Crocevia della morte

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Un film di Joel Coen. Con John Turturro, Albert Finney, Gabriel Byrne, Marcia Gay Harden, Frances McDormand.
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Titolo originale Miller's Crossing. Poliziesco, durata 110 min. - USA 1989. MYMONETRO Crocevia della morte * * * 1/2 - valutazione media: 3,98 su -1 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
rmarci 05 sabato 10 agosto 2019
gangster movie insolito, impeccabile e tagliente Valutazione 4 stelle su cinque
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No
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Alla loro terza regia e dopo il buon successo di Arizona Junior, i fratelli Coen dimostrano già una sapiente padronanza del mezzo cinematografico con questo gangster movie drammatico in cadenze di western urbano, permeato da uno humor grottesco estremamente brillante. Ciò che colpisce di più di quest’opera intelligente quanto feroce è il fatto che essa si configuri come un valido compendio di molta della filmografia futura dei due registi/sceneggiatori, sia per la perfetta commistione e decostruzione di vari generi cinematografici, uniti ad una già definita impronta autoriale, sia per il pessimismo con cui gli autori descrivono la società contemporanea, ovvero scavando a fondo nei personaggi alla ricerca di una misera scintilla di umanità all’interno di un mondo dominato dal caos e dalla violenza, in cui sentimenti come l’amore e l’amicizia spesso e volentieri passano in secondo piano rispetto agli interessi personali, all’opportunismo e all’implacabile sete di denaro e di potere. [+]

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dario sabato 14 marzo 2015
virtuosistico Valutazione 3 stelle su cinque
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No
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La regia non è sciolta a causa dei troppi colpi di scena, metafore un po' grossolane della irrazionalità umana. La messinscena è spettacolare e un'amara ironia di fondo rende interessante l'operazione. Fotografia spettacolare e ambientazione perfetta. Byrne è poco adatto a fare il duro criminale, gli altri funzionano bene, a parte tentazioni caricaturali, talvolta riuscite, purtroppo. Stranamente lenti certi passaggi, non da Coen.

[+] concordo sulla lentezza non da coen. (di no_data)
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jackiechan90 giovedì 31 luglio 2014
la decostruzione dei generi secondo i cohen Valutazione 4 stelle su cinque
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 È difficile recensire un film come “Crocevia della morte” poiché questo, più di molti altri film dei Cohen, è capace di spiazzarti con mille interrogativi. Innanzitutto sono da elogiare la colonna sonora di Cartel Burwell(sempre molto azzeccate le scelte musicali dei due fratelli!) e la ricostruzione storica della città dove si svolge la vicenda(che rimane sempre anonima, forse perché vuole essere un archetipo di tutte le tipiche città americane). E per finire la scelta degli attori e dei caratteristi(tra tutti il formidabile gangster interpretato da John Polito). Sembrerebbe, a prima vista, l’emblema del gangster-movie con tutti i clichè del genere(lotta tra gang, brama di potere, uso frequente di mitra e pistole, città buie e corrotte fino all’osso…) ma se guardiamo nei dettagli scopriamo che questo film si discosta molto dai canoni del genere. [+]

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jackiechan90 giovedì 31 luglio 2014
la decostruzione dei generi secondo i cohen Valutazione 4 stelle su cinque
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No
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 È difficile recensire un film come “Crocevia della morte” poiché questo, più di molti altri film dei Cohen, è capace di spiazzarti con mille interrogativi. Innanzitutto sono da elogiare la colonna sonora di Cartel Burwell(sempre molto azzeccate le scelte musicali dei due fratelli!) e la ricostruzione storica della città dove si svolge la vicenda(che rimane sempre anonima, forse perché vuole essere un archetipo di tutte le tipiche città americane). E per finire la scelta degli attori e dei caratteristi(tra tutti il formidabile gangster interpretato da John Polito). Sembrerebbe, a prima vista, l’emblema del gangster-movie con tutti i clichè del genere(lotta tra gang, brama di potere, uso frequente di mitra e pistole, città buie e corrotte fino all’osso…) ma se guardiamo nei dettagli scopriamo che questo film si discosta molto dai canoni del genere. [+]

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onufrio domenica 5 maggio 2013
l'epoca del proibizionismo Valutazione 3 stelle su cinque
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No
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I fratelli Coen ci raccontano una storia di gangster ambientata nel periodo del proibizionismo; lo stile dei due fratelli è inconfondibile; ogni personaggio diventa caratteristico, non mi esalta oltre modo però l'attore GAbriel Byrne che in questo film veste i panni del protagonista, ovvero Tom, braccio destro di Leo (A.Finney), i due verranno ai ferri corti per via di una donna (Verna- M.G.Harden) e di suo fratello (Bernie-J.Turturro) che in molti vogliono vedere morto. Una volta cacciato,Tom si schiera col boss Johnny Caspar interpretato da un buffo Jon Polito, egli vuole la morte di bernie e incarica Tom per ucciderlo; il film prosegue sempre con toni pacati ma efficaci, l'intrigo e la suspence non lasciano mai lo spettatore. [+]

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fierror domenica 13 novembre 2011
senza pietà Valutazione 4 stelle su cinque
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Intrigante,coinvolgente,nonostante la trama appositamente ingarbugliata l'ho seguito con attenzione dall'inizio alla fine. Il personaggio principale Tom è a che fare con individui pericolosi e loschi,ma tuttavia riesce ad avere sempre il coltello dalla parte del manico in questa piccola guerra tra bande dove tutti si conoscono,ma nessuno sà bene cosa abbia in mente l'altro. Tom è in casi duro e spietato,ma sà quando deve cedere,pagherà caro il suo unico atto di pietà.

