Il cammino per Santiago

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Un film di Emilio Estevez. Con Martin Sheen, Emilio Estevez, Deborah Kara Unger, Yorick van Wageningen, James Nesbitt.
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Titolo originale The Way. Azione, durata 94 min. - USA 2010. - 01 Distribution uscita mercoledì 27 giugno 2012. MYMONETRO Il cammino per Santiago * * * - - valutazione media: 3,20 su 38 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   

SULLE TRACCE DI UNA VITA Valutazione 3 stelle su cinque

di brunomh


Feedback: 203 | altri commenti e recensioni di brunomh
mercoledì 13 novembre 2013

Già in Germania era stato realizzato un film sul "camino per Santiago" con protagonisti un padre ed una figlia in cerca di riconciliazione.
Il padre lungo il percorso muore e la figlia soddisfa il suo ultimo desiderio, quello di recarsi a Muxia.

Anche nel film di Estevez,un padre si reca in un paese sui Pirenei per riportare a casa la salma di suo figlio, morto il primo giorno di marcia lungo il cammino per Santiago. Dopo il riconoscimento e la proposta della cremazione del corpo,opta per quest'ultima e si avvia con le ceneri lungo il percorso intrapreso dal figlio. Un semplice canovaccio da cui si dipana una sofferta vicenda umana, fatta di silenzi, di incontri e di tormenti.L'uomo, un oftalmologo americano, non capisce, si sente inadeguato; non c'è una qualsivoglia motivazione spirituale a muoverlo. Forse solo la curiosità, solo la voglia di capire perchè suo figlio Daniel avesse intrapreso quel viaggio.E che si senta inadeguato è chiaro quando cerca di caricarsi lo zaino e fa cadere la lampada ed ancora, quando parte e sbaglia due volte strada.A lui, via via che procede, si uniscono un olandese il cui unico intento è dimagrire, una donna canadese cinica, acida, provocatoria che vuole smettere di fumare ed un logorroico scrittore irlandese che ha il “blocco dello scrittore”Lungo la strada i rapporti sono ridotti all'essenziale, condizionati dal silenzio e dal desiderio di solitudine del padre.E' in una delle soste che si apre con l'olandese – il quale lo aveva visto poggiare lungo le tappe dei mucchietti di cenere estratti dalla cassetta – e gli confessa la verità, che, a sua volta,rivela agli altri compagni di viaggio.I quattro pellegrini, finiscono per rappresentare un'umanità eterogenea che in massa si muove alla volta di Santiago ed alla ricerca di se stessi; sui loro passi s'imbattono  nelle persone delle pensioni che ospitano i “pelegrinos” e si confrontano con un paesaggio aspro ed impervio, con lunghe distese di campi e selve più o meno fitte; un paesaggio comunque silente, mai invadente che esprime stati d'animo tormentati, sereni, rassegnati.“La fatica del cammino è camminare”, racchiude la vera essenza del film. E la fatica gioca un brutto scherzo a John, quando su di un ponte si libera del peso dello zaino e questi precipita nel fiume sottostante, portato via dalla corrente. Si tuffa in acqua e lo recupera...ma è destinato a perderlo ancora quando un giovane zingaro, glielo porta via. La perdita dello zaino segna il distacco tra il padre ed il figlio; caduto nel fiume, esprime il naturale procedere degli eventi; rubato dal ragazzo rappresenta la fuga del giovane dal padre.Giunti alla meta, ormai pervasi di quella spiritualità se non religiosa quantomeno antropologica, si spogliano delle loro angosce e rivelano i rispettivi intenti; la donna ha perduto il figlio in seguito alle violenze del marito, l'olandese ammette che la moglie lo ha cacciato dal letto perchè troppo grasso e lo scrittore, lungo il cammino e grazie alla storia di John, si è sbloccato.Ognuno affronta i propri fantasmi neutralizzandoli all'interno del Santuario ed è forse il più dissacrante dei quattro che conclude il viaggio camminando fino al sepolcro del Santo in ginocchio.Quando le strade dovrebbero separarsi, i quattro amici si ritrovano assieme per accompagnare John all'ultima meta: Muxia, in riva all'oceano, dove sparge quel che resta delle ceneri del figlio. Ed è significativo il gesto; non le “butta” in mare, ma sulle rocce, lasciando che siano le onde a portarle via, sì da condurle in ogni luogo, perchè il viggio era nei pensieri del giovane.L'ultima inquadratura ci consegna il padre in Marocco che, zaino in spalla, cammina tra la gente.Il viaggio lungo il “camino” per capire il figlio, ha permesso al padre di ritrovare il suo senso della vita, perchè “la vita non si sceglie si vive”.

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