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figliounico
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lunedì 6 novembre 2023
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la palingenesi
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L’Alba dei morti è uno dei migliori film, divenuto un cult movie, del sottogenere horror ispirato agli zombi. Regia di Romero, sceneggiatura di Romero e Argento, musiche dei Goblin, protagonisti gli ultimi quattro sopravvissuti alla catastrofe planetaria, che nel finale rimarranno in due, l’uomo di colore, Ken Foree, e la donna bianca, Gaylen Ross, come nel post apocalittico “La fine del mondo” di MacDougall del ’64, a rappresentare la cellula primordiale di un nuovo inizio per una umanità, che, secondo la tesi moraleggiante sottotraccia del soggetto, merita nonostante tutto una possibilità di riscatto dopo la catarsi dell’estinzione di massa. Sebbene oramai corrotta dal consumismo, dalla cupidigia e dalla violenza, vizi simboleggiati, rispettivamente, dal ritorno ossessivo e demenziale nel centro commerciale degli zombi e dalle scorrerie della banda di razziatori in motocicletta, la solidarietà dimostrata dai membri del gruppetto di superstiti offre la speranza di un futuro migliore per gli esseri umani all'insegna dell'amore e del rispetto reciproco, valori che sostituiranno l'idolatria per i beni di consumo e la sopraffazione del più debole.
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biso 93
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venerdì 10 febbraio 2017
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ti va un po' di shopping?
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Zombi: dawn or the Dead e' un film del 1979 scritto e diretto da George A. Romero. Seguito non collegato del cult La notte dei morti viventi, zombi é un film solidissimo, diretto bene e che funziona sotto tutti i punti di vista, soprattutto socio_politici. Figlio ovviamente Delle tecnologie anni 70", e' un film capolavoro del genere horror per la sua capacità di abbinare molto bene intrattenimento, critica sociale e profondità narrativa. Non a caso molte scene di questo film hanno ispirato registi odierni, come non citare le irruzioni degli agenti in REC, chiaramente figlie dei primi 15 minuti del film in cui vi e' un irruzione in un condominio portoricano.
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Zombi: dawn or the Dead e' un film del 1979 scritto e diretto da George A. Romero. Seguito non collegato del cult La notte dei morti viventi, zombi é un film solidissimo, diretto bene e che funziona sotto tutti i punti di vista, soprattutto socio_politici. Figlio ovviamente Delle tecnologie anni 70", e' un film capolavoro del genere horror per la sua capacità di abbinare molto bene intrattenimento, critica sociale e profondità narrativa. Non a caso molte scene di questo film hanno ispirato registi odierni, come non citare le irruzioni degli agenti in REC, chiaramente figlie dei primi 15 minuti del film in cui vi e' un irruzione in un condominio portoricano. Film geniale sotto più punti di vista ma a mio avviso con una colonna sonora troppo invadente. Consigliato a chi vuole scoprire da dove nascono walking Dead e copie varie.
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laurence316
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martedì 1 novembre 2016
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altro che the walking dead!
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Non è, come gran parte degli altri film sugli zombie di Romero, un vero e proprio seguito del precedessore, ma bensì una variazione sul tema, uno zombi-movie con a disposizione più mezzi (anche se comunque modesti) e in cui si fa ancora più acuta la critica alla società e alle sue contraddizioni. In Zombi (o, meglio, L'alba dei morti, traduzione del titolo originale) Romero riesce di nuovo nell'impresa di coniugare il film dell'orrore, il film di tensione, con il sarcasmo e l'ironia che gli sono congeniali, con l'intelligente e per nulla scontata (oltre che caustica) critica alla società dei consumi, con gli zombi che si limitano a ripetere pedissequamente la medesima routine della vita precedente.
