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alex62
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sabato 7 gennaio 2017
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la grande magia
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Gli USA (e in particolare la California) hanno fatto dell'entertainment un grande business, ma al contempo, in nome di un altissimo professionismo, da lì sono arrivati molti fra i più grandi artisti e spettacoli di successo mondiale. Possiamo, comprensibilmente, considerarla una enorme macchina per far soldi tutto questo, ma c'è un luogo in cui, grazie a Dio, non si sono mai verificati grandi incassi, anzi dove il denaro ha sempre avuto un significato secondario rispetto al bisogno di presentarsi al pubblico come al proprio unico giudice e mecenate: il teatro. Questo è tanto più vero considerando che la paga del più famoso (e bravo) attore-cantante, in teatro, in Italia, difficilmente può superare i 2.
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Gli USA (e in particolare la California) hanno fatto dell'entertainment un grande business, ma al contempo, in nome di un altissimo professionismo, da lì sono arrivati molti fra i più grandi artisti e spettacoli di successo mondiale. Possiamo, comprensibilmente, considerarla una enorme macchina per far soldi tutto questo, ma c'è un luogo in cui, grazie a Dio, non si sono mai verificati grandi incassi, anzi dove il denaro ha sempre avuto un significato secondario rispetto al bisogno di presentarsi al pubblico come al proprio unico giudice e mecenate: il teatro. Questo è tanto più vero considerando che la paga del più famoso (e bravo) attore-cantante, in teatro, in Italia, difficilmente può superare i 2.000 euro a recita, guadagno ridicolo se confrontato con quello dei calciatori o anche dei conduttori televisivi. Lasciamo da parte il cinema in quanto si tratta di tutt'altro “mercato”…
Ebbene, finalmente incontriamo un film che racconta bene, anche se secondo un lessico adatto soprattutto ai più piccoli, la magia del teatro.
Nella semplice metafora, c'è una fatiscente, ambizioso edificio che crolla letteralmente addosso al suo koala impresario, così come la sua impresa da sempre deficitaria: questo è il primo punto per capire il “mistero” della drammaturgia. Sembra sempre che vada tutto a rotoli (come aveva saputo ben dire “Shakespeare in love”, dell'accoppiata vincente Tom Stoppard-John Madden), che si sfiori il disastro, ma alla fine…tutto si riordina e riorganizza e…si va in scena! Questa poi è, a sua volta, la più intrigante metafora del teatro che ricorda la vita stessa…
Alcuni personaggi formidabili, interpretati da alcuni fra i migliori attori di Hollywood, dotati peraltro di voci che sanno cosa vuol dire cantare: Reese Witherspoon, Matthew McConaughey, Scarlett Johansson, Taron Egerton, e alcuni altri talenti come Tori Kelly, Seth MacFarlane, Nick Kroll…
È uno spettacolo bellissimo, con numeri di ballo e canto memorabili.
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mario nitti
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martedì 3 gennaio 2017
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allegro, divertente, piacevole
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Suppongo che a leggere sia un adulto che si chiede se ha senso andare a vedere un cartone animato che racconta di un talent show in cui si sfidano una maialina mamma di una schiera di porcellini, un topo che canta come Frank Sinatra, un gorilla impacciato e un’elefantessa timida? La risposta è: “Sì!”, senza dubbio “Sì!”. Il film è riuscito, allegro, musicalmente accattivante e il tempo passato in sala vola via. Ci si deve vergognare a divertirsi, magari anche un po’ più dei bambini della fila? Boh, se per voi è un problema state a casa. Peggio per voi.
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mattopolis
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martedì 27 dicembre 2016
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divertente ed emozionante
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Questo film lo accosto tranquillamente ai cartoni in grado divertire e emozionare allo stesso tempo come negli ultimi anni sono riusciti solo "Up" della pixar e "Dragon Trainer"della dreamworks. è da un bel po' che non uscivano cartoni così completi...pur non amando gli animali eccessivamente umanizzati in questo film ho davvero dovuto ricredermi! Consigliatissimo
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g_andrini
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martedì 20 dicembre 2016
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simpatico
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E' una bella storia raccontata bene. Il finale può trarre in inganno, il leitmotif è che la semplicità vince sempre.
