Viene dopo highlander, sempre di Russell Mulcanhy. E' un bel film, un "pacchettone" regalo americano per il pubblico consumatore. Mi è piaciuto un sacco da ragazzino, meno da adulto. Linko, il macellaio di Lasha, nonchè Lamonte Cranstone (Alec Baldwin) è un ricco newyorkese che per sette anni ha vissuto in Tibet facendo il coltivatore di papaveri e il criminale (il bandito sarebbe più giusto). Poi ha conosciuto il Tolku, santone capace di offuscare la mente delle persone, che gli insegna a dominare i suoi istinti e ad usare gli infiniti poteri della mente per fare del bene. E' così che Linko, il sanguinario massacratore dell'oriente estremo, torna a New York e ri-diventa Lamonte, il rispettabile gentiluomo che in caso di necessità veste i panni del vendicatore con il mantello e le pistole d'argento: l'uomo ombra.
[+]
Viene dopo highlander, sempre di Russell Mulcanhy. E' un bel film, un "pacchettone" regalo americano per il pubblico consumatore. Mi è piaciuto un sacco da ragazzino, meno da adulto. Linko, il macellaio di Lasha, nonchè Lamonte Cranstone (Alec Baldwin) è un ricco newyorkese che per sette anni ha vissuto in Tibet facendo il coltivatore di papaveri e il criminale (il bandito sarebbe più giusto). Poi ha conosciuto il Tolku, santone capace di offuscare la mente delle persone, che gli insegna a dominare i suoi istinti e ad usare gli infiniti poteri della mente per fare del bene. E' così che Linko, il sanguinario massacratore dell'oriente estremo, torna a New York e ri-diventa Lamonte, il rispettabile gentiluomo che in caso di necessità veste i panni del vendicatore con il mantello e le pistole d'argento: l'uomo ombra. In questa avventura, l'unica per la tv, l'uomo ombra si scontrerà con Shiwan Kahn, discendente del grande Gengis (Khan), il capo guerriero mongolo che vuole completare l'opera di assoggettamento globale del suo illustre antenato minacciando New York con una megabomba fatta di bronzium (il metallo delle stelle) e di berillio. Spettacolare per gli effetti speciali, hotel che si materializzano al centro di Manhattan, nascosti alla mente di ignari cittadini dalle capacità "offuscatorie" di Kahn, anch'egli a suo tempo allievo del Tolku in Tibet. Morti, sparatorie, e una stupenda New York anni '30 (forse dopo, non pare sia la new york della crisi, anche se ad essere inquadrati sono solo i quartieri "bene") sono i cardini della pellicola. Oltre ad un Alec Baldwin indiscutibilmente "sgonfio" rispetto alla versione attuale (14 anni dopo) e di un fascino nettamente superiore a quello dei giorni nostri. Un megaflop al botteghino, pare: venne trasmesso quasi subito in televisione. I costi, d'altro canto, credo (nn ho dati certi) siano stati stratosferici. Un bel film, affascinante. Può piacere agli appassionati dell'uomo ombra nella versione in bianco e nero, quella di prima della seconda guerra mondiale. E.. agli appassionati di Penelope Ann Miller. Godibile.
[-]
|
|