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orson welles
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sabato 31 agosto 2013
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capolavoro
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raysugark
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domenica 17 febbraio 2013
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quarto posto come miglior film di dario argento
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Un film molto da Mario Bava, Argento ha fatto un film dove l'assassino ha una maschera anche nel film di Mario Bava 6 donne per l'assassino, l'assassino ha una maschera. Questo è comunque più crudo come thriller che il regista abbia mai fatto. Quarto posto come miglior film di Dario Argento.
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franto70
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mercoledì 25 luglio 2012
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l'ultimo argento di valore
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Il finale preannuncia l'inizio della parabola discendente di questo regista che io ho amato dagli inizi fino a questo film. Dopo Opera, il nulla totale. Ciò che manca da qui in poi è l'attenzione per: sceneggiatura, attori, recitazione, colori, musiche. Mi viene quasi da pensare che nei suoi vecchi capolavori abbia messo solo le mani sulla macchina da presa e che tutto il resto sia stato "opera" di suoi validi collaboratori
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nerazzurro
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sabato 7 maggio 2011
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un altra "opera" thriller
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Secondo il mio parere gli anni '80 sono i migliori anni di Dario Argento (per quanto riguarda la qualità) e questo"opera" ne è la prova definitiva. Un thriller robusto e davvero misterioso, sorretto da un'ennesima colonna sonora. Qualche sbavatura nella sceneggiatura, ma ripeto: è davvero un thriller di fattura.
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nino p.
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sabato 14 febbraio 2009
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il lirismo truculento di dario argento
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Nel corso degli anni '80 Dario Argento ha continuato a produrre films di livello più che dignitoso. Per il sottoscritto "Opera" rappresenta il suo punto più alto di questa decade. Innanzitutto la stupenda scenografia ambientata spesso all'interno di un teatro ed una serie di dicotomie semplicemente geniali: il rapporto passato/presente della protagonista; una serie di situazioni truculente svolte all'interno di un luogo di pace e di meditazione qual'è appunto un teatro di musica classica ed i vari intrecci apparentementi discordanti della colonna sonora sospesa tra musica lirica ed hard rock. Ma Argento sfodera in "Opera" il suo potenziale calderone soprattutto in due maestose situazioni: la scena del proiettile che passa nello spioncino della porta e la particolare tecnica di tortura utilizzata sugli occhi della protagonista: semplicemente geniale.
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Nel corso degli anni '80 Dario Argento ha continuato a produrre films di livello più che dignitoso. Per il sottoscritto "Opera" rappresenta il suo punto più alto di questa decade. Innanzitutto la stupenda scenografia ambientata spesso all'interno di un teatro ed una serie di dicotomie semplicemente geniali: il rapporto passato/presente della protagonista; una serie di situazioni truculente svolte all'interno di un luogo di pace e di meditazione qual'è appunto un teatro di musica classica ed i vari intrecci apparentementi discordanti della colonna sonora sospesa tra musica lirica ed hard rock. Ma Argento sfodera in "Opera" il suo potenziale calderone soprattutto in due maestose situazioni: la scena del proiettile che passa nello spioncino della porta e la particolare tecnica di tortura utilizzata sugli occhi della protagonista: semplicemente geniale.
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raffaele
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venerdì 14 novembre 2008
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l'assassini meno credibile del cinema horror
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guardando questo film(che considero, comunque una buona prova del Maestro), mi sono sempre interrogato su quanti anni potesse avere il commissario Santini...quando betty era piccola e sua madre assisteva sadicamente agli omicidi messi in scena per lei dal suo amante(Santini, appunto), mi sembra non dovesse avere + di 7-8 anni...quando viene assunta come protagonista principale del Macbeth e (ri)comincia la catena efferata di delitti messa in atto da Santini, penso avesse 23-24anni(il volto della Marsillach era lascia pensare che all'epoca acese questa età)...ora, Santini sembra avere nel film non + di 36-37anni(anche se , se non vado errato, all'epoca Barberini era un pò + giovane, ma per farlo apparire + maturo, gli hanno fatto portare una barba assai incolta.
