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il marchese stucchi
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domenica 3 agosto 2025
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la qualit? c'?, ma il racconto non mi appassiona
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Non mi piacciono quei film che lasciano in sospeso senza una reale conclusione. La 25a ora, putroppo, e non per sua colpa, fa parte di questo filone. Un vero pecccato perch? tutto quello che c'? ? di buon livello. I protagonisti sono ben caratterizzati (bravissimo e come sempre intenso Seymour Hoffman) e le vicende lasciano aperti vari scenari. Forse troppo stereotipati i "cattivi" (colpa del doppiggio italiano?) della mafia russia. Il racconto, comunque, gira bene, non ci sono scene inutili, cio? non finalizzate per far compredere la storia e i personaggi. Il monologo di Monty (Edward Norton) davanti allo specchio forse ? il manifesto di questo film. Compito del regista, Spike Lee, ? stato quello di mettere in scena l'ultima giornata, l'ultima ora del protagonista prima di andare in prigione (se ci andr?), nella New York del post 2001.
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Non mi piacciono quei film che lasciano in sospeso senza una reale conclusione. La 25a ora, putroppo, e non per sua colpa, fa parte di questo filone. Un vero pecccato perch? tutto quello che c'? ? di buon livello. I protagonisti sono ben caratterizzati (bravissimo e come sempre intenso Seymour Hoffman) e le vicende lasciano aperti vari scenari. Forse troppo stereotipati i "cattivi" (colpa del doppiggio italiano?) della mafia russia. Il racconto, comunque, gira bene, non ci sono scene inutili, cio? non finalizzate per far compredere la storia e i personaggi. Il monologo di Monty (Edward Norton) davanti allo specchio forse ? il manifesto di questo film. Compito del regista, Spike Lee, ? stato quello di mettere in scena l'ultima giornata, l'ultima ora del protagonista prima di andare in prigione (se ci andr?), nella New York del post 2001. Girato pochi mesi dopo l'11 Settembre, il racconto sottotono, dimesso richiama quello della citt? stessa. Basato sul romanzo omonimo (quanti l'hanno letto?) di David Benioff, sceneggiatore di questa trasposizione, il tema, non c'? dubbio, ? stato ben svolto. Bello, di qualit?, un film che a suo modo si fa ricordare, ma non lascia la voglia di rivederlo, n? lo posso considerare essenziale nella mia lista di preferiti. Film che, evidentemente, fa suoi i limiti del romanzo.
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lunedì 13 settembre 2021
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recensione emozionante
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Ormai è da anni che, periodicamente, torno a leggermela. Mai una recensione da me letta è mai riuscita a cogliere e descrivere con tanta emozione quanto ho potuto provare nella visione di questo film, che per molti come me, ha lasciato il segno.Ora la esporto su Pdf e la conservo sul cellulare per poterne fare sfoggio ogni qualvolta qualcuno abbia da ridire su questo film o peggio, affermare che il finale è aperto...
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emanuelemarchetto
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sabato 18 marzo 2017
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l'america interroga se stessa
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Tratto dal romanzo omonimo di David Benioff, il film è stato presentato in concorso al Festival di Berlino.
“Una norma della legislatura (…) degli stati uniti prevede che l'incensurato ritenuto colpevole di reati non di sangue possa beneficiare di una sorta di periodo-finestra, dall'istanza di carcerazione all'effettivo ingresso in galera.
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Tratto dal romanzo omonimo di David Benioff, il film è stato presentato in concorso al Festival di Berlino.
“Una norma della legislatura (…) degli stati uniti prevede che l'incensurato ritenuto colpevole di reati non di sangue possa beneficiare di una sorta di periodo-finestra, dall'istanza di carcerazione all'effettivo ingresso in galera. Questa parentesi (…) a New York dura 24 ore”(Mauro Gervasini).
Il film parla di uno spacciatore, Monty Brogan, che viene condannato a sette anno di reclusione e che ha, appunto, 24 ore per sistemare alcune faccende.
