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onufrio
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venerdì 24 gennaio 2020
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"io accuso l'uomo bianco"
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Stilisticamente e tecnicamente perfetto, Spike Lee realizza quel che può essere un film perfetto nei suo genere biografico. In oltre tre ore di pellicola, il regista racconta la vita di Malcolm X, dividendola in tre atti (lo si può notare anche dal cambio di colore della pellicola). La gioventù fatta di colori spocchiosi, ricca di eccessi e divertimenti con l'ingresso nella malavita. Il carcere (colori grigi, cupi), che porta alla redenzione ed alla nascita di un nuovo Malcolm. Ed infine la terza parte che mostra il protagonista in tutto il suo impegno politico e religioso. Un film che vale un libro di storia. Bello ed istruttivo.
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corazzatakotiomkin
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sabato 9 marzo 2013
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interessante ed "utile".
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Buon film, ben interpretato e ben diretto. Spike Lee riesce a riportare alla luce la figura di un personaggio forse troppo trascurato, le cui idee e le cui azioni non sono state sufficientemente "pubblicizzate", perlomeno al di fuori degli Stati Uniti, e probabilmente oscurato dall'ombra di altri grandi uomini che si sono battuti per simili ragioni (ad esempio Luther King e Mandela).
Il film narra fedelmente ciò che Malcom X fu e ciò che egli rappresentò per i cittadini americani (non solo neri); la storia colpisce spesso emotivamente lo spettatore con eloquenti immagini e frasi ben ponderate.
Tuttavia, la vaga vicinanza al genere documentaristico e la durata risultano essere il punto debole del film, anche se è facilmente comprensibile il fatto che sia impossibile raccontare la vita di un uomo in un paio di ore.
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Buon film, ben interpretato e ben diretto. Spike Lee riesce a riportare alla luce la figura di un personaggio forse troppo trascurato, le cui idee e le cui azioni non sono state sufficientemente "pubblicizzate", perlomeno al di fuori degli Stati Uniti, e probabilmente oscurato dall'ombra di altri grandi uomini che si sono battuti per simili ragioni (ad esempio Luther King e Mandela).
Il film narra fedelmente ciò che Malcom X fu e ciò che egli rappresentò per i cittadini americani (non solo neri); la storia colpisce spesso emotivamente lo spettatore con eloquenti immagini e frasi ben ponderate.
Tuttavia, la vaga vicinanza al genere documentaristico e la durata risultano essere il punto debole del film, anche se è facilmente comprensibile il fatto che sia impossibile raccontare la vita di un uomo in un paio di ore.
In conclusione, a mio avviso, il lavoro fatto da Lee è ottimo ed è, come detto sopra, soprattutto utile per far conoscere più in profondità la figura di Malcom X.
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alex41
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lunedì 4 marzo 2013
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l'opera più magistrale di spike lee
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Uno dei migliori film biografici mai realizzato, girato come un progetto molto personale da parte di Spike Lee, uno dei registi più completi degli ultimi 40 anni, che ha lavorato non sono a film, ma anche a spot pubblicitari, video musicali, promozioni, documentari, insomma di tutto e di più. Già dal monologo iniziale si intuisce di essere di fronte a un opera cruda, forte e diretta senza peli sulla lingua. La storia di Malcolm X, dal carcere fino all'incontro col profeta Elijah Muhammad, fino al pazzesco finale. Malcolm X è un film che sa prendere, entusiasmare, coinvolgere come non mai. Un perfetto Denzel Washington, forse la sua migliore interpretazione, tiene su tutto il film con grande maestria.
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Uno dei migliori film biografici mai realizzato, girato come un progetto molto personale da parte di Spike Lee, uno dei registi più completi degli ultimi 40 anni, che ha lavorato non sono a film, ma anche a spot pubblicitari, video musicali, promozioni, documentari, insomma di tutto e di più. Già dal monologo iniziale si intuisce di essere di fronte a un opera cruda, forte e diretta senza peli sulla lingua. La storia di Malcolm X, dal carcere fino all'incontro col profeta Elijah Muhammad, fino al pazzesco finale. Malcolm X è un film che sa prendere, entusiasmare, coinvolgere come non mai. Un perfetto Denzel Washington, forse la sua migliore interpretazione, tiene su tutto il film con grande maestria. Consigliato da vedere anche in lingua originale!
