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steffa
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domenica 21 gennaio 2024
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esercizio di stile
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il secondo lungometraggio di Von Trier non riesce ad andare oltre ad un mero esercizio di stile goliardico e stravagante, tecnicamente di assoluto valore, la regia e la fotografia regalano momenti di cinema anche sublime, ma manca del tutto una trama ed un passo consoni ad un degno lungometraggio
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paride86
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venerdì 26 agosto 2011
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indigeribile
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Dopo il brillante esordio con "L'elemento del crimine", Lars Von Trier gira "Epidemic", film disomogeneo che alterna qualche momento interessante a lunghi intermezzi di noia.
Molto carina la canzone che chiude il film.
Indigeribile.
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fedeleto
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martedì 3 agosto 2010
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il terribile dilagare del miasma..
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Dopo aver esordito alla regia con L'ELEMENTO DEL CRIMINE,lars von trier torna a stupirci con questa seconda prova cinematografica,di grande intensita' e magistralita'.La pellicola e' una sorta di metafilm dove lars e lo sceneggiatore niels devono consegnare al produttore la sceneggiatura di un film intititolato IL POLIZIOTTO E LA PUTTANA, ma un errore imprevisto non permette cio', e cosi inizieranno a scrivere una nuova sceneggiatura intitolata epidemic,ove il tema di un contagio mortale rade al suolo la popolazione della danimarca,ed inspiegabilmente nella realta' accade cio' che e' scritto nella sceneggiatura.Ironico,angoscioso,claustrofobico,affascinante ,e sicuramente originale,questo e' epidemic.
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Dopo aver esordito alla regia con L'ELEMENTO DEL CRIMINE,lars von trier torna a stupirci con questa seconda prova cinematografica,di grande intensita' e magistralita'.La pellicola e' una sorta di metafilm dove lars e lo sceneggiatore niels devono consegnare al produttore la sceneggiatura di un film intititolato IL POLIZIOTTO E LA PUTTANA, ma un errore imprevisto non permette cio', e cosi inizieranno a scrivere una nuova sceneggiatura intitolata epidemic,ove il tema di un contagio mortale rade al suolo la popolazione della danimarca,ed inspiegabilmente nella realta' accade cio' che e' scritto nella sceneggiatura.Ironico,angoscioso,claustrofobico,affascinante ,e sicuramente originale,questo e' epidemic.Fin dall'inizio del film si nota come lars metta in scena l'impossibilita' della volonta' propria (il dischetto dove si trova la scenggiatura si e' cancellato,un tassista che deve dare un passaggio a lars mette la prima e va in retromarcia) e dunque un ricominciare da zero, ma questo nuovo inizio e' in realta' l'inizio di una fine.Niels batte a macchina il titolo della nuova scenggiatura che e' EPIDEMIC, da quel momento il titolo rimane per tutto il tempo nella pellicola del film come fosse un virus che ormai e' entrato nel film e lo ha contagiato e sta iniziando la sua ascesa.lars e niels concretizzano l'idea della sceneggiatura segnando uno schema sul muro( sembrano quasi delle lapidi),e quando scendono nell'edificio di una biblioteca ,un professore gli fa notare che dei muri sono soggetti a scepolarsi(proprio come fa il virus),qui trier sembra trovare l'ispirazione adeguata.Interessante l'ultima scena ove l'ipnosi ha inizio sembra un ritorno a l'elemento del crimine,poiche' entrare nei meandri della psiche umana costituisce un rischio,ma l'imprevedibilita' ha la meglio e si trasforma in un crescendo di terribile reazione da parte dell'ipnotizzata sfociando nell tragico,e solo alla fine lars immortala la pellicola nell'ultimo fotogramma ove si vede dall'alto un'autostrada che forma una croce.sicuramente una pellicola che mostra il talento del grande regista danese ,che gia da questa sua seconda pellicola stupisce e colpisce.
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nihil
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domenica 18 maggio 2008
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von trier è forse il più grande regista contempora
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Lars Von Trier è uno dei più grandi registi contemporanei, se non il più grande.
Oltre a possedere delle indubitabili capacità tecniche, possiede anche quelle rare qualità che ormai sfuggono ai più: originalità, pensiero, intelligenza, stronzaggine, follia; è uno dei pochi registi sempre alla ricerca, uno dei pochi registi che hanno il coraggio di osare, di rischiare, di essere anche sgradevoli, ma di proporre una qualsiasi idea di cinema, di far scaturire riflessioni e dibattiti, di aggiungere qualcosa alla moderna cinematografia, sia in campo specificamente artistico, che di pensiero.
Un film di Von Trier non lascia mai indifferenti, o lo si ama, o lo si odia. L'importante, comunuque, è suscitare qualcosa, Lars lo fa.
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Lars Von Trier è uno dei più grandi registi contemporanei, se non il più grande.
Oltre a possedere delle indubitabili capacità tecniche, possiede anche quelle rare qualità che ormai sfuggono ai più: originalità, pensiero, intelligenza, stronzaggine, follia; è uno dei pochi registi sempre alla ricerca, uno dei pochi registi che hanno il coraggio di osare, di rischiare, di essere anche sgradevoli, ma di proporre una qualsiasi idea di cinema, di far scaturire riflessioni e dibattiti, di aggiungere qualcosa alla moderna cinematografia, sia in campo specificamente artistico, che di pensiero.
Un film di Von Trier non lascia mai indifferenti, o lo si ama, o lo si odia. L'importante, comunuque, è suscitare qualcosa, Lars lo fa.
A me Lars piace tantissimo!
Daniela
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barkio89
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giovedì 27 marzo 2008
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non male!
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Ammetto (e non so perchè) che mi aspettavo di più, ma è comunque un film che ha una sua forza e un fascino particolare, ad esempio nelle scene dove si vede il sommelier chiacchierare (e sprecare vino) con uno dei due protagonisti mentre l'altro (von Trier) si prepara un bagno, affaticato e, sembra, dolente. Comunque tutto il film mi è sembrato pervaso da una sottile atmosfera di morte imminente, il che, seppur scontato, deve essere comunque reso efficacemente o son guai (vedi Final Destination XD....). Gli ultimi 20 minuti circa sono altro rispetto al timbro medio del film, i toni si esasperano e i piani di narrazione si mischiano definitivamente; la recitazione della donna ipnotizzata è abbastanza turbante e mi ha fatto pensare un po', ma poco poco, eh, a Shelley Duvall in quel di Shining.
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Ammetto (e non so perchè) che mi aspettavo di più, ma è comunque un film che ha una sua forza e un fascino particolare, ad esempio nelle scene dove si vede il sommelier chiacchierare (e sprecare vino) con uno dei due protagonisti mentre l'altro (von Trier) si prepara un bagno, affaticato e, sembra, dolente. Comunque tutto il film mi è sembrato pervaso da una sottile atmosfera di morte imminente, il che, seppur scontato, deve essere comunque reso efficacemente o son guai (vedi Final Destination XD....). Gli ultimi 20 minuti circa sono altro rispetto al timbro medio del film, i toni si esasperano e i piani di narrazione si mischiano definitivamente; la recitazione della donna ipnotizzata è abbastanza turbante e mi ha fatto pensare un po', ma poco poco, eh, a Shelley Duvall in quel di Shining....ma lei era molto più silenziosa nel suo terrore. E sicuro, comunque più brava. Vabbè, non è male comunque...io li reputo soldi ben spesi.
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