Nosferatu il vampiro (Nosferatu, eine Symphonie des Grauens; 1922) è rivisitato pedissequamente, sia per quanto riguarda la trama, sia per mezzo di ambientazioni gotiche, plumbee e invernali che fanno da sfondo a un presunto contagio pestilenziale che sta attraversando l’Europa da est a ovest. Sulla direttrice che unisce la psiche di un Conte, lo svedese Bill Skarsgård irriconoscibile sotto tonnellate di trucco, alla mente di Ellen Hutter, giovane moglie di un agente immobiliare guidato dal desiderio di una solida stabilità economica.
Quella che però sembra peste è al contrario qualche cosa che solamente un fisico appassionato di esoterismo, il Professor Albin Eberhart Von Franz, riesce a svelare. Ovvero un legame psichico che unisce Ellen, la primogenita della coppia Johnny Depp, Vanessa Paradis, a un vampiro dall’età approssimativamente ultra centenaria.
A impersonare il dottor Von Franz: Willem Dafoe, che torna a collaborare con Eggers per la terza volta e a raccontare nuovamente una storia che ruota attorno alla pellicola firmata da Murnau. Difatti se ne L’ombra del vampiro (Shadow of the Vampire; 2000) il suo ruolo era quello di Max Schreck, lugubre attore Berlinese che nel film del ’22 impersonava il Conte Orlok. Questa volta gli spetta il ruolo della nemesi di Nosferatu. Mentre a fare da contraltare al vampiro e a impersonare il vero protagonista assieme al conte Orlok, il trentacinquenne attore britannico Nicholas Hoult nella parte di Thomas Hutter.
Pellicola che al termine delle oltre due ore di durata, non aggiunge però molto al mito cinematografico di Dracula, non riuscendo a riscriverne origini o chiavi di lettura, perché decisa a privilegiare la trama, ricalcata sulla medesima narrazione del film originale, ponendo in secondo piano le abilità dei singoli attori.
Esercizio di stile comunque portato a termine in maniera molto efficace per uno degli autori contemporanei più interessanti degli ultimi anni, ma che desideriamo rivedere alle prese con qualche soggetto maggiormente originale.
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tom cine
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domenica 2 febbraio 2025
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uguaglianze e differenze
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Comincio con un presupposto: non tutti i remake sfigurano davanti all’originale. Alcuni sono, obiettivamente, inutili ma altri, laddove l’operazione esalta aspetti della storia precedentemente messi in secondo piano e ne aggiunge di ulteriori, sono veramente degni di considerazione. Se il risultato di quanto fatto in precedenza è un capolavoro, il rischio è grosso perché le probabilità che il nuovo film sia fatto (metaforicamente) a pezzi aumenta.
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Comincio con un presupposto: non tutti i remake sfigurano davanti all’originale. Alcuni sono, obiettivamente, inutili ma altri, laddove l’operazione esalta aspetti della storia precedentemente messi in secondo piano e ne aggiunge di ulteriori, sono veramente degni di considerazione. Se il risultato di quanto fatto in precedenza è un capolavoro, il rischio è grosso perché le probabilità che il nuovo film sia fatto (metaforicamente) a pezzi aumenta. In questo caso, il rischio raddoppia perché i capolavori davanti a questo film sono due: il “Nosferatu” di Murnau e lo splendido remake di Herzog con protagonisti un memorabile Klaus Kinski e una radiosa Isabelle Adjani. Se ci si lascia andare al pregiudizio secondo il quale i remake fanno schifo a prescindere dal risultato si rischia, come sempre, di concentrare la propria attenzione sul dito perdendo di vista la Luna. Infatti, oltre al film di Herzog, esistono tante altre eccezioni (anche “Scarface” e “Le colline hanno gli occhi” sono dei remake, ma il primo è un capolavoro e il secondo è un gran film) e, secondo me, in questa categoria dovrebbe rientrare anche quest’ultimo “Nosferatu”.