Il libro di David Benioff aveva l'intento di descrivere i bassifondi newyorkersi alle soglie del nuovo millennio. L'attore Tobey Maguire se ne innamorò e convinse lo scrittore a realizzare un primo script. Ovviamente Maguire voleva interpretare Monty, ma poi abbandonò il progetto per andare ad interpretare Peter Parker nella trilogia su Spideman di Sam Raimi.
Viene successivamente coinvolto Spike Lee, che ha la geniale intuizione di ambientare la pellicola dopo l'attentato alle Torri Gemelle. Su indicazione del regista, Benioff riscrive la sceneggiatura, reintegrando alcune scene da lui scartate in precedenza perché ritenute “poco cinematografiche”. Una di queste è la famosa scena del monologo allo specchio, modificata per inserire delle battute sul terrorismo e sul razzismo verso gli afroamericani. Anche il ruolo del padre viene ampliato e reso più emotivamente coinvolto: diventa un ex vigile del fuoco, figura rappresentativa dell'11 settembre 2001.
Questo aggiornamento non è stata una scelta di comodo: La 25ª ora è stato uno dei primi film ambientati nella New York post-11 settembre, e durante i titoli di testa ci vengono mostrati i laser blu posizionati dove una volta c'era il Word Trade Center. Questa immagine evanescente sottolinea una mancanza e rende la vicenda del protagonista allegoria di una città (e di una nazione) ferita, che non ha più certezze nel futuro. Come se l'evento tragico avesse costretto l'America ad interrogare se stessa. Scrive Tullio Kezich: “L'angoscia personale del vulnerato protagonista, spacciatore che vive la sua ultima giornata di libertà prima di entrare in carcere per sette anni, è immersa nell'ansia collettiva di una New York frastornata e tragica, che contempla le voragini delle Twin Towers(...). La domanda su quale potrà essere il futuro di Edward Norton si allarga al problema dell'avvenire di un'intera comunità”.
Gli ultimi dieci minuti mostrano un lieto fine immaginato dal padre di Monty, che propone al figlio di scappare e di rifarsi una vita altrove: la sequenza è splendida, estremante intensa e toccante, e lascia intendere che, nonostante nulla sarà più come prima, non tutto è perduto.
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elgatoloco
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martedì 12 luglio 2016
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grande spike lee, encore une fois
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Inquadrature(per nulla "documentaristiche") dall'alto di una metropoli livida, angosciante, ansiogena, "notturni", molti interni non meno angoscianti, con primi e primissimi piani, riferimenti all'11 settembre, svoltosi poco prima(il film è del 2002), con un formidabile monologo di Edward Norton adversus mundum ma poi soprattutto versus suam personam(contro sé stesso), dove il pusher "pentito" si mette in discussione, mettendo in discussione le sue scelte di vita. Non importa nulla(non so come la cosa si svolga nel romanzo di David Benioff, che non ho letto)sapere come"finisca il film", basterà invece dire che non c'è nessun"happey end", dato che Lee non contempla né vuole e neppure vuole praticare il cinema consolatorio, ma quello di denuncia(di situazioni invivibili ed estreme, come anche in questo caso).
