La Stranezza

Un film di Roberto And˛. Con Toni Servillo, Salvo Ficarra, Valentino Picone, Giulia And˛.
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Commedia, Ratings: Kids+13, durata 103 min. - Italia 2022. - Medusa uscita giovedý 27 ottobre 2022. MYMONETRO La Stranezza * * * 1/2 - valutazione media: 3,92 su -1 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   

Sic cogit Pirandello Valutazione 4 stelle su cinque

di Eugenio


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venerdý 9 dicembre 2022

Un giorno piovoso, grigio, un accogliente cinema con poltrone comode in una riparata sala. Poi lentamente, terminata la pubblicità, le luci si spengono e la magia del cinema si fa viva nelle prime immagini di una Sicilia di inizio Novecento, dalla luce calda e pastosa che tanto ricorda gli acquerelli di un realista Fattori senza mai tender ad essi come asintoto all’infinito. Un viaggio nel tempo, una stranezza diremmo, l’ultimo lavoro di Roberto Andò, forse uno dei suoi migliori. Che guarda caso si intitola proprio “La stranezza”, apologo sulla necessità dell’incontro di alto e basso, di tragico e comico, di una linfa vitale costantemente da innestare nel processo di creazione artistica per evitare che si inaridisca.  È un film quello di Andò con protagonista lo strano “trio” Servillo-Ficarra-Picone, che nei suoi cento minuti, meno di due ore, ti fa venir voglia di rileggerti Pirandello, in un ritmo e una narrazione che esulando dal tratto farsesco, ci mostra come fossimo noi stessi spettatori di una messa in scena artistica, il processo creativo di uno dei più grandi drammaturghi di sempre.

Il grande scrittore, interpretato con un processo narrativo per sottrazione, priva di enfasi retorica da Toni Servillo, torna proprio nel 1920 nella natìa Sicilia dalla gloria romana, per festeggiare gli ottanta anni di Giovanni Verga, cantore dell’isola ed esponente più nobile di un realismo sempre vicino ai più umili. Quivi giunto per pura causalità, la morte della balia di Verga appunto, conosce due becchini, Nofrio (Picone) e Bastiano (Ficarra), artisti dilettanti, dalle “dubbie” capacità, impegnati a imbastire un farsesco e drammatico spettacolo, "La trincea del rimorso, ovvero Cicciareddu e Pietruzzu", nel teatrino comunale. Nel buffo incontro, con tanto di riferimento a un loculo già “occupato” e la relativa disbriga pratica a suon di mazzetta, conio assai comune cent’anni fa come oggi, si muove il reale moto tormentato del grande scrittore siciliano, incapace di trovare un fil rouge ai suoi pensieri. Quello che oggi definiremmo crisi della pagina bianca, quello che nella storia, perché di storia alla fine narra il film di Andò, intessendolo abilmente con l’arte della vita del teatro e del gioco delle parti degli attori dilettanti, diverrà Sei personaggi in cerca d’autore, stroncato alla sua prima nazionale a Roma e presto un successo. Ma prima, ecco, prima, La stranezza di Roberto Andò, mette in luce la sua genesi con quella dolcezza e sentimento, propria di un teatro vivo e che nel teatro trova i suoi principali attori (Renato Carpentieri- Verga, Fausto Russo Alessi- personaggio in cerca d’autore, Luigi Lo Cascio- direttore) e temi: dramma, peccato, amore, morte e farsa.

Una storia semplice (e non a caso dedicata a Leonardo Sciascia), La stranezza, balsamo per il cinema italiano, che sfrutta il contesto storico come fondamenta, per realizzare “il mattone di finzione” del duo Ficarra-Picone in un ruolo finalmente a loro calzante, che esula dalla comicità fine a sé stessa. La malta sta nella sinergia tra noi pubblico che meravigliati guardiamo una storia reale tradotta in finzione, nel cui teatro si recita a soggetto, tra pettegolezzi e umori e un punto di vista appunto relativistico che tanto piace alla letteratura novecentesca e alla psicoanalisi freudiana. Ma poco importa il nozionismo, perché, prima di tutto, La stranezza è proficuo scambio fra autori e attori, pubblico e artisti, in un controverso equilibrio tra sprezzatura e profondità di sguardo, elaborazione del pensiero e talento, in una forma ricercata fatta di una bellissima fotografia e una partitura linguistica dialettale con tanto di sottotitoli (a volte necessari) che non spingono alla risata quanto all’analisi ulteriore. Un ottimo film di finzione reale che con raffinatezza rompe l’equilibrio di un piccolo mondo antico antesignano di una imminente modernità. Da applauso.

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