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guardando questo film(che considero, comunque una buona prova del Maestro), mi sono sempre interrogato su quanti anni potesse avere il commissario Santini...quando betty era piccola e sua madre assisteva sadicamente agli omicidi messi in scena per lei dal suo amante(Santini, appunto), mi sembra non dovesse avere + di 7-8 anni...quando viene assunta come protagonista principale del Macbeth e (ri)comincia la catena efferata di delitti messa in atto da Santini, penso avesse 23-24anni(il volto della Marsillach era lascia pensare che all'epoca acese questa età)...ora, Santini sembra avere nel film non + di 36-37anni(anche se , se non vado errato, all'epoca Barberini era un pò + giovane, ma per farlo apparire + maturo, gli hanno fatto portare una barba assai incolta...ma comunque dai tratti si vede che chi lo interpreta, Barberini appunto, era + giovane); ora, facendo dei calcoli, all'epoca delle uccisioni perpetrate in onore della madre di Betty, Santini avrebbe dovuto essere ventenne...e stava assieme una donna sicuramente molto + grande di lui...ecco, queste sono gli interrogativi che parecchi film di Argento suscitano(anche in Profondo rosso, per non parlare poi di Phenomena, e via dicendo) e che rendono complesso e affascinante questo regista e le sue opere!
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paride86
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giovedì 25 settembre 2008
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il dario più sadico
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Un thriller davvero spettacolare e truculento, con invenzioni e scene memorabili, come quella del proiettile attraverso l'occhiello della porta.
Il film prosegue benissimo fino al finale, che sembra attaccato con lo scotch.
Comunque rimane un buon prodotto, ben diretto e ben interpretato.
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hyr
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giovedì 17 luglio 2008
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bellissimo
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mi e piaciuto un sacco davvero un bel film con una tecnica davvero ottima sempre bravo argento
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ixaxar
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lunedì 2 giugno 2008
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la cosa migliore è la tecnica.
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Nel film si alternano sequenze ottime e sequenze mediocri. Pessima la scelta di brani heavy metal (o meglio confusi frammenti di brani heavy metal) in un film di opera lirica. Nell'assalto dei corvi non si capisce perchè non c'è la musica rock "Crows" di Simonetti (probabilmente concepita per quella scena) e che non contrasta neppure con i brani lirici, ma viene messa una canzone heavy metal. E dire che i brani di Eno e Simonetti non sono niente male, ma nel film sono utilizzati molto male. La Marsillach era un'esordiente (e si vede) Barberini era molto più bravo in Demoni, eccezionale la scena del proiettile dallo spioncino. Da un punto di vista tecnico è un grande film, ma sul piano narrativo lo è molto meno.
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Nel film si alternano sequenze ottime e sequenze mediocri. Pessima la scelta di brani heavy metal (o meglio confusi frammenti di brani heavy metal) in un film di opera lirica. Nell'assalto dei corvi non si capisce perchè non c'è la musica rock "Crows" di Simonetti (probabilmente concepita per quella scena) e che non contrasta neppure con i brani lirici, ma viene messa una canzone heavy metal. E dire che i brani di Eno e Simonetti non sono niente male, ma nel film sono utilizzati molto male. La Marsillach era un'esordiente (e si vede) Barberini era molto più bravo in Demoni, eccezionale la scena del proiettile dallo spioncino. Da un punto di vista tecnico è un grande film, ma sul piano narrativo lo è molto meno. I poliziotti sono presentati come incompetenti: nella realtà (per fortuna) si accorgerebbero subito della differenza fra un corpo bruciato e un manichino. Il secondo finale, in montagna, sembra non aggiungere nulla di utile alla storia. Ciao.
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mercoledì 9 aprile 2008
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visionario
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il film più visionario di dario argento dalle riprese del teatro alla sguardo dei corvi.film con delle idee nuove ed efficaci(gli spilli sotto gli occhi) e le tecniche degli omicidi anche qui sono curate.bravi barberini e nicolodi,discreta prova della marsillach
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