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ninuzzo82
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domenica 11 dicembre 2011
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istruttivo,anche emozionalmente.ti coinvolge
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Gran bel film,a tratti crudo,come lo è la realtà della storia che lo ispira.Un grandissimo Denzel Washington ti rende partecipe degli stati d'animo del personaggio:dubbi,pensieri,angosce e punti fermi vengono catapultati fuori dallo schermo e resi nostri ,con la complicità di una regia maestra che sa cogliere perfettamente tempo e ritmo.Il tutto con una bella notevole colonna sonora che fa da sfondo e da colonna allo stesso tempo.Un film da far vedere a scuola,e che purtroppo ci ricorda che nonostante tutto, il razzismo è ancora vivo nella mentalità di molti. Film che fa riflettere,e che ci riporta nella realtà.Difficile,ma ben riuscito.
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denzel for ever
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mercoledì 23 novembre 2011
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mammama ke interpretazione
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una interpretazione da oscar...ingiustificatamente nn assegnato ad un Denzel washington che è di una bravura straordinaria...l per la sua interpretazione vale la pena guardarlo
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francesco2
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domenica 21 novembre 2010
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spike irriconoscibile
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Mi spiace dirlo, ma non ho parole. Lee ha sì il pregio di non idealizzare il personaggio (Che oltretutto, nella fase iniziale della sua vita, non andava idealizzato, quindi i suoi meriti sono abbastanza relativi). Le pennellate del regista di "Mò Better Blues" e "La 25.ora" si notano un pò all'inizio e soprattutto nell'ultima parte, dove, curiosamente, è il film stesso ad assumere una dimensione più elevata quando il protagonista attribuisce al suo credo un valore molto più universale, e non lo vede come riscatto di una razza. Il resto sono una serie di luoghi comuni incasellati senza nessuna fantasia, dal tipo del "giro" in cui Malcolm cerca di inserirsi, pagando il prezzo( Ma non fino in fondo) della propria spavalderia, per poi riincontrarlo successivamente( E questo, anzi, è un momento che va in parte segnalato), alle persecuzioni razziste subite prima e dopo (Se non durante), alle prediche didascaliche didascalicamente riportate.
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Mi spiace dirlo, ma non ho parole. Lee ha sì il pregio di non idealizzare il personaggio (Che oltretutto, nella fase iniziale della sua vita, non andava idealizzato, quindi i suoi meriti sono abbastanza relativi). Le pennellate del regista di "Mò Better Blues" e "La 25.ora" si notano un pò all'inizio e soprattutto nell'ultima parte, dove, curiosamente, è il film stesso ad assumere una dimensione più elevata quando il protagonista attribuisce al suo credo un valore molto più universale, e non lo vede come riscatto di una razza. Il resto sono una serie di luoghi comuni incasellati senza nessuna fantasia, dal tipo del "giro" in cui Malcolm cerca di inserirsi, pagando il prezzo( Ma non fino in fondo) della propria spavalderia, per poi riincontrarlo successivamente( E questo, anzi, è un momento che va in parte segnalato), alle persecuzioni razziste subite prima e dopo (Se non durante), alle prediche didascaliche didascalicamente riportate. C'è sicuramente un'idea più profonda, quella che citavo, dell'Islam come religione che salva una raza rispetto ad un'altra, ma colui che "In carcere" lo svezza è una delle tante macchiette del film, e comunque il concetto (Che lo stesso protagonista, come detto, abbandonerà alla fine), non viene approfondito praticamente mai. Ancora più superficialmente viene affrontata un'altra idea del film, quella di Malcolm che viene creato da gente che poi in fondo "Crea" lui stesso, in una dimensione non ancora mediatica ma certamente di largo respiro; alla fine , però , l'originario "Deus ex machina", un curioso piccoletto che sembra uscito da un film di Lynch, gli si ritorce contro, fiancheggiato sembra da forze non meglio specificate, in stile(?) "JFK"(??).