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eugenio
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lunedì 19 dicembre 2016
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un grande musical d'animazione
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Quando hai toccato il fondo, l’unica cosa che puoi fare è puntare in alto.
Sembra riassumersi in questa frase il nuovo film della Illumination Entertainment casa di produzione dei Minions, opera di Gerth Jennings che brilla per simpatia, originalità e animazioni ben riuscite oltre che a un vasto repertorio di canzoni.
Classificare Sing tuttavia un film d’animazione sarebbe riduttivo in quanto la varietà di stili e soprattutto di temi edificanti trattati da questo antropomorfo cartoon è direttamente proporzionale al citazionismo e alla contaminazione che faranno contenti i cinefili più accaniti.
Buster Moon è un koala che ha il teatro nel sangue.
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Quando hai toccato il fondo, l’unica cosa che puoi fare è puntare in alto.
Sembra riassumersi in questa frase il nuovo film della Illumination Entertainment casa di produzione dei Minions, opera di Gerth Jennings che brilla per simpatia, originalità e animazioni ben riuscite oltre che a un vasto repertorio di canzoni.
Classificare Sing tuttavia un film d’animazione sarebbe riduttivo in quanto la varietà di stili e soprattutto di temi edificanti trattati da questo antropomorfo cartoon è direttamente proporzionale al citazionismo e alla contaminazione che faranno contenti i cinefili più accaniti.
Buster Moon è un koala che ha il teatro nel sangue. Sin dalla tenera età è rimasto affascinato dal gioco di scena e dalla potenza attoriale degli interpreti (e come dargli torto?), e soprattutto dallo spettacolo luci-ombre del teatro-vita come metafora della società in cui viviamo. Al teatro Buster ha dedicato tutto sè stesso, ereditando la passione del padre compresa una serie di fallimenti e debiti con la banca (oltre che con gli stessi macchinisti) che hanno costretto il simpatico koala a escogitare qualcosa per salvare il salvabile.
Questo il prologo.
In tempi odierni quale è quello strumento abusato e amato dai giovanissimi per farsi conoscere e al tempo stesso tentare la via del successo?
Semplice, il talent. Buster per cercare di rimettere in piedi compagnia e pagare i debiti insoluti, ha un’idea: sfruttare l’occasione del talent, aprendo le porte del suo teatro a una grande varietà di “animali”, aspiranti “saranno famosi”, mettendo come palio al vincitore la cospicua cifra di 1000 dollari (divenuti poi 100000 a causa di un “mero” errore di stampa della cecata segretaria).
Ecco quindi che scorrono davanti a noi i mitici talentuosi ognuno con la sua storia, valenza emotiva, problemi, le sue difficoltà da superare, le sue fobie. Ognuno con la sua umanità quindi.
C’è Rosita, maialina madre di venticinque figli piccoli, c’è Mike (strepitoso), un topo stile Stuart Little molto più egocentrico e spalvaldo come vocalista, Meena, un’elefante timida e incapace di mostrare al pubblico la sua grande vocalità, Ash la porcospina fanatica della musica d’autore, dalle innate capacità rock ed infine Johnny, uno scimpanzè con padre rapinatore dal sogno di cantante blues.
La miscela è quindi quella di un musical che dietro la parvenza di una salvezza, di una rinascita, quella del tempio del teatro, propone una giustapposizione crescente di stili, travestimenti e grandi canzoni.
Singè un grande film che mescola abilmente il dinamismo di alcune scene (celebre quella della maialina Rosita al supermercato nello slalom tra carrelli e nel balletto col suo “alter-ego” dai movimenti decisamente più aperti del suo pingue marito) o quella del turbamento di James e della sua incapacità di mostrare il suo talento nascosto al primitivo padre impegnato in rapine, in un fil-rouge che lega il noir alla vicenda del topo Mike sicuro della vincita da indebitarsi come non mai (la scena della macchina sportiva e della vincita a poker sono assai divertenti) creando degli intermezzi tali da sconvolgere la già precaria armonia di un gruppo che stabile non è per definizione.