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Non è, come gran parte degli altri film sugli zombie di Romero, un vero e proprio seguito del precedessore, ma bensì una variazione sul tema, uno zombi-movie con a disposizione più mezzi (anche se comunque modesti) e in cui si fa ancora più acuta la critica alla società e alle sue contraddizioni. In Zombi (o, meglio, L'alba dei morti, traduzione del titolo originale) Romero riesce di nuovo nell'impresa di coniugare il film dell'orrore, il film di tensione, con il sarcasmo e l'ironia che gli sono congeniali, con l'intelligente e per nulla scontata (oltre che caustica) critica alla società dei consumi, con gli zombi che si limitano a ripetere pedissequamente la medesima routine della vita precedente. Grazie a questo e ad altri elementi determinanti, come la colonna sonora ad opera dei Goblin o lo straordinario lavoro svolto da Tom Savini e dagli altri responsabili degli effetti speciali, Zombi si rivela un film di prim'ordine, uno dei migliori horror della storia del cinema e probabilmente il miglior film di Romero. Violento e spietato nella sua lucida critica al sistema, è un film che rivela una volta in più le enormi doti registiche dell'autore oltre che le grandi potenzialità del genere di cui è maestro. Scritto da Romero dopo una sua visita al centro commerciale, il Monroeville Mall, che è lo stesso utilizzato nel film, Zombi è il frutto di alcuni mesi di riprese, dato che la troupe aveva la possibilità di girare solo durante le ore di chiusura del centro, approsimativamente dallle unidici di sera alle sette della mattina. Prodotto grazie al fondamentale apporto di Argento (che si assicura i diritti per la distribuzione della versione europea del film), Zombi si rivela un grandissimo successo ed è sicuramente da vedere anche nella sua versione director's cut della durata di 139 minuti.
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onufrio
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lunedì 26 settembre 2016
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zombi della società moderna
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Se ci si sofferma prettamente sul genere horror-zombi in particolare, a distanza di anni, e dopo averne visti ormai di tutte le razze, Zombi di Romero è un film nella media, ma ciò a cui bisogna porre attenzione è il messaggio che Romero lancia in un'epoca ancora lontana dall'attuale evoluzione mediatica e commerciale che invade il mondo. L'uomo visto come zombi, ipnotizzato e narcotizzato dal consumismo, non è un caso che il film si svolga quasi interamente in un centro commerciale, un oppiaceo moderno che intontisce il genere umano e lo invita a spendere e consumare, inclinandosi così allo sviluppo (o presunto tale) della società moderna.
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Se ci si sofferma prettamente sul genere horror-zombi in particolare, a distanza di anni, e dopo averne visti ormai di tutte le razze, Zombi di Romero è un film nella media, ma ciò a cui bisogna porre attenzione è il messaggio che Romero lancia in un'epoca ancora lontana dall'attuale evoluzione mediatica e commerciale che invade il mondo. L'uomo visto come zombi, ipnotizzato e narcotizzato dal consumismo, non è un caso che il film si svolga quasi interamente in un centro commerciale, un oppiaceo moderno che intontisce il genere umano e lo invita a spendere e consumare, inclinandosi così allo sviluppo (o presunto tale) della società moderna.
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alfa999
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sabato 10 gennaio 2015
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vertice
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Uno dei vertici assoluti del cinema mondiale.
Riflessione straordinaria sul livello di degrado della convivenza sociale imposto dall'ordo dominante.
Molto notevole e simbolico il fatto che gli uomini bianchi che storicamente hanno funto da protagonisti della affermazione del regime moderno del capitale prima che esso nella sua dinamica oggettiva iniziasse a sfondare nell'Asia profonda presso grandi masse demografiche non caucasoidi vadano incontro ad una catastrofe totale.
Coloro che alla fine riescono a trovare una via di uscita sono infatti un nero e una donna.
Un rappresentante di gruppi umani che nel continente di appartenenenza a causa del livello inferiore dei modi di produzione in esso presenti, sono stati oggetto di stupro sistematico sociale e storico per secoli e una rappresentante di un genere di esseri umani che dall'affermazione del regime sociale classista alcuni millenni or sono si trova ad essere oggetto di una enorme opera di exploitation totale a tal punto che gran parte di esso ha interiorizzato perfettamente l'ordo dominante maschile e non trova di meglio per affrontarlo che copiare bestialmente i comportamenti bestiali della controparte.
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Uno dei vertici assoluti del cinema mondiale.