La storia è nota, sostanzialmente è quella di “Dracula” con alcune (anzi, molte) differenze, ma si possono fare degli accenni senza svelare troppo. Nella prima metà dell’Ottocento, a Wisborg, l’agente immobiliare Thomas Hutter, riceve l’incarico di concludere la vendita di un vecchio edificio stipulando un contratto con il conte Orlok. Il cliente è facoltoso e apparentemente impossibilitato a spostarsi dalla sua dimora, pertanto Hutter è costretto ad abbandonare la moglie Ellen e a partire: la destinazione è la dimora di Orlok, un castello nei Carpazi. Dopo un viaggio pieno di avvertimenti e segnali inquietanti, Hutter giunge alla meta, ma ben presto si rende conto della natura diabolica, soprannaturale e violenta dell’oscuro cliente che, invaghitosi di Ellen, parte improvvisamente per Wisborg, lasciandosi dietro una scia di morte e diffondendo la peste con l’ausilio di orde di ratti. Ma le cose non sono così chiare come sembrano e ci sarà bisogno di un professore esperto di occulto e della stessa Ellen per cercare di debellare la mortifera e maligna presenza del vampiro.
Tolta la trama, bisogna soffermarsi non sulle uguaglianze ma sulle differenze che caratterizzano i tre film. Il “Nosferatu” originale, il più onirico del terzetto, lasciava trasparire le paure (purtroppo confermate perché poco tempo dopo Hitler avrebbe preso il potere) dovute all’apparizione di un tiranno e all’instabilità sociale e politica; il rifacimento di Herzog si concentrava maggiormente su un’atmosfera macabra e funebre, dando più risalto alla peste e alla necrofobia perché voleva rappresentare anche la paura del disfacimento sociale dando risalto alla grande rimossa di sempre, cioè la morte; il “Nosferatu” di Eggers prosegue il discorso iniziato dal suo regista con “The witch” facendo ruotare il perno della storia intorno al rapporto tra i bisogni di libertà e le pulsioni di una donna e una società sostanzialmente misogina, maschilista e sessualmente repressiva. Nessun personaggio maschile, parzialmente perfino il vampiro (ma sulle sue origini e sul suo rapporto con Ellen in questo film è giusto non svelare troppo), rimane esente dalla misoginia e dal maschilismo e il picco si raggiunge quando il medico confonde la possessione di Ellen con l’isteria e finisce col dare la colpa, seguendo una credenza purtroppo davvero in voga nel diciannovesimo secolo, alla presunta repressione sessuale della donna consigliandole di stringere il corsetto. Tutto questo fa di “Nosferatu” un film tutt’altro che impersonale ma Eggers, a differenza di altri “autori”, non ha dimenticato anche e soprattutto di fare un film horror davvero gotico: il ritmo è dilatato e velocizzato nei momenti giusti (non è un film lento ma, per fortuna, non è nemmeno troppo frenetico riuscendo così a valorizzare anche le curate scenografie e i costumi), scorre in maniera compatta dall’inizio alla fine e lascia il giusto spazio a tutti i personaggi tra i quali spicca, tra i comprimari, l’allucinato Von Franz di Willem Defoe. Ma la ciliegina sulla torta (a parte la Ellen interpretata da Lily Rose Depp) è proprio il conte Orlok, rappresentato con un aspetto che se, in un primo momento, può disorientare chi ha amato il personaggio nelle precedenti versioni, si rivela, durante il procedere della narrazione, sempre più minaccioso e terrificante e nasconde, nel suo aspetto, una piccola citazione: quei baffi, esenti nei due film precedenti, che alludono a Vlad Tepes. Si tratta di Vlad III di Valacchia, temibile principe rumeno a cui si ispirò Bram Stoker per quel capolavoro della letteratura horror che è “Dracula” e che Coppola immortalò nel prologo della superba versione con Gary Oldman e Wynona Ryder. Che altro scrivere? Probabilmente, chi apprezzerà questo nuovo film ringrazierà non solo Robert Eggers e i suoi collaboratori, ma anche Murnau e soprattutto Bram Stoker.
