Dear Santa unisce davanti e dietro la macchina da presa alcuni dei talenti comici americani più irriverenti: i fratelli Peter e Bobby Farrelly e Jack Black.
Alla base del film c'erano tutti gli elementi per creare una commedia natalizia diversa dalle altre, sfruttando a proprio vantaggio gli archetipi del genere.
Proprio questo giocare con gli stilemi dei film di Natale e provare a ribaltarli poteva diventare il punto di forza della pellicola.
Invece, momenti di assoluta dolcezza fastidiosa si alternano a lampi di cattiveria quasi geniale. Peccato però che rimangano solamente tali - ovvero dei momenti - e non parte organica di un tessuto narrativo continuo ed avvincente.
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Dear Santa unisce davanti e dietro la macchina da presa alcuni dei talenti comici americani più irriverenti: i fratelli Peter e Bobby Farrelly e Jack Black.
Alla base del film c'erano tutti gli elementi per creare una commedia natalizia diversa dalle altre, sfruttando a proprio vantaggio gli archetipi del genere.
Proprio questo giocare con gli stilemi dei film di Natale e provare a ribaltarli poteva diventare il punto di forza della pellicola.
Invece, momenti di assoluta dolcezza fastidiosa si alternano a lampi di cattiveria quasi geniale. Peccato però che rimangano solamente tali - ovvero dei momenti - e non parte organica di un tessuto narrativo continuo ed avvincente. Tanto che a tratti il film perde di ritmo e di tensione, mal distribuita lungo i tre atti.
La regia non brilla per originalità proprio come lo sviluppo narrativo di Dear Santa, che prova a puntare sul carisma innato e irriverente di Jack Black ma senza riuscirci completamente. Una pellicola troppo altalenante che non sfrutta tutte le proprie potenzialità e che per quanto in parte intrattenga il pubblico affamato di titoli a tema in un certo periodo dell'anno, rischia di annoiarlo in altrettanti frangenti, complice la durata qui più che mai inutilmente allungata.
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