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Inquadrature(per nulla "documentaristiche") dall'alto di una metropoli livida, angosciante, ansiogena, "notturni", molti interni non meno angoscianti, con primi e primissimi piani, riferimenti all'11 settembre, svoltosi poco prima(il film è del 2002), con un formidabile monologo di Edward Norton adversus mundum ma poi soprattutto versus suam personam(contro sé stesso), dove il pusher "pentito" si mette in discussione, mettendo in discussione le sue scelte di vita. Non importa nulla(non so come la cosa si svolga nel romanzo di David Benioff, che non ho letto)sapere come"finisca il film", basterà invece dire che non c'è nessun"happey end", dato che Lee non contempla né vuole e neppure vuole praticare il cinema consolatorio, ma quello di denuncia(di situazioni invivibili ed estreme, come anche in questo caso). Nessuna via di soluzione, perché polisemicamente tutte le soluzioni rimangono"aperte"per il protagonista. Eccelso il suo rapporto o meglio come viene rappresentato con la mafia russa, sua"datrice di lavoro", come quello con gli amici e con il padre. Eccelse le prove anche di Seymour Hoffman, compianto attore, di Anna Paquin, di Brian Cox, di Rosario Dawson, di altri(e), per un grande film che, se vivessimo in un mondo anche mediale diverso, non sarebbe come quello attuale in cui invece tutto si dimentica sempre e comunque, come questo film"ucronico"(la venticinquesima ora non esiste nella partizione ammessa della giornata, notoriamente)di un Lee più che mai geniale, a livello psicologico, sociologico, di"pensiero"(non dirò"filosofico"per non scontrarmi con il tecnicismo relativo)per quanto(ed è molto)il cinema potrebbe dire. Scarso invece il peso(rilievo) effettivo di film come questo nel panorama mediale attuale dove"chiodo schiaccia chiodo"e la dromologia è assurdamente forte e presente... El Gato
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no_data
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lunedì 11 luglio 2016
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da sbadiglio
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Leggo molte critiche positive su questo film. Però queste critiche parlano di filosofia, non parlano di cinema. Parlando di cinema possiamo dire che film appartiene alla fase due di Spike Lee; nella fase uno il regista dirigeva film brevi, discreti, con una trama scorrevole e interessante, nella fase due il regista decide di fare film lunghissimi, lentissimi e noiosi.
Posso capire il film lento e noioso, ma lungo no. Dovrebbero prendere tutti esempio da Woody Allen che fa film non più lunghi di 90 minuti, che poi è la soglia massima di attenzione per un essere umano.
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mickey o neil
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mercoledì 18 novembre 2015
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la 25a ora, la vita sfiorata
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Il film rappresenta l'apice della carriera di Spike Lee che merita il titolo di capolavoro e che rararente potrà essere eguagliato. Montgomery Brogan (Monty) un pusher di New York poco prima del suo ritiro dagli affari viene beccato per una soffiata e condannato a 7 anni di carcere. La storia si sviluppa nelle sue ultime 24 ore di libertà, fino alla fatidica 25a ora, quella della verità: un finale immenso. Film lento, che altro non poteva essere, perchè nella durata di 2 ore ripercorre l'intera giornata, supportato da una stupenda colonna sonora, e da un cast d'eccezione che si cala perfettamente nei suoi personaggi e nell'ambientazione malinconica del film.
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Il film rappresenta l'apice della carriera di Spike Lee che merita il titolo di capolavoro e che rararente potrà essere eguagliato. Montgomery Brogan (Monty) un pusher di New York poco prima del suo ritiro dagli affari viene beccato per una soffiata e condannato a 7 anni di carcere. La storia si sviluppa nelle sue ultime 24 ore di libertà, fino alla fatidica 25a ora, quella della verità: un finale immenso. Film lento, che altro non poteva essere, perchè nella durata di 2 ore ripercorre l'intera giornata, supportato da una stupenda colonna sonora, e da un cast d'eccezione che si cala perfettamente nei suoi personaggi e nell'ambientazione malinconica del film. Mitico, potente e sincero il monologo allo specchio di Norton, che segna una scena fondamentale del film (letteralmente politically incorrect!).
Grandiosa l'interpretazione di Edward Norton, sempre eccezionale nel ruolo di protagonista, e ben supportato dagli attori Philipp Seymour Hoffmann e Barry Pepper che interpreta un personaggio realista nell'America devastata dall'attentato al WTC che fa non solo da scenario ma da co-protagonista influendo sull'umore dei personaggi.
Di quante ore è composta una giornata? E quando questa è l'ultima della tua libertà ne vorresti anche solo una in più...?
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[+] la vita sfiorata
(di eva vita)
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kondor17
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domenica 22 marzo 2015
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gran film
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Non amo molto Spike Lee e il suo cinema ma questo film è veramente ben fatto.
