|
|
felicity
|
venerdì 2 aprile 2021
|
grande scrittura e due interpreti maiuscoli
|
|
|
|
Truman deve il titolo all’unico personaggio silenzioso, il cane, lascito terreno di un uomo che, in quei pochi giorni di spostamenti, pranzi, cene e viaggi improvvisati, avrà modo di riflettere ancor più in profondità sul senso dell’esistenza, sulla forza dei legami, sulla continuità delle “cose” oltre il termine materiale delle stesse.
Il cane Truman infatti rappresenta l’emblema della vera fedeltà e dedizione, di qualcuno che non ti ama per quello che hai nel conto in banca, ma ti ama nonostante tutto.
Ovviamente anche l’amico che si prende cura dell’amico malato, e comincia a pensare a come poter risolvere il problema del cagnolino che rimarrà solo è il classico esempio di come dovrebbe essere una sincera amicizia.
[+]
Truman deve il titolo all’unico personaggio silenzioso, il cane, lascito terreno di un uomo che, in quei pochi giorni di spostamenti, pranzi, cene e viaggi improvvisati, avrà modo di riflettere ancor più in profondità sul senso dell’esistenza, sulla forza dei legami, sulla continuità delle “cose” oltre il termine materiale delle stesse.
Il cane Truman infatti rappresenta l’emblema della vera fedeltà e dedizione, di qualcuno che non ti ama per quello che hai nel conto in banca, ma ti ama nonostante tutto.
Ovviamente anche l’amico che si prende cura dell’amico malato, e comincia a pensare a come poter risolvere il problema del cagnolino che rimarrà solo è il classico esempio di come dovrebbe essere una sincera amicizia.
Il film anche se fa parte del genere della commedia, sa commuovere come pochi altri riescono a fare, non ci sono le solite frasi io ci sarò per sempre per te, ma ci sono gli sguardi, le azioni che parlano per loro.
Inoltre ognuno, parente prossimo o conoscente occasionale, reagisce alla dipartita imminente secondo le proprie umane capacità, riservando delusioni o sorprese.
E ovviamente il malato che sta per morire rivedrà le vere priorità della vita, le cose che davvero contano.
Si tratta di un film che non spiega quanto l’essere umano può essere meschino, e purtroppo lo vediamo quotidianamente nella vita, ma al contrario come l’uomo sia una creatura dotata di un anima e un grande cuore.
La bravura degli autori e degli interpreti è però nell’evitare qualsiasi stucchevole filosofia d’accatto, nel saper fuggire ogni trappola da ricatto emotivo, nel lasciar scivolare i dialoghi e i momenti, nell’approfittare dei giusti silenzi e dell’incredibile alchimia tra i due protagonisti, così lontani-così vicini da risultare per questo tremendamente veri, incarnazione di una sincerità leggera e commovente.
Ecco, è proprio nella levità di una commozione mai forzata che Truman cerca di accomodarsi, proprio come un affettuoso e docile cagnone che ti si accuccia accanto. Senza chiedere nulla in cambio, se non uno sguardo. O una carezza.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a felicity »
[ - ] lascia un commento a felicity »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
cristiana
|
martedì 2 febbraio 2021
|
vergognoso
|
|
|
|
Mi sento di avere perso del tempo guardando un film ipocrita, banale, finto, maschilista, del tutto privo di ironia e goffamente furbo.
Trovo triste il successo di critica di questo progetto commerciale, così come l'entusiasmo di tante persone che qui lo descrivono menzionando addirittura l' elemento poetico.
La sceneggiatura di questa pellicola dimostra una totale mancante di spessore, di originalità e di delicatezza.
Il fatto che si sfrutti il tema della morte annunciata facendone una specie di amara buffonata prefabbricata e pretenziosa, con ambizioni filosofiche fatte di niente, è la ciliegina sulla torta.
Infine, i due protagonisti risultano tanto noiosi quanto oggettivamente poco gradevoli.
|
|
|
[+] lascia un commento a cristiana »
[ - ] lascia un commento a cristiana »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
conti paola
|
sabato 4 maggio 2019
|
da non perdere
|
|
|
|
Quando un film diventa una poesia
te lo senti dentro, man mano che te lo gusti sei felice di sapere che c'è qualcuno che .sa raccontare cosi bene i momenti anche tristi della vita che ti infonde coraggio, un grande grazie a questo film
|
|
|
[+] lascia un commento a conti paola »
[ - ] lascia un commento a conti paola »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
anathema
|
martedì 29 agosto 2017
|
cos'è l'amicizia
|
|
|
|
In meno di due ore si affrontano magistralmente alcuni dei punti fondamentali dell'esistenza.