La narrazione è piatta, quando perfino un simpatico (Molto)sopravvalutato come Virzì, nella "Prima cosa bella", ha saputo elaborare un altro modo di racontarci un pezzo di storia. Chi obiettasse che è solo una biografia dovrebbe, se non l'ha già fatto, vedere il citato film sul blues, quando con altra intelligenza veniva raccontata la (doppia) ossessione del protagonista, doppia perché coinvolgeva l'amoer e l'Arte, e pù "Banalmente" perché riguardava due donne diverse. Quello era uno Spike che predicava senza didatticismi, lanciava messaggi profondi. Vale più l'ultima parte della "25.ora" di un 'ora di questo film; per (ri)trovare altri risultati ancora più disastrosamente didattici Spike dovrà attendere quindici anni, dove con "Miracolo a Sant'Anna" tornerà sul luogo del delitto (In tutti i sensi, purtroppo).
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nevermore
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martedì 29 dicembre 2009
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un molto onorevole ritratto
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Chi è Malcolm X ?Dove trova l ardore e la passione di cui erano pervase le sue prediche ? Come diventò un ladro tossicodipendente uno dei più grandi predicatori della storia afroamericana?
La vita iperbolica di Malcolm inizia con un nome diverso : Little.Un nome che lo accompagna per le strade del ghetto , tra furti e droga , per poi abbandonarlo quando si avvicinerà all Islam per essere sostituito dall incognita X.
Ardente credente e divulgatore degli insegnamenti del molto onorevole Elijah Muhammad , sosteneva la creazione di una grande nazione islamica fatta da afroamericani , nettamente separata dalla società dei bianchi.
Sarà quando la natura delle sue guide si manifesterà per quella che è , umana , che Malcolm tornerà indietro sui suoi passi aprendo uno spiraglio ad una possibile convivenza tra le razze.
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Chi è Malcolm X ?Dove trova l ardore e la passione di cui erano pervase le sue prediche ? Come diventò un ladro tossicodipendente uno dei più grandi predicatori della storia afroamericana?
La vita iperbolica di Malcolm inizia con un nome diverso : Little.Un nome che lo accompagna per le strade del ghetto , tra furti e droga , per poi abbandonarlo quando si avvicinerà all Islam per essere sostituito dall incognita X.
Ardente credente e divulgatore degli insegnamenti del molto onorevole Elijah Muhammad , sosteneva la creazione di una grande nazione islamica fatta da afroamericani , nettamente separata dalla società dei bianchi.
Sarà quando la natura delle sue guide si manifesterà per quella che è , umana , che Malcolm tornerà indietro sui suoi passi aprendo uno spiraglio ad una possibile convivenza tra le razze.
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giovaa
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mercoledì 15 aprile 2009
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immortale
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Un film epico, epiche le scene del cambiamento di X , ed epica la prova di Denzel Washington nell'interpretare un personaggio epico.
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serpico
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domenica 22 marzo 2009
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non ci sono piu' persone con questi valori
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malcom x grande uomo.
film ben raccontato(spike lee senza parole, grande regia)
grande Denzel Washington memorabile
i grandi uomini dove sono000000000000000000000000
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boy
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martedì 24 febbraio 2009
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lorenzo bremilla
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E' la storia di Malcom Little, il più grande leader nero di tutti i tempi, un uomo straordinario garante di un popolo oppresso, la cui vita è sempre stata caratterizzata dalla sofferenza e dalla lotta. Un film fedelmente (e scrupolosamente) realizzato dal regista (di colore) Spike Lee e affidato non a caso a Denzel Washington, data la sua predisposizione ad interpretare personalità forti. E' un film che lascia il segno con l'unica pecca di essere un pò troppo prolisso (201 min!), ma d'altra parte non potrebbe essere altrimenti. Tanto più perchè coglie il lato controverso di Malcom, le sue convinzioni (anche religiose) nonchè le sue paure. Un film assolutamente da vedere.
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