Riflessione straordinaria sul livello di degrado della convivenza sociale imposto dall'ordo dominante.
Molto notevole e simbolico il fatto che gli uomini bianchi che storicamente hanno funto da protagonisti della affermazione del regime moderno del capitale prima che esso nella sua dinamica oggettiva iniziasse a sfondare nell'Asia profonda presso grandi masse demografiche non caucasoidi vadano incontro ad una catastrofe totale.
Coloro che alla fine riescono a trovare una via di uscita sono infatti un nero e una donna.
Un rappresentante di gruppi umani che nel continente di appartenenenza a causa del livello inferiore dei modi di produzione in esso presenti, sono stati oggetto di stupro sistematico sociale e storico per secoli e una rappresentante di un genere di esseri umani che dall'affermazione del regime sociale classista alcuni millenni or sono si trova ad essere oggetto di una enorme opera di exploitation totale a tal punto che gran parte di esso ha interiorizzato perfettamente l'ordo dominante maschile e non trova di meglio per affrontarlo che copiare bestialmente i comportamenti bestiali della controparte.
Il regista avrebbe potuto benissimo chiudere qui con la tematica fondamentale della morte che ritorna in vita a dimostrazione essenziale che la sedicente vita che si conduce oggi nella presunta società civile non è altro che una parodia ipocrita e tragica.
Molto bella anche la colonna sonora così in relazione con le drammatiche sequenze specifiche della pellicola.
Un approfondimento reale di questo grande capolavoro porterebbe davvero troppo lontano e ben oltre le possibilità oggettive di una semplice recensione.
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francisco goya
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giovedì 21 novembre 2013
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genealogia dell'apocalisse umano
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Difficile non riconoscersi in un cadavere ambulante che, per coazione a ripetere, senza la benché minima coscienza intellettiva, entra in un centro commerciale. Quasi impossibile non sentirsi affini a questa umanità putrida e decomposta che, proprio in virtù della propria marcescenza, continua da morta a reiteare irragionevolmente ciò che la possedeva da viva. Un umanità degradante perché già degradata quando ancora aveva capacità di ragionamento, tanto da non comprendere che l'apocalisse va affrontato "senza emotività", se si vuole ritardare la propria dipartita. Il capolavoro romeriano ha un sottile sostrato filosofico, politico e sociologico, tradotto nella violenza delle immagini, nell'atmosfera claustrofobica e disperante, nel ritmo serrato che, come un pugno nello stomaco, stupra le emozioni dello spettatore: qua e là disseminate con acume la critica alla società dei consumi che affonda le sue radici negli anni '70 per poi sprigionarsi negli '80; la critica al militaresco stato di polizia che si verifica puntualmente nelle sue connotazioni più autoritarie e che non fa altro che accelerare irrazionalmente il precipitare apocalittico degli eventi (ne è figura esemplare lo sbirro sadico e razzista Wooley); la critica all'insito razzismo della società americana, già suggerita ne "La notte dei morti viventi", qui vivificata dagli atti di barbarie contro cittadini portoricani, tra i pochi che credono ancora che bisogni rispettare la morte e che "quando i morti camminano bisogna smettere di uccidere o si perde la guerra".
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Difficile non riconoscersi in un cadavere ambulante che, per coazione a ripetere, senza la benché minima coscienza intellettiva, entra in un centro commerciale. Quasi impossibile non sentirsi affini a questa umanità putrida e decomposta che, proprio in virtù della propria marcescenza, continua da morta a reiteare irragionevolmente ciò che la possedeva da viva. Un umanità degradante perché già degradata quando ancora aveva capacità di ragionamento, tanto da non comprendere che l'apocalisse va affrontato "senza emotività", se si vuole ritardare la propria dipartita. Il capolavoro romeriano ha un sottile sostrato filosofico, politico e sociologico, tradotto nella violenza delle immagini, nell'atmosfera claustrofobica e disperante, nel ritmo serrato che, come un pugno nello stomaco, stupra le emozioni dello spettatore: qua e là disseminate con acume la critica alla società dei consumi che affonda le sue radici negli anni '70 per poi sprigionarsi negli '80; la critica al militaresco stato di polizia che si verifica puntualmente nelle sue connotazioni più autoritarie e che non fa altro che accelerare irrazionalmente il precipitare apocalittico degli eventi (ne è figura esemplare lo sbirro sadico e razzista Wooley); la critica all'insito razzismo della società americana, già suggerita ne "La notte dei morti viventi", qui vivificata dagli atti di barbarie contro cittadini portoricani, tra i pochi che credono ancora che bisogni rispettare la morte e che "quando i morti camminano bisogna smettere di uccidere o si perde la guerra". Non a caso sarà Peter, un "negro", a salvarsi con Francine, una donna (la vena anti-sessista diverrà più indicativa nel terzo film della saga romeriana), diretti verso il nulla, verso un futuro senza più tempo né spazio.