Il film narra la storia dell'ultimo giorno di libertà di Monty, pusher newyorchese dell high society, beccato con roba e soldi in casa per via di una soffiata. Con flash back frequenti la storia pian piano prende corpo. Monty ha di fronte una giornata intensa, piena di impegni - il padre, il padrino russo, la scoperta della spia, la festa d'addio organizzata dagli amici, il saluto del padre - tanto che non riesce, o non vuole, dedicarne neanche un pezzetto alla splendida fidanzata, la Dowson, anche perché ingiustamente sospettata del tradimento.
Splendida la scena in cui manda affan**** tutte le etnie davanti allo specchio e l'onirico viaggio col padre, all'alba, verso 7 anni di dura prigionia, o verso un deserto dove perdersi e ricominciare.
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Non amo molto Spike Lee e il suo cinema ma questo film è veramente ben fatto.
Il film narra la storia dell'ultimo giorno di libertà di Monty, pusher newyorchese dell high society, beccato con roba e soldi in casa per via di una soffiata. Con flash back frequenti la storia pian piano prende corpo. Monty ha di fronte una giornata intensa, piena di impegni - il padre, il padrino russo, la scoperta della spia, la festa d'addio organizzata dagli amici, il saluto del padre - tanto che non riesce, o non vuole, dedicarne neanche un pezzetto alla splendida fidanzata, la Dowson, anche perché ingiustamente sospettata del tradimento.
Splendida la scena in cui manda affan**** tutte le etnie davanti allo specchio e l'onirico viaggio col padre, all'alba, verso 7 anni di dura prigionia, o verso un deserto dove perdersi e ricominciare.
Per chi vive o ha vissuto la 24a, la 25a ora è un sogno, una fuga, un'utopia che Spike lee disegna magistralmente. Ottimi gli attori, ottimo il film. Voto 8
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ataru80
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giovedì 16 ottobre 2014
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decisamente stupendo
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bisognar saper guardare al di là delle ore di luce e buio che la vita può dare e colgiere le infinite opportunità di quell'ora che non esiste che non dovrebbe esserci ma che se abbiamo il coraggio di cercarla c'è e ci cambia la vita
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cizeta
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giovedì 6 febbraio 2014
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non ci si stanca mai di rivederlo...
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Capolavoro di Spike Lee... l'ultima giornata prima di entrare in cella Montgomery con i mille dubbi che hanno portato alla sua cattura, le riflessioni sulla sua città, la sua famiglia (il padre), i suoi amici e nemici...
Quando Spike Lee racconta... beh... c'è poco da fare... si rimane impietriti dalla profondità del film. Sullo sfondo una NY multirazziale che per tanti è stata la rovina e per molti altri la fortuna, l'unica città al mondo che può essere definita come un ascensore sociale... si sale vertiginosamente, ma si precipita con altratanta velocità...
quell'ultima ora immaginaria.
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Capolavoro di Spike Lee... l'ultima giornata prima di entrare in cella Montgomery con i mille dubbi che hanno portato alla sua cattura, le riflessioni sulla sua città, la sua famiglia (il padre), i suoi amici e nemici...
Quando Spike Lee racconta... beh... c'è poco da fare... si rimane impietriti dalla profondità del film. Sullo sfondo una NY multirazziale che per tanti è stata la rovina e per molti altri la fortuna, l'unica città al mondo che può essere definita come un ascensore sociale... si sale vertiginosamente, ma si precipita con altratanta velocità...
quell'ultima ora immaginaria... che tutti noi immaginiamo nel nostro quotidiano... è puro capolavoro
Voto: 10, capolavoro del cinema del decennio
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toty bottalla
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martedì 19 novembre 2013
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i valori dell'amicizia tra rimpianti e sogni!
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La 25a ora è un bel film di introversa drammaticità quasi onirica, e, a parte qualche sbavatura nel montaggio, è una storia raccontata con stile da spike lee che dirige un cast di bravi attori, l'amicizia fra i tre protagonisti è trattata senza ipocrisia esaltandone il suo valore, il monologo di monty allo specchio è fantastico e risvegia in noi la voglia di lasciarsi andare, c'è però il rimpianto, un conto da pagare e un bivio, c'è la tentazione, la realtà e forse un'altra occasione! Saluti.
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