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mercoledì 12 giugno 2013
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sisma
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giovedì 8 novembre 2012
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nel ricordo della figlia...
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I Woodmans, una famiglia di artisti poliedrici che si racconta convogliando le proprie emozioni nel ricordo della figlia scomparsa. Francesca Woodman, giovane fotografa dalla personalità eccentrica ma fragile è la vera protagonista di questo documentario. Dalle parole sia dei suoi familiari sia dei suoi amici che adornano il ricordo accorato sembra quasi apparire aliena dal mondo in cui vive. Francesca dimentica senza pentimento alcuno il mondo terreno per rifugiarsi nella sua creatività originale ma allo stesso tempo non convenzionale e in parte controversa che riesce a trattenerla differendo il momento dell'abbandono che arriverà con la sua morte. Questo documentario si svela nel più tradizionale dei modi attraverso una narrazione sviluppata cronoligicamente da parte dei genitori, del fratello, e addirittura e senza meraviglia, di chi ha avuto un ruolo preminente nella sua formazione apprezandone le doti innate ed ereditarie.
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I Woodmans, una famiglia di artisti poliedrici che si racconta convogliando le proprie emozioni nel ricordo della figlia scomparsa. Francesca Woodman, giovane fotografa dalla personalità eccentrica ma fragile è la vera protagonista di questo documentario. Dalle parole sia dei suoi familiari sia dei suoi amici che adornano il ricordo accorato sembra quasi apparire aliena dal mondo in cui vive. Francesca dimentica senza pentimento alcuno il mondo terreno per rifugiarsi nella sua creatività originale ma allo stesso tempo non convenzionale e in parte controversa che riesce a trattenerla differendo il momento dell'abbandono che arriverà con la sua morte. Questo documentario si svela nel più tradizionale dei modi attraverso una narrazione sviluppata cronoligicamente da parte dei genitori, del fratello, e addirittura e senza meraviglia, di chi ha avuto un ruolo preminente nella sua formazione apprezandone le doti innate ed ereditarie. Un distacco dignitoso permea il racconto doloroso ma competente di una ragazza troppo sensibile per vivere in un mondo troppo comune, senza margine per divenire ideale. Il timore continuamente rinnovato di trovarsi ad affrontare la realtà nella sua espressione abituale si è spinto sino a intaccare la sua creatività spingendola a liberasene. La nudità funge da difesa piuttosto che da resa nelle sue fotografie. In queste il più delle volte agisce una forza centripeta che catalizza l'attenzione verso di sè. Eppure, la salvazione che si può ricercare nella comprensione di sè stimolata dall'attenzione che le altre persone le rivolgono per lei non può essere ricercata in questo mondo. Sarà il padre pittore a riprendere gli stilemi artistici della figlia reinterpretando i suoi lavori, forse con l'intento di completare un percorso iniziato ma troppo presto abbandonato, e forse adirittura troppo intimo per essere compreso appieno da altri. Un omaggio doveroso verso una figlia e un'ottima artista che ha avuto, post mortem, il riconoscimento meritorio della sua arte.
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no_data
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giovedì 1 novembre 2012
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riconoscimenti meritati per francesca...
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Francesca Woodman si trascina anche dopo la sua morte lo stucchevole narcisismo di sua madre e l'inettitudine di un padre perduto...Nonostante questo ingombrante quadro familiare e forse grazie a questo... riesce a dimostrare la sua vera e indiscutibile capacità di fare arte e più ancora di Essere arte, di calarsi nel contesto del suo mondo in bianco e nero senza paure ne compromessi, con l'unico rischio di rimanere avvolti nel turbine della solitudine più vera.
Ad ogni modo la tragica fine le rende una parte di ciò che la vita non seppe capire...
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rongiu
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martedì 1 novembre 2011
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intra moenia.
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Cosa è avvenuto all'interno dell'edificio corporeo di Francesca? Perché è giunta ad un atto così estremo e mi par di capire ragionato? Cosa ha voluto comunicarci in modo definitivo, escludendo a priori il bianco ed il nero utilizzando solo il rosso vivo del suo sangue? E' difficile dare una risposta, ed il documentario certo non ci aiuta. Non ci aiuta perché anche le testimonianze di una mamma e di un papà, artisticamente grandi ma umanamente limitati, non reggono il passo con la velocità del suo pensiero e del suo agire. A prima vista le foto di Francesca evocano tristezza, melanconia. Non è così a ben vedere. I suoi nudi, sono nudi da ricercatrice e non da spettatrice.