Un film che nella sua compattezza, tralasciando qualche errore di dettaglio, diventa a buon titolo una pietra miliare del cinema, e non solo horror, inserendosi perfettamente nel contesto storico-cinematografico a cui appartiene. La versione rimontata da Argento che è più incalzante, che valorizza maggiormente la musica inquietante e concitata dei Goblin, che è, in definitiva, più europea, contribuisce in modo sostanziale ad una migliore resa filmica (senza nulla togliere al montaggio romeriano, più contemplativo e classicheggiante). Non bisogna necessariamente cogliere i richiami intertestuali del film (cosa che io ho fatto solo per irrobustirne criticamente il valore culturale), basta intuire che l'operazione romeriana crea un capolavoro senza precedenti, che tiene incollato lo spettatore con un effetto panico che lascia col fiato sospeso, con l'amarezza del grottesco e del truculento in bocca, con il terrore che ci rende partecipi del martirio-suicidio dell'umanità intera. Un capolavoro apocalittico, dunque essenzialmente valido nel 1978 e, forse, ancora di più nel 2013.
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giuseppenaco
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venerdì 7 settembre 2012
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un capolavoro
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quando il film usci nelle sale ero troppo piccolo nel 1979(uscita in italia) avevo solo 7 anni,ma ricordo la prima volta venne passato in tv,tutti l aspettavano .personalmente l avro visto almeno una quindicina di volte,non mi stanco mai di vederlo,troppo ben fatto,bravissimi gli attori da un senso di claustrofobia,e terrore ma anche di speranza e di amicizia,nonche di avventura.tutti in una situazione del genere ci comporteremmo con sincerità tirando fuori il vero carattere senza finzioni,ad un certo punto si fa anche tifo per i morti viventi e cioè quando si scontrano con i motociclisti dopo essere entrati all interno del centro,e molto innovativo anche presentatolo con tutte le scene diurne e con giornte molto solari,facendolo apparire ancora piu come normalita quotidiana(al contrario delle classiche scene notturne e temporali dei film horror) molto bello anche il finale sempre con un pizzico di speranza,visto la fuga dei due sopravissuti.
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quando il film usci nelle sale ero troppo piccolo nel 1979(uscita in italia) avevo solo 7 anni,ma ricordo la prima volta venne passato in tv,tutti l aspettavano .personalmente l avro visto almeno una quindicina di volte,non mi stanco mai di vederlo,troppo ben fatto,bravissimi gli attori da un senso di claustrofobia,e terrore ma anche di speranza e di amicizia,nonche di avventura.tutti in una situazione del genere ci comporteremmo con sincerità tirando fuori il vero carattere senza finzioni,ad un certo punto si fa anche tifo per i morti viventi e cioè quando si scontrano con i motociclisti dopo essere entrati all interno del centro,e molto innovativo anche presentatolo con tutte le scene diurne e con giornte molto solari,facendolo apparire ancora piu come normalita quotidiana(al contrario delle classiche scene notturne e temporali dei film horror) molto bello anche il finale sempre con un pizzico di speranza,visto la fuga dei due sopravissuti.(ma poi che fine avranno fatto?,sono sopravvissuti?dove sono atterrati?)questo film dura due ora,ma non annoia mai,neanche nei momenti tranquilli,cioè quando i protagonisti riescono a barricarsi all interno del complesso commerciale.personalmente preferisco i morti viventi lenti e goffi a quelli ultraveloci dei film piu recenti tipo il remake del 2004.romero gia era un piccola leggenda dopo la notte dei morti viventi del 1968,ma con questo film e entrato di diritto nella ristretta lista degli autori con la A maiuscola.peccato solo che dopo il sempre fantastico IL GIORNO DEGLI ZOMBI sia andato in fase calante con la materia dei morti viventi.