Insomma, Sing a prima vista considerabile un piacevole intermezzo d’animazione, è capace come rari altri esempi omologhi, di non possedere apparentemente un genere preciso di collocazione malgrado la rigidità classica di un copione -il salvataggio di un teatro in fallimento- e la leggerezza del tono.
Attenzione però: leggerezza non significa assolutamente superficialità, tutt’altro. Sing coniugando vari stili tra cui spicca anche il melò della storia d’amore perduta di Ash, rabbia dolente fonte ispiratrice di canzoni, evade dai binari classici di un lieto fine precostituito, stupendo lo spettatore con riuscite disgressioni ( come quella dell'autolavaggio di Buster e Eddie, uno che lava, l’altra che asciuga rigorosamente con metodi naturali) e evocando lo spirito e l’atmosfera di un decadente mondo tra passato di ville austere e modernità di esibizioni canore.
Il tutto con una spruzzata di noir, tante risate e un ottimo doppiaggio italiano diretto da Marco Mete (Roger Rabbit docet) che appassiona piccoli e soprattutto “grandi al seguito”.
4 stelle e pollice decisamente alto. Dal 4 gennaio al cinema
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mrfranktodd
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mercoledì 14 dicembre 2016
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la salvezza della illumination... cantata.
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Illumination Entertainment, con questo film hai dimostrato che si, produci i film principalmente indirizzati a un pubblico di giovanissimi (questo è stato dimostrato dal film dei Minions), ma hai anche avuto il coraggio di sviluppare un idea non troppo originale in modo tale che il film risulti fresco e perfettamente godibile per tutte le età.
La trama parla di un koala, doppiato in originale da Matthew McConaughey, che, per rilanciare il suo teatro dopo una crisi economica, indìce una gara di canto con un premio di 100.000 dollari. Vi parteciperanno una maialina casalinga (Reese Witherspoon), un topo sassofonista (Seth McFarlane), un'istrice rocker (Scarlett Johansson), un'elefantessa timida (Tori Kelly) e un gorilla figlio di un capo banda di rapinatori (Taron Egerton).
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Illumination Entertainment, con questo film hai dimostrato che si, produci i film principalmente indirizzati a un pubblico di giovanissimi (questo è stato dimostrato dal film dei Minions), ma hai anche avuto il coraggio di sviluppare un idea non troppo originale in modo tale che il film risulti fresco e perfettamente godibile per tutte le età.
La trama parla di un koala, doppiato in originale da Matthew McConaughey, che, per rilanciare il suo teatro dopo una crisi economica, indìce una gara di canto con un premio di 100.000 dollari. Vi parteciperanno una maialina casalinga (Reese Witherspoon), un topo sassofonista (Seth McFarlane), un'istrice rocker (Scarlett Johansson), un'elefantessa timida (Tori Kelly) e un gorilla figlio di un capo banda di rapinatori (Taron Egerton). Questi personaggi dovranno anche convivere anche con i loro problemi nella propria vita privata.
Arriviamo ora al succo del discorso: pregi e difetti. Vi è una buona gestione dei personaggi (segnalo come ottimi ruoli quelli di McConaughey e di Witherspoon), un sviluppo più graduato della trama e un finale che lascia una soddisfazione che vi farà tirare un sospiro di sollievo. Ma, come già accennato, l'idea non è delle più originali e le voci canterine dei protagonisti tarderanno un po' prima di mostrare il loro vero potenziale. Da segnalare anche una perdita di fluidità della narrazione al centro del film, ma sono cose che alla fine non distraggono molto.
Personalmente, ho avuto la fortuna di vedere questo film in anteprima, quindi posso consigliarvi di non pretendere troppo da questo film. Potete tranquillamente godervi una storia godibile, personaggi ben sviluppati e un commento musicale che vi attrarrerà sicuramente la vostra attenzione.
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