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francesco2 sabato 20 agosto 2011
tra "blood simple" e "fargo"(1) Valutazione 3 stelle su cinque
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Almeno- E dico almeno- da un punto di vista cronologico, questo film si colloca a metà tra "Blood Simple"(1984)e "Fargo"(1996). Tra i critici, alcuni hanno preferito l'esordio dei due fratelli del Minnesota; altri, invece, hanno maggiormente apprezzato la svolta "realista" del film premiato con un Oscar per la sceneggiatura, per quanto alcuni ci abbiano visto un pò un esercizio di stile senza particolari significati. Chi scrive è propenso ad appartenere alla seconda categoria citata. In ogni caso, il film in questione rappresenta per davvero un "Crocevia",e non solo da un punto di vista geografico nel senso che i due fratellastri devono scegliere tra il film citato che ne ha segnato il debutto, e quella svolta presente soprattutto in "Arizona Junior" . [+]

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francesco2 venerdì 19 agosto 2011
tra "blood simple" e "fargo"(2) Valutazione 3 stelle su cinque
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"Burton Fink"; senza dimenticare i continui paradossi che il film propone, ad esempio la fine che il protagonista rischia di fare e che gli viene risparmiata da un equivoco. Ma anche che lui stesso, alla fine del film, compirà quel gesto che all'inizio si era rifiutato di eseguire. Tuttavia, si potrebbe scrivere che questo non necessariamente basta a costruire una "Storia": in fondo lo stesso personaggio principale è una figura alla Mitchum -Penso- apparentemente cinica, ma alle volte criminale "Caritatevole" e dotato di un sarcasmo inglese,che vive -Altro paradosso- un amore odio per la Guy Harden, bravissima nels uo ruolo di "Mangiauomini" che considera una potenziale assassina; magari di quel signore a cui, in una sequenza tipicamente coeniana, aera stato rubato il parrucchino una volta morto. [+]

[+] seconda parte (di francesco2)
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zema89 domenica 8 maggio 2011
l'importante è avere il cappello sempre in testa 2 Valutazione 5 stelle su cinque
75%
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Essendo per me impossibile non fare collegamenti con altre pellicole oserei dire che la figura di Tom è quella che in assoluto potrebbe accordarsi meglio con quella di un Padrino alla Corleone, anche se con sfaccettature diverse, si intende. Ma come ho già precedentemente detto lui non è il boss, è il suo “braccio destro”, la sua mente, il suo stratega. I due boss invece sono lontanissimi dalla figura del Padrino: Johnny Caspar risulta essere spesso molto “buffo”, se mi permettete la citazione, lasciandosi trasportare da una collera che lo fa assomigliare ad un maiale, e cimentandosi spesso in certe dubbie facezie delle quali finisce col ridere solo lui; l'altro, Leo, sembra non prendere le cose troppo sul serio, quasi come fossero un gioco, e non mantiene una solida capacità di giudizio essendo perdutamente innamorato di Verna, ossia Marcia Gay Harden, che si dimostra abile nell'assumere il ruolo di una meravigliosa Dark Lady. [+]

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zema89 domenica 8 maggio 2011
l'importante è avere il cappello sempre in testa 1 Valutazione 5 stelle su cinque
64%
No
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Miller's Crossing è uno dei primi film dei fratelli Coen, e che personalmente ritengo essere uno di loro miglior lavori. Non è propriamente un film sulla mafia in senso stretto, ma la maggior parte dei personaggi sono mafiosi e di conseguenza anche gli ambienti in cui si svolgono le vicende lo sono. Ciò che precedenti film sulla mafia ci hanno insegnato è che i mafiosi, pur essendo criminali, tengono dei loro principi, come l'onore e il rispetto. Infatti tra le prime parole che sentiamo pronunciare nel film ce ne è una che è di notevole importanza, ossia “l'etica”. Certo è che parlando di criminalità risulta essere istintivamente difficile poter parlare di personaggi etici, ma le cose non sono così semplici e il film in questione, non tracciando una linea di demarcazione netta tra ciò che è giusto e sbagliato, non limita la nostra capacità di giudizio sui personaggi, che a dispetto delle apparenze finiscono col rivelarsi molto più complicati di quanto si possa inizialmente pensare. [+]

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