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ciccio benzina
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domenica 27 maggio 2012
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romero e i suoi zombi
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bella l'idea del centrocommerciale ma non c'e l'atmosfera del mitico "la notte dei morti viventi"
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luca gigli
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lunedì 9 gennaio 2012
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imperiale
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Dieci anni dopo "La Notte dei Morti Viventi", il papà degli zombie torna sul luogo del delitto e ci regala la sua opera più famosa e più bella. Le tematiche del primo film sono qui esasperate e portate agli eccessi. Un manipolo di sopravvissuti si barrica in un centro commerciale (che siano maledetti i centri commerciali!!) dove viene sottoposto all' assedio di orde di zombie cannibali. Nasce -in questo film- il mito di "Sua Splatterosità" Tom Savini, mago degli effetti speciali.
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Dieci anni dopo "La Notte dei Morti Viventi", il papà degli zombie torna sul luogo del delitto e ci regala la sua opera più famosa e più bella. Le tematiche del primo film sono qui esasperate e portate agli eccessi. Un manipolo di sopravvissuti si barrica in un centro commerciale (che siano maledetti i centri commerciali!!) dove viene sottoposto all' assedio di orde di zombie cannibali. Nasce -in questo film- il mito di "Sua Splatterosità" Tom Savini, mago degli effetti speciali. Se "La Notte dei Morti Viventi" è il film-horror più importante di sempre, "Zombi" è la quintessenza stessa dell' Horror. Stupefacente, iconoclasta, imperiale.
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donald93
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venerdì 2 settembre 2011
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precursore dello splatter...
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Zombi (in originale 'Dawn of the Dead') può essere tranquillamente definito il precursore del genere splatter, tante sequenze del film diventeranno difatti cliché del cinema horror moderno; basti pensare alla località, il supermercato! Luogo ricorrente in molti film horror del nuovo millennio.
Tra le chicche che propone il film ci sono gli effetti speciali di Tom Savini entrati di diritto nella storia del cinema horror; il "sangue vernice" ricorda molto quello dei film di Dario Argento.
Da menzionare anche la sporca fotografia che per via dei colori "puzza" di film trash.
Paragonandolo al precedessore (La notte dei morti viventi) non c'è però confronto; in 'Zombi' assistiamo ad un esercito di zombie crudo, violento, sanguinoso, mentre nel film del '68 l'atmosfera si percepisce; c'è paura! (forse la fotografia bianco-nero regalava il tocco in più).
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Zombi (in originale 'Dawn of the Dead') può essere tranquillamente definito il precursore del genere splatter, tante sequenze del film diventeranno difatti cliché del cinema horror moderno; basti pensare alla località, il supermercato! Luogo ricorrente in molti film horror del nuovo millennio.
Tra le chicche che propone il film ci sono gli effetti speciali di Tom Savini entrati di diritto nella storia del cinema horror; il "sangue vernice" ricorda molto quello dei film di Dario Argento.
Da menzionare anche la sporca fotografia che per via dei colori "puzza" di film trash.
Paragonandolo al precedessore (La notte dei morti viventi) non c'è però confronto; in 'Zombi' assistiamo ad un esercito di zombie crudo, violento, sanguinoso, mentre nel film del '68 l'atmosfera si percepisce; c'è paura! (forse la fotografia bianco-nero regalava il tocco in più). Resta quindi non affiancabile al primo leggendario capitolo della saga di Romero.
Inutile dire che per un fanatico di film del genere, il film si beccherebbe 1000 stelle... ma io ne concedo due... resta pur sempre un film splatter sugli zombie...
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