Si parla di malattia e di morte mentre allo stesso tempo si affrontano le tematiche della vita e dell'amicizia.
Completo, toccante, senza mai soluzioni semplicistiche e con un cast eccezionale.
|
|
|
[+] lascia un commento a anathema »
[ - ] lascia un commento a anathema »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
astromelia
|
domenica 2 aprile 2017
|
incompiuto
|
|
|
|
non mi sento di lodare questo film perchè a parer mio non rappresenta la realtà,troppo sopra le righe,sembra una macchietta il malato terminale che spilla soldi al suo amico,riprovevole,il tema dell'eutanasia trattato in maniera superficiale,sbandierato a tutti,la scena di sesso assolutamente gratuita, cioè mettici pure un tradimento e la frittata è fatta,troppo giustificato quando invece il film dovrebbe essere per quanto possibile delicato e riservato,qui è tutto enfatizzato,la morte come la vita quando sappiamo benissimo che se ci trovassimo di fronte all'annuncio sprofonderemo tutti nel baratro dell'angoscia più nera.
|
|
|
[+] lascia un commento a astromelia »
[ - ] lascia un commento a astromelia »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
eugenio
|
mercoledì 22 febbraio 2017
|
il silenzio dell'amicizia
|
|
|
|
Vincitore dell’ultimo premio Goya, Truman un vero amico è per sempre del catalano Cesc Gay, poteva rappresentare agli occhi dello spettatore un rischio. Inserire infatti un cane e un malato terminale nello stesso film assicura fazzoletti e un’abbondante dose strappalacrime a chiunque si accinga o sia ben propenso alla visione di una pellicola drammatica.
Eppure, se l’inizio può apparire in tal senso una conferma della tesi di cui sopra, l’evoluzione di Truman – Un vero amico è per sempre, rovescia le carte in tavola del film di genere non ponendosi come un forzato tentativo di pontificare l’eutanasia o rinnegando cure che potrebbero prolungare la vita del tapino, bensì di analizzare con l’ausilio di un amico di lunga data, Tomás (Javier Cámara), madrileno emigrato in Canada con famiglia e vita regolare, il bilancio dell’intera esistenza chiudendo “pratiche” questioni improcastinabili a causa appunto del breve lasso di vita rimanente.
[+]
Vincitore dell’ultimo premio Goya, Truman un vero amico è per sempre del catalano Cesc Gay, poteva rappresentare agli occhi dello spettatore un rischio. Inserire infatti un cane e un malato terminale nello stesso film assicura fazzoletti e un’abbondante dose strappalacrime a chiunque si accinga o sia ben propenso alla visione di una pellicola drammatica.
Eppure, se l’inizio può apparire in tal senso una conferma della tesi di cui sopra, l’evoluzione di Truman – Un vero amico è per sempre, rovescia le carte in tavola del film di genere non ponendosi come un forzato tentativo di pontificare l’eutanasia o rinnegando cure che potrebbero prolungare la vita del tapino, bensì di analizzare con l’ausilio di un amico di lunga data, Tomás (Javier Cámara), madrileno emigrato in Canada con famiglia e vita regolare, il bilancio dell’intera esistenza chiudendo “pratiche” questioni improcastinabili a causa appunto del breve lasso di vita rimanente.
Il tempo, eterno ingannatore, scandisce le fasi di un (re)incontro tra due vecchi amici, dagli antitetici caratteri, introverso e riservato quello di Tomas, donnaiolo e scapestrato quello del protagonista Julian (Ricardo Darin), maschera d’uomo di attore famoso.
Tomás ha quattro giorni, questo il periodo di tempo limitato in cui dovrà aiutare Julian a fare i conti col suo passato, con un figlio universitario stabilitosi ad Amsterdam, con un cane (il Truman, il vero uomo del titolo) da capire a chi lasciare, dall’urna in cui vorrebbe farsi cremare ed altre questioni lavorative di non poco conto col teatro, sua vocazione appunto, da lasciare.