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paul hackett
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domenica 9 febbraio 2025
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splendida fotografia, femminista ma non ? herzog
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Terza rilettura dopo la versione di Murnau del 1922 e quella eccezionale di Herzog del 1979. Non sono un grande fan del Nosferatu di Murnau al quale riconosco il valore storico, la sperimentazione degli effetti speciali inevitabilmente primitivi da contestualizzare nell'epoca, ma una mediocrità narrativa rispetto altre opere dell''espressionismo tedesco. La vera pietra di paragone sarebbe il Nosferatu di Herzog, autentico capolavoro. La curiosità verso questa versione di Eggers era parecchia, il cast e la produzione sono di assoluto spessore e il risultato è stato soddisfacente, la fotografia di qualità eccelsa. La sceneggiatura è fedele, ha un originale taglio velatamente ed elegantemente femminista che ho apprezzato, emerge la figura di Lily Rose Depp - Ellen Hutter rispetto a quella del vampiro, mentre nella versione del cineasta tedesco Klaus Kinski dominava tutto il film.
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Terza rilettura dopo la versione di Murnau del 1922 e quella eccezionale di Herzog del 1979. Non sono un grande fan del Nosferatu di Murnau al quale riconosco il valore storico, la sperimentazione degli effetti speciali inevitabilmente primitivi da contestualizzare nell'epoca, ma una mediocrità narrativa rispetto altre opere dell''espressionismo tedesco. La vera pietra di paragone sarebbe il Nosferatu di Herzog, autentico capolavoro. La curiosità verso questa versione di Eggers era parecchia, il cast e la produzione sono di assoluto spessore e il risultato è stato soddisfacente, la fotografia di qualità eccelsa. La sceneggiatura è fedele, ha un originale taglio velatamente ed elegantemente femminista che ho apprezzato, emerge la figura di Lily Rose Depp - Ellen Hutter rispetto a quella del vampiro, mentre nella versione del cineasta tedesco Klaus Kinski dominava tutto il film. Frammenti di forte violenza e orrore non mancano tuttavia senza oltrepassare il confine del trash, restando nel limiti dell'horror che può pretendere nelle scene più torbide un linguaggio visivo esplicito fino all'espressionismo più intenso. Ho visto il film in lingua originale e ho apprezzato le performances ma in particololare mi ha sorpreso Lily Depp. Un po' debole Willen Dafoe, il personaggio del medico luminare convertito alla medicina alternativa e all'esoterismo è molto interessante e comprendo la scelta data la fisicità dell'attore che ben si adatta a contesti grotteschi e caricaturali però non mi ha convinto completamente. Il film è senz'altro da vedere, non sfigura rispetto al capolavoro di Herzog ma non arriva a quelle vette. Insisto sulla fotografia veramente molto curata.
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mardou_
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venerdì 28 febbraio 2025
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la nuova versione della solita vecchia storia
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nel 1922, f.w.murnau girò nosferatu, ispirandosi al romanzo dracula, di cui cambiò i nomi dei luoghi e dei personaggi. gli eredi di bram stoker vinsero la causa per violazione dei diritti d autore ed il cineasta tedesco fu condannato a distruggere tutte le copie della pellicola. tranne una, che salvò clandestinamente, consegnando ai posteri uno dei capolavori del cinema muto. il primo remake fu quello del '79 con klaus kinski nel ruolo di orlok. dopo più di un secolo, robert eggers ci presenta la sua versione della favola nera più bella di tutti i tempi. la tensione sensuale che aleggia come una densa foschia, è ben sostenuta dai bravi interpreti, su tutti un' ipnotica lily rose depp.