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Cosa è avvenuto all'interno dell'edificio corporeo di Francesca? Perché è giunta ad un atto così estremo e mi par di capire ragionato? Cosa ha voluto comunicarci in modo definitivo, escludendo a priori il bianco ed il nero utilizzando solo il rosso vivo del suo sangue? E' difficile dare una risposta, ed il documentario certo non ci aiuta. Non ci aiuta perché anche le testimonianze di una mamma e di un papà, artisticamente grandi ma umanamente limitati, non reggono il passo con la velocità del suo pensiero e del suo agire. A prima vista le foto di Francesca evocano tristezza, melanconia. Non è così a ben vedere. I suoi nudi, sono nudi da ricercatrice e non da spettatrice. Mi piace pensare ad un ragazza che nel nudo sembra studiarsi, cercarsi, capirsi per poi donarsi. C'è sicuramente qualcuno, nella vita di Francesca, che questo dono non ha voluto accettarlo. C'è sicuramente qualcuno che non ha saputo tenderle una mano. E' colpa grave? Certamente, no. Non è facile star dietro a menti che riescono a valicare i confini dell'attimo presente, con lo stesso attimo. Non è facile per nessuno. Di lei, ci restano le immagini, tante. Ed è lì, probabilmente che bisogna cercare, per capire un'anima che di Amore ne ha donato tanto.
Good Click!
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lisaqua
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venerdì 28 ottobre 2011
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le disordinate geometrie interiori di francesca
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"Alcune disordinate geometrie interiori " è il titolo dell'unica collezione di fotografie pubblicata dalla giovane e geniale artista Francesca Woodmans, morta suicida a 22 anni, la cui storia viene raccontata nel film The Woodmans di Scott Willis. Il film ha una forza narrante importante, i tempi giusti, le immagini scorrono parallele alle immagini del breve ma intenso percorso artistico di questa giovane donna, dall'essere figlia di artisti impegnati, al mettere al centro della propria arte se stessa e il proprio corpo, dalla libertà totale concessa dai genitori all'estro espressivo dell'artista adolescente in fieri, agli aspetti di fragilità interiore non riconosciuti, all'emergere di un disagio che in questo esporsi senza protezione presterà il fianco al distanziamento da sé fino all'annullamento con esiti autodistruttivi.
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"Alcune disordinate geometrie interiori " è il titolo dell'unica collezione di fotografie pubblicata dalla giovane e geniale artista Francesca Woodmans, morta suicida a 22 anni, la cui storia viene raccontata nel film The Woodmans di Scott Willis. Il film ha una forza narrante importante, i tempi giusti, le immagini scorrono parallele alle immagini del breve ma intenso percorso artistico di questa giovane donna, dall'essere figlia di artisti impegnati, al mettere al centro della propria arte se stessa e il proprio corpo, dalla libertà totale concessa dai genitori all'estro espressivo dell'artista adolescente in fieri, agli aspetti di fragilità interiore non riconosciuti, all'emergere di un disagio che in questo esporsi senza protezione presterà il fianco al distanziamento da sé fino all'annullamento con esiti autodistruttivi. Ma tra assenze e dissonanze il regista conduce con sensibilità lo spettatore nel mondo di Francesca, il ritmo è serrato, trascina, coinvolge, costringe a un vìs-a-vìs con i meandri oscuri e bui della mente dell'essere umano: ed è la domanda di quale sia e se esista, un nesso, un legame o un confine tra la genialità artistica e la follia a pretendere una risposta, ma forse solo una richiesta di rassicurazione. E allora ci si abbandona alle immagini del film, agli straordinari e senza età ritratti in bianco e nero di Francesca, ai suoi pensieri inquieti e ci si avvicina piano e con delicatezza all'anima di una artista in cui la sofferenza esistenziale è stata la spinta verso la ricerca spasmodica di un senso di sé, in bilico tra la tensione dell'uso tecnico dello strumento fotografico e una introspezione profonda attraverso un uso quasi ossessivo del proprio corpo, spiato, osservato, ora nascosto, mimetizzato o con-fuso con l'ambiente circostante come a volersi riappropriare, in ultima istanza, di una visibilità e un riconoscimento mancati. Recensione di Elisabetta Quaresima
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[+] una lettura profonda
(di andreanobi)
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