Sono una coppia che parla poco quella interpretata da Darin e Cámara, che si muovono peripateticamente da un punto all’altro di Madrid e di Amsterdam poi, privi di eccessi consumistici o votati a qualche atmosfera edonistica. Accumunati dalla malattia di uno, le loro dinamiche fanno capo a un filo di coerenza, leitmotiv della pellicola, cui il terzo “incomodo” il cane, il miglior amico dell’uomo pare comprendere empaticamente la sofferenza del padrone e il suo savoir faire.
Non basta molto per rendere un film intelligente e, cosa particolare, foriero dal pietismo, malgrado la situazione drammatica ben si adatti in tal senso. Il regista Cesc Gay manifesta una precisione chirugica dosando perfettamente parole e tempi, non eccedendo in alcuna scena ma procedendo per minuzie lungo i binari di un’amicizia silenziosa (forse la migliore perchè i veri amici non hanno bisogno di parlarsi a lungo, si intendono con un semplice cenno) e intima.
Il nostro sguardo si perde quindi nell’espressione apparentemente distaccata di Tomás nelle tappe di un calvario prosaico dove scene come l’abbraccio silente tra padre e figlio nell’Amsterdam dei sinuosi canali restituiscono l’armonia di un dolore troppo grande da affrontare da soli.
Si vive insieme e si muore da soli, mai affermazione è più vera e nell’atto finale, in cui la vita tanto vagheggiata si compirà mediante un amplesso di rabbia e disperazione, il binomio vita-morte si lancerà in un messaggio profondo, in un’amicizia destinata a durare anche oltre le bieche vesti della mietitrice.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a eugenio »
[ - ] lascia un commento a eugenio »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
rampante
|
martedì 14 febbraio 2017
|
un uomo e il suo cane
|
|
|
|
Truman ci riconcilia con la natura umana e con il cinema nella sua capacità di raccontarla
Cesc Gay, il regista, sa capire e raccontare e punta tutto sulla narrazione pura e semplice di due amici e degli intensi quattro giorni che trascorrono insieme.
Madrid, Julien, attore argentino ha un tumore terminale, l'amico di sempre, Tomas, lo raggiunge dal Canada.
Due amici, quattro giorni per stare insieme,
Truman il cane che ama come un figlio ed è il vero protagonista della storia,
l'amicizia l'unica vera medicina contro l'attesa malinconica della fine.
Ognuno reagisce alla morte imminente secondo le proprie capacità.
[+]
Truman ci riconcilia con la natura umana e con il cinema nella sua capacità di raccontarla
Cesc Gay, il regista, sa capire e raccontare e punta tutto sulla narrazione pura e semplice di due amici e degli intensi quattro giorni che trascorrono insieme.
Madrid, Julien, attore argentino ha un tumore terminale, l'amico di sempre, Tomas, lo raggiunge dal Canada.
Due amici, quattro giorni per stare insieme,
Truman il cane che ama come un figlio ed è il vero protagonista della storia,
l'amicizia l'unica vera medicina contro l'attesa malinconica della fine.
Ognuno reagisce alla morte imminente secondo le proprie capacità.
Un film speciale, una commedia malinconica ma brillante, bravissimi gli attori Ricardo Darin e Javier Càmara, due misurati mattatori che rovistano nell'inconscio chiacchierando di valori, amori, padri ed altre varie.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a rampante »
[ - ] lascia un commento a rampante »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
lbavassano
|
martedì 1 novembre 2016
|
la giusta distanza
|
|
|
|
Non è facile trovare il tono giusto per raccontare una storia come questa, che eviti le paludi del patetico, in cui troppo spesso siamo stati fatti precipitare in analoghe occasioni, ma anche una leggerezza che risulterebbe sgradevolmente falsa nel mettere in scena l'addio alla vita, perché è di questo che si tratta, dell'addio consapevole alla vita ed a tutto ciò che rende la vita migliore, troppe volte già visto, raramente così ben narrato. Non è facile trovare la giusta distanza dai personaggi, aliena alla freddezza anatomopatologica ma anche all'eccesso ipocrita dell'empatia. Un forte "bravi" lo meritano quindi senz'altro regista, sceneggiatore e soprattutto gli interpreti, capaci di esprimere con gli sguardi, con minimi gesti, ciò che le parole non possono dire, ciò che renderebbe le parole fastidiosamente inutili ed inadeguate.