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nel 1922, f.w.murnau girò nosferatu, ispirandosi al romanzo dracula, di cui cambiò i nomi dei luoghi e dei personaggi. gli eredi di bram stoker vinsero la causa per violazione dei diritti d autore ed il cineasta tedesco fu condannato a distruggere tutte le copie della pellicola. tranne una, che salvò clandestinamente, consegnando ai posteri uno dei capolavori del cinema muto. il primo remake fu quello del '79 con klaus kinski nel ruolo di orlok. dopo più di un secolo, robert eggers ci presenta la sua versione della favola nera più bella di tutti i tempi. la tensione sensuale che aleggia come una densa foschia, è ben sostenuta dai bravi interpreti, su tutti un' ipnotica lily rose depp. sono sicura che il regista, classe 1983, abbia guardato molto anche al dracula di coppola, di cui ha richiamato le atmosfere ed alcune citazioni, come " il sangue è vita" frase indimenticabile di gary oldman. qui a pronunciarla è samuel mcburney, herr knock, forse il mio personaggio preferito, a discapito del conte, che resta solo una bestia malvagia, senza il fascino e l attrazione magnetica che mi hanno fatto amare i vampiri sin da bambina.
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peppy86
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sabato 11 gennaio 2025
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il nosferatu di eggers, un remake che fa tanto bene al cinema
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Il Nosferatu di Robert Eggers si apre con una profezia e si chiude in un abbraccio. Sporcizia, vento, terra e budella? il film evoca una sensazione che si annida nel ventre della terra, sospesa tra superstizione e realt?. Questo ? il sapore del nuovo Nosferatu.
Oltre al richiamo evidente al classico di Murnau, si percepisce una forte connessione con L'Esorcista di Friedkin, in particolare nel tumultuoso percorso che dalla scienza sfocia nel sovrannaturale.
Esteticamente, il film ? un autentico viaggio nel tempo. La cura per i dettagli ? sbalorditiva: in una scena, Willem Dafoe sfoglia un libro e si sono preoccupati di fargli le unghia sporche e consumate.
Il comparto sonoro ? esplosivo, perfettamente intrecciato con le immagini che compongono le sequenze.
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Il Nosferatu di Robert Eggers si apre con una profezia e si chiude in un abbraccio. Sporcizia, vento, terra e budella? il film evoca una sensazione che si annida nel ventre della terra, sospesa tra superstizione e realt?. Questo ? il sapore del nuovo Nosferatu.
Oltre al richiamo evidente al classico di Murnau, si percepisce una forte connessione con L'Esorcista di Friedkin, in particolare nel tumultuoso percorso che dalla scienza sfocia nel sovrannaturale.
Esteticamente, il film ? un autentico viaggio nel tempo. La cura per i dettagli ? sbalorditiva: in una scena, Willem Dafoe sfoglia un libro e si sono preoccupati di fargli le unghia sporche e consumate.
Il comparto sonoro ? esplosivo, perfettamente intrecciato con le immagini che compongono le sequenze. L?intero film ? costruito per creare un?atmosfera lugubre e opprimente, che avvolge lo spettatore dall?inizio alla fine.
A una seconda visione, mi sono reso conto di quanto gli esseri umani siano marginali in questa storia: figure impotenti di fronte a un mondo che non possono n? controllare n? comprendere. Lo stesso conte Orlok e la bella Ellen appaiono come marionette, mosse da regole appartenenti a un regno ultraterreno. In questo universo, l?amore non esiste: tutto ? dominato dall?appetito, e l?appetito deve essere soddisfatto.
In conclusione, attendo con trepidazione la prossima opera di Eggers. Ho sempre pensato che la sua estetica e sensibilit? si sposerebbero alla perfezione con il manga Berserk del compianto Kentaro Miura. Non so se Eggers abbia mai letto quest?opera, ma se per miracolo gli capitasse fra le mani e decidesse di annunciarne un adattamento cinematografico, sarei al settimo cielo.
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dandy
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sabato 11 gennaio 2025
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mahsferatu.
