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dandy
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martedì 7 novembre 2017
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sequel apocrifo un spanna migliore del precedente.
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Dopo il successo di "Antropophagus",D'Amato(qui con lo pseudonimo di Peter Newton)voleva resuscitare il cannibale pazzo interpretato da Eastman(anche qui sceneggiatore sotto lo pseudonimo di John Cart),che però si oppose ed optò per una storia totalmente nuova.Una storia che,se si esclude l'autocitazione delle budella all'inizio,non ha nulla a che vedere col primo film.In questo caso il "mostro",è un criminale-zombesco dotato di capacità rigenerative sovrumane,e vulnerabile solo al cervello(reminiscenze romeriane?).Come in "Antropophagus" trama,personaggi e svolgimento non sono nemmeno da considerare ma in questo caso il regista ci azzecca facendo quello che avrebbe dovuto fare nel film precedente:distribuisce gli omicidi per più della metà del film,così da tenere sveglio lo spettatore,e magari anche un pelo interessato.
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Dopo il successo di "Antropophagus",D'Amato(qui con lo pseudonimo di Peter Newton)voleva resuscitare il cannibale pazzo interpretato da Eastman(anche qui sceneggiatore sotto lo pseudonimo di John Cart),che però si oppose ed optò per una storia totalmente nuova.Una storia che,se si esclude l'autocitazione delle budella all'inizio,non ha nulla a che vedere col primo film.In questo caso il "mostro",è un criminale-zombesco dotato di capacità rigenerative sovrumane,e vulnerabile solo al cervello(reminiscenze romeriane?).Come in "Antropophagus" trama,personaggi e svolgimento non sono nemmeno da considerare ma in questo caso il regista ci azzecca facendo quello che avrebbe dovuto fare nel film precedente:distribuisce gli omicidi per più della metà del film,così da tenere sveglio lo spettatore,e magari anche un pelo interessato.Anche qui gli attori e la regia nei loro limiti sono funzionali,e gli effetti splatter sono più abbondanti e più efficaci.Peccato che anche qui i momenti morti abbondino:l'ultima mezz'ora è insopportabile,tra la ragazzina che guarisce perchè si e impiega una settimana a slegarsi dal letto,il mostro che cuoce la testa della baby sitter nel forno per un'oretta buona stordendola e basta e il moccioso che urla alla sorella bloccata di aprire la porta e farlo entrare in camera e poi corre come un cretino per tutta la casa anzichè scappare.Risibili le scene in cui Eastman accecato brancola come il mostro di Frankenstein braccando la ragazzina che guarda caso gli sta sempre a un metro scarso di distanza.L'inquadratura finale però ha un che di perversamente divertente,bisogna ammetterlo.Il personaggio di Purdom pare capitato nel film per caso.Le musiche di Carlo Maria Cordio non sono male,ricordano quelle dei "Goblin" al loro meglio.E infatti sarebbero state perfette per un thriller argentiano,mentre qui risultano assai inadeguate.Sicuramente questo film è più guardabile di "Antropophagus",ma giusto una volta o due.Se non sapete che fare una sera....
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alessandro chiappetta
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venerdì 13 febbraio 2009
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potenza e cattiveria allo stato puro
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Sulla scia di Halloween di Jhon carpenter, Aristide Massacesi realizza Rosso Sangue che rielabora i clichè del modello Slaher infarcendo il tutto di violenza e cattiveria esasperata verso le vittime dell'assassino. Buono lo spunto per la trama, che non si avvale di un protagonista mascherato, ma di un pazzo killer che rigenera le proprie cellule anche dopo essere stato colpito ripetutamente.
Naturalmente la limitatezza di mezzi e un montaggio a volte poco felice, pregiudicano in parte la visione, ma nei guizzi di violenza Joe D'amato risulta particolarmente pregnante aiutato da una colonna sonora che svolge in pieno il suo ruolo dando potenza e ritmo a un Luigi Montefiori degno dei peggiori Assassini della cinematografia horror.
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Sulla scia di Halloween di Jhon carpenter, Aristide Massacesi realizza Rosso Sangue che rielabora i clichè del modello Slaher infarcendo il tutto di violenza e cattiveria esasperata verso le vittime dell'assassino. Buono lo spunto per la trama, che non si avvale di un protagonista mascherato, ma di un pazzo killer che rigenera le proprie cellule anche dopo essere stato colpito ripetutamente.
Naturalmente la limitatezza di mezzi e un montaggio a volte poco felice, pregiudicano in parte la visione, ma nei guizzi di violenza Joe D'amato risulta particolarmente pregnante aiutato da una colonna sonora che svolge in pieno il suo ruolo dando potenza e ritmo a un Luigi Montefiori degno dei peggiori Assassini della cinematografia horror.
Sicuramente uno degli ultimi horror positivi che l'Italia ha prodotto che si avvale di colpi di scena che faranno saltare dalla sedia i meno preparati.
Da riscoprire sicuramente.
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