[+]
Non è facile trovare il tono giusto per raccontare una storia come questa, che eviti le paludi del patetico, in cui troppo spesso siamo stati fatti precipitare in analoghe occasioni, ma anche una leggerezza che risulterebbe sgradevolmente falsa nel mettere in scena l'addio alla vita, perché è di questo che si tratta, dell'addio consapevole alla vita ed a tutto ciò che rende la vita migliore, troppe volte già visto, raramente così ben narrato. Non è facile trovare la giusta distanza dai personaggi, aliena alla freddezza anatomopatologica ma anche all'eccesso ipocrita dell'empatia. Un forte "bravi" lo meritano quindi senz'altro regista, sceneggiatore e soprattutto gli interpreti, capaci di esprimere con gli sguardi, con minimi gesti, ciò che le parole non possono dire, ciò che renderebbe le parole fastidiosamente inutili ed inadeguate. Ciò che viene prima dei quattro giorni narrati dal film, ed anche ciò che accadrà dopo i titoli di coda. Un po' troppo telefonato il finale, ma è peccato veniale per un bel film.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a lbavassano »
[ - ] lascia un commento a lbavassano »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
forsedomani
|
lunedì 6 giugno 2016
|
un film terribile
|
|
|
|
Una regia classica, immobile e con una gestione didascalica del tempo e delle immagini da telefilm degli anni 80 accompagna un film mediocre.
Chi ha avuto a fianco o vissuto delle malattie vere intuisce in pochi minuti che la rappresentazione è banale e falsata. Un malato di cancro al polmone da un anno non può girare ubriacarsi recitare a teatro andare in giro come vuole. Purtroppo non può. Come se non bastasse, la decisione di smettere le cure e poi di praticare l'eutanasia sono affrontate senza il minimo scavo, senza niente. Date in pasto così allo spettatore diventano infantili. Così come la scena di sesso tra Tomas e la sua amica viene fuori dal nulla.
[+]
Una regia classica, immobile e con una gestione didascalica del tempo e delle immagini da telefilm degli anni 80 accompagna un film mediocre.
Chi ha avuto a fianco o vissuto delle malattie vere intuisce in pochi minuti che la rappresentazione è banale e falsata. Un malato di cancro al polmone da un anno non può girare ubriacarsi recitare a teatro andare in giro come vuole. Purtroppo non può. Come se non bastasse, la decisione di smettere le cure e poi di praticare l'eutanasia sono affrontate senza il minimo scavo, senza niente. Date in pasto così allo spettatore diventano infantili. Così come la scena di sesso tra Tomas e la sua amica viene fuori dal nulla. Javier Camara è una faccia sola, senza espressione. Un film da dimenticare.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a forsedomani »
[ - ] lascia un commento a forsedomani »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
silvana
|
lunedì 23 maggio 2016
|
tenerissimo
|
|
|
|
HO TROVATO QUESTO FILM PARTICOLARE PER LA STORIA DI QUESTI DUE AMICI COSì DIVERSI, E PER IL MODO TENERISSIMO E ANCHE A VOLTE COMICA, PER PASSARE INSIEME PRIMA DI SALUTARSI, DEFINITIVAMENTE QUESTI QUATTRO GIORNI, PER COME VIENE AFFRONTATA LA MORTE E LE DIVERSE SFACCETTATURE CHE OGNI ESSERE UMANO AFFRONTA IN QUESTA TEMATICA COSì DIFFICILE.
NON è FACILE NON CADERE IN VITTIMISMI O PIAGNISTEI, E IN QUESTO HO TROVATO CHE IL REGISTA HA BEN MERITATO IL PREMIO, RENDENDOLO MOLTO LEGGERO PUR SE IN QUESTA TEMATICA DIFFICILE. MI SONO PIACIUTI MOLTO ANCHE GLI ATTORI, CHE OLTRE PER L'INTERPRETAZIONE, SONO STATI SCEGLI ANCHE ANCHE FISICAMENTE IN TEMA CON IL LORO CARATTERE. MI è PIACIUTO MOLTISSIMO.
|
|
|
[+] lascia un commento a silvana »
[ - ] lascia un commento a silvana »
|
|
d'accordo? |
|
|
|