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Il terzo film sul secondo vampiro più famoso del cinema dopo Dracula(anche se a tutti gli effetti ne sarebbe un surrogato pur essendo stato rappresentato "per primo")presenta ottime premesse ma a conti fatti funziona più sulla carta:Eggers(anche co-produttore e co-sceneggiatore)per me ci ha azzeccato con "The Witch mentre i successivi film non mi hanno convinto quindi ho tenuto le aspettative moderate pur sperando vivamente in un buon film.Tecnicamente ineccepibile(ma sarebbe stato strano il contrario dato il genere di film)e con un'ottima prima parte dove si percepiscono l'atmosfera mortifera e il senso di oppressione grazie alla fotografia "ombrosa" che richiama alle atmosfere del muto e porta il colore vicino al B/N.
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Il terzo film sul secondo vampiro più famoso del cinema dopo Dracula(anche se a tutti gli effetti ne sarebbe un surrogato pur essendo stato rappresentato "per primo")presenta ottime premesse ma a conti fatti funziona più sulla carta:Eggers(anche co-produttore e co-sceneggiatore)per me ci ha azzeccato con "The Witch mentre i successivi film non mi hanno convinto quindi ho tenuto le aspettative moderate pur sperando vivamente in un buon film.Tecnicamente ineccepibile(ma sarebbe stato strano il contrario dato il genere di film)e con un'ottima prima parte dove si percepiscono l'atmosfera mortifera e il senso di oppressione grazie alla fotografia "ombrosa" che richiama alle atmosfere del muto e porta il colore vicino al B/N.E azzeccato il ritmo dilatato e onirico che caratterizzava l'esordio del regista.La coppia Taylor Johnson-Depp funziona e il personaggio di Ellen è giustamente aggiornato ai tempi odierni.Ma se all'inizio il suo legame con Orlok sembra la versione estremizzata dell'amore di Mina per Dracula del film di Coppola(da cui questo film sembra trarre ispirazione più che da quelli di Murnau ed Herzog,più un pizzico di "L'esorcista" e "Possession" per le sequenze in cui Ellen è preda dell'influsso del vampiro)ossia la liberazione delle oppressioni e la realizzazione della sessualità attraverso l'orrore,nella seconda parte diviene una tradizionale vittima sacrificale in virtù della salvezza altrui a cominciare da un marito che l'ha sempre trascurata.E anche il resto si fa sbrigativo ed abbozzato(vedi la questione dei rituali,forse nella director's cut vengono esplicati meglio).Ed ora veniamo ad Orlok.Look a parte(che ha fatto storcere il naso a parecchi e anche a me personalmente non ha convinto e si lo so che Eggers si è ispirato a Dracula ecc che il romanzo ecc che Vlad ecc ma non mi ha convinto lo stesso,chevveddevodì???)se è efficace perchè si vede poco il problema vero è che parla troppo,risultando più che altro una copia sbiadita del Dracula di Coppola e una sorta di Bronson-zombi più che Nosferatu.Tutte cose che perlopiù finiscono per vanificare la performance di Skarsgard,il cui accento nella versione originale risulta poco convincente.Poi non ho capito il perchè del prologo e della faccenda del contratto che Hutter firma sotto ipnosi:se anche questo è collegato ai rituali mi auguro lo spieghino meglio nella versione estesa perchè così mi sembrano scelte insensate(perchè Orlok è entrato in contatto con Ellen 10 anni prima di passare all'azione?E perchè ha dovuto far firmare il contratto a Hutter per vincolarsi a Ellen?).Altra pecca è Dafoe,come in "Beetlejuice Beetlejuice" è puramente accessorio,anche se fortunatamente evita in toto l'overacting.In conclusione trovo che purtroppo anche stavolta Eggers non ha sfruttato al meglio le possibilità che aveva,anche se non parliamo di un fallimento totale sia chiaro.E infatti il pubblico per ora sembra apprezzare parecchio(al botteghino sta andando bene).Riprese effettuate a Praga,nella Repubblica Ceca,In Transilviania e a Lubecca.Come già detto,speriamo nella versione estesa...
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